Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "in genere"

Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 10/01/2005 n. 31
legge 109/94 Articoli 19 - Codici 19.1
Come rilevato dall’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, con deliberazione n. 105 del 9 giugno 2004, “deve ritenersi che il ricorso alla compravendita di cosa futura, disciplinato dall’art. 1472 del c.c., costituisce un’ipotesi eccezionale e marginale per l’acquisizione di immobili da parte di pubbliche amministrazioni, dovendo queste ultime sempre valutare preventivamente la possibilità di ricorrere alle procedure ordinarie di realizzazione delle opere pubbliche di cui alla legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. e, solo ove ne verifichino la non praticabilità in relazione a specialissime, motivate e documentate esigenze di celerità, funzionalità ed economicità, scelgano di acquisire l’immobile secondo la procedura della compravendita di cosa futura. Valutazioni, queste, indispensabili affinché l’agire amministrativo possa considerarsi conforme ai principi costituzionali del buon andamento, della trasparenza, dell’efficienza ed economicità”. Tale deliberazione riprende, peraltro, quanto già affermato sull’argomento anche dall’Adunanza Generale del Consiglio di Stato del 17 febbraio 2000, che con parere n. 38/99 ha individuato le circostanze eccezionali in presenza delle quali appare possibile ricorrere a tale tipologia contrattuale.
TAR Sardegna - Sentenza 10/07/2003 n. 863
legge 109/94 Articoli 19 - Codici 19.1
I requisiti che possono essere richiesti dalla P.A. per la partecipazione a gare pubbliche, devono essere funzionali e calibrati in relazione agli interessi pubblici che s'intendono perseguire col bando e non sovradimensionati rispetto ai reali bisogni della collettività o implicanti oneri del tutto sproporzionati, per eccesso, rispetto ai contenuti della gara.Sul punto la giurisprudenza ha più volte affermato che il bando deve adeguarsi al criterio di proporzionalità ed a quello di ragionevolezza, nel senso che l'Amministrazione può sempre richiedere, per l' ammissione alla procedura di gara, requisiti di partecipazione rigorosi e restrittivi, ma con il limite costituito dal rispetto del principio di proporzionalità fra detti requisiti e l'importanza dell'oggetto dell'appalto.
TAR Milano 12/01/1999 n. 109
legge 109/94 Articoli 19 - Codici 19.1
Il nomen utilizzato dalla stazione appaltante in sede di bando di gara per l'aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione non ha rilevanza sulla qualificazione sostanziale della procedura di appalto in concreto seguita
TAR Torino, Sezione II 10/03/1997 n. 126
legge 109/94 Articoli 19 - Codici 19.1
Le clausole della lettera d'invito ad una gara pubblica non rivestono carattere prevalente ed assorbente rispetto a quelle del capitolato speciale d'appalto, per cui le disposizioni dell'una e dell'altro vanno interpretate non nel contesto di un rapporto di prevalenza, bensi di complementarietà.
Corte dei Conti, Sezione Contr. 12/06/1996 n. 87
legge 109/94 Articoli 19 - Codici 19.1
Il disposto dell'art. 17 del D.L. n. 101 del 1995 (tradotto nella legge n. 216 del 1995), in base al quale i Comuni che intendono realizzare opere pubbliche possono avvalersi in qualità di stazione appaltante dei Provveditorati Regionali alle Opere Pubbliche, non è incompatibile con l'art. 19 della legge n. 109 del 1994, che ha introdotto un generale divieto per tutte le Amministrazioni Pubbliche di affidare attività propedeutiche all'aggiudicazione dei lavori a soggetti esterni pubblici o privati, in quanto la normativa da ultimo emanata è volta proprio ad introdurre deroghe al generale divieto, considerando altresì che il disposto dell'art. 19 citato, va inteso come riferibile esclusivamente alle ipotesi in cui l'affidamento delle funzioni di stazione appaltante avvenga attraverso il ricorso al mercato e senza pregiudizio quindi per quelle forme di collaborazione tra Amministrazioni largamente presenti nell'ordinamento positivo sotto il nome di intese o accordi di programmi; pertanto, è legittima una convenzione tra il Comune di Pescara e il Provveditorato Regionale alle Opere Pubbliche con la quale quest'ultimo assume compiti inerenti la progettazione esecutiva e il collaudo di opere pubbliche da realizzare per conto del Comune.
Consiglio di Stato 21/12/1994 n. 2698
legge 109/94 Articoli 19 - Codici 19.1
Con la formula « concessione di committenza » si indica quella particolare figura di concessione con la quale, in relazione ad attività molto complesse, al concessionario viene fatto carico di svolgere una serie di servizi inerenti anche alle fasi organizzative dell'intervento, dalla progettazione sino allo svolgimento delle gare, alla direzione dei lavori e collaudi; pertanto, il concessionario può sostituirsi integralmente nei compiti e nelle funzioni generalmente attribuite all'Amministrazione concedente.L'affidamento di una concessione di committenza - che ha ad oggetto una serie di attività giuridiche e tecniche per rendere possibile l'esecuzione dell'opera pubblica ed è quindi assimilabile ad un mandato anziché ad un appalto - in quanto può consistere anche nell'esercizio di funzioni pubbliche non appare riconducibile fra le procedure di aggiudicazione contemplate dalla Direttiva C.E.E. n. 89/440 e dal D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406; pertanto, è legittimo l'affidamento dei lavori a trattativa privata posto che in tal caso non risulta violata la disciplina comunitaria.Ai sensi della L. 23 dicembre 1988 n. 543, è legittima l'integrazione di una precedente convenzione mediante il conferimento di una concessione di committenza, diretta a realizzare interventi infrastrutturali nell'area portuale di Ravenna, atteso che in detta materia sono lasciati ampi margini di discrezionalità all'Amministrazione; pertanto, la P.A. - tenendo conto dei risultati dell'attività raggiunti dalla concessionaria - potrà integrare il precedente atto concessionario assegnando alla stessa la funzione di attuazione dell'ulteriore programma di interventi stabilito dai competenti ministri.