Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "compiti"

Corte dei Conti Toscana, Sezione giurisdizionale - Sentenza 31/01/2006 n. 7
legge 109/94 Articoli 17, 7 - Codici 17.1, 7.3
Risponde dei maggiori oneri sopportati dall’amministrazione per l’affidamento a professionisti esterni della progettazione di lavori pubblici (rispetto al 1,5% dell’importo a base di gara previsto dall’art. 18 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., quale incentivo per l’attività di progettazione svolta dal personale interno) il responsabile del procedimento che, senza tener conto della presenza all’interno dell’ente di tecnici che avrebbero potuto provvedere alla progettazione stessa, rilasci l’attestazione prevista dall’art. 17, comma 4, della citata legge n. 109/1994 e s.m., dichiarando che l’amministrazione è carente di personale tecnico interno adeguato per la progettazione dei lavori di cui all’oggetto, così inducendo l’amministrazione ad affidare l’incarico a liberi professionisti esterni.
TAR Veneto, Sezione I - Sentenza 21/02/2005 n. 727
legge 109/94 Articoli 17, 7 - Codici 17.1, 7.3
In applicazione dell’art. 21, comma 6, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., da individuarsi quale principio generale là dove afferma che: “I commissari non debbono avere svolto né possono svolgere alcuna altra funzione od incarico tecnico o amministrativo relativamente ai lavori oggetto della procedura”, il responsabile del procedimento - figura precipua nella materia degli appalti, avente un suo preciso ruolo - non può coincidere con il dirigente chiamato a presiedere la commissione di gara, quando questa sia necessaria. Meno che mai può pensarsi ad una doppia presidenza.
TAR Marche - Sentenza 04/02/2005 n. 128
legge 109/94 Articoli 17, 7 - Codici 17.1, 7.3
In base alla normativa vigente, il dirigente o il funzionario investito della relativa funzione, nei Comuni privi di personale di qualifica dirigenziale ex art. 109, comma 2, del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, è responsabile sia nella fase istruttoria sia in quella di emanazione del provvedimento finale del procedimento e non può sottrarsi a tale responsabilità impostagli dalla legge, astenendosi da una delle due fasi. E’ legittimo, pertanto, in tali circostanze, che il responsabile del procedimento sia Presidente della Commissione giudicatrice e che approvi gli atti della Commissione medesima e disponga dell’aggiudicazione definitiva della gara.
TAR Campania, Sezione Salerno - Sentenza 30/06/2004 n. 1652
legge 109/94 Articoli 17, 7 - Codici 17.1, 7.3
E’ da escludersi in modo certo che dal comma 12 dell’art. 17 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. derivi che, per le gare relative all’affidamento di incarichi di progettazione e di direzione dei lavori di importo inferiore a 100.000 euro, la competenza sia attribuita all’organo politico-amministrativo. La citata disposizione legislativa stabilisce, in realtà, che la stazione appaltante deve procedere alla scelta del contraente “per il tramite del responsabile del procedimento” e, pertanto, il solo tenore letterale della norma è già sufficiente ad escludere la competenza in materia della Giunta Municipale. Peraltro, se si legge la medesima disposizione legislativa con riferimento al quadro di principio e normativo, come i canoni di corretta ermeneutica esigono, non può sorgere dubbio che in materia la competenza non è attribuita alla Giunta Municipale ma al Dirigente dell’Ufficio. E’ viziato per difetto di motivazione il provvedimento che non esplicita l’iter logico seguito che ha indotto l’Amministrazione a conferire l’incarico professionale, limitandosi ad esporre elementi generici che non danno conto della scelta operata, e ciò soprattutto con riguardo alla comparazione dei titoli esibiti dagli altri partecipanti alla gara ed alle preferenze previste dal bando di gara.