Delibera numero 09 del 15 gennaio 2020

Conferimento dell’incarico di RPC ad un dirigente a tempo determinato presso il Comune di [omissis]

Riferimenti normativi: Legge 6 novembre 2012, n. 190
Parole-chiave: “criteri di scelta RPCT”, “incarico a tempo determinato”, “dirigente esterno”
 

 

Il Consiglio dell’Autorità nazionale anticorruzione

 

nell’adunanza del 15 gennaio 2020;

visto l’articolo 1, comma 2, lett. f), della legge 6 novembre 2012, n. 190, secondo cui l’Autorità esercita la vigilanza e il controllo sull’effettiva applicazione e sull’efficacia delle misure adottate dalle pubbliche amministrazioni ai sensi dei commi 4 e 5 dell’art. 1 l. 190/2012 e sul rispetto delle regole sulla trasparenza dell’attività amministrativa previste dai commi da 15 a 36 dell’art. 1 l. 190/2012 e dalle altre disposizioni vigenti;
visto l’articolo 1, comma 3, della legge 6 novembre 2012, n. 190, secondo cui l’Autorità esercita poteri ispettivi mediante richiesta di notizie, informazioni, atti e documenti alle pubbliche amministrazioni;
visto il regolamento sull’esercizio dell’attività di vigilanza in materia di prevenzione della corruzione, emanato dal Consiglio dell’Autorità in data 29 marzo 2017;
vista la relazione dell’Ufficio vigilanza sulle misure anticorruzione (UVMAC).

Fatto
1. Con nota del 16.10.2019 è pervenuto a questa Autorità il decreto sindacale n. 47 del 16.10.2019 del Comune di [omissis], che ha nominato RPC [omissis], dirigente a tempo determinato ex art. 110 co. 1 del d.lgs. 267/2000, in sostituzione del precedente RPC.
2. Richiamando quanto disposto dal PNA 2016, §5.2, lett. a), adottato con Determinazione n. 831/2016, e dall’art. 1 co. 7 l. 6 novembre 2012, n. 190 sui criteri di scelta del RPC, con particolare riferimento all’individuazione del titolare del predetto incarico negli enti locali, nell’esercizio dei poteri di vigilanza di cui all’art. 1, commi 2, lett. f), e 3 della l. 6 novembre 2012, n. 190, l’Ufficio istruttore chiedeva all’Amministrazione di inviare una relazione informativa concernente le motivazioni della scelta di conferire l’incarico di RPC ad un dirigente a tempo determinato, in luogo del Segretario Generale o comunque di un dirigente di ruolo in servizio, come prescritto dalle richiamate disposizioni normative.
3. In data 21.11.2019 è pervenuto il riscontro a firma congiunta del Segretario Generale e del Sindaco del Comune di [omissis], il quale ricostruisce le vicende relative agli avvicendamenti nel predetto incarico a far tempo dal 2016.

Diritto
La relazione informativa rappresenta che, a far tempo dalla data del 12.2.2016, il Comune ha sempre provveduto al conferimento dell’incarico di RPC a dipendenti con contratto a tempo determinato, fatta eccezione per la nomina, con provvedimento sindacale n. 7 del 15.4.2019, del dott. [omissis], dipendente dell’Amministrazione a tempo indeterminato, il quale ha mantenuto l’incarico fino al 31.8.2019.
L’attuale RPC, [omissis], è dipendente di ruolo di altro comune, svolgendo un incarico dirigenziale ex art. 110 co. 1 del d.lgs. 267/2000 presso il Comune di [omissis] per la durata di tre anni.
Occorre innanzi tutto evidenziare che sono stati RPCT del Comune di [omissis], rispettivamente, la dott.ssa [omissis] dal 06.2.2018 al 05.8.2018 e il dott. [omissis] dal 06.8.2018 al 14.4.2019, entrambi dirigenti a tempo indeterminato.
Sembra inoltre opportuno rammentare che, nel corso di una precedente attività di vigilanza condotta dall’Autorità nei confronti del Comune di [omissis], il Segretario Generale aveva rappresentato l’esigenza di conferire l’incarico di RPC al Comandante della Polizia Municipale, essendo l’unico dipendente in possesso dei requisiti previsti dal PNA, poiché i due dirigenti assunti con contratto a tempo determinato in servizio presso il Comune non sarebbero dotati della necessaria stabilità.
Il conferimento dell’incarico di RPC all’ [omissis] non sembra pertanto coerente con le considerazioni svolte dalla stessa Amministrazione nell’ambito del richiamato procedimento di vigilanza.

Al riguardo, l’art. 1 co. 7 della l. 190/2012 stabilisce che l’organo di indirizzo individua, di norma fra i dirigenti di ruolo in servizio, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, disponendo le eventuali modifiche organizzative necessarie per assicurare che egli sia posto in condizione di svolgere il proprio incarico con autonomia ed effettività. Negli enti locali, il RPCT è di norma individuato nella figura del Segretario Generale, salvo diversa e motivata determinazione.
Il PNA 2016, adottato con delibera n. 831 del 3 agosto 2016, § 5.2., lett. a), ed il PNA 2019, adottato con delibera n. 1064 del 13 novembre 2019, parte IV, § 1, specificano che, poiché il legislatore ha ribadito che l’incarico di RPCT sia attribuito di norma a un dirigente di ruolo in servizio, è da considerare come un’assoluta eccezione la nomina di un dirigente esterno. Nel caso, sussiste un preciso onere di congrua e analitica motivazione anche in ordine all’assenza di soggetti aventi i requisiti previsti dalla legge. Resta quindi ferma la sicura preferenza per personale dipendente dell’amministrazione che assicuri stabilità ai fini dello svolgimento dei compiti.
Nel caso che ci occupa non risulta che l’Amministrazione abbia rispettato l’onere di congrua ed analitica motivazione prescritto dal PNA ai fini del conferimento dell’incarico di RPC ad un dirigente esterno, in quanto dipendente di ruolo di un altro comune, atteso che il decreto sindacale n. 47 del 16.10.2019, con il quale [omissis] è stato nominato RPCT, opera un mero rinvio all’ipotesi di nuova macrostruttura di prossima approvazione da parte della Giunta comunale, senza fornire delucidazioni in merito all’assenza di altre figure dirigenziali idonee a ricoprire l’incarico.
Peraltro [omissis] dirige presso il Comune di [omissis] i servizi “Sviluppo del territorio”, con esclusione del servizio Manutenzione e del servizio Demanio, “Sviluppo Economico, SUAPE e commercio”, nonché l’Area “Sicurezza e vigilanza”, come si evince dal decreto sindacale n. 35 del 30.8.2019, con il quale veniva conferito l’incarico dirigenziale a tempo determinato.
Nell’ambito dei predetti settori il dipendente svolge attività caratterizzate da un’elevata esposizione al rischio corruttivo, come a titolo esemplificativo le funzioni attinenti il rilascio di provvedimenti autorizzatori e concessori, in qualità di responsabile dell’Area “Pianificazione del territorio e sviluppo economico patrimoniale”.
Il PTPC 2019-2021 del Comune di [omissis], nell’all. B, rubricato “Processi e misure”, dedica particolare attenzione alla prevenzione del rischio nell’ambito delle attività anzidette, con particolare riguardo alla fase di pianificazione urbanistica, a causa dell’estrema complessità ed ampiezza della materia e della varietà e molteplicità degli interessi pubblici e privati da ponderare.
Inoltre gli incarichi connessi all’emanazione di provvedimenti di autorizzazione e concessione sono inclusi fra le aree di rischio generali individuate dall’art. 1 co. 16 l. 190/2012 e dall’all. 2 al PNA 2013. Si rammenta infine che il PNA 2016, Parte speciale, sez. VI, dedica uno specifico approfondimento alla gestione del rischio corruttivo nell’attività di governo del territorio, trattandosi di un settore caratterizzato da elevata esposizione a fenomeni di “maladministration”.
In ragione delle considerazioni esposte, desta forte perplessità la determinazione dell’Amministrazione di individuare il RPC in un dirigente che, oltre a non essere dotato della stabilità necessaria per ricoprire il ruolo, poiché assunto con contratto a tempo determinato ai sensi dell’art. 110 del d.lgs. 267/2000, è altresì impiegato in un settore che viene considerato critico dal legislatore, dall’Autorità e dalla stessa Amministrazione comunale, poiché significativamente esposto al rischio di corruzione.
Il PNA 2016, Parte generale, § 5.2, richiede infatti che il RPC abbia adeguata conoscenza dell’organizzazione e del funzionamento dell’amministrazione, sia dotato della necessaria autonomia valutativa, che non sia in una posizione che presenti profili di conflitto di interessi e scelto, di norma, tra i dirigenti non assegnati ad uffici che svolgano attività di gestione e di amministrazione attiva. In questa ottica va evitato, per quanto possibile, che il RPC sia scelto tra i dirigenti assegnati a uffici che svolgono attività nei settori più esposti al rischio corruttivo, come l’ufficio contratti o quello preposto alla gestione del patrimonio.
Sembra al riguardo opportuno rammentare che, in base al PTPC 2019-2021 del Comune di [omissis], § 3.2, il personale in servizio al 31.12.2018 è composto da 247 unità, di cui 3 dirigenti appartenenti alla prima qualifica dirigenziale, assunti con contratto a tempo indeterminato (su un totale di 5 dirigenti), oltre al Segretario Generale. Vi si affiancano 6 dipendenti titolari di posizione organizzativa, come si apprende dalla sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale.
L’Autorità ha ritenuto, da ultimo nel PNA 2019, che nel caso in cui il numero di dirigenti sia così limitato da essere assegnato allo svolgimento di compiti gestionali, il RPCT possa essere individuato in un dipendente con posizione organizzativa ovvero in un profilo non dirigenziale che garantisca comunque le idonee competenze. Naturalmente tale scelta deve in ogni caso essere opportunamente motivata.
Ne consegue che il Sindaco del Comune di [omissis], nel richiamato provvedimento di nomina dell’[omissis], avrebbe dovuto fornire una congrua motivazione circa le ragioni dell’inidoneità del Segretario generale, degli altri dirigenti di ruolo in servizio e delle P.O. allo svolgimento delle funzioni di RPC, configurandosi altrimenti una violazione dell’art. 1 co. 7 della l. 190/2012 e delle indicazioni fornite dall’Autorità nel PNA 2016 e successivi aggiornamenti.
Tutto ciò premesso e considerato
 

 

DELIBERA

 

a) che sussistono forti perplessità in merito all’individuazione del RPC del Comune di [omissis] in un dirigente esterno, assunto con contratto a tempo determinato ex art. 110 d.lgs. 267/2000, il quale svolge compiti di amministrazione attiva in un settore particolarmente esposto al rischio corruttivo;
b) di invitare il Sindaco a valutare l’individuazione del RPC nel Segretario generale o in un dirigente di ruolo ovvero in un dipendente con posizione organizzativa, riconoscendogli autonomia e indipendenza per l’espletamento dell’incarico;
c) che eventuali scelte difformi dell’Amministrazione debbono essere motivate evidenziando, in modo particolarmente stringente e puntuale, le ragioni che potrebbero condurre ad operare una designazione diversa da quella prevista ex lege, dando conto del fatto che il RPC prescelto abbia comunque autonomia e indipendenza per lo svolgimento del ruolo;
d) di assegnare il termine di 30 giorni per la comunicazione delle decisioni assunte.
DISPONE

la trasmissione della presente delibera al RPC ed al Sindaco del Comune di [omissis].
 

Presidente f.f.
Francesco Merloni

Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 24 gennaio 2020

Il Segretario,
Maria Esposito
 

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