Delibera numero 452 del 27 maggio 2020

Attività di vigilanza sulle misure di prevenzione della corruzione individuate dal PTPCT 2020-2022 dell’[omissis]


Fascicolo UVMAC n. 883/2020
Riferimenti normativi: Legge 6 novembre 2012, n. 190
Parole-chiave: “enti di ricerca”; “rotazione ordinaria”; “conflitto di interessi”; “whistleblowing”

Non massimabile

Il Consiglio dell’Autorità nazionale anticorruzione

nell’adunanza del 27 maggio 2020;

visto l’articolo 1, comma 2, lett. f), della legge 6 novembre 2012, n. 190, secondo cui l’Autorità esercita la vigilanza e il controllo sull’effettiva applicazione e sull’efficacia delle misure adottate dalle pubbliche amministrazioni ai sensi dei commi 4 e 5 dell’art. 1 l. 190/2012 e sul rispetto delle regole sulla trasparenza dell’attività amministrativa previste dai commi da 15 a 36 dell’art. 1 l. 190/2012 e dalle altre disposizioni vigenti;
visto l’articolo 1, comma 3, della legge 6 novembre 2012, n. 190, secondo cui l’Autorità esercita poteri ispettivi mediante richiesta di notizie, informazioni, atti e documenti alle pubbliche amministrazioni;
visto il regolamento sull’esercizio dell’attività di vigilanza in materia di prevenzione della corruzione, emanato dal Consiglio dell’Autorità in data 29 marzo 2017;
vista la relazione dell’Ufficio vigilanza sulle misure anticorruzione (UVMAC).

Fatto
1. Con nota acquisita al protocollo n. 82306 del 18.10.2019 il RPCT dell’ [omissis] ha trasmesso a questa Autorità una comunicazione, con la quale si dava atto del processo di riorganizzazione in atto presso l’amministrazione, in adempimento delle disposizioni contenute nello Statuto, approvato con deliberazione n. CDXLIV del Consiglio nella seduta del 7 dicembre 2017, [omissis].
2. Veniva altresì rappresentato che il completamento del processo di programmazione delle misure di prevenzione della corruzione per il triennio 2020-2022 sarebbe stato completato all’esito della conclusione dell’attività di riorganizzazione.
3. Con nota prot. n. 11582 del 11.2.2020 il competente Ufficio dell’Autorità, nell’esercizio dei poteri di vigilanza di cui all’art. 1 co. 3 e 2 lett. f) della l. 6 novembre 2012, n. 190, chiedeva al RPCT dell’[omissis] di inviare una relazione informativa sullo stato di attuazione della strategia di prevenzione della corruzione per il triennio 2020-2022.
In data 18.2.2020 è pervenuto il riscontro dell’amministrazione, con numero di protocollo 13636.

Ritenuto in diritto
La relazione del RPCT rappresenta che il processo di riorganizzazione dell’ente è stato completato con l’entrata in vigore del nuovo assetto organizzativo, a far tempo dal 2 dicembre 2019. Sono state consequenzialmente individuate le strutture dirigenziali e le rispettive attribuzioni e responsabilità. Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione, nominato con delibera presidenziale n. 37/PRES del 5 ottobre 2015, svolge altresì, per effetto della delibera del Direttore Generale del 25.11.2019, le funzioni afferenti la gestione di segnalazioni sospette di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Il RPCT si avvale di un ristretto nucleo di collaboratori, in possesso di competenze specifiche in materia di gestione del rischio corruttivo, che operano in sinergia con le altre strutture, ed in particolare con la Direzione Generale.
Per il trattamento del rischio di fenomeni corruttivi, l’[omissis] si è avvalso delle indicazioni fornite dal PNA e dai suoi aggiornamenti, nonché delle tecniche illustrate nei principali standard internazionali, quali l’Enterprise risk management e l’ISO 31000:2010, recentemente aggiornato.
La ponderazione dei rischi avviene nel rispetto dei criteri indicati nel PTPCT e nella logica che combina l’approccio decisionale accentrato con l’acquisizione delle informazioni trasmesse dalle strutture. Le fasi di identificazione, misurazione e valutazione recepiscono le linee guida contenute nel PNA 2019, approvato con delibera n. 1064 del del 13 novembre 2019.
Il RPCT, coadiuvato dalla struttura di supporto e dai referenti, ha provveduto al monitoraggio sull’efficienza delle misure di prevenzione approntate nelle precedenti versioni del PTPCT, per verificarne lo stato di attuazione. Tale attività ha evidenziato la necessità di programmare ex novo determinate misure, come ad esempio la rotazione ordinaria e straordinaria, per renderle coerenti con i mutamenti dell’assetto organizzativo dell’[omissis]. Le informazioni relative alla gestione dei processi per l’attività di monitoraggio sono acquisite mediante un apposito applicativo informatico.
Il percorso formativo dei dipendenti sui temi della prevenzione dell’illegalità e della trasparenza è stato implementato, sia ricorrendo ai corsi programmati dalla Scuola Nazionale della Pubblica Amministrazione, che attraverso la predisposizione di corsi di formazione interni.

Il competente Ufficio di vigilanza dell’Autorità ha pertanto effettuato l’analisi del PTPCT 2020-2022 dell’[omissis], per verificare l’attuazione degli obiettivi indicati nella relazione informativa.

L’[omissis] è un ente pubblico di ricerca [omissis], ai sensi del decreto legislativo [omissis]. È dotato di autonomia scientifica, statutaria e regolamentare, nonché organizzativa, finanziaria, patrimoniale e contabile ed è sottoposto alla vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri secondo [omissis].
Gli organi di governo dell’[omissis] sono il Presidente e il Consiglio, che esercitano le funzioni di indirizzo tecnico, scientifico, amministrativo e ogni altra funzione a essi attribuita da disposizioni di legge secondo le rispettive attribuzioni. Il Presidente si avvale, ai sensi dell’articolo 7, comma 4, lett. a) dello Statuto, di un ufficio tecnico non generale denominato “Ufficio di Presidenza” ai fini dell’espletamento delle proprie funzioni. Presso la Presidenza sono collocati anche l’Ufficio Stampa, struttura non dirigenziale, e la struttura tecnica di supporto all’Organismo indipendente di valutazione della performance (OIV).
Gli Uffici dirigenziali dell’[omissis], nel numero massimo di settantuno, previsto dall’articolo 12 comma 1 dello Statuto, sono articolati come segue: la Direzione generale con tre Direzioni centrali giuridiche e amministrative, quali uffici dirigenziali di prima fascia; due Dipartimenti e dodici Direzioni centrali, quali uffici tecnici generali; otto Servizi giuridici amministrativi, quali uffici dirigenziali di seconda fascia; quarantaquattro Servizi tecnici comprensivi degli Uffici territoriali, quali uffici tecnici non generali. Gli Uffici territoriali sono sedi periferiche dell’[omissis] operanti sul territorio e, in relazione alla dimensione demografica e alla dislocazione territoriale, possono essere costituiti anche a carattere interregionale.
Al 31 dicembre 2019, il personale in forza presso l’[omissis] risulta pari 2.089 unità. Il personale inquadrato nel profilo di Ricercatore è composto da 481 unità. Il restante personale è inquadrato nel profilo di Tecnologo, con 385 dipendenti, Dirigente Amministrativo di I e II fascia, con 10 dipendenti, collaboratore tecnico di ricerca e assistente tecnico-statistico a supporto dei processi di produzione, con 1033 dipendenti, personale amministrativo, con 180 dipendenti.

Venendo alla strategia di prevenzione della corruzione, sembra opportuno rappresentare preliminarmente che, con delibera n. 1/RPCT del 12 dicembre 2016, modificata ed integrata con deliberazione DOP/241/2019 del 27 febbraio 2019, è stato istituito il Nucleo a supporto del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, che svolge una funzione di rafforzamento del ruolo del RPCT, mediante l’introduzione di una struttura appositamente dedicata al contrasto ai fenomeni corruttivi. Al fine di garantire l’operatività del Nucleo, si è provveduto alla costituzione di un’apposita iniziativa denominata “SG Supporto al RPC” in staff al Direttore centrale per le risorse umane (DCRU) che, come anticipato, con deliberazione n. 37/PRES del 5 ottobre 2015 è stato nominato RPCT dell’[omissis].
L’[omissis] ha definito un sistema volto alla progressiva integrazione tra la gestione dei rischi, la pianificazione strategica ed il ciclo della performance. La funzione di raccordo si esplica attraverso l’articolazione dell’attività istituzionale in programmi strategici, individuando per ciascuno di essi le misure di potenziamento occorrenti ai fini di un’efficace prevenzione dei fenomeni corruttivi, come a titolo esemplificativo l’introduzione di strumenti volti a garantire la trasformazione digitale ed una maggiore tracciabilità dei processi, si veda il Paragrafo 3, sotto paragrafo 3.4 del PTPCT 2020-2022, pp. 13 e ss..
In riferimento alla metodologia impiegata per l’analisi e la valutazione del rischio, si registra l’adozione di un approccio misto, di natura quantitativa e qualitativa. L’Amministrazione ha infatti operato un discernimento tra “rischio inerente”, ossia il rischio in assenza di qualsiasi misura di contrasto, e “rischio residuo”, ovvero la quota di rischio comunque rimanente anche dopo la messa in atto delle misure. La valutazione del rischio “inerente” avviene utilizzando il metodo del “Control & Risk Self-Assessment” (C&RSA), che coinvolge gli stessi soggetti che hanno proceduto all’identificazione degli eventi rischiosi. Il valore complessivo del rischio è dato dalla media delle singole valutazioni espresse da ciascun soggetto, mentre il valore dei “rischi trasversali”, ovvero riguardanti più strutture, si determina in base alla media delle valutazioni delle strutture coinvolte. A seguito della valutazione del livello di affidabilità dei controlli, si ottiene il valore del rischio residuo, combinando le risultanze ottenute. I dati acquisiti vengono pertanto trasmessi al RPCT, che stabilisce le priorità di trattazione dei rischi. Ne consegue che, mentre la fase di determinazione del rischio inerente ha natura quantitativa, poiché postula l’impiego di criteri aritmetici, il rischio residuo, ossia il margine di criticità esistente al netto delle misure approntate, dipende dalle scelte strategiche effettuate dal RPCT sulla scorta degli indicatori analizzati, si veda il Paragrafo 5, sotto paragrafo 5.2, lett. b), del PTPCT 2020-2022, pp. 52-53.
La fase di trattamento del rischio è fondata sull’individuazione, per ciascuna misura, della tipologia con annessa descrizione, del target, degli indicatori di monitoraggio e dei soggetti responsabili dell’attuazione. Gli allegati 3 e 4 rappresentano il dettaglio delle schede di programmazione individuate per contenere i rischi prioritari, distinguendo le misure associate a rischi specifici da quelle che viceversa non lo sono. Le misure implicanti la responsabilità di più strutture sono differenziate da quelle che richiedono l’attuazione da parte di una sola struttura.

Volendo passare brevemente in rassegna le principali misure di prevenzione della corruzione adottate dall’[omissis], giova anzitutto analizzare la misura della rotazione ordinaria del personale. Il sotto paragrafo A1 del PTPCT disciplina il detto presidio, scandendone la programmazione per il biennio 2020-2021, attraverso l’indicazione degli interventi da attuare a cadenza mensile, fino al mese di marzo 2021. La responsabilità della realizzazione della rotazione è affidata alla Direzione generale (DGEN) quale Struttura capofila. Entro luglio 2020 sarà predisposto un documento denominato “Rotazione dei soggetti che rivestono incarichi di responsabilità e coordinamento all’interno dell’[omissis] ” a cura della Direzione centrale per le risorse umane (DCRU), che lo invierà alla Direzione generale. Il Direttore generale sottoporrà il Documento validato al Comitato di presidenza e l’adozione definitiva sarà a cura del Consiglio di [omissis].
L’applicazione della misura della rotazione straordinaria è garantita, ancorché alla data del 31 dicembre 2019 non è pervenuta notizia della pendenza di procedimenti penali e/o disciplinari per fatti corruttivi a carico di dipendenti dell’[omissis].

Il Consiglio dell’[omissis], nell’adunanza del 22 gennaio 2016, ha adottato il Codice di comportamento. Nel secondo semestre del 2018 l’Ufficio procedimenti disciplinari, in accordo con il RPCT, ha formulato una proposta di aggiornamento del Codice di Comportamento, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 15 del D.P.R. n. 62 del 16 aprile 2013, (“Regolamento recante il Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici”), e dalla deliberazione n. 776/PER del 28 dicembre 2016, per adeguarlo alle modifiche normative intervenute a livello nazionale ed ai mutamenti dell’assetto organizzativo. Nell’aggiornamento del documento, si terrà conto degli indirizzi contenuti nelle linee guida dell’Autorità di cui alla delibera n. 177 del 19 febbraio 2020, di recente approvazione.

Nel corso del 2020 sarà predisposta una procedura di rilevazione e analisi delle situazioni di conflitto di interessi, potenziale o reale, con contestuale tipizzazione delle casistiche di conflitto di interessi specifiche per le attività dell’[omissis]. La procedura sarà definita tenendo conto delle indicazioni contenute nella parte speciale dell’Aggiornamento PNA 2017, Approfondimento “Istituzioni Universitarie”, rilevando tali indicazioni anche per il contesto degli enti di ricerca. La competenza dell’attuazione della misura è attribuita alla Direzione Generale, quale struttura capofila, ma un ruolo primario sarà svolto dalle Direzioni centrali per le risorse umane e per l’amministrazione e il patrimonio, le quali produrranno la modulistica per le autodichiarazioni sull’assenza di conflitti di interessi. Inoltre, con Ordine di servizio DCPE n.31 del 21 febbraio 2014, l’[omissis] ha definito requisiti, regolamentazione e adempimenti da seguire per lo svolgimento di incarichi extra istituzionali.

In materia di “whistleblowing”, dal 2015 è attivo il sistema informatizzato per la segnalazione delle condotte potenzialmente illecite da parte dei dipendenti dell’[omissis] e la relativa procedura per la tutela del dipendente che segnala tali condotte. Nel mese di ottobre 2019 il RPCT ha chiesto alla Direzione centrale per le tecnologie informatiche (DCIT) di prevedere adeguati interventi manutentivi ed evolutivi al vigente sistema informativo volti a rafforzare la tutela del segnalante e a consentire un’interlocuzione tra RPCT e segnalante che risponda alla duplice esigenza di consentire al segnalante di conoscere lo stato di avanzamento della segnalazione, nonché l’esito della stessa e, allo stesso tempo, di garantire che tale interlocuzione avvenga nel rispetto della garanzia di anonimato che spetta al segnalante.

Tutto ciò premesso e considerato

a) di ritenere il PTPCT dell’[omissis] dotato di misure di prevenzione della corruzione adeguate e sostenibili rispetto alla dimensione e organizzazione dell’Ente;
b) di dare comunicazione della delibera al Presidente e al RPCT [omissis].

Presidente f.f.
Francesco Merloni

Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 29 maggio 2020
Il Segretario, Rosetta Greco

 

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