Delibera numero 190 del 27 febbraio 2019

relativa a presunte situazioni di inconferibilità/conflitto di interessi in relazione alla nomina del Direttore Generale dell'Arpa omissis.

Il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione

nell’adunanza del 27 febbraio 2019;

visto l’articolo 1, comma 3, della legge 6 novembre 2012, n. 190, secondo cui l’Autorità Nazionale Anticorruzione esercita poteri ispettivi mediante richiesta di notizie, informazioni, atti e documenti alle pubbliche amministrazioni e ordina l’adozione di atti o provvedimenti richiesti dal piano nazionale anticorruzione e dai piani di prevenzione della corruzione delle singole amministrazioni e dalle regole sulla trasparenza dell’attività amministrativa previste dalla normativa vigente, ovvero la rimozione di comportamenti o atti contrastanti con i piani e le regole sulla trasparenza;

visto l’art. 16 del d.lgs. 8 aprile 2013 n. 39, secondo cui l’Autorità Nazionale Anticorruzione vigila sul rispetto, da parte delle amministrazioni pubbliche, degli enti pubblici e degli enti di diritto privato in controllo pubblico, delle disposizioni di cui al citato decreto, in tema di inconferibilità e di incompatibilità degli incarichi, anche con l’esercizio di poteri ispettivi e di accertamento di singole fattispecie di conferimento degli incarichi;

vista la relazione dell’Ufficio Vigilanza sull’imparzialità dei funzionari pubblici (UVIF).

Fatto

Sono pervenute a questa Autorità diverse segnalazioni in merito a presunte ipotesi di inconferibilità/conflitto di interessi dell’incarico di Direttore Generale dell'Arpa omissis al dott. omissis, attribuito con Decreto Assessoriale dell’Assessore Regionale del Territorio e dell’Ambiente pro-tempore dott. omissis n. 263/Gab. del 29 agosto 2017 con decorrenza 14 agosto 20017.
Con nota del 21.12.2018 questa Autorità ha chiesto informazioni al RPCT della regione omissis ed al RPCT dell’Arpa omissis, in merito a tutti gli incarichi conferiti sia dall’amministrazione regionale - inclusi quelli conferiti dal Commissario Straordinario delegato per la realizzazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico - che dall’ARPA omissis, all’impresa omissis srl e/o direttamente al dott. omissis, nel quinquennio precedente alla data di conferimento dell’incarico di Direttore Generale dell’Arpa omissis, con specifica indicazione degli atti compiuti dal dott. omissis.
E’ stato inoltre chiesto di indicare le verifiche compiute, in occasione del conferimento dell’incarico di Direttore Generale dell’Arpa omissis al dott. omissis, in ordine all’avvenuto rispetto delle disposizioni in materia di inconferibilità o incompatibilità di cui al d.lgs. n. 39/2013 e alla valutazione di profili relativi ad eventuali situazioni di conflitti di interessi, anche potenziali, con particolare riferimento alla partecipazione societaria del dott. omissis nella società omissis srl.
Con nota del 22.01.2019 il RPCT dell’Arpa omissis, in riscontro alla richiesta dell’Anac, ha inviato:

  • il contratto sottoscritto in data 29 agosto 2017, con cui l’assessore p.t. del Territorio e dell’Ambiente dott. omissis ha conferito al dott. omissis l’incarico di Direttore Generale dell’Arpa omissis;
  • la dichiarazione di insussistenza di cause di inconferibilità ed incompatibilità di incarico presso le pubbliche amministrazioni ex d.lgs. n. 39/2013, sottoscritta dal dott. omissis in data 29 agosto 2017;

Il RPCT dell’Arpa omissis ha inoltre comunicato di aver trasmesso al RPCT della Regione omissis, con nota del 15.01.2019, l’esito delle verifiche interne di stretta competenza da cui è emerso che “nessun incarico è stato conferito dall’Arpa omissis al dott. omissis né alla società omissis SRL nel quinquennio precedente al conferimento dell’incarico di Direttore Generale dell’Arpa omissis.”

Con nota del 24.01.2019 il RPCT della Regione omissis, in riscontro alla richiesta dell’Anac, ha comunicato di aver “invitato i Referenti di ciascun dipartimento/ufficio regionale e il soggetto Attuatore – Ufficio del Commissario Straordinario Delegato per la realizzazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico, ad avviare una verifica completa e puntuale, finalizzata ad acquisire tutti gli elementi informativi oggetto dell’articolata richiesta dell’Autorità”.
A seguito delle risposte pervenute, lo stesso RPCT ha comunicato quanto segue:

  • “nessun incarico è stato conferito dall’Amministrazione regionale al dott. omissis nel quinquennio precedente alla data di conferimento dell’incarico di Direttore Generale dell’Arpaomissis”;
  • “nessun incarico risulta conferito dall’Amministrazione regionale alla società omissisSRL nel quinquennio precedente alla data di conferimento dell’incarico di Direttore Generale dell’Arpa omissis”;

Con riferimento al Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico nella Regione omissis, il RPCT della Regione omissis ha comunicato che il Commissario ha precisato di essere dotato di propria autonomia giuridica ed economica.
La struttura commissariale ha inoltre comunicato, con riferimento al quinquennio precedente alla data di conferimento dell’incarico di Direttore Generale dell’Arpa omissis, di aver approvato con Decreto n. 126 del 12 marzo 2014 un contratto di collaborazione coordinata e continuativa con il dott. omissis per il periodo 12 marzo 2014 – 9 dicembre 2015. Il suddetto contratto è stato dapprima modificato con Decreto del Commissario n. 551 dell’11 settembre 2014, estendendo l’incarico anche ai territori di competenza delle Regioni omissis e omissis, successivamente modificato con Decreto del Commissario n. 721 del 1 dicembre 2014, riducendo le competenze relativamente alla Regione omissis. Infine, con Decreto del Commissario n. 269 del 26 maggio 2015 è stato revocato il Decreto n. 126/2014 e, conseguentemente è cessato il rapporto di collaborazione con il dott. omissis.
Per quanto concerne le analoghe informazioni richieste con riferimento alla società omissis SRL, la struttura Commissariale ha comunicato che, nel quinquennio precedente alla data di conferimento dell’incarico di Direttore Generale dell’Arpa omissis, con Decreto Commissariale n. 373 del 21 maggio 2013 è stato conferito l’incarico di direzione lavori per l’intervento di mitigazione del rischio idrogeologico nel comune di omissis. A tale società di ingegneria l’Amministrazione comunale di omissis aveva affidato nel 2012 l’incarico di redigere il progetto esecutivo e il coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione. In merito a tale incarico il dott. omissis è intervenuto soltanto in qualità di amministratore unico della società, in sede di sottoscrizione del disciplinare d’incarico.
Per quanto concerne, infine, le verifiche compiute in occasione del conferimento dell’incarico di Direttore Generale dell’Arpa omissis al dott. omissis, il RPCT della Regione omissis ha comunicato quanto riferito dall’Ufficio di diretta collaborazione dell’Assessore del Territorio e dell’Ambiente, ossia che “le dichiarazioni effettuate risultano verificate da questo Ufficio”.

Istruttoria

Le segnalazioni, pur provenienti da soggetti diversi afferiscono alla stessa fattispecie e sollevano eccezioni in merito al conferimento dell’incarico di Direttore Generale dell’ARPA omissis al dott. omissis.
L’Anac limita la propria valutazione ai profili di inconferibilità e/o incompatibilità di cui al d.lgs. n. 39/2013 e al conflitto di interessi oggetto di segnalazione, nel rispetto delle proprie competenze, in cui non rientrano le valutazioni in merito:

  1. al possesso dei requisiti di specializzazione e qualificazione dei componenti delle commissioni di valutazione;
  2. alla definizione dei criteri di valutazione delle istanze dei candidati alla procedura di selezione;
  3. al possesso dei requisiti di comprovata esperienza in materia di protezione ambientale e di esperienza almeno quinquennale, necessari per l’accesso all’incarico di Direttore Generale dell’Arpa omissis
  4. alla tipologia di laurea posseduta;
  5. alle eventuali carenze di motivazione del decreto di conferimento dell’incarico di Direttore Generale dell’Arpa omissis.
  1. Ipotesi di inconferibilità di cui all’art. 4, comma 1, lettera a) del d.lgs. n. 39/2013. Esclusione.

La norma astrattamente applicabile alla fattispecie in esame è quella dettata dall’art. 4, comma 1, lettera a) del d.lgs. n. 39/2013, secondo cui A coloro che, nei due anni precedenti, abbiano svolto incarichi e ricoperto cariche in enti di diritto privato o finanziati dall’amministrazione o dall’ente pubblico che conferisce l’incarico ovvero abbiano svolto in proprio attività professionali, se queste sono regolate, finanziate o comunque retribuite dall’amministrazione o ente che conferisce l’incarico, non possono essere conferiti: (…) a) gli incarichi amministrativi di vertice nelle amministrazioni statali, regionali e locali…”
La suddetta norma prevede, quale requisito di provenienza ai fini della sussistenza della suddetta causa di inconferibilità, l’aver, nei due anni precedenti, svolto incarichi e ricoperto cariche in enti di diritto privato o finanziati dall’amministrazione o dall’ente pubblico che conferisce l’incarico ovvero l’aver svolto in proprio attività professionali, se queste sono regolate, finanziate o comunque retribuite dall’amministrazione o ente che conferisce l’incarico.
Nella fattispecie oggetto di esame l’incarico di Direttore Generale dell’Arpa omissis è stato conferito al dott. omissis in data 29 agosto 2017 dall’assessore p. t. del Territorio e dell’Ambiente della Regione omissis, dott. omissis.
In merito all’incarico in destinazione del dott. omissis occorre preliminarmente esaminare la natura giuridica dell’ente “Arpa omissis”.
ARPA omissis, istituita con Legge Regionale n. 6/2001, è un ente pubblico di livello territoriale, dotato di personalità giuridica autonoma, strumentale all’amministrazione regionale, cui compete l’attività di vigilanza, avente lo scopo di assicurare un supporto tecnico-scientifico ai referenti istituzionali (Regione, Province, Comuni) in materia ambientale, in particolare per le attività inerenti il monitoraggio e il controllo del territorio, la valutazione di impatto ambientale di piani e opere.
In merito va richiamata la Legge n. 132 del 28 giugno 2016, entrata in vigore il 14/01/2017, recante “Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale”, in base alla quale le Agenzie di livello regionale (ARPA) e provinciale (APPA), nonché l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), costituiscono il così detto “Sistema nazionale a rete”, strumento operativo concepito per  coniugare da un lato le esigenze di conoscenza delle problematiche ambientali locali dall’altro le politiche nazionali di prevenzione e protezione dell’ambiente.
In particolare per quanto concerne il sistema di governance di ARPA omissis, va richiamato il Decreto dell’Assessorato del Territorio e dell’Ambiente della Regione omissis del 1 giugno 2005, recante “Regolamento di organizzazione dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente”, in base al quale tale agenzia è articolata in una struttura centrale, avente sede a omissis, costituita dalla direzione generale, dalla direzione tecnica e dalla direzione amministrativa, nonché in nove strutture operative territoriali, operanti presso gli ex laboratori di igiene e profilassi delle aziende sanitarie locali, facenti capo alla prima.
Alla luce di quanto sopra, ARPA omissis può senz’altro rientrare nella definizione di “enti pubblici” di cui all’art.1, comma 2, lett. b) del d.lgs. n.39/2013.
L’incarico di Direttore Generale dell’Arpa omissis può essere ricondotto alla nozione di «incarichi amministrativi di vertice», di cui alla lettera i) del citato decreto.
Con riferimento all’applicazione della fattispecie di inconferibilità di cui all’art. 4 del d.lgs. n. 39/2013, occorre richiamare la recente delibera n. 1185 del 2018 approvata da questa Autorità in merito ad una fattispecie relativa ad un ente che, ai sensi delle definizioni di cui all’art. 1 del d.lgs. n. 39/2013, è riconducibile sia alla definizione di pubblica amministrazione che a quella di ente pubblico.
Nella citata delibera si fa riferimento alla volontà del legislatore, espressa sia in sede di legge di delega (l. n. 190/2012) sia in sede di decreto delegato (d.lgs. n. 39/2013), volta a ricomprendere, ai fini della eventuale situazione di inconferibilità per provenienza da soggetti privati, regolati o finanziati dall’amministrazione di destinazione, tutte le figure amministrative di vertice con riferimento a tutte le amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165 del 2001. In particolare occorre fare riferimento a tutte le amministrazioni territoriali con organi di indirizzo politico-elettivo e alle altre pubbliche amministrazioni, in primis gli enti pubblici non economici. Pertanto, con la delibera citata questa Autorità ha ritenuto di interpretare l’art. 4 del d.lgs. n. 39/2013 nel seguente modo:

  1. quanto agli incarichi amministrativi di vertice le inconferibilità del d.lgs. n. 39 riguardano gli incarichi da conferire in tutte le amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165 del 2001, a tutti i livelli di governo, compresi quindi anche gli enti pubblici non economici;
  2. quanto agli amministratori, cioè ai componenti degli organi di indirizzo politico amministrativo, le inconferibilità del d.lgs. n. 39 riguardano gli organi di carattere non politico-elettivo, mentre ne sono esclusi gli organi politici in senso stretto.

Pertanto, per quanto qui interessa, l’incarico di Segretario Generale dell’Arpa omissis è qualificabile come incarico amministrativo di vertice in un’amministrazione statale, come tale rilevante ai fini dell’inconferibilità di cui all’art. 4, comma 1, lett. a) del d.lgs. n. 39/2013.

In base a quanto comunicato dal RPCT della Regione omissis e dal RPCT dell’Arpa omissis, nel quinquennio precedente al conferimento dell’incarico di Direttore Generale dell’Arpa omissis, nessun incarico è stato conferito dalla Regione omissis e dall’Arpa omissis né al dott. omissis né alla società omissis SRL, di cui il omissis è stato amministratore unico fino al 12 agosto 2017, nonché socio al 50% fino al 18 luglio 2018.
Pertanto, nel biennio precedente al 29 agosto 2017 (ossia tra il 29 agosto 2015 e il 29 agosto 2017) il dott. omissis non risulta aver svolto incarichi o ricoperto cariche in enti di diritto privato finanziati dalla Regione omissis o dall’Arpa omissis, ossia dall’amministrazione che conferisce l’incarico, né risulta aver svolto in proprio attività professionali regolate, finanziate o retribuite dall’amministrazione che conferisce l’incarico.

Anche per quanto concerne il contratto di collaborazione coordinata e continuativa conferito al dott. omissis dal Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico nella Regione omissis - a prescindere dalla circostanza che lo stesso ritiene di avere autonomia giuridica ed economica rispetto alla Regione omissis - va evidenziato che, in base a quanto comunicato, il medesimo contratto, conferito per il periodo 12 marzo 2014 – 9 dicembre 2015, è stato revocato con Decreto del Commissario n. 269 del 26 maggio 2015, determinando la cessazione del rapporto di collaborazione con il dott. omissis.

Ne consegue, pertanto, che l’art. 4 del d.lgs. n. 39/2013, che disciplina l’inconferibilità di incarichi amministrativi di vertice (tra cui rientra quello di Direttore Generale dell’Arpa omissis) non risulta applicabile alla fattispecie concreta considerata, in quanto il dott. omissis nel biennio precedente al conferimento dell’incarico di Direttore Generale dell’Arpa omissis non ha svolto gli incarichi o le cariche di cui all’art. 4 comma 1 del d.lgs. n. 39/2013.

  1. Ulteriori profili oggetto di segnalazione. Ipotesi di conflitto di interessi del DG dell’Arpa omissis. Esclusione.

Tra le segnalazioni pervenute a questa Autorità,  in merito al conferimento dell’incarico di Direttore Generale dell’Arpa omissis, alcune contestavano quanto segue:

  • l’esistenza di una condanna a carico del dott. omissis al pagamento di una ammenda di euro 10 mila per una fattispecie che non inibisce la costituzione del rapporto di lavoro con la p.a.;
  • la sussistenza di un conflitto di interessi nella procedura di nomina del dott. omissis, tenuto conto dei rapporti personali già esistenti tra il dott. omissis e l’Assessore dott. omissis che, in qualità di Commissario straordinario delegato per la realizzazione degli interventi per la mitigazione dei rischio idrogeologico, lo aveva nominato consulente con contratto di collaborazione professionale.

Con riferimento all’esistenza di una condanna a carico del dott. omissis al pagamento di una ammenda di euro 10 mila per una fattispecie che non inibisce la costituzione del rapporto di lavoro con la p.a, si evidenzia che le ipotesi di inconferibilità previste dall’art. 3 del d.lgs. n. 39/2013 sussistono esclusivamente nei casi in cui intervenga una condanna, anche con sentenza non passata in giudicato, per uno dei reati previsti dal capo I del titolo II del libro secondo del codice penale. Dunque, la condanna al pagamento di una ammenda per una fattispecie che non inibisce la costituzione del rapporto di lavoro con la p. a. non è condizione sufficiente affinché possa dirsi configurata un’ipotesi di inconferibilità dell’incarico amministrativo di vertice nell’Arpa omissis.
Con riferimento alla sussistenza di un’ipotesi di conflitto di interessi nella procedura di nomina del dott. omissis, tenuto conto dei rapporti personali già esistenti tra il dott. omissis e l’Assessore dott. omissis che, in qualità di Commissario straordinario delegato per la realizzazione degli interventi per la mitigazione dei rischio idrogeologico, lo aveva nominato consulente con contratto di collaborazione professionale, si evidenzia che l’Autorità si è già espressa su fattispecie assimilabili a quella in oggetto.

Con Delibere n. 209 del 1 marzo 2017 e n. 384 del 29 marzo 2017 a cui si rinvia, occupandosi del presunto conflitto di interessi dei componenti delle commissioni di concorso per il reclutamento di professori e ricercatori, è stato affermato che i principi generali in materia di astensione e ricusazione del giudice, previsti dall’art. 51 e dall’art. 52 del c.p.c., trovano applicazione anche nello svolgimento delle procedure concorsuali, in quanto strettamente connessi al trasparente e corretto esercizio delle funzioni pubbliche. Pertanto, qualora un componente della commissione concorsuale si trovi in una situazione di incompatibilità, ha il dovere di astenersi dal compimento di atti inerenti la procedura stessa; allo stesso modo, l’amministrazione interessata, valutata l’esistenza dei presupposti predetti, ha l’obbligo di disporre la sostituzione del componente, al fine di evitare che gli atti del procedimento risultino viziati (Circolare n. 3/2005 Dip. Funzione Pubblica).
Chiarito ciò, lo stesso giudice amministrativo ha poi provveduto, avuto riguardo a quanto stabilito dall’art. 51, ad identificare alcune ipotesi di applicazione concreta di tale disposizione alle commissioni di concorso anche in relazione a selezioni in ambito universitario, affermando che:

  • l’appartenenza allo stesso ufficio del candidato e il legame di subordinazione o di collaborazione tra i componenti della commissione e il candidato stesso non rientrano nelle ipotesi di astensione di cui all’art. 51 c.p.c. (Consiglio di Stato, sez. III, 28.4.2016, n. 1628, Consiglio di Stato, sez. V, 17.11.2014 n. 5618; sez. VI, 27.11. 2012, n. 4858);

  • i rapporti personali di colleganza o di collaborazione tra alcuni componenti della commissione e determinati candidati non sono sufficienti a configurare un vizio della composizione della commissione stessa, non potendo le cause di incompatibilità previste dall’art. 51 (tra le quali non rientra l’appartenenza allo stesso ufficio e il rapporto di colleganza) essere oggetto di estensione analogica, in assenza di ulteriori e specifici indicatori di una situazione di particolare intensità e sistematicità, tale da dar luogo ad un vero e proprio sodalizio professionale (Consiglio di Stato, sez. VI, 23.09.2014 n. 4789);

  • «la conoscenza personale e/o l’instaurazione di rapporti lavorativi ed accademici non sono di per sé motivi di astensione, a meno che i rapporti personali o professionali non siano di rilievo ed intensità tali da far sorgere il sospetto che il candidato sia giudicato non in base al risultato delle prove, bensì in virtù delle conoscenze personali (Cons. Stato, VI, n. 4015 del 2013, cit.)» (Consiglio di Stato, VI, 26.1.2015, n. 327 e da ultimo Consiglio di Stato, sez. III, 28.4.2016, n. 1628);

  • «perché i rapporti personali assumano rilievo, deve trattarsi di rapporti diversi e più saldi di quelli che di regola intercorrono tra maestro ed allievo o tra soggetti che lavorano nello stesso ufficio, essendo rilevante e decisiva la circostanza che il rapporto tra commissario e candidato, trascendendo la dinamica istituzionale delle relazioni docente/allievo, si sia concretato in un autentico sodalizio professionale, in quanto tale “connotato dai caratteri della stabilità e della reciprocità d’interessi di carattere economico” (Cons. Stato, Sez. VI, n. 4015 del 2013), in “un rapporto personale di tale intensità da fare sorgere il sospetto che il giudizio non sia stato improntato al rispetto del principio di imparzialità” (Cons. Stato, Sez. VI, 27 aprile 2015, n. 2119)» (Consiglio di Stato, sez. III, 28.4.2016, n. 1628);

  • «sussiste una causa di incompatibilità - con conseguente obbligo di astensione - per il componente di una commissione giudicatrice di concorso universitario ove risulti dimostrato che fra lo stesso e un candidato esista un rapporto di natura professionale con reciproci interessi di carattere economico ed una indubbia connotazione fiduciaria» (Cons. Stato Sez. VI, 31.5.2013, n. 3006, TAR Lazio, Roma, 21.2.2014 n. 2173);

  • in sede di pubblico concorso l’incompatibilità tra esaminatore e concorrente si può realmente ravvisare non già in ogni forma di rapporto professionale o di collaborazione scientifica, ma soltanto in quei casi in cui tra i due sussista un concreto sodalizio di interessi economici, di lavoro o professionali talmente intensi da ingenerare il sospetto che la valutazione del candidato non sia oggettiva e genuina, ma condizionata da tale cointeressenza (TAR Lazio, Roma, 21.2.2014 n. 2173, T.A.R. Lazio, Roma Sez. III bis, 11.7.2013, n. 6945).

  • Pertanto, alla luce delle pronunce giurisprudenziali richiamate in tema di concorsi, i cui principi sono applicabili anche alla fattispecie concreta oggetto di analisi, la collaborazione professionale tra candidato e valutatore, per assurgere a causa di incompatibilità, deve presupporre una comunione di interessi economici o di vita tra gli stessi di particolare intensità e tale situazione può ritenersi esistente solo se detta collaborazione presenti i caratteri della sistematicità, stabilità, continuità tali da dar luogo ad un vero e proprio sodalizio professionale. La stabilità e/o la sistematicità del legame, l’esistenza di una cointeressenza economica, necessitano di venire in evidenza nell’ambito della procedura al fine di consentire all’Amministrazione di riscontare la ricorrenza o meno delle ipotesi di cui all’art. 51 c.p.c. così come delineate dalla giurisprudenza.
    Nel caso di specie, l’Assessore Regionale del Territorio e dell’Ambiente pro-tempore ha intrattenuto rapporti professionali pregressi con il candidato risultato vincitore della selezione per il conferimento dell’incarico di Direttore Generale dell’Arpa omissis, avendogli conferito in passato un incarico di collaborazione professionale.
    Alla luce delle disposizione normative vigenti, si ritiene che ciò non determini l’esistenza di un sodalizio di interessi nel senso definito dalla giurisprudenza. Ne consegue che non si possa affermare l’esistenza di interessi personali tra l’Assessore Regionale del Territorio e dell’Ambiente pro-tempore e il suddetto candidato, tale da determinare una situazione di incompatibilità da cui possa sorgere l’obbligo generale di astensione dell’Assessore Regionale dalla valutazione dello stesso.
    Con riferimento ad eventuali situazioni di conflitto di interessi legati alla qualità di socio al 50% rivestita dal dott. omissis nella società omissis SRL, da una recente visura camerale risulta che lo stesso ha ceduto la propria partecipazione azionaria in data 18 luglio 2018, facendo venir meno, di conseguenza, qualsiasi ipotesi di conflitto.

     

    Sul potere di accertamento dell’ANAC.

    L’ANAC ha uno specifico potere di controllo e di accertamento sulle ipotesi di inconferibilità ed incompatibilità disciplinate dal d.lgs. n. 39/2013 e, in generale, sulla corretta applicazione della suddetta normativa.
    In particolare, come già evidenziato in premessa, l’art. 16, comma 1 del d.lgs. n. 39/2013 individua nell’ANAC l’Autorità competente a vigilare “sul rispetto, da parte delle amministrazioni pubbliche, degli enti pubblici e degli enti di diritto privato in controllo pubblico, delle disposizioni di cui al presente decreto, anche con l'esercizio di poteri ispettivi e di accertamento di singole fattispecie di conferimento degli incarichi”.
    Recentemente il suddetto potere è stato oggetto di una sentenza del Consiglio di Stato, il quale ne ha escluso la natura meramente ricognitiva, affermandone il carattere costitutivo-provvedimentale.
    Più precisamente, il potere di accertamento attribuito all’ANAC dall’art. 16, co. 1, d.lgs. n. 39/2013 si sostanzia in un provvedimento di accertamento costitutivo di effetti giuridici e come tale impugnabile davanti al giudice amministrativo, potere in cui è compreso il potere di dichiarare la eventuale nullità dell’incarico. (cfr. Cons. Stato n. 126/2018, sopra già citata).

    Tutto ciò premesso e considerato,

    DELIBERA

    • l’assenza di profili di inconferibilità di cui al d.lgs. n. 39/2013 in relazione all’incarico di Direttore Generale dell'Arpa omissis;
    • ai fini della sussistenza di un conflitto di interessi fra il soggetto conferente dell’incarico ed il candidato, la pregressa collaborazione professionale, per assurgere a causa di incompatibilità, come disciplinata dall’art. 51 c.p.c., deve presupporre una comunione di interessi economici o di vita tra gli stessi di particolare intensità che presenti i caratteri della sistematicità, stabilità, continuità tali da dar luogo ad un vero e proprio sodalizio professionale, che non risultano nel caso in esame;
    • di dare comunicazione della presente delibera al RPCT della Regione omissis, al RPCT dell’Arpa omissis, al diretto interessato, dott. omissis ed ai segnalanti.

     

    Il Presidente f.f.
    Francesco Merloni

    Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 13 marzo 2019
    Il Segretario, Maria Esposito
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