Delibera numero 159 del 16 dicembre 2015

Revoca del Segretario comunale di Portoferraio - Fascicolo UVMAC/5424/2015

 

Il Consiglio dell’Autorità nazionale anticorruzione

nell’adunanza del 16 dicembre 2015;

visto l’articolo 1, comma 82, della legge 6 novembre 2012, n. 190, secondo cui il provvedimento di revoca di cui all’art. 100, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è comunicato dal Prefetto all’Autorità nazionale anticorruzione, che si esprime entro trenta giorni. Decorso tale termine, la revoca diventa efficace, salvo che l’Autorità rilevi che la stessa sia correlata alle attività svolte dal segretario in materia di prevenzione della corruzione;
visto l’art. 15, comma 3, del d.lgs. 8 aprile 2013 n. 39, secondo cui il  provvedimento di revoca dell'incarico amministrativo di vertice o dirigenziale conferito al soggetto cui sono state  affidate le funzioni di responsabile, comunque motivato, è comunicato all'Autorità nazionale anticorruzione che, entro trenta giorni, può formulare una richiesta di riesame qualora rilevi che la revoca sia correlata alle attività svolte dal responsabile in materia di prevenzione della corruzione. Decorso tale termine, la revoca diventa efficace.

vista la relazione dell’Area Vigilanza, Ufficio vigilanza sulle misure anticorruzione (UVMAC).

Fatto

Sono state trasmesse all’Autorità alcune segnalazioni del Segretario generale del Comune di Portoferraio in merito ad atti e comportamenti assunti dal Sindaco, in presunto contrasto con i principi di trasparenza e anticorruzione.
Con nota pervenuta in data 10 novembre 2015 il Prefetto di Livorno ha trasmesso all’Autorità, ex art. 1, comma 82, della legge 6 novembre 2012, n. 190 il decreto di revoca del Segretario generale di Portoferraio, ai sensi e per gli effetti dell’art. 100 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, per violazioni reiterate dei doveri di ufficio.
In data 16 novembre 2015 l’Autorità ha assegnato al Segretario generale il termine di 15 giorni per fornire la documentazione da lui approntata per difendersi in occasione del procedimento di revoca avviato nei suoi confronti.
Nella stessa data del 16 novembre 2015 l’Autorità ha altresì assegnato al Sindaco del Comune di Portoferraio il termine di 15 giorni per fornire informazioni in merito alle motivazioni dell’avvenuta nomina del Segretario generale, dott. Pinzuti, quale Responsabile della prevenzione della corruzione, pur in presenza di un procedimento penale in corso a carico dello stesso Segretario, di cui Sindaco e Giunta comunale erano perfettamente a conoscenza, in quanto la denuncia penale era stata effettuata dallo stesso Sindaco presso le sedi competenti. Contestualmente l’Autorità ha chiesto al Sindaco l’invio di alcuni documenti richiamati nel provvedimento di revoca del segretario generale e nella delibera di G. C. n. 241 del 30.10.2015.
Con comunicazioni pervenute nelle date del 25 e 26 novembre e del 1 dicembre 2015, il Segretario del Comune di Portoferraio ha trasmesso all’Autorità le memorie difensive da lui inviate al Sindaco e ai componenti della Giunta comunale a seguito dell’avvio del procedimento di revoca nei suoi confronti, nonchè ulteriore documentazione di segnalazione in merito ad atti e comportamenti assunti dal Sindaco e ritenuti illegittimi.
Con comunicazione pervenuta il 30 novembre 2015 il Sindaco del Comune di Portoferraio ha inviato all’Autorità il decreto del Sindaco di avvio del procedimento di revoca, la delibera di G.C. n. 240 del 30.10.2015 e l’allegato verbale di audizione del Segretario generale del 30.10.2015.

Ritenuto in diritto

Le contestazioni mosse dal Sindaco di Portoferraio al Segretario comunale sono relative a presunte violazioni di doveri di ufficio, così come esposte nella nota di avvio del procedimento di revoca del Segretario comunale.
Tali presunte violazioni, che hanno determinato il venir meno del rapporto di fiducia fra Sindaco e Segretario, non appaiono collegate con nesso di causalità ed immediatezza ad alcuna iniziativa intrapresa dal Segretario generale in materia di prevenzione della corruzione.
Premesso che in questa sede l’Autorità non deve valutare la legittimità o meno del provvedimento di revoca in relazione ai comportamenti e agli inadempimenti contestati, ma solo verificare se la revoca sia correlata alle attività svolte dal Segretario generale in materia di prevenzione della corruzione.
Rilevato in particolare che le vicende contestate al Segretario attengono profili di responsabilità che esulano dalla competenza di quest’Autorità e gli specifici addebiti contestati riguardano la condotta personale e lavorativa del Segretario e non appaiono legati tutti in concreto a sue attività nel campo della prevenzione della corruzione. La revoca del Segretario sembra essere stata disposta infatti per ragioni meramente personali e professionali, quali tardività in adempimenti di atti o nella pubblicazione di atti e mancata assistenza giuridico-amministrativa agli organi politici.
Rilevato pertanto che l’adozione del provvedimento di revoca non può ricollegarsi con nesso di causalità ed immediatezza ad alcuna iniziativa intrapresa dal Segretario comunale nella materia di prevenzione della corruzione e che le vicende contestate al Segretario attengono profili di responsabilità che esulano dalla competenza di quest’Autorità.

Tutto ciò premesso e considerato,

DELIBERA

  • che sulla base della documentazione trasmessa non ricorrono le condizioni previste dall’art. 1, comma 82 della l. n. 190/2012 e dall’art. 15, comma 3, del d.lgs. 8 aprile 2013 n. 39;
  • di dare comunicazione della presente al Prefetto di Livorno.

 
Raffaele Cantone

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 22 dicembre 2015

Il Segretario, Valentina Angelucci

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