Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "in genere"

TAR Puglia, Sezione II Bari - Sentenza 17/02/2005 n. 594
legge 109/94 Articoli 16 - Codici 16.1
L’elaborazione ed approvazione congiunta del progetto definitivo ed esecutivo di una opera pubblica costituisce prassi diffusa a livello amministrativo e la sua legittimità trova conforto nell’articolo 15 del D.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554 e s.m., il quale chiarisce che i tre livelli di progettazione devono tra loro necessariamente interagire, secondo uno sviluppo di definizione e di approfondimento progressivo e senza soluzione di continuità, e introduce elementi di flessibilità al sistema tripartito, sicché, in presenza di lavori di non rilevante complessità, deve ritenersi possibile il coagularsi in un unico atto dell’approvazione della progettazione di dettaglio (definitiva ed esecutiva), quando questa risulti integrare quella completa, complessa operazione tecnico-amministrativa finalizzata al massimo livello di approfondimento possibile, che consenta, in definitiva, la definizione e l’identificazione di ogni elemento progettuale in forma, tipologia, dimensione, prezzo, qualità, comprendendo tutti gli aspetti che sono necessari per la realizzazione dell’opera, in conformità con il progetto preliminare.
TAR Piemonte, Sezione II - Sentenza 22/10/2004 n. 2629
legge 109/94 Articoli 16 - Codici 16.1
Anche se la lex specialis di gara si limita a consentire, senza esigere, la presentazione di proposte modificative rispetto al progetto posto a base di gara, è evidente che, ove presentate, le dette varianti debbano essere giudicate compatibili con il progetto che la stazione appaltante ha posto a base di gara. Né può ritenersi che, ove interpretata in questo modo, la lex specialis di gara sia illegittima per violazione dell’art. 21, comma 1ter, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. Tale disposizione, infatti, nel disporre che “l’aggiudicazione degli appalti mediante pubblico incanto o licitazione privata può essere effettuata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, determinata in base agli elementi di cui al comma 2, lettera a), nel caso di appalti di importo superiore alla soglia comunitaria in cui, per la prevalenza della componente tecnologica o per la particolare rilevanza tecnica delle possibili soluzioni progettuali, si ritiene possibile che la progettazione possa essere utilmente migliorata con integrazioni tecniche proposte dall’appaltatore”, si limita a consentire le cd. varianti migliorative, ma nulla dice in merito alle conseguenze di una loro eventuale inadeguatezza o incompatibilità con il progetto redatto dalla stazione appaltante, che dovranno quindi essere desunte dalla specifiche caratteristiche della lex specialis di gara e della stessa offerta posta all’esame della commissione. Poiché, nel caso di specie, è stata posta a base di alcune offerte una variante che la Commissione giudicatrice ha ritenuto incompatibile con la lex specialis di gara, una volta giunta a tale conclusione la stessa Commissione ha dovuto escludere dette offerte dalla gara, non potendo attribuire alle società offerenti la volontà, rimasta inespressa, di partecipare all’appalto pur in assenza della detta variante.
TAR Liguria, Sezione I - Sentenza 11/05/2004 n. 725
legge 109/94 Articoli 16 - Codici 16.1
Ai sensi della vigente normativa in materiali lavori pubblici (art. 16, comma 1, lett. a) della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. ed artt. 15, comma 7, lett. b); 21, comma 1, lett. b); 29, comma 2, D.P.R. n. 554/1999), la progettazione di opere pubbliche deve assicurare il rispetto delle norme in materia di tutela della salute e dell’ambiente.
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 11/05/2004 n. 2930
legge 109/94 Articoli 16 - Codici 16.1
L’art. 16 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. ha stabilito per qualsiasi opera pubblica la necessità della redazione, in progressione temporale, di tre distinte fasi progettuali, denominate progetto preliminare, progetto definitivo e progetto esecutivo, individuandosi (con l’art. 14 della stessa legge) proprio nel progetto definitivo l’atto capace di contenere quella specifica dichiarazione di pubblica utilità, unica idonea a dare inizio alla procedura espropriativa. I tre stadi progettuali sopra indicati non possono essere confusi tra loro, essendo specificate per ciascuno di essi le caratteristiche ed i gradi di approfondimento dell’indagine progettuale. Infatti, il progetto preliminare è un’indagine operativa che necessita ancora di specifiche puntualizzazioni in ordine alle caratteristiche dell’opera, il progetto definitivo determina la precisa configurazione dell’opera, mentre quello esecutivo è il progetto con le “specifiche”, vale a dire con tutti i dettagli operativi, tanto che nella pratica è spesso denominato progetto “cantierabile”, e cioè consegnabile agli addetti al cantiere per la pedissequa esecuzione. Si intende, quindi, la “ratio” che è sottostante al fatto che la dichiarazione di pubblica utilità consegua all’approvazione del progetto definitivo, il quale è quello che possiede i caratteri complessivi e non più modificabili dell’opera, mentre quello preliminare è ancora un progetto abbisognevole di modificazioni e quello esecutivo è un complesso di specificazioni meramente operative e così dettagliatamente (e voluminosamente) determinato da non poter dare neppure una precisa idea complessiva della natura dell’intervento, se non a soggetti operanti professionalmente nel settore ingegneristico.
TAR Calabria, Sezione Catanzaro I - Sentenza 23/02/2004 n. 448
legge 109/94 Articoli 16 - Codici 16.1
Ai sensi dell’art. 16 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. l’attività di progettazione per l’esecuzione dei lavori pubblici si articola, nel rispetto dei vincoli esistenti (preventivamente accertati) e dei limiti di spesa prestabiliti, in tre livelli di successivi approfondimenti tecnici: progetto preliminare, progetto definitivo e progetto esecutivo. L’articolazione in sequenza procedimentale dei tre tipi successivi di progetto non può essere derogata o alterata perché essa risponde espressamente alla necessità di assicurare: la qualità dell’opera e la rispondenza alle finalità relative; la conformità alle norme urbanistiche ed ambientali; il soddisfacimento dei requisiti essenziali, definitivi nel quadro normativo, nazionale e comunitario. Attraverso la graduale definizione, progressivamente sempre più puntuale sotto il profilo tecnico, dell’opera da realizzare, si cerca di rendere, da un lato, costantemente partecipi le Pubbliche Amministrazioni dell’attuale utilità dell’opera e della piena rispondenza alle esigenze per cui era stata programmata e, dall’altro, l’intervento approvato immediatamente cantierabile, preservandolo dai rischi di mancata attuazione imputabili a scelte progettuali superficiali se non addirittura irrealizzabili, in perfetta coerenza con l’esigenza di un’oculata gestione del danaro pubblico ed, in generale, con i principi fondamentali di legalità, buon andamento ed imparzialità della azione della pubblica amministrazione compendiati nell’art. 97 della Costituzione.
Corte dei Conti, Sezione giur. Molise 31/05/2000 n. 45
legge 109/94 Articoli 16 - Codici 16.1
Mentre prima dell'entrata in vigore della legge quadro sui lavori pubblici 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. la progettazione era comunque compito precipuo della Pubblica amministrazione, ma anche successivamente tale attività è collocata all'interno della fase pubblicistica della programmazione e della procedura di aggiudicazione; ne deriva che l'affidamento dell'incarico della redazione del progetto ad un professionista esterno rende tale soggetto compartecipe dell'attività amministrativa dell'Ente proponente, ponendo in essere una relazione funzionale qualificabile come rapporto di servizio comportante nei confronti del progettista la giurisdizione della Corte dei conti.In caso di errore di progettazione di opera pubblica o di errori nella contabilizzazione di lavori non eseguiti parzialmente, il pagamento di quanto stabilito nel contratto effettuato nei confronti dell'appaltatore costituisce un danno erariale, trattandosi di condictio indebiti, ovvero di una prestazione priva di sinallagmaticità a fronte dell'erronea, inesatta o carente controprestazione.