Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "ambito soggettivo"

Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 24/10/2006 n. 6347
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.2
Il comma 5 dell’art. 51 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. non prescrive affatto come obbligatoria la partecipazione ai R.T.I. di “un professionista abilitato da meno di cinque anni all’esercizio della professione”. La norma, in realtà, parla soltanto di “presenza” e tale previsione sulla necessaria presenza di un giovane professionista (art. 17, comma 8, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. e art. 51, comma 5, del regolamento citato) ha evidenti finalità di carattere “promozionale”, ma non può essere intesa come prescrizione di un vero e proprio obbligo di “associare” il giovane professionista al raggruppamento. Contro questa opzione esegetica militano una pluralità di argomentazioni. Innanzitutto, la ratio della regola è unicamente quella di garantire al suddetto professionista la possibilità di svolgere un utile apprendistato, indispensabile per conoscere la complessa realtà dei lavori pubblici e di fare esperienza accanto a colleghi più esperti, arricchendo in tal modo il proprio bagaglio curricolare ed affinando le capacità tecniche, senza dover assumere le più gravi responsabilità connesse alla posizione di associato. D’altronde, se la volontà del legislatore fosse stata nel senso di ritenere indispensabile l’associazione, la stessa norma primaria dalla quale promana l’art. 51 avrebbe dovuto contenere una previsione espressa in tal senso, mentre anche l’art. 17, comma 8, della legge quadro si limita, di converso, a promuovere la presenza di giovani professionisti. Ne consegue che, ai fini della valida partecipazione di un R.T.I. a procedure indette per l’aggiudicazione di servizi di progettazione, è sufficiente che nella compagine del raggruppamento sia contemplata la presenza, con rapporto di collaborazione professionale o di dipendenza, di un professionista abilitato iscritto all’albo da meno di cinque anni, senza la necessità che questi assuma anche responsabilità contrattuali.
TAR Sicilia, Sezione I Catania - Sentenza 02/10/2006 n. 1544
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.2
Nell’appalto integrato di cui all’art. 19 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. (nel testo recepito in Sicilia) il “concorrente” è l’appaltatore che partecipa alla gara, il quale deve dimostrare nell’offerta il possesso dei requisiti professionali previsti dal bando per la redazione del progetto esecutivo, e ciò anche mediante l’eventuale ricorso a professionisti esterni. Tuttavia, a differenza delle gare per incarichi di progettazione, nell’appalto integrato i progettisti non assumono la qualità di concorrenti, né quella di titolari del rapporto contrattuale con l’Amministrazione in caso di eventuale aggiudicazione, trattandosi di semplici collaboratori esterni delle imprese partecipanti alla gara. Ciò è comprovato dall’art. 140, comma 6, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. in base al quale, “qualora il progetto esecutivo redatto dall'impresa non sia ritenuto meritevole di approvazione, il contratto è risolto per inadempimento dell'appaltatore” (T.A.R. Sicilia Catania, sez. IV, 25 luglio 2005, n. 1237).Il sistema delineato in materia di RTI dalla legge 166/02, di riforma della Merloni, ha configurato una fattispecie compiuta che supera il mancato richiamo, da parte dell’art. 3, comma 8, del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m., delle ipotesi di raggruppamento temporaneo di cui all’art. 17, comma 1, lett. g) della legge n. 109/1994 e s.m., specialmente se si considera che a norma del nuovo art. 13 della medesima legge è stato dato positivo riconoscimento alla figura della associazione mista. Tale forma di aggregazione tra imprese è data da quel raggruppamento che, all’interno di una associazione “verticale” e relativamente alla categoria prevalente o a quella/e scorporata/e, ammette l’assunzione dei relativi lavori da parte di più imprese a loro volta riunite “in orizzontale”.Risolta normativamente la possibilità di ricorrere alle ATI miste, le attività di progettazione nell’appalto integrato, serventi ed ausiliarie, nella economia dell’affare, rispetto all’obiettivo comune alle parti di scambiare la prestazione dell’appaltatore -realizzazione dell’opera - con il prezzo, non sono qualitativamente differenti dalla parte di opera che rientra nella categoria scorporabile; si tratta di un’”opus” delineato e compiuto, come tale delimitato ed identificato che quindi può essere legittimamente riferito ad un “gruppo” di esecutori, riunito in senso orizzontale, con in più la garanzia che, comunque, di questo gruppo di esecutori risponde sempre e comunque l’appaltatore, proprio perché su di esso grava la responsabilità dell’oggetto del contratto, ossia la realizzazione dell’opera.
TAR Emilia Romagna, Sezione Parma - Sentenza 25/05/2005 n. 288
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.2
Ad esclusione di talune particolari eccezioni, la progettazione esterna di opere pubbliche e la direzione lavori disciplinate dalla legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. (“Legge quadro in materia di lavori pubblici”) possono essere affidate alle sole tipologie di soggetti elencate in modo tassativo dall’art. 17 della legge n. 109 medesima e tra le suddette tipologie di soggetti non rientrano le società miste di cui al testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato dal D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 23 gennaio 2002, n. 391). D’altra parte, l’attività di progettazione esula dal novero dei servizi pubblici e non è quindi suscettibile di esercizio a mezzo delle indicate figure societarie, neppure se si abbia riguardo alle loro funzioni tipiche. Dette considerazioni rendono manifesta l’illegittimità della scelta di costituire una società mista a prevalente capitale pubblico locale per lo svolgimento di compiti che incontrano un ostacolo insuperabile al loro esercizio nell’impiego di un modulo organizzativo non ammesso dall’ordinamento.
TAR Sardegna, Sezione I - Sentenza 05/04/2005 n. 596
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.2
Ai sensi dell’art. 17 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. ai raggruppamenti temporanei di professionisti si applicano le disposizioni di cui all’art. 13 in quanto compatibili. Conseguentemente, se è vero che il richiamo al citato art. 13, dettato in materia di affidamento di lavori pubblici, consente di applicare anche ai raggruppamenti tra professionisti la disciplina da esso prevista per le assocazioni tra imprese, è anche vero che rispetto ai primi essa trova applicazione con i medesimi limiti previsti dall’art. 13. In particolare, dunque, trova applicazione la regola, di cui all’ultimo comma di tale norma, che consente la costituzione di ATI verticali (o miste) solo allorché il bando preveda espressamente l’esistenza di lavori scorporabili, ossia lavori non appartenenti alla o alle categorie prevalenti. Sul punto la giurisprudenza è pacifica (recentemente anche TAR Sardegna, n. 1592/2002 del 19 novembre 2002).
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 09/12/2004 n. 7888
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.2
Il sistema derivante dagli artt. 17 e 27 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. non richiede affatto che, una volta effettuata la scelta dell’affidamento della progettazione a libero professionista esterno alla stazione appaltante, quest’ultima resti anche vincolata nella assegnazione, al medesimo, della direzione dei lavori. Al contrario, dalle norme in parola deve desumersi che prioritario è, in ogni caso, l’obbligo dell’Amministrazione di “istituire” nel proprio ambito un ufficio di direzione, ogni qual volta sia possibile reperire, all’interno, le professionalità richieste dall’opera che si intende realizzare.
TAR Lazio, Sezione III Roma - Sentenza 13/09/2004 n. 9028
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.2
Non vi è alcuna possibilità per il dipendente pubblico di svolgere attività di ingegneria o architettura di contenuto professionale in materia di lavori pubblici (prevalentemente progettazione o direzione lavori) a favore di soggetti terzi rispetto all’ente di appartenenza, siano essi privati o pubbliche amministrazioni.Se infatti trattasi di progettazione e direzione lavori “interna”, questa non può che essere affidata (come prestazione lavorativa resa a vantaggio del datore di lavoro) a dipendenti della sola amministrazione aggiudicatrice, ovviamente capaci ed abilitati a svolgere la relativa attività, oppure può essere assicurata mediante gli istituti che prevedono forme legali di collaborazione istituzionale fra soggetti pubblici. In questa ultima ipotesi è il soggetto pubblico servente - tramite i suoi uffici o le sue articolazioni organizzative - a rendere la prestazione e mai direttamente i singoli suoi dipendenti, personalmente incaricati e retribuiti. Anche ad ammettere (il che non è) che un servizio di ingegneria ed architettura nella materia dei lavori pubblici possa essere affidato all’Università, sarebbe quest’ultima e non i suoi professori a rendersi destinataria dell’incarico.Se invece trattasi di progettazione e direzione lavori “esterna”, questa non può che essere affidata a liberi professionisti. La sola eccezione riguarda i dipendenti a tempo parziale ai quali è appunto consentito lo svolgimento della libera professione, ma ciò con il limite territoriale fissato dall’art. 18, comma 2ter, della stessa legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.
TAR Marche - Sentenza 29/12/2003 n. 1933
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.2
L’art. 17, comma 14, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. ha stabilito che in caso di affidamento di incarichi di progettazione di cui al precedente quarto comma - cioè di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva - l’attività di direzione lavori è affidata, con “priorità” rispetto ad altri professionisti esterni, al progettista incaricato, “ma in tal caso il conteggio effettuato per stabilire l’importo stimato, ai fini dell'affidamento dell’incarico della progettazione, deve comprendere la direzione lavori”. Da ciò consegue che la prevista priorità è attuabile solo in fase di affidamento della progettazione. Se, invece, l’affidamento della direzione lavori e delle altre attività connesse non è stata disposta contestualmente all’affidamento dell’incarico della progettazione, questa priorità può, tutt’al più, essere attuata solo se l’ulteriore compenso, aggiunto a quello dovuto per la progettazione, non supera la soglia prestabilita, costituendo, altrimenti, il frazionamento nel tempo degli incarichi evidente elusione del limite stabilito per l’affidamento diretto.
TAR Veneto, Sezione I - Sentenza 18/12/2003 n. 6221
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.2
L’art. 17, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., nell’individuare i soggetti cui possono essere affidati incarichi di progettazione e direzione lavori, vi include, sub g), anche i raggruppamenti temporanei, costituiti da liberi professionisti, singoli od associati, ovvero da società di settore, cui si applicano, “in quanto compatibili”, le disposizioni di cui al precedente art. 13. Quest’ultimo, al comma 5bis, vieta qualsiasi modificazione alla composizione delle associazioni temporanee rispetto a quella risultante dall’impegno presentato in sede di offerta, pena l’annullamento dell’aggiudicazione o la nullità del contratto eventualmente stipulato, ai sensi dell’art. 93, comma 3, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m.. Ciò premesso, non sussiste motivo di ritenere che le suddette prescrizioni siano incompatibili con quelle sui raggruppamenti tra professionisti; si può, anzi, affermare che in siffatti raggruppamenti, anche se i componenti assumano struttura societaria, la componente personale è assolutamente caratterizzante.
TAR Valle DAosta - Sentenza 16/07/2003 n. 127
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.2
La presenza di opere di una certa complessità nella progettazione richiesta esclude, per giurisprudenza consolidata, la competenza del geometra.La realizzazione delle strade di collina alta e montagna, che rientra nelle capacità professionali del geometra ai sensi della legge n. 144 del 1949, è compito diverso da quello contemplato nella legge n. 143 del 1949, recante la tariffa professionale degli ingegneri e architetti, e che si riferisce a strade in montagna con particolari difficoltà di studio e di opere d'arte di importanza.Se dunque il discrimine tra le attribuzioni professionali delle due categorie di tecnici è la difficoltà particolare di studio e la necessità di progettare e realizzare importanti opere d'arte nella costruzione della strada, non può revocarsi in dubbio che l'opera che consiste nella progettazione definitiva ed esecutiva e nella redazione dei piani di sicurezza di una strada di alta montagna con pendenza fino al 90 per cento, appartenga alla competenza degli ingegneri e non a quella dei geometri.Nella sostanza, quindi, la non ammissione dei geometri alla procedura concorsuale se non in associazione con gli altri professionisti è giustificata e legittima.
TAR Liguria, Sezione II, - Sentenza 22/06/2002 n. 705
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.2
Il rapporto tra l'A.T.I. (delle società di ingegneria) concorrente e il professionista geologo indicato come consulente esterno contrattualmente impegnato, non può essere inquadrato nell'ambito del contratto di appalto (e perciò di subappalto) mancando gli elementi di cui all'art. 1655 c.c.; si tratta invece di contratto d'opera intellettuale di cui all'art. 2230 c.c.: nel caso non è dunque dato riscontrare gli estremi del subappalto ai sensi dell'art. 18 della legge n. 55 del 1990, né al contrario depone l'art. 17, co. 14-quinquies, legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., poiché l'esclusione della relazione geologica dalle eccezioni al divieto di subappalto non ha altro significato che quello di confermare che la redazione della stessa relazione non costituisce, di per sé, appalto o subappalto.Ai sensi dell'art. 51 del D.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554 e s.m., la presenza nel raggruppamento di un giovane professionista non equivale ad obbligo di associazione nel raggruppamento essendo sufficiente la sua presenza, nella società, come collaboratore.
TAR Umbria - Sentenza 02/05/2002 n. 242
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.2
Va disapplicato l'articolo 51, co. 5, del D.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554 e s.m., dove pone come condizione ai raggruppamenti temporanei, per la partecipazione alle gare di progettazione, la presenza di un giovane professionista; si tratta di norma regolamentare eccedente le previsioni di legge (articolo 17, co. 8 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m.) oltre che contrastante con gli articoli 3, 41 e 97 della Costituzione.
TAR Catanzaro 17/03/1999 n. 348
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.2
Rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo la controversia avente ad oggetto il conferimento di un incarico di progettazione che consegue all'esperimento di apposita procedura amministrativa attivata con apposito avviso pubblico della stessa Amministrazione.L'art. 17, co. 12 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., nello stabilire che il conferimento dell'incarico di progettazione di lavori deve avvenire sulla base dei curricula prodotti dai progettisti, limita la discrezionalità della scelta dell'Amministrazione, imponendo, in sostanza, una comparazione fra gli aspiranti, che deve effettuarsi nel rispetto dei principi di logicità e di parità di trattamento; pertanto, a tal fine, è necessario che siano prefissati appositi criteri di massima.La partecipazione ad una procedura concorsuale da parte di professionisti associati richiede la formalizzazione del vincolo associativo, non essendo sufficiente la presentazione dei curricula di tutti gli associati
Consiglio di Stato, Sezione IV 14/01/1999 n. 33
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.2
Nella Legge regionale Friuli Venezia Giulia del 30 agosto 1986 n. 39 non è rinvenibile una riserva di attività pianificatoria di progettazione di parchi urbani a favore di architetti e ingegneri, né la relativa legge professionale attribuisce loro una competenza esclusiva in materia, mentre l'articolo 2 Legge 7 gennaio 1976 n. 3, concernente l'ordinamento della professione di dottore agronomo e di dottore forestale, attribuisce a questi ultimi una competenza, anche se non esclusiva in tema di pianificazione del territorio in generale; pertanto, è illegittimo il D.P.G.R. Friuli Venezia Giulia nella parte in cui dispone che i professionisti abilitati alla progettazione di parchi urbani oggetto delle provvidenze della Legge regionale n. 39 cit. sono (soltanto) gli architetti, gli ingegneri e gli urbanisti.
TAR Latina 25/05/1998 n. 436
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.2
Ai sensi dell'art. 17, co. 12 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., il conferimento di un incarico di progettazione deve avvenire sulla base dei curricula prodotti dai progettisti, attraverso una comparazione tra gli aspiranti effettuata nel rispetto dei principi della logica, della parità di trattamento e della trasparenza, sulla base di appositi criteri predeterminati .La partecipazione ad una procedura concorsuale per l'affidamento della redazione di un progetto di lavori di restauro conservativo da parte di professionisti associati richiede la formalizzazione del vincolo associativo, non essendo sufficiente la presentazione dei curricula di tutti gli associati
TAR Bari, Sezione I 27/10/1997 n. 715
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.2
La convenzione avente ad oggetto il conferimento a professionista della redazione di progetti relativi a piani urbanistici si sostanzia in un contratto d'opera ex art. 2222 ss. c.c., a termini del quale il progettista si impegna, dietro il pagamento di un corrispettivo, a prestare l'attività professionale relativa alla predisposizione dei progetti. Il perfezionamento dell'intesa contrattuale, siglato con la stipula della convenzione, segna l'emersione di posizioni qualificabili alla stregua di diritti soggettivi e di obblighi, di talchè le controversie insorgenti, a seguito del recesso della P.A., in uno stadio temporale successivo, nel quale è precluso il dispiegarsi di poteri autoritativi, non possono che essere attratte dalla sfera cognitiva del Giudice ordinario.