Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "organismi di diritto pubblico"

TAR Sicilia, Sezione Palermo III - Sentenza 25/11/2005 n. 6309
legge 109/94 Articoli 2 - Codici 2.3.3
Non è qualificabile quale “organismo di diritto pubblico” l’associazione costituita nella forma giuridica dell’associazione non riconosciuta. Come è noto, infatti, la nozione a contenuto sostanziale di “organismo di diritto pubblico” - di derivazione comunitaria ed introdotta nel nostro ordinamento, per la prima volta, ad opera della Direttiva 89/440/CE - implica che possa essere qualificato tale solo il soggetto che risponde ai tre parametri, tutti necessari ed a carattere cumulativo, individuati dalla Corte di Giustizia CE con la decisione 15 gennaio 1998, nella causa C-44/96. Essi sono rappresentati, in primo luogo, dal possesso della personalità giuridica, poi dal fine perseguito, che deve essere quello della “istituzionale” soddisfazione di bisogni di interesse generale diversi da quelli industriali e commerciali ed, infine, dalla presenza dell’influenza pubblica dominante, nelle sue diverse manifestazioni. Nel caso di un’associazione non riconosciuta difetta, quindi, il fondamentale presupposto della personalità giuridica, di cui è tale soggetto è privo.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana, Sezione giurisdizionale - Sentenza 04/10/2005 n. 668
legge 109/94 Articoli 2 - Codici 2.3.3
L’organismo di diritto pubblico è istituto di risalente creazione del diritto comunitario ed introdotto in quell’ordinamento al fine di contrastare la prassi, instaurata a fini elusivi da taluni paesi membri, di ricorrere alla cosiddetta concessione di committenza, attualmente vietata dall’art. 19 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. La creazione della figura dell’organismo di diritto pubblico sottende quindi la ratio di evitare che dietro lo schermo di un soggetto, eventualmente anche privato (ma a questi fini solo formalmente) la mano pubblica continui a gestire il monopolio dei pubblici appalti di lavori. In tale ottica è logica la equiparazione dell’organismo di diritto pubblico alle Amministrazioni aggiudicatrici e la estensione ad esso di tutti gli obblighi, non solo sostanziali, ma anche formali che fanno carico a queste ultime.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana, Sezione giurisdizionale - Sentenza 04/10/2005 n. 668
legge 109/94 Articoli 2 - Codici 2.3.3
Il Consorzio per le Autostrade siciliane è riconducibile nel novero della categoria degli organismi di diritto pubblico, categoria normativamente equiparata alle amministrazioni aggiudicatrici e quindi assoggettata ai medesimi obblighi. Ne consegue che esso è tenuto ad applicare integralmente le norme della citata legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., come recepita in Sicilia con la legge 2 agosto 2002, n. 7 e s.m. e, pertanto, anche le disposizioni che prevedono la nomina del responsabile unico del procedimento.
TAR Sicilia, Sezione Palermo - Sentenza 28/06/2004 n. 1304
legge 109/94 Articoli 2 - Codici 2.3.3
L’ambito di applicazione soggettivo della disciplina dell’evidenza pubblica comunitaria prescinde dalla veste giuridico-formale dell’ente che realizza, mediante contratti di appalto, il lavoro o il servizio. In particolare, un ente ecclesiastico gestore di un immobile di interesse storico artistico, dotato di personalità giuridica, destinatario di finanziamento maggioritario pubblico per i lavori ed i servizi di architettura e di ingegneria finalizzati al restauro di detto immobile, stante la natura non industriale o commerciale dei bisogni di interesse generale che intende soddisfare, costituisce organismo di diritto pubblico.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 22/04/2004 n. 2292
legge 109/94 Articoli 2 - Codici 2.3.3
Secondo costante giurisprudenza, ai fini della definizione della nozione di organismo di diritto pubblico di cui all’art. 2, comma 2, lett. a), della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., va accolta la nozione funzionale ricavabile dalla giurisprudenza comunitaria. Pertanto, se un’attività industriale o commerciale viene svolta in stretta correlazione con un interesse pubblico, essa perde la sua tradizionale connotazione giuridica ed economica, per acquistare quella specifica dell’ordinamento comunitario. Il requisito che caratterizza l’organismo di diritto pubblico, perché acquisti carattere non industriale, deve ricollegarsi ad un interesse che il legislatore ha inteso sottrarre dai mercati, improntati esclusivamente da un’ordinaria attività imprenditoriale, industriale o commerciale. Pertanto integra le caratteristiche dell’organismo di diritto pubblico la società il cui oggetto sociale prevede la gestione diretta o a mezzo terzi della discarica per rifiuti solidi urbani nonché di ogni tipo di intervento di carattere ambientale nel bacino della discarica o comunque nel territorio del comune, attività che riveste senz’altro valenza pubblicistica dato il particolare rilevo dell’attività di discarica, espressamente qualificata di pubblico interesse dall’art. 1 del D.P.R. 10 settembre 1982, n. 915 e sottoposta a regime autorizzatorio.
TAR Lombardia, Sezione Brescia - Sentenza 09/03/2004 n. 203
legge 109/94 Articoli 2 - Codici 2.3.3
L’organismo di diritto pubblico appare una categoria trasversale rispetto alle categorie pubblico-privato degli ordinamenti nazionali, la quale comprende i soggetti in possesso - contemporaneamente - di tre requisiti: la personalità giuridica; la partecipazione pubblica, in quanto cioè siano strettamente dipendenti dallo Stato, da enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico; l’istituzione per soddisfare specificamente bisogni di interesse generale aventi carattere non industriale o commerciale. Per quanto riguarda, in particolare, il terzo requisito, innanzitutto integra attività che soddisfa bisogni di interesse generale, non solo quella, posta in essere da un soggetto strumentale dell’amministrazione, diretta a soddisfare immediatamente bisogni attinenti alla cura dell’interesse pubblico cui quest’ultima è preposta; ma altresì l’attività, svolta dal predetto soggetto, limitata alla creazione delle condizioni che consentiranno la soddisfazione dei bisogni di interesse generale da parte di soggetti terzi, i quali peraltro opereranno secondo comuni logiche imprenditoriali. Quanto al carattere non industriale o commerciale, innanzitutto l’esistenza di concorrenza nello svolgimento dell’attività costituisce soltanto un indizio a favore della non ricorrenza del carattere, mentre non assume rilevanza la forma giuridica del soggetto. L’elemento discriminante è invece costituito dalle circostanze in cui l’organismo è stato costituito e dalle modalità e condizioni in cui esercita l’attività: se opera secondo le regole del mercato, persegue lo scopo di lucro ed assume il rischio imprenditoriale - senza beneficiare di finanziamenti pubblici a fronte di eventuali perdite - il bisogno di interesse generale riveste carattere commerciale o industriale e la persona giuridica non è qualificabile come organismo di diritto pubblico. Viceversa, se agisce avendo quale obiettivo primario l’interesse generale e la copertura dei costi - ove non si raggiunga con i proventi dell’attività - è assicurata da finanziamenti pubblici o ricapitalizzazioni, il bisogno riveste carattere non industriale o commerciale e la persona giuridica è sussumibile nella categoria dell’organismo di diritto pubblico.
Corte di Giustizia U.E., Sezione VI - Sentenza 15/05/2003 n. CAUSA C-241/00
legge 109/94 Articoli 2 - Codici 2.3.3
Il Regno di Spagna è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti in forza della direttiva del Consiglio 21 dicembre 1989, 89/665/CEE, non avendo adottato le misure necessarie per conformarsi alle disposizioni degli artt. 1 e 2 della citata direttiva, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all'applicazione delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture e di lavori, come modificata dalla direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi e, in particolare:1. avendo omesso di estendere il sistema di ricorsi garantiti da questa direttiva alle decisioni adottate dalle società di diritto privato, istituite per soddisfare specificamente necessità d'interesse generale, prive di natura industriale o commerciale, dotate di personalità giuridica, e la cui attività è soprattutto finanziata da amministrazioni pubbliche o da altri organismi di diritto pubblico, o la cui gestione è soggetta ad un controllo da parte di quest'ultimi, oppure il cui organo di amministrazione, di direzione o di vigilanza è composto da membri dei quali più della metà siano nominati dalle amministrazioni pubbliche e dagli altri organismi di diritto pubblico; 2. subordinando, in generale, la possibilità di adottare misure cautelari in relazione alle decisioni prese dalle amministrazioni aggiudicatrici alla necessità di proporre previamente un ricorso contro la decisione dell'amministrazione aggiudicatrice .3. Ai sensi dell'art. 1, lett. b), secondo comma, della direttiva 93/37, per poter essere definito come organismo di diritto pubblico, un organismo deve possedere i tre requisiti cumulativi ivi enunciati, ossia deve essere un organismo istituito per soddisfare specificatamente bisogni di interesse generale aventi carattere non industriale o commerciale, dotato di personalità giuridica e dipendente strettamente dallo Stato, da enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico (1); alla nozione di «organismo di diritto pubblico» dev'essere data un'interpretazione funzionale (2) ed essa deve essere interpretata estensivamente (3). 4. Il carattere di diritto privato di un organismo non costituisce un criterio atto ad escludere la sua qualificazione quale amministrazione aggiudicatrice ai sensi dell'art. 1, lett. b), delle direttive 92/50, 93/36 e 93/37 e, pertanto, dell'art. 1, n.1, della direttiva 89/665; invero, l'effetto utile delle direttive 92/50, 93/36 e 93/37, nonché della direttiva 89/665, non sarebbe pienamente preservato qualora l'applicazione di tali norme ad un organismo che soddisfi le tre condizioni citate possa essere esclusa per il solo fatto che, secondo il diritto nazionale cui è soggetto tale organismo, la sua forma e il suo regime giuridico rientrano nell'ambito del diritto privato (alla stregua del principio nella specie la Corte ha ritenuto che, avendo direttamente escluso dall'ambito di applicazione soggettivo della direttiva 89/665 le società di diritto privato, la normativa spagnola controversa nel caso di specie non costituiva una trasposizione corretta della nozione di «amministrazione aggiudicatrice» di cui all'art. 1, n. 1, della citata direttiva, come definita all'art. 1, lett. b), delle direttive 92/50, 93/36 e 93/37). 5. Ai sensi degli artt. 1, n. 1, e 2, nn. 1, lett. b), e 8, della direttiva 89/665, ogni misura presunta illegittima deve poter essere oggetto di un ricorso efficace e, in particolare, quanto più rapido possibile. La prima parte della frase («ogni misura presunta illegittima») deve essere intesa nel senso che essa riguarda ogni tipo di atto di cui si presume l'illegittimità, e non solamente gli atti definitivi; la seconda parte della frase («ricorso efficace e [...] quanto più rapido possibile») induce a ritenere che la possibilità di presentare un ricorso avverso gli atti procedurali è una delle migliori tecniche per garantire l'efficacia e la rapidità delle impugnazioni, poiché attendere la conclusione del procedimento di aggiudicazione dell'appalto è il miglior modo per indebolire, o perfino per annientare l'efficacia e la rapidità dei ricorsi disposti dalla direttiva 89/665. 6. Ai sensi dall'art. 1, nn. 1 e 3, della direttiva 89/665, le procedure di ricorso ivi previste devono essere, da un lato, efficaci e quanto più rapide possibile, e, dall'altro, accessibili a chiunque abbia o abbia avuto interesse a ottenere l'aggiudicazione di un determinato appalto pubblico e che sia stato o rischi di essere leso da una violazione denunciata; in particolare, in forza dell'art. 2 della stessa direttiva, gli Stati membri sono tenuti a conferire ai loro organi competenti a conoscere dei ricorsi la facoltà di adottare, indipendentemente da ogni azione previa, qualsiasi provvedimento provvisorio, compresi i provvedimenti intesi a sospendere o a far sospendere la procedura di aggiudicazione pubblica di un appalto
TAR Roma 14/01/1999 n. 72
legge 109/94 Articoli 2 - Codici 2.3.3
La normativa comunitaria in tema di appalti di lavori pubblici fornisce una nozione sostanziale di «Amministrazione aggiudicatrice», comprensiva degli «organismi di diritto pubblico», cioè di soggetti, pubblici e privati, istituiti per soddisfare specificamente bisogni di carattere generale i quali sono tenuti all'osservanza delle norme di evidenza pubblica, che sono norme di azione, come tali comportanti la giurisdizione del giudice amministrativo; né a tale conclusione può opporsi che la disciplina comunitaria in materia ha per scopo la tutela della libertà di concorrenza, valore privatistico, e non del pubblico interesse, dato che la limitazione dell'applicabilità della detta disciplina alle Amministrazioni e agli organismi di diritto pubblico comporta una strumentalizzazione della tutela del valore della concorrenza al perseguimento dei fini generali affidati alle Pubbliche amministrazioni dei Paesi membri, che per l'Italia trovano espressione nei principi costituzionali di imparzialità e buon andamento, e, per la Comunità, si risolvono nel progresso economico e sociale dei cittadini dell'Unione europea.
TAR Firenze 10/09/1998 n. 783
legge 109/94 Articoli 2 - Codici 2.3.3
Il generico interesse pubblico allo svolgimento dell'attività relativa alle manifestazioni carnevalesche non conferisce alla Fondazione Carnevale di Viareggio il carattere di organismo pubblico o di Ente strumentale del Comune, rimanendo essa del tutto estranea all'organizzazione amministrativa e comunale, che si limita ad erogare un contributo e a nominare il Consiglio di amministrazione della Fondazione stessa; pertanto, esula dalla giurisdizione del giudice amministrativo la controversia in ordine all'aggiudicazione dell'appalto per la realizzazione delle opere relative alla manifestazione.
TAR Milano 20/08/1998 n. 1955
legge 109/94 Articoli 2 - Codici 2.3.3
Assume dirimente rilievo, ai fini del riconoscimento di un organismo di diritto pubblico, la diretta e immediata funzionalizzazione della relativa attività al perseguimento dell'interesse pubblico, del tutto indipendentemente dalla natura che la singola figura soggettiva abbia nell'ordinamento giuridico nazionale, con ciò assumendo prevalenza, ai detti fini, non già la natura del soggetto, bensi esclusivamente l'attività d'impresa di volta in volta posta in essere .L'organismo pubblico stazione appaltante non è titolare in via astratta di una illimitata potestà discrezionale in ordine alle modalità di espletamento della gara, dovendo esso trovare fondamento in una norma di legge e dovendo comunque rispettare il canone della ragionevolezza - che nell'ordinamento comunitario assume il nome di principio di proporzionalità - con ciò configurandosi, a carico della parte pubblica procedente il dovere di scegliere modalità di svolgimento della propria azione che siano in rapporto di idoneità, oltre che di stretta necessità e proporzionalità col fine da raggiungere.
Corte di Giustizia U.E. 15/01/1998 n. 44
legge 109/94 Articoli 2 - Codici 2.3.3
Rientra nella nozione di organismo di diritto pubblico ai sensi dell'art.1, punto b), secondo comma, della direttiva n. 93/37/CEE l'ente che abbia l'obbligo di soddisfare bisogni di interesse generale aventi carattere non industriale, pur se questi ultimi costituiscano solo una parte (anche relativamente poco rilevante) delle attività dell'ente stesso, presente sul mercato alla stegua di un'impresa commerciale. Di conseguenza, tutti gli appalti di lavori aggiudicati da tale ente sono appalti pubblici ai sensi dell'art. 1, punto a) della medesima direttiva indipendentemente dalla loro natura e, in particolare, a prescindere dal fatto che siano aggiudicati al fine di poter adempiere il compito di soddisfare bisogni di interesse generale aventi carattere non industriale o commerciale oppure per svolgere qualunque altro genere di attività, anche industriale o commerciale.