Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "esecutiva"

TAR Puglia, Sezione I Bari - Sentenza 26/07/2005 n. 3395
legge 109/94 Articoli 16 - Codici 16.4
Non può valere, ai fini di una presunzione della completezza del progetto esecutivo e in difetto della dimostrazione della stessa a cura della parte che la allega, il richiamo alla dichiarazione resa in sede di gara ai sensi dell’art. 71, comma 2, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., posto che la medesima non può esonerare l’amministrazione appaltante, nel caso in cui abbia proceduto essa stessa alla redazione degli elaborati progettuali, dagli obblighi di cooperazione connessi alla messa a disposizione dell’appaltatore di tutta la documentazione tecnico-progettuale necessaria ai fini della cantierizzazione dell’opera. Né, in tale contesto, può ritenersi esigibile l’obbligo di sottoscrizione del verbale di cui all’art. 71, comma 3, del medesimo regolamento che non può dare atto, “...del permanere delle condizioni che consentono l’immediata esecuzione dei lavori”, se ed in quanto, appunto, la sussistenza di tali condizioni non sia dimostrata in base all’obiettiva completezza degli elaborati tecnici.
TAR Friuli Venezia Giulia, Sezione Trieste - Sentenza 17/07/2004 n. 428
legge 109/94 Articoli 16 - Codici 16.4
Considerato che il progetto definitivo individua compiutamente, anche sotto il profilo grafico, i lavori da realizzare e che il progetto esecutivo va redatto in conformità del progetto definitivo, tanto più quando questo si traduce, come nella specie, in una variante urbanistica approvata, non può contestarsi né il fatto che un’opera pubblica debba essere realizzata, né discutersi della sua collocazione con l’impugnazione del solo progetto esecutivo, se non sia stato impugnato quello definitivo, costituente variante urbanistica. Rispetto a quest’ultimo il primo, infatti, si distingue solo per livello di definizione e per la presenza eventuale di alcuni ulteriori elementi, quali il capitolato speciale d’appalto, ma per il resto esso deve conformarsi al progetto definitivo che, nella specie, non è stato impugnato nei termini.
TAR Puglia, Sezione Lecce - Sentenza 25/05/2004 n. 3176
legge 109/94 Articoli 16 - Codici 16.4
La scelta dell’Amministrazione di richiedere mediante la lettera invito ai partecipanti alla licitazione privata per l’affidamento di una concessione di costruzione e gestione di lavori pubblici la redazione del progetto esecutivo ai sensi degli artt. 35 e ss. del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., non risulta pienamente coerente con le vigenti disposizioni normative: infatti, l’art. 87, comma 1, lett. g), del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554, nel precisare i contenuti dell’offerta della concessione di costruzione e gestione di lavori pubblici, parla soltanto di “eventuali varianti al progetto posto a base di gara” e non di redazione del progetto esecutivo, per cui da tale norma si desume che il progetto esecutivo va formulato dal concessionario aggiudicatario dopo la fine del procedimento di evidenza pubblica e immediatamente dopo la stipula del contratto (cfr. pure l’art. 140, comma 1, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., il quale nell’ipotesi dell’appalto integrato, cioè l’appalto avente ad oggetto sia l’esecuzione dei lavori che la progettazione esecutiva, statuisce che la redazione del progetto esecutivo deve essere iniziata da parte dell’appaltatore soltanto dopo “l’intervenuta stipulazione del contratto” di appalto).
TAR Emilia Romagna, Sezione II Bologna - Sentenza 22/03/2004 n. 409
legge 109/94 Articoli 16 - Codici 16.4
L’approvazione del progetto esecutivo di un’opera pubblica rientra perfettamente nella categoria di atti attribuiti ai dirigenti. Infatti, in sede di progetto esecutivo non si compie alcuna scelta politico-amministrativa, poiché lo stesso si colloca nell’ambito della mera esecuzione tecnica di quanto già contenuto nel progetto preliminare e nel progetto definitivo. L’art. 16 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. precisa che il progetto esecutivo, redatto “in conformità” al progetto definitivo, determina ogni dettaglio dei lavori da realizzare ed il relativo costo previsto e che lo stesso deve essere redatto sulla base delle indagini già compiute nelle fasi precedenti e degli eventuali ulteriori studi ed indagini necessarie sulla base dei successivi rilievi ed accertamenti tecnici. Come puntualmente previsto dal relativo regolamento di attuazione ed in particolare dall’art. 35 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., “il progetto esecutivo costituisce la ingegnerizzazione di tutte le elaborazioni” ed ha la funzione di definire compiutamente ed in ogni particolare architettonico, strutturale ed impiantistico l’intervento da realizzare già approvato nelle precedenti fasi. Il progetto esecutivo, pertanto, non è espressione dello stesso potere esercitato in sede di approvazione del progetto preliminare o definitivo perché si colloca nella fase della mera esecuzione degli stessi. Nei progetti di opere pubbliche, anche quando ai sensi della normativa vigente non è necessaria una specifica procedura di valutazione di impatto ambientale o di assoggettamento alla procedura di screening prevista dalla legge regionale, è pacifico che gli stessi debbano essere preceduti da uno “studio di prefattibilità ambientale”, ai sensi dell’art. 18 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m.
TAR Lazio, Sezione III ter - Sentenza 17/12/2002 n. 12491
legge 109/94 Articoli 16 - Codici 16.4
Il "cronoprogramma", previsto dall'art 42 del D.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554, è propriamente il piano dello sviluppo delle attività dell’impresa, vale a dire l’elenco dei tempi di realizzazioni delle singole lavorazioni che deve essere redatto dall’impresa "al fine di stabilire in via convenzionale, nel caso di lavori compensati a prezzo chiuso, l’importo degli stessi da eseguire per ogni anno intero decorrente dalla data di consegna" (primo comma art.42 dpr n.554/1999 cit.); il cronoprogramma, pertanto, è un elemento necessario del progetto esecutivo, così come prevede l'articolo 35 lettera h) e l’articolo 42 del d.P.R. n. 554/1999 (previsioni ricomprese nell’ambito della Sezione quarta "Progetto esecutivo" del Titolo III del d.P.R. n. 544 cit.) e non è necessario nel caso in cui il bando richieda un progetto definitivo ma non un esecutivo.
TAR Cagliari 29/12/1998 n. 1431
legge 109/94 Articoli 16 - Codici 16.4
Ai sensi dell'art. 32, co. 2 punto b) L. 8 giugno 1990 n. 142, come modificato dall'art. 5 L. 15 maggio 1997 n. 127, è espressamente attribuito al Consiglio comunale la competenza all'approvazione, tra l'altro, dei progetti preliminari di opere pubbliche; pertanto, poiché ai sensi dell'art. 16 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. il progetto esecutivo deve essere redatto in conformità al progetto definitivo e quest'ultimo deve rispettare le esigenze, i criteri, i vincoli e gli indirizzi stabiliti nel progetto preliminare, è illegittima la delibera di Giunta municipale con cui sono approvati il progetto definitivo e il progetto esecutivo dell'opera in maniera non conforme, ai criteri, vincoli e indirizzi stabiliti nel progetto preliminare cosi come approvato dal Consiglio comunale, posto che l'eventuale necessità o opportunità, successivamente evidenziatasi, di modificare scelte adottate dal Consiglio non può non richiedere una nuova deliberazione dello stesso organo.
TAR Genova 30/04/1997 n. 185
legge 109/94 Articoli 16 - Codici 16.4
In sede di espropriazione di opera pubblica, con implicita dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dell'opera stessa, l'Amministrazione deve indicare i termini di inizio ed ultimazione della procedura espropriativa e dei lavori.La deroga alle garanzie partecipative dei privati ai procedimenti urbanistici ed espropriativi di cui all'art. 1, quinto comma, della legge 3 gennaio 1978 n. 1, in caso di realizzazione di opere pubbliche, presuppone l'approvazione di un progetto immediatamente esecutivo, senza il quale il fine acceleratorio non sarebbe conseguito.Ai fini dell'applicazione del regime acceleratorio di cui alla legge 3 gennaio 1978 n. 1, è necessaria l'approvazione di un progetto esecutivo, anche se ai sensi dell'art. 16 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. l'attività di progettazione si articola su tre livelli di successive definizioni tecniche - preliminare, definitiva ed esecutiva - che individuano e rendono certi i tempi e i costi di realizzazione dell'opera.
Corte dei Conti, Sezione Contr. 24/04/1996 n. 72
legge 109/94 Articoli 16 - Codici 16.4
Premesso che la normativa vigente in tema di opere pubbliche si fonda sul principio generale della indefettibilità e completezza del progetto esecutivo, che trova il suo corollario nella regola della costante aderenza dello strumento progettuale alla concreta evoluzione dell'opera nella fase realizzativa, e che non ammette errore nella compilazione degli elaborati progettuali ma solo « differenze » tra previsioni ed effettive condizioni di fatto (che vanno tempestivamente corrette), è illegittima la clausola contrattuale che in qualsiasi modo legittimi l'errore nella predisposizione del progetto, sottraendo in tal modo all'Amministrazione i poteri di vigilanza e di intervento in corso d'opera. (Nella specie, tale clausola comportava che la P.A. al di sotto di una particolare soglia, ancorata in percentuale all'importo dei lavori, si impegnava ad accollarsi integralmente i maggiori oneri derivanti da errori commessi nella predisposizione dei computi metrico estimativi).