Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "modalità"

Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I - Sentenza 26/01/2007 n. 1752
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
Per un contratto d’opera professionale (nella specie, di direzione dei lavori), quando ne sia parte committente una P.A. o questa agisca iure privatorum, è richiesta, in ottemperanza al disposto degli artt. 16 e 17 del R.D. n. 2440/23, come per ogni altro contratto stipulato dalla P.A. stessa, la forma scritta ad substantiam, in quanto strumento di garanzia del regolare svolgimento dell’attività amministrativa e, quindi, espressione dei principi di imparzialità e buon andamento della P.A. posti dall’art. 91 della Costituzione.Il contratto d’opera professionale deve tradursi, a pena di nullità, nella redazione di un apposito documento, recante la sottoscrizione del professionista e del titolare dell’organo attributario del potere di rappresentare l’ente interessato nei confronti dei terzi, dal quale possa desumersi la concreta instaurazione del rapporto con le indispensabili determinazioni in ordine alla prestazione da rendere e al compenso da corrispondere. In mancanza di detto documento contrattuale, ai fini di una valida conclusione del contratto rimane del tutto irrilevante l’esistenza di una deliberazione con la quale l’organo collegiale dell’ente abbia conferito un incarico a un professionista, o ne abbia autorizzato il conferimento, in quanto detta deliberazione non costituisce una proposta contrattuale, ma un atto con efficacia interna all’ente, che ha solo natura autorizzatoria e quale unico destinatario il diverso organo legittimato a esprimere la volontà all’esterno.E’ escluso che un contratto d’opera professionale possa essere concluso a distanza, a mezzo di corrispondenza, occorrendo che la pattuizione sia versata in un atto contestuale, anche se non sottoscritto contemporaneamente. Ciò in quanto, a differenza di quei negozi in cui, per esigenze di praticità, la definizione del contenuto dell’accordo è rimessa agli usi commerciali, il conferimento di incarichi professionali aventi a oggetto complesse opere di progettazione o di direzione di lavori postula accordi specifici e complessi, che richiedono la definizione dei vari aspetti del rapporto (tempi, compensi corrispondenti agli impegni di spesa assunti dall’ente, direttive), soprattutto al fine di rendere possibili i controlli istituzionali dell’autorità tutoria. Conseguentemente, il contratto con cui la P.A. conferisce un incarico professionale deve essere non solo redatto per iscritto, escludendosi che la manifestazione di volontà delle parti possa essere implicita o desumibile da comportamenti meramente attuativi, ma anche consacrato in un unico documento nel quale siano specificamente indicate le clausole disciplinanti il rapporto.
TAR Sicilia, Sezione I Palermo - Sentenza 28/09/2005 n. 1659
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
L’affidamento della Direzione Lavori direttamente ad una persona fisica (in specie un dipendente a tempo determinato della stazione appaltante), in luogo dell’Ufficio Tecnico nell’ambito del quale successivamente individuare il professionista incaricato, non costituisca una violazione dell’art. 17, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.. Detto incarico, infatti, deve comunque essere svolto ed affidato ad una persona fisica né la norma citata può trovare limitata applicazione in ragione dell’articolazione interna della stazione appaltante.La priorità di affidamento della direzione lavori al tecnico progettista, di cui al medesimo art. 17, può essere riconosciuta nel rispetto del limite della soglia comunitaria prevista dall’art. 1 del D.Lgs n. 157/1995, pari a €. 236.945,00 (a seguito del ribasso della precedente soglia pari a €. 249.681,00). Pertanto, quando (come nel caso di specie) le competenze tecniche per la direzione lavori superano la soglia comunitaria appare legittimo l’operato della stazione appaltante che procede ad individuare al proprio interno il tecnico cui affidare la direzione lavori di che trattasi.
TAR Campania, Sezione II Napoli - Sentenza 15/07/2004 n. 10244
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
Per l’affidamento di incarichi di progettazione di importo pari o superiore alla soglia di applicazione della disciplina comunitaria in materia di appalti pubblici di servizi, (200.000 euro), si applica il D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 157, mentre l’applicazione delle norme di cui al D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., circa le modalità di aggiudicazione, è riservata agli incarichi di progettazione il cui importo stimato sia compreso tra 100.000 euro e la predetta soglia comunitaria.Il riferimento nel citato Regolamento di attuazione all’importo di stima “dei lavori da progettare”, al fine di dimostrare la capacità tecnica dei concorrenti, anziché ai principali servizi di progettazione espletati (con l’indicazione dei rispettivi importi, come previsto, invece, dall’art. 14 del D.Lgs. n. 157/95), comporta un’elevazione consistente, da parte della norma regolamentare, della soglia richiesta per essere ammessi alla licitazione privata ed un chiaro effetto limitativo della concorrenza, in violazione del principio, di derivazione comunitaria, della massima partecipazione alla gara. Nella specie non si tratta di precisare parametri e criteri selettivi nell’ambito di quelli già fissati in termini generali dalla normativa comunitaria e nazionale di recepimento, bensì di risolvere un contrasto, già manifestatosi, tra norme di diversa derivazione e dotate di forza giuridica affatto differente.In base alla sentenza della Corte Costituzionale n. 302/03, relativa al nuovo testo dell’art. 117 Cost., è da escludersi l’applicabilità del Regolamento emanato con il citato D.P.R. n. 554/99 al conferimento di incarichi di progettazione per la realizzazione di opere pubbliche che rientrano nella competenza delle Regioni. Con riferimento a detta pronuncia, infatti, si deve tenere in debito conto che il principio di continuità, dal quale dovrebbe derivare in subiecta materia la perdurante applicabilità del D.P.R. n. 554/1999 e s.m., opera solo nelle materie in cui vi sia obbligo, da parte delle Regioni, di adeguare la propria legislazione ai principi desumibili dalla legge statale, secondo il noto meccanismo della legislazione regionale concorrente. Ebbene, dalla lettura delle materie riservate alla competenza legislativa concorrente delle Regioni, appare evidente come quella dei lavori pubblici e in particolare degli appalti di progettazione non rientra in tale novero; e, non essendo neppure la detta materia riservata alla legislazione esclusiva statale, sempre secondo l’elencazione contenuta nel nuovo testo dell’art. 117 Cost., ne deriva evidentemente che la stessa appartiene all’ambito della competenza esclusiva delle Regioni, nel quale non residua obbligo di adeguamento ai principi desumibili dalla legge. Del resto, è lo stesso art. 117 Cost. ad enunciare che: “La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni. La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia”.
TAR Campania-Napoli, Sezione II, - Sentenza 22/04/2002 n. 2295
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
L'offerta economica nelle gare di progettazione non può essere condizionata.
TAR Roma 15/11/1999 n. 3466
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
Legittimamente la Pubblica amministrazione in sede di gara per l'affidamento di un incarico di progettazione, ai fini dell'attribuzione del punteggio per il merito tecnico basato sui principali servizi e/o progettazioni prestati negli ultimi cinque anni, non tiene conto delle progettazioni iniziate prima di tale periodo ed ultimate durante il quinquennio, non essendo, intanto, applicabile alla fattispecie il disposto dell'art. 6 comma 2 D.P.C.M. 10 gennaio 1991 n. 55, riferibile esclusivamente alla diversa fattispecie dell'appalto di lavori pubblici, e precludendo la natura stessa dell'attività oggetto della gara una considerazione frazionata dell'attività medesima
TAR Firenze 23/06/1999 n. 651
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
L'art. 17, co. 12 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., nello stabilire che il conferimento dell'incarico di progettazione di lavori deve avvenire sulla base dei curricula prodotti dai progettisti, limita la discrezionalità della scelta dell'Amministrazione, imponendo, in sostanza, una comparazione fra gli aspiranti, che deve effettuarsi nel rispetto dei principi di logicità e di parità di trattamento e, al tale fine, è necessario che siano prefissati appositi criteri di massima.
TAR Napoli 11/06/1999 n. 1610
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
Ai sensi dell'art. 17, commi 10 e 12 della legge 11 febbraio 1994 n. 109, nel testo modificato dall'art. 5 sexies del D.L. 3 aprile 1995 n. 101 convertito dalla legge 2 giugno 1995 n. 216, gli incarichi di progettazione devono essere affidati dalla stazione appaltante mediante procedura selettiva tra gli aspiranti progettisti, con esclusione di ogni affidamento diretto.
TAR Napoli 11/06/1999 n. 1602
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
L'Ordine degli architetti è legittimato a difendere in sede giurisdizionale gli interessi di categoria dei soggetti di cui ha la rappresentanza istituzionale, e ciò non solo quando si tratta di violazione di norme poste a tutela della professione stessa, ma anche ogniqualvolta si tratta di perseguire comunque vantaggi, seppure di carattere tipicamente strumentale, giuridicamente riferibili alla sfera della categoria. (Nella specie, è stata riconosciuta la legittimazione a ricorrere per ottenere l'osservanza delle norme che garantiscano a tutti gli associati di poter partecipare ad un concorso) .La procedura di affidamento della direzione lavori per gli appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria, è quella prevista dall'art. 17 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. per l'affidamento degli incarichi di progettazione, e cioè l'esame dei curricula di tutti i concorrenti.
Corte dei Conti, Sezione Contr. 21/04/1999 n. 23
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
Il ricorso alla progettazione esterna, se appare fisiologico per le piccole Stazioni appaltanti (prive delle strutture e delle professionalità idonee ad effettuare delle compiute progettazioni), costituisce invece sintomo di un'insufficiente capacità operativa per i Provveditorati alle opere pubbliche, organi tecnici per antonomasia in materia di opere pubbliche.E' illegittima la discriminazione effettuata in sede di valutazione dei curricula presentati per ottenere l'affidamento di incarichi di progettazione di opere pubbliche, tra chi ha operato nel settore pubblico e chi in quello privato.Nella materia dei lavori pubblici è indefettibile presupposto del riconoscimento di debito la verifica sotto il profilo tecnico dell'utilità delle opere, la detrazione dall'importo riconosciuto del lucro d'impresa e del valore delle opere non utilizzabili dall'Amministrazione.L'art. 1 del Capitolato generale d'appalto approvato col D.P.R. 16 luglio 1962 n. 1063, che impone la previa progettazione esecutiva dell'opera pubblica da realizzare, pur essendo dettato per disciplinare le condizioni di ammissibilità alle gare, deve ritenersi valevole anche per i cottimi fiduciari, nei quali, già fruendo l'Amministrazione di larghi margini di discrezionalità, maggiormente occorrono precisazioni e puntualizzazioni ad evitare abusi.Si consideri che, in linea con l'orientamento di cui in massima, la L. 30 marzo 1998 n. 61 prevede la possibilità di affidare fiduciariamente la redazione dei progetti, purché si tratti di soggetti aventi documentata esperienza professionale nel settore in relazione alle caratteristiche tecniche dell'incarico, con ciò non distinguendo tra pregressi affidamenti pubblici o privati.
TAR Catanzaro 17/03/1999 n. 348
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
Rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo la controversia avente ad oggetto il conferimento di un incarico di progettazione che consegue all'esperimento di apposita procedura amministrativa attivata con apposito avviso pubblico della stessa Amministrazione.L'art. 17, co. 12 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., nello stabilire che il conferimento dell'incarico di progettazione di lavori deve avvenire sulla base dei curricula prodotti dai progettisti, limita la discrezionalità della scelta dell'Amministrazione, imponendo, in sostanza, una comparazione fra gli aspiranti, che deve effettuarsi nel rispetto dei principi di logicità e di parità di trattamento; pertanto, a tal fine, è necessario che siano prefissati appositi criteri di massima.La partecipazione ad una procedura concorsuale da parte di professionisti associati richiede la formalizzazione del vincolo associativo, non essendo sufficiente la presentazione dei curricula di tutti gli associati
Consiglio di Stato, Sezione V 03/02/1999 n. 112
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
Anche quando l'Amministrazione si decida a scegliere il proprio contraente mediante trattativa privata, resta fermo che l'attività posta in essere in vista del vincolo negoziale costituisce espressione della potestà conferita alla stessa P.A. per la realizzazione di interessi pubblici; pertanto, ove la P.A. si sia autolimitata prevedendo modalità di presentazione delle offerte tali da far ritenere che il contraente sarebbe stato individuato attraverso la loro valutazione comparativa, i vari partecipanti sono legittimati ad agire dinanzi al giudice amministrativo in caso di violazione di quelle modalità e, più in generale, per inosservanza dei principi di imparzialità e di logicità.Il corretto esercizio da parte dell'Amministrazione della potestà di scelta di un professionista cui affidare un incarico costituisce, per tutti coloro che abbiano fatto domanda ed aspirino al conferimento, oggetto di una posizione di interesse legittimo azionabile dinanzi al giudice amministrativo.E' legittimato ad impugnare atti di una procedura di selezione di un contraente, in materia di gara per l'affidamento dei lavori di realizzazione di un'opera pubblica, chiunque abbia presentato la domanda di partecipazione, ancorché abbia singolarmente fatto parte di un raggruppamento temporaneo di imprese.Anche se l'art. 17 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. non ha imposto, per l'affidamento degli incarichi di progettazione di importo inferiore a 200.000 ecu, l'esperimento di una formale procedura di aggiudicazione, non si può negare che l'attività posta in essere in funzione del vincolo negoziale costituisce espressione di una potestà conferita per la realizzazione di interessi pubblici, per cui la Pubblica amministrazione deve dar conto delle ragioni della preferenza accordata, in relazione agli indici di esperienza e specifica capacità professionale, desunti dal curriculum del professionista prescelto, anche se non è richiesto che debba procedersi ad un'espressa comparazione, analitica e puntuale, dei curricula di tutti i concorrenti sulla base di criteri predeterminati.
TAR Genova 29/10/1998 n. 733
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
Ai sensi dell'art. 17, co. 2 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., fino all'entrata in vigore del regolamento di attuazione, l'affidamento degli incarichi di progettazione dovva avvenire sulla base dei curricula presentati dai progettisti.
TAR Reggio Calabria 14/10/1998 n. 1270
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
Ai sensi dell'art. 17, co. 12 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., è illegittima la delibera comunale che affida l'incarico di progettazione definitiva di un'opera pubblica agli stessi professionisti incaricati della progettazione preliminare senza esperire una nuova gara.L'urgenza della presentazione del progetto definitivo dell'opera pubblica al fine di ottenere il finanziamento non rende legittima la deliberazione del Comune di affidare la redazione del progetto definitivo senza procedere a gara agli stessi professionisti che avevano redatto il progetto preliminare. (Nella fattispecie, il decreto di finanziamento era del 2 ottobre 1997 ed il termine di presentazione del progetto definitivo era il 31 dicembre 1997).
TAR Perugia 04/08/1998 n. 806
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
Ai fini dell'affidamento di incarichi di progettazione, l'art. 17 co. 12 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., ha inteso indicare, in attesa dell'emanazione del regolamento attuativo, un criterio di aggiudicazione avente un indubbio valore obbiettivo, quale la produzione di curricula professionali; peraltro, la detta disposizione non prevede alcuna specifica procedura per l'assegnazione di incarichi di progettazione di opere pubbliche per importi inferiori a 200.000 Ecu, con la conseguenza che l'utilizzo del criterio dei curricula non preclude la possibilità per l'Amministrazione di fissare ulteriori e diverse modalità di selezione dei progettisti, restando comunque esclusa la possibilità di una chiamata diretta a piena discrezione dell'Ente ed essendo obbligatoria, la previa pubblicazione di un avviso, seguita dalla valutazione dei curricula di coloro che abbiano risposto all'avviso stesso.
TAR Potenza 31/07/1998 n. 235
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
L'art. 17, co. 12 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., il quale prescrive che, fino alla data di entrata in vigore del regolamento prescritto dall'art. 3, l'affidamento degli incarichi di progettazione d'importo stimato inferiore a 200.000 Ecu avviene sulla base dei curricula presentati dai progettisti, va interpretato nel senso che l'Ente committente deve obbligatoriamente procedere ad una valutazione di tali curricula; pertanto, è illegittimo il comportamento della Commissione esaminatrice che prenda in considerazione i detti curricula solo sotto il profilo della loro completezza formale secondo i dettami dell'avviso pubblico, ma senza spingersi ad una valutazione di merito sugli stessi.
TAR Latina 25/05/1998 n. 436
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
Ai sensi dell'art. 17, co. 12 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., il conferimento di un incarico di progettazione deve avvenire sulla base dei curricula prodotti dai progettisti, attraverso una comparazione tra gli aspiranti effettuata nel rispetto dei principi della logica, della parità di trattamento e della trasparenza, sulla base di appositi criteri predeterminati .La partecipazione ad una procedura concorsuale per l'affidamento della redazione di un progetto di lavori di restauro conservativo da parte di professionisti associati richiede la formalizzazione del vincolo associativo, non essendo sufficiente la presentazione dei curricula di tutti gli associati
TAR Cagliari 22/04/1998 n. 436
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
Ferma la legittimazione ad agire, pur con le necessarie limitazioni, degli Ordini professionali, la stessa non può essere esclusa qualora l'Ente che agisce sia stato costituito per iniziativa privata, nell'esercizio della libertà di associazione, purché rivesta sufficiente rappresentatività e possa essere ritenuto esponenziale di quell'interesse; pertanto, il Sindacato interprovinciale ingegneri liberi professionisti sardi è legittimato ad impugnare la delibera che individua i professionisti ai quali affidare incarichi di progettazione per la realizzazione di opere pubbliche, deducendo l'interesse al corretto espletamento della concorrenza fra i professionisti appartenenti alla categoria di riferimentoAi sensi dell'art. 17, co. 12 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. nel testo vigente, gli incarichi di progettazione il cui importo stimato sia inferiore a 200.000 Ecu, fino all'entrata in vigore del regolamento di cui all'art. 3 legge cit., debbono essere affidati sulla base dei curricula presentati dai progettisti.
TAR Reggio Calabria 27/03/1998 n. 379
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
Nel caso in cui l'Amministrazione, nella lettera d'invito, stabilisce l'affidamento dell'incarico di redazione di un progetto generale esecutivo al professionista la cui offerta formulata nel rispetto dei minimi tariffari di legge, risulti economicamente più conveniente, la procedura seguita non può essere classificata come consultazione di mercato, ma come procedura ad evidenza pubblica, in particolare come licitazione privata con regole vincolanti ed inidonee a far nascere posizioni giuridiche di interesse legittimo al rispetto delle stesse in capo ai partecipanti alla gara.L'art. 17, co. 13 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., vincolando l'Amministrazione procedente all'aggiudicazione di un incarico di progettazione all'esame dei curricula presentati dai progettisti, limita la discrezionalità della scelta per il conferimento di detto incarico, imponendo in sostanza una comparazione fra i curricula degli interessati, che deve essere effettuata nel rispetto dei principi di legalità e di parità di trattamento, e l'indicazione, in applicazione della regola generale posta dall'art. 3 L. 7 agosto 1990 n. 241, delle ragioni per le quali compie la scelta a favore di uno degli aspiranti.Dai principi di imparzialità e di buon andamento della Pubblica amministrazione, sanciti nell'art. 97 Cost., discende la regola che le Commissioni giudicatrici delle gare per la scelta degli imprenditori ai quali commettere gli appalti pubblici debbano essere composte prevalentemente di persone scelte in virtù della loro qualificazione professionale connessa con l'esigenza della valutazione concorsuale.In sede di gara pubblica per il conferimento di un incarico di progettazione, l'Amministrazione può discostarsi dalla proposta fatta dalla Commissione giudicatrice, purché motivi adeguatamente con riferimento ai presupposti di fatto e ai principi di diritto per i quali ritiene non condivisibile il giudizio della Commissione stessa
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 14/03/1998 n. 2772
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
Il contratto con il quale l'amministrazione pubblica conferisce un incarico professionale, deve essere redatto, a pena di nullità, in forma scritta, ed è escluso che esso possa essere concluso a distanza, a mezzo di corrispondenza, dovendo ritenersi tale modalità di conclusione limitata ai contratti con ditte commerciali (art. 17 R.D. 18 novembre 1923 n. 2240), e non estensibile al conferimento di incarichi professionali aventi ad oggetto complesse opere di progettazione, in cui è necessaria la definizione degli specifici aspetti del rapporto (tempi, compensi, direttive), anche al fine di rendere possibile l'esercizio dei controlli. Ne consegue l'irrilevanza non solo della deliberazione dell'organo collegiale dell'ente pubblico, che abbia autorizzato il conferimento dell'incarico al professionista, qualora tale deliberazione non si sia tradotta in un atto contrattuale sottoscritto dal rappresentante esterno dell'ente e dal professionista, ma anche che la delibera sia stata comunicata al professionista incaricato, ove questi non abbia accettato contestualmente, o comunque prima di apprestarsi all'esecuzione.
TAR Pescara 04/02/1998 n. 175
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
Nella comparazione, prevista dall'art. 17, co. 12 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., fra gli aspiranti all'incarico di progettazione di un'opera pubblica debbono essere osservati i principi di logicità e parità di trattamento e, pertanto, l'Amministrazione deve applicare i criteri di massima prefissati che, in particolare, non può modificare dopo la visione dei curricula pervenuti.
TAR Bari 09/01/1998 n. 1
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
E' illegittima la valutazione dei curricula dei concorrenti, in relazione ad un avviso pubblico per il conferimento di un incarico di progettazione, fatta dalla Giunta comunale, anziché da un'apposita Commissione giudicatrice all'uopo costituita.
TAR Salerno 05/01/1998 n. 2
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
In assenza di un espresso divieto normativo, è illegittimo il provvedimento di esclusione da una gara di appalto del servizio di progettazione definitiva ed esecutiva di un'opera pubblica di una ditta che abbia predisposto il progetto preliminare dell'opera stessa.
TAR Bari, Sezione II 18/11/1997 n. 529
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
E' illegittima la disposizione del bando di gara che prevede che l'aggiudicazione dell'appalto d'importo inferiore alla soglia comunitaria e avente ad oggetto l'affidamento di una progettazione non solo sulla base della valutazione dei curricula dei concorrenti, come prescritto dall'art. 12, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., ma anche del prezzo offerto. Rientra nella competenza del dirigente, e non della Giunta comunale, l'aggiudicazione di una gara d'appalto, purche' si tratti di dirigente diverso da quello che ha presieduto la Commissione di gara.
TAR Genova, Sezione II 29/10/1997 n. 338
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
L'affidamento della redazione di un progetto di restauro conservativo è un procedimento amministrativo governato da regole di diritto pubblico e non una selezione di mercato, dovendosi osservare l'art. 17 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m..La partecipazione ad una procedura concorsuale per l'affidamento della redazione di un progetto di lavori di restauro conservativo da parte di professionisti associati richiede la formalizzazione del vincolo associativo, non essendo sufficiente la presentazione dei curricula di tutti gli associati.
TAR Venezia 21/10/1997 n. 1480
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
Il sistema del confronto a coppie, introdotto nelle gare per l'appalto di pubblici lavori, consiste non nella valutazione comparativa di tutti i progetti, al fine di stilare una graduatoria, bensi nel raffronto di due soli progetti per volta, per compararne le qualità onde attribuire a ciascuno un punteggio relativo e non assoluto; pertanto, se si debbono esaminare col metodo del confronto a coppie i progetti A, B, C, ben può essere che A e B si equivalgano, ma nel distinto confronto di C con A e B separatamente, C può risultare due volte migliore di A e tre volte migliore di B, senza che questo infici la parità di qualità tra A e B.
TAR Reggio Calabria 03/09/1997 n. 641
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
L'art. 17, co. 12 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., nello stabilire che il conferimento dell'incarico di progettazione di lavori deve avvenire sulla base dei curricula prodotti dai progettisti, limita la discrezionalità della scelta dell'Amministrazione, imponendo, in sostanza, una comparazione fra gli aspiranti, che deve effettuarsi nel rispetto dei principi di logicità e di parità di trattamento; a tal fine, è necessario che siano prefissati appositi criteri di massima.
TAR Lazio 14/07/1997 n. 641
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3
E' illegittimo il provvedimento comunale il quale dispone che gli incarichi tecnici a liberi professionisti siano conferiti, mediante sorteggio e con successivi atti di affidamento, solo a ingegneri e geometri residenti nel territorio comunale.