Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "consorzi"

Corte dei Conti Sicilia, Sezione IV Catania - Sentenza 07/12/2006 n. 2429
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
L’art. 12, comma 5, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. ha posto il principio - di carattere generale - del divieto della partecipazione alla medesima gara del consorzio stabile e dei consorziati, mentre l’art. 13, comma 4, ha inteso precisare la portata del divieto, chiarendo che esso riguarda soltanto i consorziati che già partecipano alla gara mediante la struttura consortile, di modo che il divieto si traduce nella preclusione per un’impresa di poter partecipare alla medesima gara due volte, l’una attraverso la struttura del consorzio stabile e l’altra in una qualsiasi diversa forma (cfr. Determinazioni n. 18 del 29 ottobre 2003 e n. 11 del 9 giugno 2004 dell’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici; TAR Sardegna, Sez. I, 20 giugno 2005, n. 1445).L’indicazione delle imprese per conto delle quali il consorzio concorre, contemplata dall’art. 13, comma 4, ha valore non solo in negativo, in quanto le imprese predette non possono partecipare autonomamente alla gara, ma anche in positivo, in quanto i lavori potranno essere eseguiti soltanto dalle predette imprese. L’esecuzione dei lavori solo da parte delle imprese per conto delle quali il consorzio concorre costituisce una scelta obbligata, perché soltanto in questo modo possono essere evitate situazioni paradossali, come quella di far realizzare l’opera da parte di un consorziato che ha partecipato alla gara in concorrenza con il consorzio stesso (cfr., in termini, Determinazione n. 18 del 29 ottobre 2003 dell’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, cit.).Nulla vieta, ovviamente, che il consorzio possa dichiarare in sede di offerta che concorre in proprio e non per conto di alcun consorziato (cfr. Determinazione n. 11 del 9 giugno 2004 dell’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, cit.). In tal caso, il consorzio potrà: - eseguire direttamente tutte le opere o parte di esse, utilizzando la comune struttura d’impresa; - eseguire tutte le opere o parte di esse mediante una o più delle imprese consorziate, assegnandone ad esse l’esecuzione, totale o parziale, avvalendosi della facoltà di cui all’art. 97, comma 1, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554, in base al quale “I consorzi stabili di imprese di cui all’articolo 10, comma 1, lettera c), e articolo 12 della Legge, hanno la facoltà di far eseguire i lavori dai consorziati senza che ciò costituisca subappalto, ferma la responsabilità sussidiaria e solidale degli stessi nei confronti della stazione appaltante”.In siffatto quadro normativo risulta diversa la posizione dei consorziati per conto dei quali il consorzio ha dichiarato di concorrere, ai sensi dell’art. 13, comma 4, della legge n. 109/1994 e s.m., rispetto a quella dei consorziati ai quali viene assegnata l’esecuzione dei lavori, ai sensi dell’art. 97, comma 1, del D.P.R. n. 554/1999 e s.m., dal momento che: - la dichiarazione di cui all’art. 13, comma 4, della legge n. 109/1994 e s.m. ha rilevanza esterna, sia ai fini dello svolgimento della gara che dell’esecuzione dei lavori, e rimane cristallizzata nel tempo; - la designazione di cui all’art. 97, comma 1, del D.P.R. n. 554/1999 e s.m., in genere successiva all’aggiudicazione, costituisce un semplice atto interno del consorzio, privo di rilevanza esterna, ancorché esso debba essere comunicato alla stazione appaltante e sia sempre modificabile (cfr. Determinazione n. 11 del 9 giugno 2004 dell'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, cit.).L’art. 97, comma 4, seconda parte, del D.P.R. n. 554/1999 e s.m. prevede espressamente che “alle singole imprese consorziate si applicano le disposizioni previste per le imprese mandanti dei raggruppamenti temporanei di imprese”. Orbene, a proposito delle imprese mandanti dei raggruppamenti temporanei di imprese, l’art. 95, comma 2, dispone che tali imprese devono possedere i requisiti tecnico organizzativi ed economico finanziari “ciascuna nella misura minima del 10% di quanto richiesto all’intero raggruppamento”. Conseguentemente, in base al combinato disposto delle disposizioni da ultimo riportate, le imprese per le quali il consorzio ha dichiarato di concorrere, ai sensi dell’art. 13, comma 4, della legge n. 109/1994 e s.m., ovvero alle quali viene assegnata l’esecuzione dei lavori, ai sensi dell’art. 97, comma 1, del D.P.R. n. 554/1999 e s.m., devono possedere una qualificazione minima, pari, quanto meno, al 10% di quella globalmente richiesta per partecipare alla gara.
TAR Lazio, Sezione III Roma - Sentenza 09/08/2006 n. 7115
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
Dalla definizione che dei consorzi stabili dà l’art. 12 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. (secondo cui “si intendono per consorzi stabili quelli, in possesso, a norma dell’art. 11, dei requisiti previsti dagli artt. 8 e 9 formati da non meno di tre consorziati che, con decisione assunta dai rispettivi organi deliberativi, abbiano stabilito di operare in modo congiunto nel settore dei lavori pubblici, per un periodo di tempo non inferiore a cinque anni, istituendo a tal fine una comune struttura di impresa”) si evince che, sebbene tanto il consorzio stabile quanto le imprese consorziate conservino la loro autonoma soggettività giuridica, sussiste tra le stesse un legame ben più stretto di ogni altra forma di collegamento già raffigurata dalla legge (Cons. Stato 24 marzo 2006, n. 1529). Ne consegue che il consorzio stabile costituisce un nuovo e, comunque, peculiare soggetto di diritto, promanante da un contratto a dimensione associativa, caratterizzato oggettivamente come struttura imprenditoriale, al fine di operare in modo congiunto nel settore dei lavori pubblici. Il rapporto che lega le imprese consorziate alla struttura consortile è un rapporto, come detto, di tipo organico, sicché unico soggetto interlocutore dell’Amministrazione appaltante è il consorzio stesso, che assumerà la veste di parte del contratto, con la relativa assunzione in proprio di tutti gli obblighi, gli oneri e le responsabilità. La causa ed il profilo associativo giustificano una forma di aggregazione di imprese, caratterizzata dalla responsabilità solidale, dalla sua qualificabilità alla stregua delle qualificazioni conseguite da ciascuna impresa consorziata. Vale, in proposito, sottolineare che i requisiti speciali di idoneità tecnica e finanziaria devono essere posseduti e comprovati dal consorzio, con il cumulo dei requisiti posseduti dalle singole consorziate. L’art. 34 del D.P.R. n. 34/2000, come modificato dall’art. 1 del D.P.R. n. 93/2004, dispone, infatti, che “il consorzio stabile è qualificato sulla base delle qualificazioni possedute dalle singole imprese consorziate. La qualificazione è acquisita, in riferimento ad una determinata categoria di opera generale o specializzata, per la classifica corrispondente alla somma di quelle possedute dalle imprese consorziate”. Tale modulo organizzativo comporta anche l’obbligo di indicare, in sede di offerta, per quali imprese consorziate il consorzio intenda concorrere (art. 13, comma 4, legge n. 109/ 1994), al solo precipuo fine di impedire che l’impresa consorziata, né in forma singola né in forma associata, possa partecipare ad una gara nella quale concorra anche il consorzio stabile del quale fa parte.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 24/03/2006 n. 1529
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
Le disposizioni di cui agli artt. 12, comma 5, e 13, comma 4, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. vanno interpretate nel senso che un’impresa consorziata non può mai partecipare ad una gara nella quale concorra anche il consorzio stabile del quale fa parte, né in forma singola né in forma associata. Con la suddetta normativa il legislatore ha inteso evitare la partecipazione alla stessa gara di imprese collegate occasionalmente o, come è il caso dei consorzi stabili, addirittura unite tra loro al punto da dar vita ad un’unica struttura imprenditoriale. Legittimamente, pertanto, la commissione giudicatrice di una gara per l’affidamento di lavori pubblici esclude un’impresa facente parte di un consorzio di imprese, nel caso in cui sia risultato che, alla medesima gara, abbia partecipato il consorzio stesso.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana - Sentenza 20/07/2005 n. 448
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
In tema di requisiti di ammissione dei consorzi di cooperative ex lege n. 422/1909 occorre distinguere tra requisiti di idoneità tecnica e finanziaria, desumibili dall’art. 18 del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m., il cui possesso è richiesto esclusivamente in capo al consorzio (fruendo, al riguardo, le singole cooperative consorziate del rilevante beneficio di poter sommare i rispettivi requisiti, in ipotesi insufficienti, ai fini del raggiungimento delle soglie minime richieste dalla lex specialis della gara) e requisiti di natura generale, di ordine pubblico e di moralità, desumibili ex art. 17 del medesimo D.P.R. n. 34/2000 e s.m., che vanno invece accertati anche in capo alle singole imprese consorziate indicate quali esecutrici dei lavori.L’ascrivibilità ai requisiti di natura generale (di cui all’art. 17, D.P.R. n. 34/2000) dell’osservanza della disciplina sull’assunzione di lavoratori disabili discende dall’inerenza di questi ultimi a profili largamente eccedenti l’aspetto dell’affidabilità tecnico-organizzativa dell’impresa e tali da investire, invece, valori attinenti alla sfera dell’ordine pubblico, della solidarietà sociale e della moralità individuale del soggetto imprenditore. Ricorre, quindi, anche nei confronti di tali requisiti la duplice esigenza, di garantire l’amministrazione contro il rischio di accesso al mercato delle commesse pubbliche di soggetti moralmente inidonei ed inaffidabili e di impedire che la peculiare disciplina dei consorzi di cooperative si risolva in un agevole strumento di elusione dei principi fondamentali dell’ordinamento statale e di quello comunitario in materia di procedure ad evidenza pubblica mediante l’aggregazione di società prive dei requisiti di legge per la partecipazione alle gare, confluenti in un distinto soggetto in possesso dei suddetti requisiti, ma dotato a sua volta di esigua struttura e non direttamente coinvolto nella gestione dei lavori.L’inosservanza degli obblighi di dichiarazione e certificazione legislativamente previsti comporta di pieno diritto l’esclusione dalla gara, senza che sia necessaria né rilevi l’intermediazione di una clausola espressa della lex specialis e senza che sia consentito procrastinare alla successiva fase di stipulazione del contratto, conseguente all’aggiudicazione, l’esercizio di un “potere-dovere” di verifica.
TAR Sardegna, Sezione I Cagliari - Sentenza 20/06/2005 n. 1445
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
Deve ritenersi che la disposizione contenuta nell’art. 13, quarto comma, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come modificato dall’art. 9, quarto comma, della legge 18 novembre 1998, n. 415, specifichi il contenuto del generale divieto di cui al precedente art. 12, quinto comma, precisando che solo le imprese consorziate destinate ad eseguire i lavori per il consorzio sono escluse dalla partecipazione all’appalto in concorrenza con quest’ultimo. Di conseguenza, le imprese consorziate non interessate a sfruttare, nell’occasione, il collegamento consortile, sono legittimate a partecipare alla gara, in concorrenza con il consorzio del quale fanno parte (in termini Cons. Stato, Sez. IV, 4 febbraio 2003, n. 560).
TAR Puglia, Sezione I Bari - Sentenza 22/03/2005 n. 1271
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
La giurisprudenza consolidata ha sempre distinto, nell’ambito dei requisiti di partecipazione alla gara, quelli di ordine tecnico e di qualificazione da quelli di ordine morale, generale e di affidabilità sotto il profilo di ordine pubblico economico (fra cui pacificamente rientra anche quello attestato dalla dichiarazione ex art. 17 legge n. 68/99 in ordine all’assunzione di soggetti disabili), precisando, quanto all’ipotesi di partecipazione alla gara di un consorzio, che i requisiti rientranti nella seconda categoria devono essere posseduti e specificamente documentati non dal consorzio in sé, ma dalla singola impresa consorziata indicata quale esecutrice dei lavori (cfr. ex plurimis Cons. Stato, Sez. VI, 29.4.2003, n. 2183; Sez. V, 20.1.2002, n. 507).A fronte della riscontrata omissione, la Commissione non può avvalersi della facoltà di invitare i concorrenti ad integrare la documentazione, in quanto per pacifico e costante orientamento giurisprudenziale tale facoltà è esercitabile unicamente nell’ipotesi di incompletezza o non chiarezza dei documenti presentati e non certo nel caso in cui taluno di essi abbia del tutto omesso di produrre uno o più documenti prescritti a pena di esclusione, poiché ciò comporterebbe grave pericolo di vulnus al principio della par condicio tra i concorrenti.
TAR Lombardia, Sezione Brescia - Sentenza 04/11/2004 n. 1532
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
E’ legittima l’esclusione dalla gara di una società consortile che non ha prodotto le dichiarazioni e la documentazioni di gara richiesta per i consorzi (nella fattispecie la società consortile non aveva indicato i singoli soci consorziati per conto dei quali la stessa concorreva, né aveva dimostrato i requisiti minimi di qualificazione in capo alle consorziate).Va affermata l’equiparazione fra le società consortili in oggetto ed i consorzi stabili non aventi struttura societaria ad opera dell’art. 23 del D.Lgs. n. 158/1995 e della lex specialis di gara, con il conseguente onere, in capo alla ricorrente, di sottostare a tutte le relative disposizioni, comprese quelle di produrre la documentazione richiesta per questi ultimi consorzi. Poiché, nel caso specifico, la documentazione mancante era richiesta a pena di esclusione, sia al fine di verificare l’effettivo possesso dei requisiti tecnico-organizzativi ed economico-finanziari dei candidati sia al fine di verificare la composizione dell’associazione imprenditoriale ed eventuali candidature incompatibili tra loro nonché il possesso dei requisiti di natura morale e di ordine pubblico in capo a ciascun associato, deve ritenersi legittimo l’operato della commissione aggiudicatrice che ha disposto detta esclusione sussistendo i sopra indicati specifici interessi della stazione appaltante.
TAR Piemonte, Sezione II - Sentenza 19/04/2004 n. 637
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
Per la categoria dei consorzi “non stabili”, di cui all’art. 2602 c.c., l’art. 10, comma 1, lett. e), della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. prevede la sottoposizione alla disciplina di cui al successivo art. 13, il cui comma 5bis recita “è vietata qualsiasi modificazione alla composizione delle associazioni temporanee e dei consorzi di cui all’articolo 10, comma 1, lettere d) ed e), rispetto a quella risultante dall’impegno presentato in sede di offerta”, con la precisazione (comma 6) che “L’inosservanza dei divieti di cui al comma 5 comporta l’annullamento dell’aggiudicazione o la nullità del contratto, nonché l’esclusione dei concorrenti riuniti in associazione o consorzio di cui al comma 1 concomitanti o successivi alle procedure di affidamento relative ai medesimi lavori”. Il significato di tale disposizione è evidentemente quello di vietare che insorgano modificazioni nella composizione soggettiva del consorzio, quanto meno nella fase compresa fra la presentazione dell’offerta e l’aggiudicazione dell’appalto. Tale disciplina è perfettamente coerente con il regime di responsabilità delle singole consorziate nei confronti della stazione appaltante - in relazione all’esecuzione delle prestazioni previste nello stipulando contratto di appalto - contenuto nell’art. 13, comma 2, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., a mente del quale “L’offerta dei concorrenti associati o dei consorziati di cui al comma 1 determina la loro responsabilità solidale nei confronti dell’Amministrazione nonché nei confronti delle imprese subappaltanti e dei fornitori. Per gli assuntori di lavori scorporabili la responsabilità è limitata all’esecuzione dei lavori di rispettiva competenza, ferma restando la responsabilità solidale del mandatario o del capogruppo”. Tale disposizione, infatti, ricollega la responsabilità delle singole consorziate proprio alla formulazione dell’offerta, con la conseguenza che - ove successivamente ad essa vi fosse un mutamento della compagine consortile - le nuove consorziate, pur potendo di fatto vedersi assegnata l’esecuzione di parte dei lavori appaltati, potrebbero, in caso di inadempimento, invocare la mancanza di un vincolo giuridico nei confronti dell’appaltante; ed è proprio per evitare simili evenienze che il citato art. 13, comma 5bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. impone l’immutabilità della composizione soggettiva del consorzio nella fase compresa tra la presentazione dell’offerta e l’aggiudicazione dell’appalto.
TAR Valle d'Aosta - Sentenza 17/03/2004 n. 30
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
La prescrizione di cui all’art. 13, comma 4, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., che impone ai consorzi tra imprese artigiane di indicare per quali consorziati il consorzio intende concorrere, non solo ha il fine di consentire il controllo del divieto di partecipazione, sotto altra forma, alla medesima gara dei consorziati, ma risponde al generale principio dell’immodificabilità dei partecipanti alla gara nonché all’esigenza dell’amministrazione di esperire le verifiche del possesso dei requisiti richiesti in capo a tutti i soggetti coinvolti, con l’urgenza connaturata ordinariamente alle procedure di esecuzione dei pubblici appalti. E’ illegittimo il provvedimento di aggiudicazione a seguito di modificazione del soggetto indicato in sede di gara dal consorzio quale materiale esecutore delle opere.La presenza di una società per azioni non è organicamente possibile in seno ad un consorzio tra imprese artigiane, dal quale, in forza del preciso combinato disposto dagli artt. 10, comma 1, lett. b) legge n. 109 del 1994 e 3, comma 2, legge n. 443 del 1985, essa, insieme alle società in accomandita per azioni, è per definizione esclusa.
TAR Campania, Sezione I Napoli - Sentenza 03/03/2004 n. 2589
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
Non è condivisibile la tesi per cui l’art. 13, comma 4, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., dovrebbe essere inteso nel senso che i consorzi di cui all’art. 10, comma 1, lettere b) e c), non devono indicare sempre e in ogni caso, in sede di offerta, per quali consorziati concorrono, in quanto l’ipotesi normale sarebbe che questi consorzi partecipino alla gara al fine di eseguire in proprio i lavori e la disciplina de qua dovrebbe essere intesa nel senso che è consentito ai consorzi citati indicare per quali consorziati concorrono solo ove non intendano eseguire direttamente i lavori. Infatti, se la norma vuole garantire principalmente che nell’ambito della medesima gara non possano essere esaminate dall’amministrazione una pluralità di offerte provenienti da uno stesso soggetto in veste diversa, e quindi esclude che tale indicazione possa avvenire in corso di gara, implicitamente tale obbligo conferma che al consorzio, per la sua peculiare natura giuridica, non è consentita la partecipazione in proprio. Il consorzio di secondo grado non può in un primo tempo vantare requisiti di partecipazione utilizzando le precedenti attività svolte dal consorzio stesso, in veste di consorzio di cooperative, per poi sganciarsi e ritenersi invece soggetto autonomo in grado di compiere individualmente attività di esecuzione di lavori pubblici, il cui conseguimento viene ammesso e consentito proprio in forza delle pregresse attività svolte dal consorzio anche in nome e per conto degli associati.
TAR Puglia - Lecce - Sentenza 26/06/2003 n. 4476
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
L'art. 9 comma 23 della legge n.415 del 1998, il quale ha aggiunto all'art.13, comma 4, della legge 11 febbraio 1994 n.109 e s.m. il seguente periodo "I consorzi di cui all'art. 10, comma 1, lettere b) e e) sono tenuti ad indicare,in sede di offerta,per quali consorziati il consorzio concorre;a questi ultimi è fatto divieto di partecipare,in qualsiasi altra forma,alla medesima gara" riguarda letteralmente i consorzi fra società cooperative di produzione e lavoro costituiti ai sensi della legge n. 422 del 1909,i consorzi fra imprese artigiane di cui alla legge n. 443 del 1985 ed i consorzi stabili, cioè realtà giuridiche che per espressa previsione normativa (i consorzi stabili) o per la configurazione assunta nella realtà economica (i consorzi di cooperative di produzione e lavoro) hanno una struttura comune di impresa e costituiscono un centro di imputazione di interessi formalmente e sostanzialmente autonomo, istituzionalmente in grado di partecipare agli appalti pubblici e di eseguire in proprio i lavori. La norma in esame non può quindi essere intesa nel senso che i consorzi in questione debbono indicare, in sede di offerta, per quali consorziati concorrono,in quanto l'ipotesi normale è che questi consorzi partecipino alla gara al fine di eseguire in proprio i lavori ;deve essere invece intesa nel senso che faculta i consorzi citati ad indicare per quali consorziati concorrono, ove non intendano eseguire direttamente i lavori; in tal caso solo ai soggetti indicati è fatto divieto di partecipare,in qualsiasi altra forma alla medesima gara; per converso i consorziati non indicati dal consorzio partecipante alla gara come esecutori dei lavori potranno partecipare alla gara individualmente o nelle maniere consentite dall'art. 12 comma 5, terzo periodo della legge n.109 del 1994, così come modificato dall'art.7 comma 1 della legge n.166 del 2002.
Corte di Giustizia Amministrativa 19/02/2003 n. 60
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
Ai sensi dell’art.9, co.23, della legge 18 novembre 1998, n.415 (che ha aggiunto all’art.13, co.4, della legge 11 febbraio 1994, n.109, il seguente periodo: «I consorzi di cui all’articolo 10, comma 1, lettere b e c, sono tenuti ad indicare, in sede di offerta, per quali consorziati il consorzio concorre»), nel caso di partecipazione a gare di appalto di consorzi di imprese sussiste un preciso obbligo, per la impresa indicata quale assuntrice dei lavori, di documentare i requisiti richiesti (alla stregua del principio nella specie è stata ritenuta legittima l’esclusione di una impresa consorziata, delegata ad eseguire i lavori, che non aveva prodotto la dichiarazione sui requisiti di carattere generale, prescritta dal bando di gara).
TAR Emilia - Romagna, Sezione I - Sentenza 13/02/2003 n. 902
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
Un consorzio costituito ai sensi degli artt.2602 e 2612 e ss. c.c. «per l'assunzione , nell'interesse delle imprese consorziate, di appalti e/o concessioni per la realizzazione di opere edili» è qualificabile come consorzio di concorrenti ai sensi dell'art.10, co.1, lett. e), della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., e come tale non può partecipare ad una gara per conto solo di alcuni dei consorziati, essendo tale possibilità espressamente prevista dall'art.13, co.4, della legge quadro solo per i consorzi di cui al'art.10, co.1, lettere b) e c), della Legge n.109/94 e s.m.Qualora un consorzio di concorrenti, di cui all'art.10, co.1, lett. e), della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., voglia partecipare ad una gara per alcuni solo dei propri consorziati, questi devono vincolarsi, al pari di un raggruppamnto temporaneo di imprese, attraverso un mandato che presenti le caratteristiche richieste dalll'art.13, commi 5 e 5 bis, della Legge n.109/94 e s.m. (collettivo, speciale con rappresentanza, irrevocabile).
TAR Lombardia, Sezione Brescia - Sentenza 19/08/1999 n. 753
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
Nel caso in cui un Consorzio partecipi ad una gara per l'aggiudicazione di un contratto mediante appalto concorso non già singolarmente ma in raggruppamento con altre imprese, i requisiti soggettivi e oggettivi di partecipazione alla gara stessa vanno verificati in capo alle singole imprese consorziate.
TAR Bologna 24/06/1999 n. 336
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
I consorzi e le cooperative istituiti dalla legge 25 giugno 1909, n.422, sono ammessi a partecipare alle gare pubbliche di appalto di servizi, essendo dotati di personalità giuridica, contrariamente ai consorzi costituiti ai sensi degli artt.2602 e segg. c.c., che non sono dotati di personalità giuridica.
TAR Milano 01/12/1998 n. 2792
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
Per i Consorzi di imprese costituiti ai sensi dell'art.2602 c.c., i requisiti di idoneità tecnica e finanziaria stabiliti nel bando di gara per l'aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione devono essere riferiti alle singole imprese facenti parte della compagine consortile, e non al Consorzio in quanto tale, potendo riguardare l'opposto principio dell'imputazione giuridica dei requisiti di gara in capo all'aggregazione di imprese anziché ai singoli soggetti consorziati solo le figure dei c.d. Consorzi stabili, con particolare riguardo a quelli introdotti dalla legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m.
TAR Genova 25/09/1998 n. 698
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
E' legittima la clausola del bando per l'appalto di opere pubbliche che prevede il divieto di contemporanea partecipazione alla gara da parte di Consorzi di cooperative e di singole società cooperative ad esso aderenti.E' legittima l'esclusione da una pubblica gara per l'aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione di due o più concorrenti qualora l'intreccio degli organi di amministrazione o tecnici degli stessi e, quindi, dei relativi assetti societari, sia di per sé idoneo a realizzare quella comunanza di elementi conoscitivi e di valutazione che è sufficiente per escludere la garanzia dell'autonomia delle singole offerte.
TAR Aosta 19/06/1998 n. 60
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
In sede di gara per l'aggiudicazione di appalto di opere pubbliche, nel caso di consorzi tra cooperative di produzione e lavoro costituiti a norma della L. 25 giugno 1909 n. 422, i requisiti di idoneità tecnica e finanziaria per l'ammissione devono essere riferiti ai consorzi e non alle singole imprese consorziate
TAR Bologna 23/03/1998 n. 1
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
Non è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art.13, co.4, della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., per contrasto con l'art.97 Cost., nella parte in cui introduce il divieto di partecipazione contemporanea alla stessa gara di un Consorzio di cooperative di produzione e lavoro e di una Cooperativa ad esso aderente e non prevede, invece, eguale esclusione nell'ipotesi di partecipazione alla gara di Consorzi aventi in Comune una o più Cooperative aderenti.
TAR Firenze 11/02/1998 n. 58
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
Per i Consorzi ordinari previsti dagli artt.2602 e ss. c.c. vige il principio generale già codificato nell'art.6 della legge 17 febbraio 1987, n.80, in forza del quale essi partecipano alle gare alle stesse condizioni previste per i raggruppamenti temporanei di imprese, per i quali, a norma dell'art.13, co.1, della legge 11 febbraio 1994, n.109, il possesso dei requisiti va verificato in capo alle singole Imprese riunite; pertanto, la certificazione concernente l'iscrizione all'albo nazionale dei costruttori non va riferito al Consorzio in quanto tale, ma alle singole Imprese consorziate.
TAR Firenze, Sezione I 04/12/1997 n. 561
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
Ai sensi dell'art.67 della legge regionale della Toscana 24 maggio 1980, n.68, l'Unità sanitaria locale, nel contrattare con Società cooperative o Consorzi di cooperative, può procedere col metodo della trattativa privata, interpellando il maggior numero di Società o Consorzi, non inferiore a tre, salve la particolare natura della prestazione o l'assegno di concorrenti, fermo restando che il ricorso alla trattativa privata è consentito a condizione che vengano accettati prezzi non superiori a quelli massimi risultanti dai listini della Camera di commercio e che sussistano comunque i presupposti generali per tale strumento di scelta del contraente.Non occorre una diffusa motivazione sull'interesse pubblico concreto e attuale all'annullamento d'ufficio né rileva il lungo tempo trascorso dell'emanazione dell'atto quando esso abbia conseguenze permanenti o perduranti ed implichi l'esborso di denaro pubblico senza titolo.
TAR Salerno 26/11/1997 n. 697
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
A norma dell'art.27 bis del D.L.C.P.S. 14 dicembre 1947, n.1577, introdotto dall'art.5 della legge 17 febbraio 1971, n.127, i Consorzi di cooperative ammissibili ai pubblici appalti continuano ad essere disciplinati dalla legge 25 giugno 1909, n.422, dal titolo V del regolamento approvato con R.D. 12 febbraio 1911, n.278, e dall'art.15 della legge medesima; pertanto, ai fini dell'ammissione alla procedura; i Consorzi di cooperative hanno l'onere di documentare soltanto l'iscrizione all'albo nazionale costruttori e l'inclusione nello schedario generale della cooperazione, non essendo richiesta l'iscrizione all'albo prefettizio.
TAR Bologna, Sezione II 19/11/1997 n. 751
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
Il bando di gara e la lettera d'invito sono immediatamente lesivi nel caso in cui limitano o escludono la possibilità da parte della Ditta concorrente di partecipare alla gara, con la conseguenza che l'interesse a ricorrere si manifesta immediatamente, mentre per le clausole rispetto alle quali non è possibile ipotizzare un pregiudizio certo ma solo eventuale, o per quelle di dubbia interpretazione, l'interesse si manifesta solo quando si precisa la posizione dei vari concorrenti in sede di aggiudicazione.E' legittima la clausola del bando per l'appalto di opere pubbliche che prevede l'esclusione delle Società cooperative nel caso in cui alla gara partecipi anche un Consorzio del quale le Cooperative aspiranti all'appalto facciano parte.La posizione dei Consorzi di cooperative nei confronti dell'Amministrazione appaltante non può essere in alcun modo equiparata a quella dei raggruppamenti d'Imprese, atteso che nei Consorzi la responsabilità ricade esclusivamente sul Consorzio stesso quale persona giuridica
TAR Sicilia, Sezione I 07/11/1997 n. 1707
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
Il rapporto intercorrente tra Consorzio, ai sensi della legge 25 giugno 1909, n.422, e Cooperative associate puo' essere ricondotto al rapporto tra Societa' commerciale e socio, cosi' come l'ipotesi di contemporanea partecipazione a gara di un Consorzio ai sensi della Legge n.422/09 cit. e di una Cooperativa associata deve essere assimilato all'ipotesi di partecipazione a gara di due Societa' aventi lo stesso socio di maggioranza o di un imprenditore individuale che sia anche socio di maggioranza di una Societa' commerciale partecipante; pertanto, il divieto di contemporanea partecipazione, quale appare desumibile dalla legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., si riferisce alle ipotesi nelle quali l'Impresa individuale assume una propria rilevanza anche all'interno della forma associativa, non anche quando lo strumento associativo abbia sua completa autonomia, senza che vengano in alcun rilievo le Imprese associate.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione III 09/12/1996 n. 10956
legge 109/94 Articoli 10, 12, 8 - Codici 10.1, 11.2, 8.3
Il Consorzio con attività esterna, pur essendo sfornito di personalità giuridica, è un autonomo centro di rapporti giuridici e pertanto assume la responsabilità, garantita dal fondo consortile, dei contratti che stipula in nome proprio; quindi, se un terzo subisce un danno ingiusto provocato dall'esecuzione, da parte di un'impresa consorziata, di opere oggetto di un contratto di appalto stipulato da un Consorzio, è questo a risponderne, a titolo di responsabilità extra contrattuale, sotto il profilo del rischio derivante dalla gestione di un'attività imprenditoriale.