Delibera numero 804 del 18 settembre 2019

Oggetto: Comune di Afragola – Lavori di riqualificazione del sistema infrastrutturale nell’area urbana compresa tra piazza Gianturco, Viale S. Antonio e Viale Cristo Re - Importo a base d’asta € 999.600. CIG: 4835919699.

 

Fascicolo 4951/2016 - 1975/2019 

Il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione

 

Nell’adunanza del 18 settembre 2019

Visto il d.lgs 12 aprile 2006, n. 163 e il d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50;

Visto il decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, secondo cui i compiti e le funzioni svolti dall’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture sono trasferiti all’Autorità Nazionale Anticorruzione;

Vista la relazione dell’Ufficio Vigilanza Lavori,

Considerato in fatto

In data 20.12.2012 il Comune di Afragola ha approvato con determina dirigenziale n. 1635 il progetto per i lavori di riqualificazione del sistema infrastrutturale nell’area compresa tra Piazza Gianturco, Viale Sant’Antonio e Viale Cristo Re per un importo complessivo pari ad euro 1.330.000,00 di cui euro 999.555,90 per costo delle opere.
Con determina dirigenziale n. 346 del 27.03.2013 i lavori sono stati aggiudicati alla A.T.I.  “N.T. Costruzioni srl – S.I.E.M. Srl – Gruppo Caccavale srl” la cui offerta prevedeva un ribasso del 38,875%. L’importo netto dei lavori oggetto del contratto, sottoscritto in data 2.07.2013, risultava pertanto pari ad euro 629.482,23, comprensivo di oneri per la sicurezza, non soggetti a ribasso d’asta.
Con determina 928 del 05.12.2014, quindi oltre un anno dopo la stipula del contratto, è stato affidato l’incarico per la direzione dei lavori ed in data 1.09.2015 è stato sottoscritto tra impresa, R.U.P. e Direttore dei Lavori un verbale di riunione, finalizzato alla predisposizione di una perizia di variante, essendosi ravvisata, secondo quanto asserito dalla stazione appaltante, la necessità di operare una revisione progettuale delle opere previste. Solo successivamente, il 28 ottobre 2015 sono stati consegnati i lavori.
Durante l’esecuzione dei lavori sono state adottate due varianti in corso d’opera, nonché il progetto dei lavori complementari.
Una prima perizia di variante è stata approvata con determina dirigenziale n. 1329 del 4.12.2015, nella quale si legge che la variante origina da “obiettive esigenze derivanti da circostanze sopravvenute e imprevedibili al momento della stipula del contratto, finalizzate al miglioramento dell’opera e alla sua funzionalità, che non comportano modifiche sostanziali al progetto (art. 132 comma 3 seconda parte d.lgs. 163/2006), in particolare la variante è finalizzata a migliorare l’opera e la sua funzionalità con maggiore riguardo alla fruibilità pedonale e alla individuazione di aree di sosta [risultando finalizzata ad]  attivare tutte le azioni progettuali per azzerare quasi del tutto la manutenzione delle opere previste, apportando modifiche che non stravolgono le linee generali del progetto, ma ne migliorano sostanzialmente la qualità, la fruibilità e la durabilità nel tempo”, soggiungendo inoltre che “la variante non determina un’ulteriore spesa rispetto a quella prevista nel quadro economico del progetto approvato e la maggiore spesa è finanziata mediante utilizzazione di parte delle economie da ribassi conseguiti in sede di gara”.
Le modifiche introdotte con suddetta variante, così come si evince dalla relazione tecnica dell’ottobre 2015, hanno interessato “le pavimentazioni e la migliore caratterizzazione dei diversi luoghi urbani per migliorarne la fruibilità e la funzionalità” con l’obiettivo di realizzare:

  • “una chiara e netta divisione tra i percorsi pedonali e i percorsi carrabili, con l’individuazione di aree di sosta-auto ben definite ed identificabili; la realizzazione di luoghi d’incontro pedonali sempre diversi ed interessanti per forma, pavimentazione ed inserimento di comode sedute;
  • l’eliminazione delle barriere architettoniche con un sistema di rampe e percorsi ben inseriti ed integrati nel disegno architettonico generale di progetto;
  • la flessibilità delle aree di sosta-auto che facilmente si integrano con i luoghi di incontro pedonali nei giorni in cui l’amministrazione decide, per brevi periodi, di realizzare una zona pedonale;
  • dei luoghi di incontro pedonali ben inseriti nel tessuto urbano ed ampliamento delle superfici pedonali con l’aumento della sezione trasversale del marciapiede piccolo;
  • dell’impianto di illuminazione pubblica nel rispetto della normativa vigente, sui consumi energetici e sull’inquinamento luminoso come da Legge Regionale.”

Riservando alle considerazioni in diritto la valutazione circa l’esistenza dei presupposti richiamati dalla norma, è opportuno sin da subito evidenziare come, a seguito delle nuove opere previste in variante, l’importo netto contrattuale sia rimasto solo apparentemente invariato.
La variante ha infatti comportato l’approvazione di un verbale di concordamento nuovi prezzi ove si legge che “occorre eseguire alcuni lavori per la cui contabilizzazione mancano i relativi prezzi unitari nel capitolato speciale che forma parte integrante del contratto suddetto”.
Le modificazioni introdotte non sono state di poco conto, atteso che sono ben 34 i nuovi prezzi inseriti e di rilievo le modifiche intervenute sulle quantità di molte lavorazioni previste. Più specificamente i nuovi prezzi, quelli con nomenclatura da NP.v. 13 a NP.v. 47 hanno comportato una differenza di spesa in aumento pari complessivamente ad euro 774.697,25; viceversa altri prezzi previsti nel progetto esecutivo sono stati eliminati, comportando quindi una differenza di spesa in diminuzione pari ad euro 705.438,76. Sono pertanto evidenti e significative le variazioni desumibili sia dal computo metrico, sia dal quadro comparativo di variante, nonché quelle desumibili dalla lettura del Quadro Tecnico Economico complessivo dal quale si evince, altresì, la previsione di ulteriori lavorazioni a farsi per un ammontare di euro 70.712  [“fornitura e messa a dimora di piante (euro 12.000) – pavimento in tavole di legno (euro 20.000) – realizzazione palco nella piazza (euro 8.000) – pensilina in acciaio (euro 22.680) – attraversamenti pedonali asfalto stampato plastificato (euro 8.032)”] introdotte ex novo tra le somme a disposizione dell’Amministrazione.
Seppure la stazione appaltante affermi - in occasione dell’atto di sottomissione - che l’importo relativo ai maggiori lavori si limiti ad euro 492,11 al netto del ribasso oltre IVA, invero si è dinanzi ad una modifica sostanziale degli interventi previsti, in quanto le lavorazioni eliminate e/o introdotte assommano ad un importo - in valore assoluto - pari ad euro 1.480.136,01.
Nel corso dei lavori è stata poi approvata un’ulteriore perizia suppletiva di variante con determinazione n. 748 del 18.10.2016, per un importo suppletivo netto pari ad euro 122.357,23 di cui: euro 24.282,50 (compreso oneri per la sicurezza) finalizzati al miglioramento dell’opera e alla sua funzionalità, il cui disposto normativo di riferimento sarebbe da rinvenire, secondo quanto asserito dalla stazione appaltante, nell’art. 132 comma 3 d.lgs. n.163/2006; euro 32.000 per lavori in economia; euro 66.074,73 per cause impreviste e imprevedibili rientranti nella casistica di cui all’art. 132 comma 1 lett. b) d.lgs. n.163/2006.
Più dettagliatamente le lavorazioni migliorative hanno riguardato – secondo quanto desumibile dalla relazione tecnica -“la possibilità di utilizzare i cubettoni usati in pietra lavica 10x10x12 al posto dei cubetti 4x4x6 e la sistemazione e rifunzionalizzazione di pali esistenti in ghisa per illuminazione P.Gianturco”. Inoltre la stazione appaltante afferma di aver inserito, con la suddetta variante, migliorie per azzerare la manutenzione nel tempo delle opere realizzate, di aver utilizzato materiale di tipo lapideo, migliorando così l’inserimento delle opere nel contesto urbano, di aver predisposto una chiara e netta divisione tra percorsi pedonali e carrabili, di aver individuato aree di sosta-auto ben definite, di aver realizzato luoghi di incontro pedonali e ampliando la superficie pedonale già prevista nel progetto esecutivo, di aver eliminato le barriere architettoniche, di aver sostituito delle pavimentazioni  e di aver integrato il sistema illuminotecnico.
Con riferimento invece alle circostanze impreviste ed imprevedibili che hanno comportato ulteriori lavorazioni esse consisterebbero in “spessori diversi dei sottostanti massetti di calcestruzzo esistenti; sottoservizi non segnalati e condizioni di esecuzione dei lavori molto complesse; rottura dei condotti fognari con formazione di pericolosa cavità sotterranea da eliminare; miglioramento del piano di posa delle pavimentazioni con l’inserimento di rete elettrosaldata nel sottostante massetto in calcestruzzo”.
Infine, oltre alla suddetta perizia, sempre in data 18.10.2016, con determinazione n. 749 è stato approvato il progetto dei lavori complementari per un ammontare pari ad euro 261.085,41 compreso oneri di sicurezza, ai sensi dell’art. 57 comma 5 lett. a). I lavori hanno riguardato, in parte, così come affermato dalla medesima stazione appaltante, la sistemazione dell’area in procinto - allora -  di essere restituita all’Amministrazione a seguito della dismissione e bonifica del distributore di carburante in Piazza Gianturco. A tale dismissione ha fatto seguito l’inserimento di una nuova area pavimentata, l’ampliamento del palco in legno, una fontana ed un campo di rose, l’inserimento di percorsi in legno, la realizzazione di uno spazio urbano ombreggiato con una grande panchina.
Inoltre, le ulteriori lavorazioni riferite alla perizia suppletiva di variante ed ai lavori complementari hanno comportato la redazione di un verbale di concordamento nuovi prezzi e dal “quadro compartivo relativo alla perizia suppletiva di variante con lavori supplementari” emerge altresì che sono state apportate, anche in questo caso, rilevanti modifiche di spesa in aumento e/o in diminuzione.
Tanto premesso, sin dal 2016 sono giunti a questa Autorità numerosi esposti, sopra citati, con i quali veniva segnalata la possibile violazione dell’articolo 132 d.lgs. n.163/2006. Più dettagliatamente gli esponenti hanno contestato la mancanza dei presupposti previsti dal disposto normativo legittimanti il ricorso alla variante ed il superamento della percentuale di importo oggetto delle varianti rispetto al contratto originario. Inoltre è stata altresì rilevata la violazione dell’articolo 57 del d.lgs. n. 163/2006 per l’assenza delle circostanze impreviste richieste dalla disposizione normativa, non da ultimo veniva dagli esponenti contestato il ritardo nell’affidamento dell’incarico di Coordinatore della sicurezza, di Direttore dei Lavori e nella consegna del cantiere.
A fronte di tali esposti, è stato avviato il procedimento di vigilanza con la relativa contestazione delle anomalie rilevate, per la parte in cui potevano dirsi fondate, alla stregua degli elementi in atti.
In particolare si è ritenuto necessario verificare: le ragioni della tardiva consegna dei lavori a seguito della stipula del contratto; le motivazioni poste alla base della prima variante approvata con determinazione n.1329 del 4.12.2015, la legittimità della perizia suppletiva di variante comportante un aumento di spesa di importo pari ad euro 122.357,23 e del progetto di lavori complementari di importo pari ad euro 261.085,41 approvati rispettivamente con determina n. 748 e n. 749 del 18.10.2016.
La stazione appaltante, invitata a fornire specifici chiarimenti al fine di contro-dedurre in ordine ai profili di criticità sopra evidenziati, ha rassegnato le osservazioni, acquisite al prot. 56573 dell’Autorità in data 12.07.2019, integrate da ulteriore documentazione acquisita al prot. 51265 dell’Autorità in data 25.07.2019.
Per quanto concerne la tardiva consegna dei lavori, la stazione appaltante ha specificato che tale scelta è da ricondurre alla volontà dell’Amministrazione comunale entrata in carica in data 13.06.2013  ed è originata dalla necessità di “approfondire la natura delle opere da realizzare”.  Attività di approfondimento che ha poi portato alla revisione di alcune scelte progettuali, successivamente tradotte nella variante adottata con determinazione n. 1329 del 4.12.2015.
Circa i lavori complementari la S.A. ha evidenziato che “solo nel corso dei lavori la società concessionaria dell’impianto di distribuzione carburanti Agip sito in Piazza Gianturco  ha avviato la dismissione del medesimo impianto, previa bonifica dei suoli  e quindi conseguente restituzione dell’area pubblica al Comune, da qui l’imprevedibile esigenza di attrezzare e recuperare all’uso pubblico un’area non inclusa nel progetto principale perché ancora occupata dal distributore, contigua alla piazza Gianturco in corso di riqualificazione e costituente il naturale prolungamento della stessa”.
Infine per quanto concerne la perizia suppletiva di variante approvata con determinazione n. 748/2016 il Comune ha chiarito che l’importo relativo alle opere di variante è pari ad euro 122.357,23 oltre IVA al 10% di cui euro 24.282,50 riconducibili alla variante di cui all’art. 132 co. 3 (miglioramento dell’opera e della sua funzionalità) ed euro 98.074,73 riconducibili alla variante approvata ai sensi dell’art. 132 co.1 let. b) d.lgs. n. 163/2006 (cause impreviste e imprevedibili).

Ritenuto in diritto

Come evidenziato nelle premesse fattuali, sono diversi i profili di illegittimità rilevati.
Con riferimento alla tardiva consegna dei lavori, premesso che l’art. 153 del d.P.R. 207/2010 - più dettagliatamente il comma 2 - dispone che la consegna dei lavori debba avvenire nel termine di quarantacinque giorni, che decorrono dalla data di stipula del contratto, non può dirsi soddisfacente la ragione addotta dalla stazione appaltante a giustificazione del consistente ritardo nella consegna dei lavori, pari ad oltre due anni, atteso che il contratto è stato stipulato in data 2.07.2013 e  - da quanto comunicato dalla S.A. – la nuova giunta si è insediata in data 13.06.2013, quindi prima della stipulazione dello stesso.
Inoltre, nonostante la ditta appaltatrice non abbia espresso alcuna riserva/eccezione sulla ritardata consegna, ciò non esime dal rilevare come un ritardo di tal genere contrasti con i pricipi di efficienza efficacia e celerità dell’azione amministrativa di cui alla legge n. 241/1990 e di cui all’art. 2 del d.lgs. 163/2006. Così come la tardiva nomina del Direttore del Lavori che, ai sensi dell’art. 147 del d.P.R. 207/2010, va effettuata prima della gara.
Venendo all’analisi della prima variante, approvata con determinazione n. 1329 del 4.12.2015, al di là delle evidenti anomalie temporali, ovvero la trasmissione della perizia di variante ad opera del Direttore dei Lavori prima della consegna degli stessi, è opportuno verificare la sussistenza dei presupposti previsti dal comma 3 parte seconda dell’art. 132 d.lgs. n. 163/2006, richiamato dalla stessa stazione appaltante sia in determina, sia in occasione del riscontro alla comunicazione di avvio del procedimento.
Occorre premettere che, ai sensi dell’art. 132 del d.lgs. n. 163/2006, le varianti in corso d’opera possono essere ammesse, sentito il progettista ed il Direttore dei Lavori, in via eccezionale, ovvero solo qualora ricorrano le ipotesi previste espressamente dalla norma, delle quali è esclusa un’applicazione analogica. Con maggiore dettaglio, il terzo comma secondo periodo dell’art. 132  in combinato con l’art. 161 comma 10 del d.P.R. 207/2010 disciplina la c.d. “variante migliorativa”, la cui approvazione viene autorizzata dal Responsabile del Procedimento qualora sussistano le seguenti condizioni: la variante rappresenti un interesse esclusivo della stazione appaltante; sia finalizzata al miglioramento dell’opera e della sua funzionalità; non produca modifiche sostanziali al progetto ordinario; sia motivata da oggettive esigenze derivanti da circostanze sopravvenute in corso d’opera ed imprevedibili al momento della stipula del contratto, previamente accertate dal Responsabile del Procedimento; il supplemento di spesa sia contenuto entro il 5% dell’importo originario del contratto e trovi copertura finanziaria nella somma stanziata per l’esecuzione dell’opera. 
Ebbene, dalla determina di approvazione della perizia non emergono le obiettive esigenze, derivanti da circostanze sopravvenute e imprevedibili che il disposto normativo richiede, manca cioè sia il riferimento agli eventi che con l’impego della diligenza e della perizia media non potevano essere ragionevolmente previsti in fase di progettazione, perché non intuibili né ipotizzabili in anticipo, secondo la buona e ordinaria diligenza  e perizia del tecnico progettista, sia le obiettive esigenze a fronte delle quali sarebbe stato possibile intervenire con una variante migliorativa.
In  effetti le lavorazioni oggetto di perizia – a cui si è fatto precedentemente riferimento - non paiono originare da circostanze sopravvenute e imprevedibili, quanto piuttosto da un differente approccio progettuale, né tanto meno a tali circostanze e connesse obiettive esigenze fa riferimento la stazione appaltante in occasione del riscontro all’avvio del procedimento, ritenendo, invece, la variante quale conseguenza dell’opera di rivisitazione del progetto da parte dell’Amministrazione comunale.
Ed ancora, dalla relazione tecnica della perizia di variante si rileva che “nel corso dei sopralluoghi effettuati dal direttore dei lavori, dal coordinatore della sicurezza, dall’ATI  e dal RUP, sui luoghi di attuazione del progetto, per la realizzazione delle opere previste, si è ravvisata la necessità di redigere una revisione progettuale delle opere previste come si evince dal verbale di riunione redatto  in data 01.09.2015”. Da suddetto verbale - non presente agli atti – ma riportato, in parte, nella relazione tecnica si evince che la variante è sì stata adottata al fine di  migliorare la funzionalità dell’opera e di azzerarne la manutenzione, ma è assente qualsiasi riferimento a circostanze sopravvenute ed imprevedibili.
Inoltre la consistente variazione nei prezzi applicati e delle quantità di computo metrico integrano una modifica sostanziale del progetto, ingenerando così un ulteriore elemento di contrasto con il disposto normativo.
Sul punto la scrivente Autorità ha già rilevato che non può, a priori, farsi un’elencazione squisitamente tecnica di quali modifiche siano da considerare varianti sostanziali e quali no. L’evenienza di una variante sostanziale non va, infatti, legata ai singoli aspetti tecnici delle modifiche progettuali apportate, bensì agli effetti che tali variazioni avrebbero potuto avere, se già presenti o comunque note, sulle offerte fatte dagli altri concorrenti che al tempo hanno partecipato alla gara d’appalto. Ciò in quanto vanno salvaguardati i principi di concorrenza e parità di condizioni, che altrimenti risulterebbero lesi dal mutamento sostanziale, per importo o entità, del progetto dell’opera posto a base della gara ad evidenza pubblica (cfr., ex multis, Delibera ANAC n. 869 del 2018).
Venendo all’analisi dell’ulteriore perizia suppletiva di variante, adottata con determinazione n. 748/2016, secondo quanto previsto dalla relazione tecnica, talune lavorazioni sembrerebbero finalizzate al miglioramento dell’opera e alla sua funzionalità e rientrerebbero - secondo quanto asserito dalla S.A. - nella casistica di cui all’art. 132 comma 3 ultimo capoverso d.lgs. n. 162/2006 per un ammontare  pari ad euro 24.282,50. Altre lavorazioni, comprendenti anche lavori in economia, sarebbero invece originate da cause impreviste o imprevedibili e rientrerebbero – sempre secondo quanto asserito dalla S.A. - nell’ipotesi di cui all’art. 132 comma 1 lett. b)  del d.lgs. n. 163/2006, per un ammontare pari ad euro 98.074,73.
Per quanto concerne le lavorazioni che la stazione appaltante ritiene giustificabili ai sensi dell’art. 132 comma 3 d.lgs. 163/2006, possono richiamarsi le considerazioni appena svolte in relazione alla prima perizia di variante esaminata. Non può infatti considerarsi in linea con il disposto normativo una perizia di variante definita “migliorativa”, consistente in una mera rielaborazione di parti del progetto esecutivo all’origine non sviluppato in maniera ottimale, non motivata da obiettive esigenze derivanti da circostanze sopravvenute e imprevedibili, bensì ragionevolmente prevedibili, se il progetto fosse stato preceduto da opportune indagini e rilevazioni secondo i criteri prescritti dalle norme, nonché da più adeguate valutazioni.
Occorre poi soffermarsi sulla sussistenza dei presupposti previsti dall’art. 132 comma 1 lett. b) per le ulteriori lavorazioni previste in perizia. La disposizione normativa stabilisce che le varianti possono essere ammesse per cause impreviste e imprevedibili accertate nei modi stabiliti dal regolamento, o per l'intervenuta possibilità di utilizzare materiali, componenti e tecnologie non esistenti al momento della progettazione che possono determinare, senza aumento di costo, significativi miglioramenti nella qualità dell'opera o di sue parti e sempre che non alterino l'impostazione progettuale. Il richiamo della norma ai modi stabiliti dal Regolamento si riferisce ai commi 7 e 8 dell’art. 161 secondo cui il Responsabile del Procedimento ha l’onere di accertare le cause, le condizioni e i presupposti che ammettono la variante, a seguito di scrupolosa istruttoria ed approfondito esame dei motivi di variante, rendendone conto nell’apposita relazione, nell’ambito della quale è necessario che costui, su proposta del Direttore dei Lavori, descriva la situazione di fatto che determina la variante, accerti la sua non imputabilità alla stazione appaltante, motivi circa la non prevedibilità al momento della redazione del progetto o della consegna dei lavori e precisi le ragioni tecniche per cui si rende necessaria la variante.
Non è evidente né dalla relazione tecnica né tantomeno dalla determinazione di approvazione della variante  l’esistenza di eventi inattesi ed improvvisi, straordinari o eccezionali configurabili quali cause impreviste o circostanze imprevedibili, pertanto non può considerarsi legittimo il ricorso alla variante in corso d’opera, che, ai sensi dell’art. 132 d.lgs. n. 163/2006, costituisce un’eccezione, configurabile solo qualora ricorrano le ipotesi previste espressamente dalla norma, delle quali, come già precedentemente affermato,  è esclusa un’applicazione analogica.
Non da ultimo, con riferimento ai lavori complementari, di importo pari ad euro 261.085,41, gli stessi hanno riguardato – secondo quanto previsto nella relazione tecnica - la dismissione dell’area occupata dalla pompa di benzina ed il conseguente inserimento di una nuova area pavimentata, l’ampliamento del parco in legno, una fontana ed un campo di rose, l’aumento delle superfici pedonali con l’inserimento di percorsi in legno, la realizzazione di uno spazio urbano ombreggiato con una grande panchina, l’integrazione del sistema illuminotecnico.
Secondo quanto asserito dalla S.A. gli stessi rientrerebbero nella casistica di cui all’art. 57 co. 5 lett. a) in quanto non sono compresi nel progetto iniziale, né nel relativo contratto, sono di importo inferiore al 50% del contratto iniziale  e si sono resi necessari a seguito di una circostanza imprevista.
Premesso che l’art. 57 co. 5 lett. a) prevede la possibilità per la stazione appaltante di esperire la procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando in ordine ai lavori e servizi “complementari”- dandone conto con adeguata motivazione nella delibera o determina a contrarre e subordinandola alla ricorrenza di stringenti presupposti  fissati dal legislatore, ovvero: imprevedibilità della  circostanza sopravvenuta, non separabilità dei lavori o servizi complementari  rispetto al contratto iniziale, valore non superiore al 50% del valore  iniziale -  nel caso di specie tali presupposti non paiono essere stati adeguatamente rispettati. Con riscontro prot. 56573 del 12.07.2019 la stazione appaltante ha specificato che solo nel corso dei lavori, più precisamente in data 12.05.2016, la società concessionaria dell’impianto di distribuzione carburanti ha avviato la dismissione del medesimo impianto costituente di fatto il prolungamento della Piazza oggetto di lavori prinicipali.
Nonostante parte dei presupposti previsti dalla disposizione normativa possano ritenersi soddisfatti, atteso che parte dei lavori sono stati effettivamente originati da un evento sopravvenuto alla conclusione del contratto e non prevedibile, residuano perplessità circa la qualifica di complementarietà degli stessi.
I lavori che hanno interessato l’area in cui era precedentemente ubicata la pompa di benzina presentano senza dubbio una propria individualità distinta da quella dell’intervento originario, potendo essere potenzialmente oggetto di un’ulteriore gara, a tutela della più ampia concorrenza. Ne consegue che anche in merito a quest’ultimo profilo non si ritengono superabili i motivi di contestazione in origine avanzati.
Conclusivamente deve rilevarsi che le varianti e i lavori complementari hanno comportato non solo una significativa variazione interna ed una variata distribuzione di spesa, intesa nei sensi evidenziati nelle considerazioni in fatto, ma anche un aumento netto contrattuale dell’importo per la realizzazione delle opere pari ad euro 383.442,64 che corrisponde ad un incremento del 61% dell’importo lavori di contratto al netto del ribasso, nonché ad un quasi totale assorbimento delle economie da ribasso d’asta. Ciò concretizza, tra l’altro, una delle principali criticità rilevate dall’ANAC in sede di verifica delle varianti giunte all’Osservatorio dell’Autorità.

Tutto quanto sopra ritenuto e considerato,

DELIBERA

  • La non conformità dell’operato della stazione appaltante agli articoli 2 e 153 del d.lgs. n.163/2006 nonché all’art. 147 del d.P.R. n. 207/2010 per i ritardi non giustificati afferenti alla nomina del Direttore del Lavori ed alla consegna dei lavori; la non conformità all’art. 132 del d.lgs. n. 163/2006 ed all’articolo 57 del d.lgs. n.163/2006, mancando i presupposti legittimanti l’adozione delle varianti e dei lavori complementari;

 

  • Di trasmettere, a cura dell’Ufficio Vigilanza Lavori, la presente deliberazione al Comune di Afragola, sollecitando lo stesso alla comunicazione, entro 30 giorni dal ricevimento, delle conseguenti valutazioni di competenza.

Il Presidente f.f.
Francesco Merloni

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 26 settembre 2019

Il Segretario
Maria Esposito
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