Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "approvazione"

TAR Lombardia, Sezione Brescia - Sentenza 10/03/2005 n. 150
legge 109/94 Articoli 16 - Codici 16.2, 16.5
L’approvazione di un progetto preliminare di un’opera pubblica ben può avvenire prima che l’opera venga formalmente inserita nella programmazione dei lavori pubblici e nell’elenco annuale delle opere da realizzare nel primo anno del programma, fermo restando che le successive fasi progettuali potranno essere avviate solo dopo l’approvazione del programma e della lista annuale, quale decisione di realizzabilità politico-amministrativa dell’organo competente che, nell’ordinamento degli enti locali, è il Consiglio comunale o provinciale.È legittima, in particolare, la deliberazione con la quale la Giunta comunale approva il progetto preliminare per l’esecuzione di lavori pubblici - pur trattandosi di opera non prevista nel piano triennale delle opere pubbliche - qualora tale deliberazione si limiti all’approvazione del progetto preliminare, ai fini dell’avvio sia della richiesta di finanziamento sia dell’inserimento nel piano triennale delle opere pubbliche e nel relativo elenco annuale. La circostanza che questi ultimi atti programmatici appartengano alla competenza del Consiglio comunale non significa che rientri nella competenza di quest’organo anche l’approvazione delle fasi progettuali quando quest’ultima competenza non sia stata espressamente attribuita dalla legge, come nell’ipotesi di progetti in contrasto con le previsioni urbanistiche (art. 19 comma 2 D.P.R. n. 327 del 2001), in ossequio al principio di tassatività delle competenze consiliari previsto dall’art. 42 del D.Lgs. n. 267 del 2000. Fuori dai casi appena indicati, l’approvazione del progetto preliminare costituisce, pertanto, un momento di natura tecnico-amministrativa che può essere demandata alla Giunta comunale quale organo dotato di competenza residuale ai sensi dell’art. 48, comma 2, del D.Lgs. n. 267 del 2000.
TAR Emilia Romagna, Sezione II Bologna - Sentenza 22/03/2004 n. 409
legge 109/94 Articoli 16 - Codici 16.2, 16.5
L’approvazione del progetto esecutivo di un’opera pubblica rientra perfettamente nella categoria di atti attribuiti ai dirigenti. Infatti, in sede di progetto esecutivo non si compie alcuna scelta politico-amministrativa, poiché lo stesso si colloca nell’ambito della mera esecuzione tecnica di quanto già contenuto nel progetto preliminare e nel progetto definitivo. L’art. 16 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. precisa che il progetto esecutivo, redatto “in conformità” al progetto definitivo, determina ogni dettaglio dei lavori da realizzare ed il relativo costo previsto e che lo stesso deve essere redatto sulla base delle indagini già compiute nelle fasi precedenti e degli eventuali ulteriori studi ed indagini necessarie sulla base dei successivi rilievi ed accertamenti tecnici. Come puntualmente previsto dal relativo regolamento di attuazione ed in particolare dall’art. 35 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., “il progetto esecutivo costituisce la ingegnerizzazione di tutte le elaborazioni” ed ha la funzione di definire compiutamente ed in ogni particolare architettonico, strutturale ed impiantistico l’intervento da realizzare già approvato nelle precedenti fasi. Il progetto esecutivo, pertanto, non è espressione dello stesso potere esercitato in sede di approvazione del progetto preliminare o definitivo perché si colloca nella fase della mera esecuzione degli stessi. Nei progetti di opere pubbliche, anche quando ai sensi della normativa vigente non è necessaria una specifica procedura di valutazione di impatto ambientale o di assoggettamento alla procedura di screening prevista dalla legge regionale, è pacifico che gli stessi debbano essere preceduti da uno “studio di prefattibilità ambientale”, ai sensi dell’art. 18 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m.
TAR Palermo 14/07/1997 n. 1213
legge 109/94 Articoli 16 - Codici 16.2, 16.5
Se gli atti prodromici all'indizione di una gara d'appalto (scelta dell'area sulla quale realizzare l'opera, incarico per la redazione del progetto ed approvazione dello stesso) si inseriscono in un complesso procedimento finalizzato all'esecuzione dell'opera, non può rilevarsi che non sempre l'approvazione di un progetto sfocia in un appalto, ben potendosi prescegliere un modo di esecuzione (secondo la dizione contenuta nell'art. 189 O.r.e.l. Sicilia) ben diverso, quale quello in economica, che consente all'Amministrazione di provvedere direttamente al compimento di un'opera pubblica tramite i propri uffici e il proprio personale (art. 67 R.D. 25 maggio 1895 n. 350); pertanto, la delibera approvativa del progetto, stante la detta autonomia, si sottrae in genere al controllo, con esclusione dei casi in cui essa integra o modifica il contratto attraverso l'atto di sottomissione dell'Impresa alle variazioni intervenute, in quanto, allora, va ad incidere sulla materia contrattuale, espressamente prevista dall'art. 15 L. reg. sic. 3 dicembre 1991 n. 44.
TAR Genova 30/04/1997 n. 185
legge 109/94 Articoli 16 - Codici 16.2, 16.5
In sede di espropriazione di opera pubblica, con implicita dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dell'opera stessa, l'Amministrazione deve indicare i termini di inizio ed ultimazione della procedura espropriativa e dei lavori.La deroga alle garanzie partecipative dei privati ai procedimenti urbanistici ed espropriativi di cui all'art. 1, quinto comma, della legge 3 gennaio 1978 n. 1, in caso di realizzazione di opere pubbliche, presuppone l'approvazione di un progetto immediatamente esecutivo, senza il quale il fine acceleratorio non sarebbe conseguito.Ai fini dell'applicazione del regime acceleratorio di cui alla legge 3 gennaio 1978 n. 1, è necessaria l'approvazione di un progetto esecutivo, anche se ai sensi dell'art. 16 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. l'attività di progettazione si articola su tre livelli di successive definizioni tecniche - preliminare, definitiva ed esecutiva - che individuano e rendono certi i tempi e i costi di realizzazione dell'opera.