Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "ispettivo"

TAR Lazio, Sezione III Roma - Sentenza 23/02/2007 n. 1638
legge 109/94 Articoli 4 - Codici 4.2.2
Non arreca alcun vulnus alla posizione giuridica dell’Amministrazione comunale l’operato dell’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici che, avendo riscontrato a seguito dell’esercizio dei suoi poteri ispettivi l’esistenza di alcune irregolarità nell’affidamento di lavori pubblici, si sia limitata a segnalare la circostanza alle autorità competenti, senza annullare (non avendone il potere) i relativi atti e, dunque, rispettando pienamente l’autonomia dell’ente locale, senza imporgli alcun comportamento o attività necessitata (v. Cons. Stato, Sez. IV, 12 settembre 2006, n. 5317). L’amministrazione comunale, infatti, del tutto correttamente ed in piena conformità ai principi delineati dall’art. 97 della Costituzione, può esporre in un apposito atto deliberativo le particolari ragioni che avevano giustificato il proprio comportamento e che fondavano la legittimità degli atti oggetto di rilievo, senza preclusione alcuna e senza neppure necessariamente dover procedere al loro ritiro nell’esercizio del potere di autotutela (che, tra l’altro, deve a sua volta fondarsi, come è noto, sulla puntuale individuazione di uno specifico interesse pubblico, concreto ed attuale, non necessariamente consistente nel mero ripristino della legalità violata).
TAR Campania, Sezione I - Sentenza 05/10/2001 n. 4487
legge 109/94 Articoli 4 - Codici 4.2.2
Il potere ispettivo previsto dall’art.4, co.6, della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., si distingue da quello generale di vigilanza e monitoraggio sull’intero settore, previsto dal comma 4 dell’art.4 cit., in quanto si dirige non già verso la ricognizione d’assieme dell’andamento del settore, ma è destinato per sua natura ad appuntarsi su fattispecie puntuali rispetto alle quali l’esito dell’accertamento dell’Autorità può e deve tradursi in un atto amministrativo di formulazione di rilievi (in caso di riscontrate irregolarità) diretti agli organi di controllo.L’atto che costituisce l’esito di un procedimento di vigilanza ispettiva non è un parere, ma un atto che esplica effetti propulsivi di possibili procedimenti di riesame amministrativo in sede di autotutela ed impone al Comune destinatario l’obbligo di buona amministrazione di prendere in considerazione i rilievi, avviando un procedimento di secondo grado destinato a chiudersi con un provvedimento motivato di conferma, di riforma o di autoannullamento/revoca dell'aggiudicazione.