Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "anomalia offerta"

TAR Lazio, Sezione III Roma - Sentenza 10/01/2007 n. 92
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Il giudizio di verifica di un’offerta sospetta di anomalia ha natura globale e sintetica e deve risultare da un’analisi di carattere tecnico delle singole componenti in cui l’offerta si scompone e della relativa incidenza sulla medesima offerta considerata nel suo insieme, al fine di valutare se l’anomalia delle suddette componenti si traduca nell’inattendibilità dell’offerta complessiva stessa (Cons. Stato, Sez. VI, 10 febbraio 2000, n. 707; Cons. Stato, Sez. VI, 14 gennaio 2002, n. 157; T.A.R. Lazio, Sez. III, 20 febbraio 2003, n. 1357).Quanto alle modalità di verifica dell’anomalia di un offerta da parte della stazione appaltante: - la verifica deve riguardare la totalità delle voci per le quali il bando o la lettera invito richiede le giustificazioni; - il giudizio finale deve essere un giudizio globale e sintetico dell’attendibilità dell’offerta nel suo insieme (Cons. Stato, VI Sez., 10 febbraio 2000 n. 707); - il carattere sintetico del giudizio finale di attendibilità o inattendibilità dell’offerta nel suo insieme deve essere sempre il frutto di un’analisi di carattere tecnico delle singole componenti in cui l’offerta si scompone, così da verificare l’incidenza delle singole voci sull’offerta nel suo insieme (Cons. Stato, VI Sez., 10 febbraio 2000 n. 707, cit.); - le singole voci di prezzo ritenute inattendibili vanno sommate tra loro, allo scopo di verificare la loro incidenza complessiva sull’offerta, e se nel loro insieme rendano l’offerta inattendibile; - la circostanza che l’appalto sia, in tutto o in parte, a corpo, non esclude la necessità di una verifica analitica delle singole voci di prezzo, atteso che, essendo la ratio della verifica di anomalia quella di assicurare la piena affidabilità delle offerte, anche nell’appalto a corpo occorre tenere conto degli aspetti quantitativi della prestazione, in relazione ai quali valutare la congruità dei prezzi offerti (Cons. Stato, Sez. VI, 10 febbraio 2000, n. 707, cit.).
TAR Campania, Sezione I Napoli - Sentenza 13/12/2006 n. 10505
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
E’ noto che l’allegazione di giustificazioni sottende un onere dimostrativo da parte dell’impresa in merito alla serietà e sostenibilità economica dell’offerta. Conseguentemente, non può trasferirsi in capo alla Commissione un’attività di accertamento che superi i limiti propri del giudizio di congruità circoscritto alla verifica di quanto asserito e documentato in sede di giustificazioni. Non convince quindi, nel caso di specie, l’asserzione per cui la Commissione avrebbe dovuto accertare la congruità dell’offerta operando un’analisi comparativa dei prezzi indicati, attività che non sembra nemmeno di immediato e agevole compimento, tanto più che il bando faceva chiaro riferimento alla necessaria applicabilità delle tariffe retributive locali, senza che alcuno spazio residuasse per l’applicazione di altri parametri di riferimento.
TAR Campania, Sezione I Napoli - Sentenza 27/10/2006 n. 9178
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La giurisprudenza amministrativa ha evidenziato la necessità, al fine di pervenire ad un giudizio di non anomalia dell’offerta, che essa sia tale da conservare un sufficiente margine di utile per l’impresa (cfr. T.A.R. Sardegna, Cagliari, Sez. I, 15 novembre 2005, n. 2131). E’ stato ritenuto, del resto, che non può qualificarsi carente di motivazione il rigetto delle giustificazioni addotte da una società, classificatasi al secondo posto in una gara d’appalto, per la sua offerta ritenuta anomala dalla stazione appaltante, se il relativo atto esclude che l’offerta le consenta di coprire i costi e di assicurarle l’utile di impresa, dati questi ultimi che non sono solo il parametro dell’anomalia dell’offerta in una gara di appalto pubblico, ma soprattutto la manifestazione sensibile, chiara ed inequivoca della ragione specifica dell’inammissibilità, in concreto, di detta offerta (T.A.R. Lazio, Roma, Sez. III, 10 luglio 2002, n. 6256). Non è pertanto condivisibile l’assunto che l’utile potrebbe anche essere minimo o addirittura pari a zero, se le esigenze aziendali “rendano più conveniente l’utilizzo di risorse a zero ricavi”; al contrario, è opportuno richiamare l’altro indirizzo giurisprudenziale in materia, secondo il quale: “In sede di valutazione dell’anomalia dell’offerta, l’impresa concorrente deve giustificare la riduzione dell’utile di impresa solo mediante l’indicazione di specifiche e comprovate economie di scala realizzate, dato che grava sull’impresa offerente l’onere di fornire la prova della congruità della propria offerta, e cioè la dimostrazione che, nonostante il ridotto margine di utile, sia in grado di fornire una prestazione adeguata a soddisfare l’interesse pubblico alla regolare esecuzione dell’opera, essendo insufficiente il semplice richiamo generico all’abbattimento delle spese generali” (T.A.R. Trentino Alto Adige, Trento, 10 agosto 2005, n. 234).
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 20/09/2006 n. 5498
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In sede di verifica dell’anomalia delle offerte presentate nelle gare per l’aggiudicazione di appalti, compito primario del giudice amministrativo è quello di accertare se il potere della stazione appaltante sia stato esercitato con un utilizzo delle regole tecniche conforme a criteri di logicità, congruità, ragionevolezza e corretto apprezzamento dei fatti. In tale ottica, il superamento - grazie anche alle novità introdotte dall’ art. 16 della legge 21 luglio 2000, n. 205 in tema di consulenza tecnica - degli ostacoli di ordine processuale capaci di limitare in astratto la latitudine della verifica giudiziaria sulla correttezza delle operazioni e delle procedure in cui si concreta il giudizio tecnico non toglie che, anche in relazione ad una non eludibile esigenza di separazione della funzione amministrativa rispetto a quella giurisdizionale, il giudice non possa sovrapporre la sua idea tecnica al giudizio formulato dall’organo amministrativo cui la legge affida la tutela dell’interesse pubblico nell’apprezzamento del caso concreto, salvo il caso in cui tale giudizio risulti inficiato da evidenti sintomi di inattendibilità (cfr. Cons. Stato, Sez. V, n. 7346 del 2004).In ordine all’effettiva incidenza delle voci di prezzo per la parte non giustificata deve ritenersi che, quando gli importi rimasti non giustificati hanno dimensione percentualmente assai modesta non risulta inficiato il giudizio positivo formulato dall’amministrazione sull’attendibilità dell’offerta complessiva. Come evidenziato dalla giurisprudenza, infatti, nell’aggiudicazione dei contratti di appalto di opere pubbliche, la ratio cui è preordinato il meccanismo di verifica delle offerte anomale è quello di assicurare la piena affidabilità della proposta contrattuale. Pertanto, anche se ai sensi dell’art. 21, comma 1 bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. le giustificazioni relative all’offerta anomala debbono riguardare le “voci di prezzo” più significative che concorrono a formare l’offerta, ciò non vuol dire che in un appalto a corpo i singoli prezzi debbano essere giustificabili in sé e per sé, a prescindere dalla loro incidenza sull’offerta complessiva, essendo invece necessario tener conto degli aspetti quantitativi della prestazione, in relazione ai quali valutare la congruità dei prezzi offerti (ad es. Cons. Stato, Sez. VI, n. 6217 del 2001).
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 20/09/2006 n. 5491
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In presenza dell’annullamento del solo subprocedimento di verifica dell’anomalia delle offerte (oltre che degli atti conseguenti) è del tutto contraria ai principi di economicità, speditezza ed adeguatezza dell’azione amministrativa (oltre che di quello della par condicio) l’eventuale determinazione dell’Amministrazione di chiedere la conferma delle offerte, atteso che ciò che occorre rivalutare, al fine della corretta e legittima individuazione dell’impresa aggiudicataria dei lavori, è soltanto se le giustificazioni delle offerte già presentate in sede di gara e sospettate di anomalia risultino adeguate.Sebbene la valutazione delle giustificazioni delle offerte anomale costituisca espressione di discrezionalità tecnica dell’amministrazione appaltante, con la conseguenza che detta valutazione si sottrae al sindacato giurisdizionale di legittimità, salvo le ipotesi di irragionevolezza o arbitrarietà manifeste ovvero di evidente travisamento di fatti, è anche vero che la giurisprudenza ha chiarito che proprio la discrezionalità tecnica che caratterizza l’operato dell’amministrazione appaltante, nella fase di verifica dell’anomalia delle offerte, esige che il giudizio finale sull’anomalia dell’offerta sia congruamente e dettagliatamente motivato, dando conto dell’esame di tutti gli elementi dell’offerta e delle ragioni dell’attendibilità (o della inattendibilità) dei singoli elementi e dell’offerta nel suo insieme (Cons. Stato, Sez. IV, 28 febbraio 2005, n. 751). Più precisamente è stato affermato (Cons. Stato, Sez. V, 11 novembre 2004, n. 7346) che la motivazione della valutazione effettuata circa l’anomalia delle offerte in una gara di appalto costituisce l’elemento decisivo ai fini della verifica giurisdizionale, in quanto permette un controllo sulla logicità della stessa senza possibilità per il giudice amministrativo di sostituirsi alla pubblica amministrazione e di trasmodare in determinazioni che appartengono al merito dell’azione amministrativa. Il sindacato del giudice amministrativo, sotto tale profilo, se può limitarsi al controllo formale dell’iter logico seguito nell’attività amministrativa (se ciò può essere sufficiente per valutare la legittimità del provvedimento impugnato), può anche consistere, se necessario, nella verifica della attendibilità delle operazioni tecniche sotto il profilo della loro correttezza quanto a criterio tecnico e procedimento applicativo, fermo restando - in ogni caso - che esula dal compito del giudice il riesame delle autonome valutazioni dell’interesse pubblico compiute dall’amministrazione sulla base delle cognizioni tecniche acquisite.
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 07/09/2006 n. 5191
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Il giudizio sull’anomalia dell’offerta nelle gare di appalto di opere pubbliche costituisce una tipica valutazione tecnico-discrezionale dell’amministrazione ed è sindacabile solo ove presenti palesi errori di fatto, aspetti di manifesta irrazionalità o evidenti contraddizioni logiche. Ciò nonostante deve ritenersi che il giudice amministrativo non invade la sfera riservata all’amministrazione, che è e rimane di merito, anche quando rileva la chiara incongruità della motivazione circa l’apprezzamento dell’anomalia. La motivazione dell’atto che conclude il giudizio di anomalia deve essere di norma particolarmente approfondita solamente nel caso in cui l’amministrazione esprima un giudizio negativo che fa perdere all’aggiudicatario la posizione di vantaggio provvisoriamente conseguita, non richiedendosi una diffusa motivazione (che può trovare sostegno per relationem nelle giustificazioni presentate dal concorrente) quando il giudizio, invece, valga a confermare la già disposta aggiudicazione, salvo che ci si trovi di fronte alla peculiarità di un ribasso decisamente più consistente rispetto alle altre imprese offerenti a fronte del quale l’amministrazione ha deciso, non certo irrazionalmente di sottoporre l’offerta a verifica ma, a tal punto, occorreva un’istruttoria particolarmente rigorosa ed una conseguente motivazione congrua e dettagliata.
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 21/08/2006 n. 4942
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Non è conforme al diritto comunitario la facoltà prevista dall’art. 21, comma 1bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., che consente alla stazione appaltante di limitare il controllo dell’anomalia delle offerte al 75% delle voci che la compongono (Cons. Stato, Sez. IV, 4 febbraio 2003, n. 543). La predetta disposizione legislativa nazionale nonché l’art. 30, n. 4, della direttiva n. 93/37 del Consiglio CE del 14 giugno 1993 devono essere interpretati nel senso di garantire una effettiva fase di valutazione dell’anomalia delle offerte, da svolgersi in contraddittorio tra stazione appaltante ed impresa concorrente, successivamente all’apertura delle buste ed indipendentemente dalle giustificazioni previamente fornite in sede di presentazione delle offerte (C.d.S., sez. IV, 21 gennaio 2003, n. 232; 21 agosto 2002, n. 4266). In particolare, l’art. 30.4 della direttiva 93/37/CEE del 14 giugno 1993 impone, a pena di illegittimità, che l’offerta sospettata di anomalia sia oggetto di verifica in contraddittorio e cioè impone l’instaurazione di un sub-procedimento all’interno del procedimento di scelta del contraente, collocato dopo la fase dell’apertura delle buste e prima dell’aggiudicazione dell’appalto, che si articola in tre fasi: richiesta delle giustificazioni delle offerte da parte dell’amministrazione aggiudicatrice; presentazione dei chiarimenti, precisazione degli eventuali elementi giustificativi dell’offerta da parte della ditta la cui offerta è stata sospettata di anomalia; verifica e valutazione delle giustificazioni e dei chiarimenti da parte dell’amministrazione aggiudicatrice (Cons. Stato, Sez. IV, 6 luglio 2004, n. 5013).
TAR Lazio, Sezione III ter Roma - Sentenza 08/08/2006 n. 7108
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Il sistema previsto dalla stazione appaltante di chiedere preventivamente la giustificazione del 100% dei prezzi non esclude di certo la possibilità di chiedere giustificazioni successive in sede di subprocedimento di verifica dell’anomalia, svuotandosi altrimenti di contenuto lo stesso procedimento di verifica, in violazione dei principi comunitari sul contraddittorio successivo (direttiva n. 93/37/CE), richiamati più volte dalla giurisprudenza comunitaria e da quella italiana (Corte Giust. C.E. 27/11/01 cause C 285.99 e 286.99; Cons. Stato, Sez. IV, 14/12/04 n. 8028; Cons. Stato, Sez. V, 29/4/03 n. 2157; ecc.). Pertanto, in presenza di giustificazioni non sufficientemente dettagliate, in ossequio al principio del contraddittorio, correttamente la stazione appaltante chiede chiarimenti ed integrazioni documentali relativamente a documenti tempestivamente prodotti.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana, Sezione giurisdizionale - Sentenza 26/07/2006 n. 399
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
E’ legittima la clausola del bando di una gara per l’affidamento di lavori pubblici che impone alle imprese, a pena di esclusione, di allegare all’offerta le giustificazioni preventive; tali giustificazioni, anche se preventive, sono infatti coerenti con la normativa comunitaria e trovano riscontro nella legge nazionale.
TAR Lazio, Sezione III Roma - Sentenza 11/07/2006 n. 5765
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La Corte di Giustizia ha stabilito alcuni principi generali per la legittimità del procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta: il primo è l’inammissibilità dell’esclusione automatica dalla gara di un’offerta superiore alla soglia dell’anomalia e il secondo è la necessità che l’impresa abbia la concreta possibilità di fornire gli opportuni chiarimenti e gli elementi giustificativi dell’offerta, che saranno valutati da parte della stazione appaltante. Non sussiste, invece, un obbligo a carico dell’amministrazione di procedere all’audizione orale del rappresentante dell’impresa, come ha affermato la giurisprudenza amministrativa, che ha precisato che la normativa vigente impone “espressamente che l’esclusione dalla gara di una offerta sospetta di anomalia può avvenire solo all’esito di una procedura di verifica dell’offerta stessa da effettuare in contraddittorio, ai sensi dell’art. 30, n. 4, della direttiva CEE 93/37/CEE del 14 giugno 1993, senza tuttavia prevedere in alcun modo che il procedimento in contraddittorio presupponga anche l’audizione della ditta la cui offerta è stata sospetta in anomalia” (Cons. Stato, Sez. IV, n. 5013/2004).
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 06/07/2006 n. 4276
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Ai sensi del combinato disposto dell’art. 21, comma 1bis della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. e dell’art. 89 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., ai fini del calcolo dell’anomalia delle offerte per gli appalti a misura occorre tener conto, in caso di aggiudicazione con il criterio del prezzo più basso, del solo dato costituito dalla percentuale di ribasso. Tale percentuale di sconto sul prezzo richiesto è l’unico dato che, nella valutazione del legislatore, è ritenuto idoneo a rappresentare la volontà dell’offerente e ad esso soltanto occorre far riferimento per determinare la maggiore o minore convenienza dei prezzi concretamente offerti dai concorrenti. Né il principio indicato può ritenersi derogabile per il fatto che, ai sensi del comma 2 dell’art. 77 del citato D.P.R. n. 554/1999 e s.m., l’importo dei lavori a misura, come quello a corpo o in economia, deve essere suddiviso in importo per l’esecuzione delle lavorazioni ed importo per l’attuazione dei piani di sicurezza, per i cui oneri, ai sensi dell’art. 31 della legge n. 109/94 e s.m., non è ammesso ribasso. Anche in tal caso, infatti, nella valutazione del legislatore l’unico dato che assume rilevanza ai fini dell’individuazione della portata dell’offerta del concorrente è sempre quello della percentuale di ribasso sul prezzo complessivo dell’appalto, sia pure depurato dai costi relativi alla sicurezza.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 05/07/2006 n. 4267
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La verifica dell’offerta anomala, sulla base delle giustificazioni presentate dai ricorrenti, è compito che spetta alla Commissione giudicatrice e non ad un ufficio dell’Amministrazione, anche se tale ufficio risulta competente nel settore al quale attiene l’oggetto della gara. L’ufficio può, infatti, dare pareri di ordine tecnico, ragguagli ed altri elementi utili alla valutazione delle offerte, ma non può essere rimesso allo stesso il giudizio definitivo sulla congruità delle offerte, allorché sia costituita una apposita Commissione.
TAR Umbria - Sentenza 30/06/2006 n. 335
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Una volta riconosciuta la regolarità dell’individuazione della soglia di anomalia, è altresì incontestabile la presunzione di antieconomicità delle offerte che si collocano oltre tale limite. Beninteso, si tratta di una presunzione che ammette prova contraria (e a questo appunto è preordinata la fase delle giustificazioni e del loro esame), ma l’onere della prova grava su chi ha presentato l’offerta sospetta di anomalia, non sull’amministrazione appaltante.E’ principio consolidato in giurisprudenza che le valutazioni della commissione giudicatrice sugli aspetti di anomalia delle offerte costituiscono espressione di un potere di natura tecnico-discrezionale, i cui limiti di sindacato sono correlati alla manifesta illogicità, alla incongruità della motivazione e all’errore di fatto (Consiglio Stato, sez. VI, 31 maggio 2005, n. 2868). In altre parole, al giudice amministrativo compete, di regola, verificare che non sussistano vizi tipici quali la manifesta illogicità, l’errore di fatto, e simili, e non gli compete, invece, sostituirsi all’amministrazione nel rinnovare autonomamente la valutazione dell’anomalia.Un utile previsto dello 0,5% (calcolato non sulla base d’asta, ma sull’importo dell’offerta) è praticamente solo simbolico. Al riguardo un’assai meditato e ben argomentato indirizzo giurisprudenziale (Cons. Stato, Sez. IV, 17 aprile 2000, n. 2296), ha affermato che, ai fini della verifica dell’anomalia un utile d’impresa pari al 4% al netto delle imposte dirette va considerato il minimo giustificabile, osservando fra l’altro che l’utile normale previsto negli appalti di lavori è del 10% e che un utile del 4% al lordo dell’imposizione fiscale è, secondo le nozioni di comune esperienza, accettabile (da un investitore) solo per investimenti del tutto sicuri, quali quelli in immobili, titoli di Stato od in obbligazioni di primarie società. Non si può condividere la tesi secondo cui la riduzione dell’utile ad un importo simbolico (o quasi) sia giustificabile, ai fini della verifica dell’anomalia, quale espressione della scelta di “politica aziendale” di rinunciare agli utili pur di acquisire ulteriori contratti e ampliare il proprio giro d’affari. Ciò in quanto il sottinteso di tutta la normativa che consente (anzi impone) alle stazioni appaltanti di escludere le offerte “anomale” (ancorché meno dispendiose e in apparenza più vantaggiose per il committente) è che un contratto non può essere vantaggioso per l’appaltante se non è, in pari tempo, giustamente remunerativo per l’appaltatore. In caso contrario, infatti, l’appaltante sarebbe esposto al rischio di una non corretta esecuzione dei lavori e/o della ricerca, da parte dell’appaltatore, di espedienti (quali contestazioni e riserve pretestuose, etc.) per recuperare l’equilibrio economico del contratto. In questo contesto, peraltro, sembra evidente che, a questi fini, il carattere remunerativo o meno del contratto debba essere valutato oggettivamente e applicando le corrette regole economiche. Se si ammettesse che l’appaltatore pratichi il dumping, rinunciando agli utili o addirittura accettando di lavorare in perdita, tanto varrebbe abbandonare il concetto di “prezzo anomalo” e l’inerente disciplina. A questa stregua, infatti, tutte le offerte, anche le più rovinose, risulterebbero giustificabili in nome di una strategia aziendale rivolta alla conquista del mercato. D’altra parte, la direttiva comunitaria n. 37 del 1993, cui si uniforma la disciplina nazionale, è esplicita nel senso che “l’amministrazione aggiudicatrice può prendere in considerazione [solo] giustificazioni riguardanti l’economia del procedimento di costruzione o le soluzioni tecniche adottate o le condizioni eccezionalmente favorevoli di cui dispone l’offerente per eseguire i lavori o l’originalità del progetto dell’offerente”. Non rientra, dunque, fra le giustificazioni ammissibili la scelta imprenditoriale di rinunciare agli utili. Sono ammesse invece quelle giustificazioni che consistono nella dimostrazione che una determinata impresa, per particolari circostanze, ha la possibilità di risparmiare oggettivamente sui costi (al netto degli utili) e, di conseguenza, di praticare un miglior prezzo.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 16/05/2006 n. 2787
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L’utilizzo delle prime due cifre decimali nelle operazioni matematiche di calcolo per determinare la soglia di anomalia risponde al fine di semplificare l’operato della commissione senza aggravarlo di troppi decimali, rendendo più agevole, trasparente e percettibile il risultato finale. Nell’assenza di precise indicazioni dell’art. 21, comma 1bis, legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. il committente può stabilire procedure più semplici nel calcolo della soglie, purché non distorsive dei risultati della gara. È evidente la semplificazione che si ottiene adoperando nelle operazioni matematiche due decimali anziché tre, in quanto un numero minore di cifre dà meno adito a possibilità di errori di trascrizione e di calcoli specie in presenza di una considerevole quantità di imprese partecipanti alla gara.Nella meccanica del citato art. 21, comma 1bis, legge n. 109/1994 e s.m. costituiscono operazioni matematiche di calcolo la determinazione del ribasso medio delle offerte dopo il “taglio delle ali”, consistente nel dividere la somma dei ribassi delle offerte per il numero delle ditte rimaste in gara (necessaria ad individuare la prima soglia di anomalia ed escludere le offerte con ribassi superiori) nonché l’individuazione dello scarto medio aritmetico dei ribassi che superano la media suindicata, consistente nel determinare la differenza fra la percentuale di ribasso di ciascuna offerta e la percentuale di ribasso medio, sommarle fra loro e dividerle per il numero delle ditte ancora rimaste. Il carattere di “operazione matematica” proprio di entrambe è dovuto al procedimento logico che esse richiedono per arrivare alla media finale, consistente nell’individuazione di un dividendo (i ribassi delle offerte e lo scarto complessivo dei ribassi) e di un divisore (il numero delle ditte rimaste in gara dopo ciascuna operazione) per poi determinare il rispettivo quoziente.L’individuazione del ribasso definitivo, pur essendo un’operazione di calcolo, non è un’operazione matematica, trattandosi, più semplicemente, di assemblare due addendi, la percentuale media delle offerte e quella degli scarti, per poi stabilire l’offerta meritevole di aggiudicazione, che è quella portante il ribasso più vicino alla somma dei predetti.Alla discrezionalità del committente è dunque rimesso di semplificare le operazioni matematiche di determinazione delle medie, ma non il calcolo per l’individuazione del ribasso definitivo, che deve rispecchiare un prezzo quanto più possibile vicino a quello reale, nell’interesse dell’amministrazione alla buona esecuzione dell’opera, da non compromettere con un prezzo troppo basso. Da qui il principio che nell’aggiudicazione in favore dell’offerta che eguaglia o più si avvicina per difetto alla media, si deve tenere conto della effettiva entità dell’offerta in rapporto alla media, comprensiva delle cifre decimali superiori a tre.
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 11/04/2006 n. 2024
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Non è conforme al diritto comunitario la facoltà, prevista dall’articolo 21, comma 1 bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., che consente alla stazione appaltante di limitare il controllo dell’anomalia delle offerte al 75% delle voci che la compongono (Cons. Stato, Sez. IV, 4 febbraio 2003, n. 543) e, per altro verso, il predetto articolo 21, comma 1bis, della citata legge n. 109/1994 e s.m. nonché l’articolo 30, n. 4, della direttiva n. 93/37/CEE devono essere interpretati nel senso di garantire una effettiva fase di valutazione dell’anomalia delle offerte, da svolgersi in contraddittorio tra stazione appaltante ed impresa concorrente, successivamente all’apertura delle buste ed indipendentemente dalle giustificazioni previamente fornite in sede di presentazione delle offerte (Cons. Stato, Sez. IV, 21 gennaio 2003, n. 232; 21 agosto 2002, n. 4266).
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 11/04/2006 n. 2021
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In sede di verifica della congruità dell’offerta presentata in una gara di appalto di lavori pubblici, il principio del contraddittorio successivo (come imposto dalle regole comunitarie interpretate dalla Corte di giustizia con la sentenza 27 novembre 2001 n. 285) mira a consentire un fisologico arricchimento degli elementi dedotti in origine e quindi incontra un limite nel divieto - immanente al sistema - di trasformazione dell’offerta originaria in un quid sostanzialmente nuovo o diverso per mezzo delle ulteriori giustificazioni. Come chiarito dalla stessa Corte di giustizia (cfr. sentenza citata paragrafo n. 51) la normativa comunitaria impone infatti all’Amministrazione di chiedere precisazioni sugli elementi dell’offerta sospettata di anomalia che abbiano concretamente dato luogo a dubbi da parte sua e di valutare successivamente questa offerta in relazione alle giustificazioni fornite dall’offerente interessato in risposta a tale richiesta. Oggetto di valutazione in base alle precisazioni è quindi l’offerta nella sua originaria composizione (par. 4 dell’art. 30 della Dir. N. 93/37/CEE), da ritenersi insuscettibile - in conclusione e per quanto qui rileva - di modificazioni per l’effetto di tardivi ripensamenti e correzioni ad opera dell’impresa partecipante. Diversamente ragionando, infatti, l’espletamento del dovuto contraddittorio finirebbe per stravolgere i connotati salienti del procedimento di evidenza pubblica, innestando in questo, a seguito di sollecitazione da parte dell’Amministrazione, elementi di negoziazione sul contenuto strutturale dell’offerta del tutto incompatibili con la garanzia di par condicio tra i partecipanti alla selezione.
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 06/04/2006 n. 1862
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Il sindacato sull’esercizio della discrezionalità tecnica dell’amministrazione (tale dovendosi considerare la fase della verifica dell’anomalia dell’offerta) è pieno e non incontra limiti, potendo il giudice anche utilizzare una CTU per verificare la correttezza delle valutazioni della Commissione. Tuttavia, la consulenza tecnica, pur disposta d’ufficio, non è certo destinata ad esonerare la parte dalla prova dei fatti dalla stessa dedotti e posti a base delle proprie richieste (Cons. Stato, Sez. VI, 12 marzo 2004, n. 1261).In materia di accertamento dell’anomalia dell’offerta risulta essere del tutto razionale la giustificazione del prezzo particolarmente conveniente di un materiale (calcestruzzo) con il fatto che tale materiale venga fornito da una delle imprese partecipanti all’ATI. La partecipazione all’ATI del fornitore, infatti, consente a questo di offrire il materiale anche a prezzo di costo, potendo confidare nella ripartizione degli utili dell’appalto (ovviamente nella misura della propria partecipazione all’ATI).
TAR Veneto, Sezione I - Sentenza 06/02/2006 n. 290
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nella fase di esclusione delle offerte ricadenti automaticamente oltre la soglia di anomalia ogni arrotondamento non previsto dalla lex specialis costituisce una deviazione dalle regole matematiche da applicare in via automatica. Pertanto, deve ritenersi che gli arrotondamenti siano consentiti solo se espressamente previsti dalle norme speciali della gara.
TAR Lombardia, Sezione Brescia - Sentenza 13/01/2006 n. 42
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Le funzioni affidate alla commissione, concernenti la valutazione di anomalia dell’offerta devono essere circoscritte a quelle di natura meramente amministrativo-procedurale, dovendosi invece demandare all’esclusiva competenza del RUP (e del relativo personale di supporto) la valutazione tecnico-economica delle giustificazioni così come prescrive l’art. 89, comma 2, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m.. In particolare, sono demandati alla commissione (o all’autorità che presiede o svolge la gara) solo compiti di natura procedurale, volti alla determinazione della soglia di anomalia (attraverso la mera operazione matematica di cui all’art. 21, comma 1bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.) e all’individuazione delle offerte che presentano un ribasso percentuale superiore alla stessa (attraverso altra operazione meramente aritmetica), mentre le verifiche tecniche, in contraddittorio con l’offerente, sono demandate all’organo dotato della relativa competenza, cioè al RUP che si avvale degli organismi tecnici della stazione appaltante. Occorre, inoltre, osservare che la verifica di anomalia dell’offerta costituisce un subprocedimento che formalmente ha un rilievo preciso e distinto rispetto al procedimento di evidenza pubblica diretto all’aggiudicazione (anche se ad esso collegato), che si connota per contenuti sostanzialmente di merito tecnico ed economico sull’offerta in esame. Qualora la stazione appaltante non disponga di propri organismi tecnici, la stessa si può avvalere di altri soggetti competenti, estranei alla propria struttura, cui demandare tale verifica (cfr. TAR Brescia 25.10.2005 nn. 1048 e 1049). Una volta che la commissione abbia acquisito le valutazioni dell’organismo tecnico di supporto (interno o esterno che sia), il ricorso alla motivazione per relationem può costituire una prassi del tutto legittima anche in materia di verifica di offerte anomale, così come riconosciuto da un consolidato orientamento giurisprudenziale (cfr. Consiglio Stato, Sez. VI, 3.3.2002 n. 1853; Sez.VI, 6.8.2002 n. 4094; Sez. VI, 10.4.2002 n. 1929; Tar Brescia 25.10.2005 nn. 1048 e 1049).
TAR Lombardia, Sezione Brescia - Sentenza 13/01/2006 n. 42
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Secondo la vigente normativa di diretta derivazione comunitaria, il sub-procedimento di verifica delle offerte anomale non può essere condotto sulla base di alcuna automaticità, bensì nel pieno e completo contraddittorio con l’offerente, chiamato a fornire tutte le giustificazioni ed integrazioni che la stazione appaltante, e l’offerente stesso, ritengano necessarie. Si tratta, in sostanza, di garantire, da una parte, l’interesse dell’impresa all’aggiudicazione dell’appalto sulla base dell’offerta risultata vittoriosa nel confronto concorrenziale (condotto sulla base del prezzo più basso) e, dall’altra, l’interesse della stazione appaltante ad aggiudicare i lavori al minor costo senza tuttavia rinunziare a standard ottimali di qualità dell’esecuzione e dei materiali. La verifica di anomalia costituisce, pertanto, un procedimento che vede prioritariamente coinvolti due soggetti (offerente e stazione appaltante), sulla base di un’offerta che, per definizione, si differenzia dalle altre, non solo per il prezzo, ma anche per i suoi contenuti che ne consentano la sostenibilità tecnica ed economica (economia del procedimento di costruzione, soluzioni tecniche adottate, condizioni eccezionalmente favorevoli di cui dispone l’offerente, così come stabilisce l’art. 30, par. 4, della Direttiva 93/37/CEE). Appare quindi evidente che, proprio perché si tratta di approfondire questioni tecniche ed economiche di differente contenuto e giustificazione, la fase del contraddittorio può svolgersi in modo diverso tra offerente ed offerente. Occorre inoltre considerare che il risultato ultimo non è tanto quello di individuare l’anomalia del prezzo offerto per la singola lavorazione, bensì l’anomalia dell’intera offerta, ossia del prezzo complessivo chiesto all’impresa per l’esecuzione dell’opera. Rientra pertanto nella discrezionalità tecnica dell’amministrazione individuare quali giustificazioni chiedere all’offerente in relazione alla composizione della relativa offerta e come svolgere il conseguente processo di verifica. Per tale specifica ragione, dunque, quando l’amministrazione svolge la valutazione di anomalia, non sempre il confronto comparativo tra i prezzi delle altre offerte può offrire elementi risolutivi per giudicare congruo un prezzo, poiché quest’ultimo dipende dalle condizioni organizzative, economiche, produttive e commerciali dell’offerente, come pure dall’offerta nel suo complesso, in cui possono coesistere voci economicamente sottostimate compensate da voci economicamente sovrastimate, che rendono congrua l’offerta complessiva. Ne consegue che il principio di par condicio è in concreto vulnerato non tanto dalle diverse modalità attraverso cui si svolge il contraddittorio tra offerente e stazione appaltante, quanto dal risultato che ne potrebbe conseguire, ossia quello di ritenere incongrua un’offerta identica, per contenuto e giustificazioni, ad altra ritenuta invece congrua, poiché, in questo caso, l’amministrazione avrebbe adottato diversi e inaccettabili parametri di fronte, sostanzialmente, alla medesima offerta.
TAR Calabria, Sezione Reggio Calabria - Sentenza 15/11/2005 n. 2045
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Relativamente alle offerte anomale, le giustificazioni in contrasto con le indicazioni fornite in sede di offerta concretizzano una modifica della composizione dell’offerta e, conseguentemente, un’alterazione della par condicio (così Tar Reggio Calabria, 3 ottobre 2005, n. 1744; Tar Catania, III, 15 marzo 200, n. 516; Cons. Stato, IV, 25 luglio 2001 n. 4082).
TAR Piemonte, Sezione II - Sentenza 08/11/2005 n. 3441
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La funzione delle Tabelle di giustificazioni preventive è quella di far avere alla stazione appaltante una prima indicazione relativamente all’anomalia delle offerte, ai sensi dell’art. 21bis della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.. La mancata compilazione di alcuna delle voci ivi elencate, tuttavia, non può determinare, ex se, l’esclusione di un’offerta, potendo essere scelte dalle imprese concorrenti modalità di esecuzione dei lavori che non comportino l’indicazione di prezzo per tutte le voci presenti nelle Tabelle medesime. Si rileva peraltro che, se è vero che, ai sensi del richiamato art. 21bis della legge n. 109/1994 e s.m., le giustificazioni dell’impresa nel corso del procedimento per la valutazione delle offerte anomale devono riguardare le voci di prezzo più significative che concorrono a formare l’offerta, in un appalto “a corpo” (quale quello di cui si tratta) ciò non significa che debbono essere giustificati i singoli prezzi a sé stanti, ma deve invece tenersi conto della loro incidenza sull’offerta complessiva, avendo il detto procedimento di verifica delle offerte anomale propriamente il fine di accertare l’affidabilità delle offerte e di garantire quindi una seria esecuzione dei lavori in appalto (in tal senso vedasi Consiglio di Stato, Sez. VI, 19 maggio 2000, n. 2908). Ciò a motivo della distinzione tra appalti a corpo e appalti a misura, caratterizzandosi i primi per il fatto che l’offerta presentata dal privato non necessita della specificazione di tutte le singole voci di prezzo, ma viene espressa con riferimento all’intera opera da realizzare che l’appaltatore si impegna ad eseguire al prezzo offerto, senza possibilità di mutamenti in corso d’opera ad eccezione del limitato e specifico caso della necessità di varianti.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 05/10/2005 n. 5315
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In base all’orientamento espresso dalla Corte di Giustizia con la sentenza 27 novembre 2001, resa nelle cause XC-285/99 e 286/99, la previsione di giustificazioni preventive contemplata dall’art. 21, comma 1 bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., non deve incidere sul diritto dell’offerente sospettato di avere presentato un’offerta anormalmente bassa, di presentare successivamente giustificazioni, in omaggio al principio del contraddittorio che ispira la disciplina comunitaria nella specifica materia. Ne deriva, con riferimento al caso di specie, che la pretesa insufficienza delle giustificazioni preliminari non avrebbe potuto incidere sull’esplicazione di una successiva fase di approfondimento delle giustificazioni al fine di consentire l’integrazione delle originarie indicazioni (cfr., Cons. Stato, sez. VI, 8 marzo 2004, n.1072).La possibilità di rimodulare gli elementi economici dell’offerta in sede di giustificazioni sull’anomalia è stata pacificamente ammessa dalla giurisprudenza, con il solo ovvio limite di non alterare il quantum iniziale dell’offerta medesima - considerata nella sua globalità - pena la violazione della par condicio tra i concorrenti. Infatti, è possibile un aggiornamento degli elementi originari al fine di sincronizzarne la valutazione con il momento dell’analisi delle giustificazioni definitive (cfr. Cons. Stato, Sez. VI, n. 1072/2004 cit.).
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 05/10/2005 n. 5315
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L’art. 90 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., rubricato “aggiudicazione al prezzo più basso determinato mediante offerta a prezzi unitari”, prevede che i concorrenti, al momento della presentazione delle loro offerte, sono tenuti ad indicare, oltre ai singoli prezzi unitari sulla base della scheda all’uopo predisposta dalla Stazione appaltante, anche il prezzo complessivo offerto “...unitamente al conseguente ribasso percentuale rispetto al prezzo complessivo posto a base di gara...”. La verificazione, da parte della Stazione appaltante, della congruità (o della soglia di anomalia) dell’offerta nella sua interezza, sulla base del combinato disposto dell’art. 21, comma 1bis, della legge n. 109/1994 e s.m. e dell’art. 90, comma 2, del regolamento di attuazione approvato con il D.P.R. n. 554/1999, deve, dunque, avere riguardo non ai singoli prezzi unitari contenuti nell’elenco predisposto per la presentazione delle offerte per l’ammissione alla partecipazione alla gara, bensì all’importo complessivo posto a base d’asta, rispetto al quale le imprese concorrenti, sempre all’atto della presentazione della loro offerta, sono tenute a specificare il ribasso percentuale offerto.
TAR Calabria, Sezione Catanzaro - Sentenza 03/10/2005 n. 1591
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Al fine di contestare il calcolo della soglia di anomalia, alla quale viene raffrontata l’offerta dei partecipanti ad una gara, non è sufficiente limitarsi a dedurre che se una determinata ditta non fosse stata esclusa la soglia sarebbe stata diversa e quindi anche l’aggiudicazione sarebbe stata differente, senza esporre in alcun modo gli elementi del calcolo in base al quale si verificherebbe detta divergenza, che sarebbe comunque più favorevole all’interessato. Laddove non è possibile indicare il valore dell’offerta della ditta esclusa, a causa della circostanza che le buste dell’offerta economica delle ditte escluse non sono state per nulla aperte e che, quindi, non è stato possibile ricavare il loro ammontare, il ricorrente non può dimostrare il suo interesse, dal momento che non può calcolare la nuova soglia di anomalia che, con la presenza della concorrente esclusa, gli avrebbe consentito di vedersi aggiudicare la gara, secondo l’ipotesi argomentativa.
TAR Sicilia, Sezione III Palermo - Sentenza 01/08/2005 n. 1402
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Il mancato richiamo nella lex specialis all’art. 77 del r.d. 23 maggio 1924, n. 827 preclude la possibilità di verificare, in sede di gara, la disponibilità delle imprese presenti a formulare un’offerta migliorativa. Ciò in quanto l’individuazione, quale criterio di aggiudicazione finale, del mero sorteggio potrebbe aver disincentivato la partecipazione alla seduta di gara di talune imprese che hanno presentato offerta, inducendo in esse la convinzione della superfluità della presenza fisica del proprio legale rappresentante, così ledendo la par condicio che deve essere garantita a tutte le imprese.Il sistema migliorativo dell’offerta non può comunque trovare applicazione laddove, dovendosi applicare il sistema automatico di esclusione delle offerte anomale, il tentativo del suo esperimento porterebbe all’aberrante risultato dell’aggiudicazione ad un’offerta di importo pari o inferiore a quello di altre legittimamente escluse in quanto al di sotto della soglia di anomalia, offerta che, quindi, se presentata originariamente sarebbe stata per tale ragione essa stessa esclusa (T.A.R. Sicilia, Palermo, III, n. 977/05).
TAR Puglia, Sezione I Bari - Sentenza 13/07/2005 n. 3255
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In sede di gara per l’aggiudicazione di un appalto di lavori pubblici la verifica della congruità dell’offerta va riferita a tutti gli elementi giustificativi forniti dai concorrenti, analiticamente considerati, ma una volta che l’impresa sia stata ammessa a giustificarsi in modo analitico e che l’Amministrazione abbia confutato in modo parimenti analitico le voci di prezzo non occorre una ulteriore fase valutativa avente ad oggetto l’offerta nella sua globalità (Cons. Stato, IV Sez., 25 luglio 2001 n. 4082, 5 aprile 2003 n. 1787 e 7 giugno 2004 n. 3554).La Commissione legittimamente dichiara incongrua l’offerta sospettata di anomalia se l’impresa che l’ha presentata non fornisce all’organo collegiale i chiarimenti da esso richiesti ovvero se gli stessi sono giudicati non esaustivi (Cons. Stato, IV Sez., 17 settembre 2004 n. 6183) a conclusione di una valutazione che soggiace solo entro limiti ridottissimi al sindacato del giudice della legittimità (T.A.R. Bologna, I Sez., 21 agosto 2002 n. 1091).
TAR Puglia, Sezione I Bari - Sentenza 07/06/2005 n. 2778
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Ai sensi dell’art. 30, n. 4 della Direttiva 93/37/CE, l’amministrazione è tenuta ad ammettere le imprese a far valere utilmente e dialetticamente il loro punto di vista su ciascuno dei vari elementi di prezzo proposti, consentendo che tale facoltà possa essere esercitata dalle imprese nel modo più ampio e completo possibile, in modo che esse possano presentare tutte le giustificazioni a sostegno delle offerte, senza alcuna limitazione. La discrezionalità tecnica che connota l’operato della stazione appaltante non esclude, e anzi, al contrario, impone, la necessità che il giudizio finale di anomalia/non anomalia dell’offerta debba essere congruamente e dettagliatamente motivato, dando conto dell’esame di tutti gli elementi dell’offerta e delle ragioni di attendibilità/inattendibilità dei singoli elementi e dell’offerta nel suo insieme. L’obbligo di motivazione si impone non solo nel caso di giudizio finale negativo, ma anche nel caso di giudizio finale positivo, sia in ossequio all’obbligo generale di motivazione dei provvedimenti amministrativi (art. 3, legge 7 agosto 1990. n. 241) sia a tutela, negli appalti, della “par condicio” dei concorrenti (Cons. Stato, Sez. VI, 21 agosto 2000, n. 4502). Se, infatti, è interesse dell’escluso poter controllare il giudizio di anomalia negativo, è interesse dei non aggiudicatari poter controllare il giudizio positivo.Le valutazioni operate dall’amministrazione nell’ambito del subprocedimento di verifica dell’anomalia delle offerte costituiscono espressione di un potere di natura tecnico - discrezionale, di per sé insindacabile in sede giurisdizionale, richiedendo la conduzione di un’analisi su elementi di natura tecnica, che presenta o può presentare, in relazione a talune voci, margini di opinabilità, fatta salva ovviamente l’ipotesi in cui dette valutazioni siano manifestamente illogiche o fondate su insufficiente motivazione o errori di fatto (Cons. Stato, Sez. IV, 29 ottobre 2002, n. 5945; Cons. Stato, Sez.V, 1 ottobre 2001, n.5188; 6 agosto 2001, n. 4228; 5 marzo 2001, n. 1247; Cons. Stato, Sez.VI, 11 dicembre 2001, n. 6217 - punto 3.4 -).L’obbligo di disapplicazione del diritto interno in contrasto con il diritto comunitario fa carico non solo al Giudice, ma anche agli organi della Pubblica Amministrazione nello svolgimento della loro attività amministrativa, anche d’Ufficio ed indipendentemente da sollecitazioni o richieste di parte (ex pluirimis: Cons. Stato, Sez. IV, 18 gennaio 1996, n. 54; 28 agosto 1997, n. 927; sez. V, 6 aprile 1991, n. 452; Cassaz.SS.UU., 10 agosto 1996, n. 7410). Non può ritenersi scusabile l’omessa disapplicazione dell’art. 21, comma 1bis, ultimo periodo, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 [fattispecie relativa alla norma transitoria di cui all’ultimo periodo del comma 1bis dell’art.21 della legge n. 109 del 1994 -nel testo allora vigente-, la quale andava disapplicata dall’Amministrazione appaltante, in base a principi già noti ed affermati da risalente e consolidata giurisprudenza anche del giudice delle leggi (Corte Cost., sent.: 11 luglio 1989, n. 389; 18 aprile 1991, n. 168; 7 novembre 1995, n. 482; Cons. Stato: Sez. V, 6 aprile 1991, n. 452; Sez. IV, 18 gennaio 1996, n. 54; 28 agosto 1997, n. 927; Cassaz., SS.UU., 10 agosto 1996) secondo cui, in caso di contrasto tra diritto interno e diritto comunitario, la prevalenza spetta al diritto comunitario anche se la norma interna confliggente sia stata emanata in epoca successiva, con conseguente obbligo, non solo in capo al Giudice, ma anche in capo agli organi della Pubblica Amministrazione, di disapplicare le norme di diritto interno)].
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana, Sezione giurisdizionale - Sentenza 18/05/2005 n. 349
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La mancata produzione di giustificazioni preventive necessarie costituisce ragione di immediata esclusione ove l’offerta risulti sospetta di anomalia ex art. 21 comma 1bis della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. e si accerti che le giustificazioni, richieste a pena di inammissibilità, non sono state prodotte.In caso di carenza di giustificazioni necessarie preventive i principi generali di partecipazione privata all’azione amministrativa - che nella disposizione richiamata e nelle normative comunitarie trovano ripetute sottolineature - rendono quanto meno opportuna una preventiva contestazione, utile se non altro ad instaurare un contraddittorio sulla effettiva carenza della documentazione obbligatoria e sulla possibilità di ricavare i dati richiesti da altri documenti prodotti a corredo della offerta.Le giustificazioni preventive obbligatorie, già previste nel sistema antecedente alla legge citata, sono coerenti con la normativa comunitaria e trovano ora nella legge un preciso riscontro esegetico (Cons. Stato, VI, 17 febbraio 2004, n. 613). E’ dunque conforme al diritto comunitario la clausola del bando o della lettera di invito che preveda l’esclusione per le offerte sospette di anomalia ove le medesime risultino prive di giustificazioni preventive. In questa prospettiva correttamente i bandi e le lettere di invito prescrivono che le giustificazioni vengano inserite in una busta chiusa, destinata ad essere aperta solo per le offerte sospette di anomalia. La normativa comunitaria non sembra, infatti, di ostacolo alla previsione di deposito documentale preventivo, a pena di inammissibilità. E’ invece incompatibile con un sistema che, a fronte di una preventiva documentazione completa rispetto agli adempimenti imposti dal bando e dalla lettera invito, consenta di addivenire ad esclusioni per anomalia non giustificata senza sentire l’impresa interessata e senza consentirle di depositare eventuali documenti integrativi (originariamente non necessari e comunque utili a chiarire i contenuti della documentazione obbligatoria regolarmente prodotta con l’offerta).
TAR Piemonte, Sezione II - Sentenza 30/04/2005 n. 1332
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L’art. 21, comma 1bis, della legge 11 febbraio 1994 n. 109, modificato dalla legge 18 novembre 1998 n. 415 (“Relativamente ai soli appalti di lavori pubblici di importo inferiore alla soglia comunitaria l’Amministrazione interessata procede all’esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentino una percentuale di ribasso pari o superiore a quanto stabilito ai sensi del primo periodo del presente comma”), ha la funzione di consentire l’esclusione automatica delle offerte anomale negli appalti di inferiore alla soglia comunitaria (al contrario di quanto avviene negli appalti eccedenti la soglia medesima) ma non quella di imporne tassativamente l’esclusione automatica. Ciò si ricava, tra l’altro, dall’ultima parte della disposizione in esame, ove si precisa che l’esclusione automatica non è “esercitabile” nel caso che le offerte siano meno di cinque, a conferma che la norma ha inteso autorizzare la procedura più snella e non quella certo di imporne l’utilizzo, tanto che tale speciale “autorizzazione” viene espressamente limitata ai soli casi in cui le offerte valide siano almeno cinque.Tale impostazione non è smentita dalla sentenza 5 marzo 1998, n. 4, della Corte Costituzionale, poiché oggetto di quella pronuncia - peraltro intervenuta quando l’art. 21, comma 1bis, della legge n. 109/1994, ancora non esisteva - era il distinto problema della legittimità o meno dell’esclusione automatica nelle procedure di importo “sotto soglia”, per cui la Corte Costituzionale non ha affatto esaminato l’obbligatorietà o meno di tale più sbrigativo meccanismo procedimentale; e neppure assume rilievo, nel caso di specie, la sentenza del Consiglio di Stato, Sezione Sesta, 6 aprile 2004, n. 3188, in quanto anche il Consiglio di Stato si è limitato ad affermare la non obbligatorietà del meccanismo di verifica in contraddittorio dell’anomalia negli appalti sotto soglia comunitaria e non ha, invece, sancito l’esistenza di un divieto per la stazione appaltante di effettuare comunque la verifica stessa (cfr.: T.A.R. Piemonte, Sezione II, 14 luglio 2004, n. 2190).
TAR Lazio, Sezione II Roma - Sentenza 22/04/2005 n. 3085
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L’amministrazione, nell’apprezzamento delle offerte che appaiono anormalmente basse, deve valutare, in particolare, se, globalmente considerata, l’offerta stessa sia seria ed attendibile. Correttamente, pertanto, la stessa non tiene conto nella valutazione delle giustificazioni delle asserite condizioni eccezionalmente favorevoli di cui dispone il concorrente, consistenti - nella specie - nella contemporanea vigenza di contratti tra il concorrente medesimo e comuni limitrofi a quello appaltante. Non appare, infatti, né irrazionale né frutto di una incompiuta percezione degli elementi costituitivi dell’offerta il giudizio negativo espresso sulle giustificazioni che concernono elementi estrinseci all’offerta, tanto da impedire la imputabilità di un costo ad una prestazione e, conseguentemente, da poter far presumere l’instabilità della prestazione stessa.
TAR Sicilia, Sezione I Catania - Sentenza 21/04/2005 n. 697
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Ai sensi dell’art. 35 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., in caso di contratto di appalto di lavori pubblici è possibile il subentro nella posizione di contraente privato del cessionario di azienda ovvero del soggetto risultante da operazioni di trasformazione, fusione, e scissione, con il consenso della stazione appaltante. Regolando la norma in commento solo l’ipotesi di cessioni di azienda, trasformazioni, fusioni, scissioni che si verificano durante l’esecuzione del contratto di appalto, si pone la questione se la stessa, ovvero il principio che da essa si desume, sia estensibile al caso in cui tali vicende dell’impresa si verifichino mentre è in corso di svolgimento una gara di appalto e, quindi, se sia cedibile al cessionario di azienda, ovvero al soggetto che risulta da operazioni di trasformazione, fusione, scissione, anche la posizione di partecipante ad una gara di appalto pubblico.La giurisprudenza amministrativa ha, dapprima, espresso un orientamento negativo al riguardo (C. Stato, sez. V, 13 maggio 1995, n. 761; C. Stato, sez. V, 10 febbraio 2000, n. 754); successivamente ha assunto una posizione possibilista, dovendosi valutare caso per caso se la posizione di partecipante alla gara sia o meno cedibile, in considerazione delle circostanze concrete e della rilevanza o meno di specifiche qualità soggettive dell’originario partecipante (C. Stato, sez. V, 26 settembre 2002, n. 4940). Si ritiene, in particolare, che l’Amministrazione, in assenza di specifici motivi contrari (nella specie non indicati), non possa esimersi di dare luogo ad apposito sub-procedimento, inteso a valutare la posizione del soggetto che aspira a subentrare nella posizione dell’operatore, che ha originariamente partecipato alla gara. Ciò anche nel caso in cui (come nella specie) il subentro avvenga nella fase anteriore alla aggiudicazione definitiva, a conclusione della fase di verifica dell’anomalia delle offerte.
TAR Puglia, Sezione I Bari - Sentenza 09/03/2005 n. 994
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Deve ritenersi che le giustificazioni fornite in sede di contraddittorio non possano costituire rettifica integrale di quelle analitiche fornite unitamente all’offerta, in tal senso dovendosi intendere il limite dello “stravolgimento” dell’offerta, pure indicato in giurisprudenza, come un quid di sostanzialmente nuovo e diverso (secondo un) giudizio (che) spetta insindacabilmente all’amministrazione appaltante (Cons. Stato, Sez. IV, 7 giugno 2004, n. 3554). Le suddette giustificazioni, inoltre, se riferite ai medesimi elementi di costo già indicati preventivamente non possono essere di segno completamente contrario rispetto alle precedenti, altrimenti si verserebbe in un caso di vera e propria modifica dell’offerta, che, naturalmente, non è possibile per una sola impresa e dopo lo scrutinio di tutte le offerte presentate (Cons. Stato, Sez. IV, 17 settembre 2004, n. 6183). In altri termini, tra le giustificazioni originarie e quelle successive in contraddittorio deve pur sempre intercorrere un rapporto di specificazione delle seconde rispetto alle prime, non potendo le analisi successive sostituirsi all’analisi preliminare mediante la prospettazione di elementi di analisi dei costi del tutto nuovi e diversi, che revocano in dubbio la congruità e serietà dell’offerta stessa nel suo complesso in funzione della conclamata carenza di una puntuale e attendibile analisi originaria dei costi.
TAR Sicilia, Sezione III Catania - Sentenza 07/03/2005 n. 392
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nella delicata fase di individuazione dell’offerta più bassa e di esclusione automatica delle offerte ricadenti oltre la soglia di anomalia ogni arrotondamento costituisce una deviazione dalle regole matematiche da applicare in via automatica. Ciò non esclude, tuttavia, che l’Amministrazione possa dettare un’apposita disciplina degli arrotondamenti, introducendola con le norme speciali della gara, così evitando qualsiasi situazione di incertezza sul punto.E’, pertanto, legittimo il bando tipo regionale con il quale è stata dettata una specifica disciplina degli arrotondamenti delle medie delle offerte, dovendosi riconoscere all’Amministrazione, a tutti i livelli, il potere di disciplinare la modalità di arrotondamento della media delle offerte, all’evidente fine di porre un limite al numero dei decimali derivanti dal calcolo della media stessa, che nel caso di numeri periodici tende addirittura all’infinito.
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 21/02/2005 n. 536
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Dopo la sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee del 27 novembre 2001, n. 285 il meccanismo del 75% è stato comunque ritenuto compatibile con la normativa comunitaria, purché inserito nel più generale contesto che prevede anche una verifica successiva dell’anomalia verificata.
TAR Emilia Romagna, Sezione II Bologna - Sentenza 17/02/2005 n. 286
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Il ricorso a “consulenti esterni” (anche privati) ai fini di verifica dell’anomalia è legittimo - oltre che consentito in linea di principio - laddove risulta non espressamente escluso da contrarie disposizioni della lex specialis.Il metro di valutazione adottato dall’Amministrazione nell’esame delle giustificazioni delle offerte anomale costituisce il principale e pressoché esclusivo profilo di legittimità del procedimento di verifica suscettibile di sindacato giurisdizionale, atteso che il giudice amministrativo non può addentrarsi nel merito dei giudizi espressi dall’Amministrazione circa le giustificazioni fornite dai singoli partecipanti. Ne consegue il riconoscimento al giudice amministrativo di un c.d. “sindacato debole” sulla discrezionalità tecnica esercitata in materia, limitato alla verifica della ragionevolezza e coerenza della decisione amministrativa, ma esteso comunque alla verifica dei presupposti di fatto.Si appalesa corretto il modus operandi della stazione appaltante che si fonda: - su di un’ampia ed estesa applicazione della regola del contraddittorio ; - su di una analitica disaggregazione dell’esito finale della valutazione effettuata, dopo le giustificazioni, in relazione ad ogni singola voce inizialmente sospettata di anomalia e su di un’altrettanto analitica disaggregazione, della differenza, per ogni singola voce, tra l’importo offerto e quello ritenuto congruo.
TAR Emilia Romagna, Sezione II Bologna - Sentenza 17/02/2005 n. 286
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
E’ legittimo il ricorso a “consulenti esterni” (anche privati) ai fini della verifica dell’anomalia - oltre che consentito in linea di principio - laddove risulta non espressamente escluso (come nel caso di specie) da contrarie disposizioni della lex specialis.Il metro di valutazione adottato dall’Amministrazione nell’esame delle giustificazioni delle offerte anomale costituisce il principale e pressoché esclusivo profilo di legittimità del procedimento di verifica suscettibile di sindacato giurisdizionale, atteso che il giudice amministrativo non può addentrarsi nel merito dei giudizi espressi dall’Amministrazione circa le giustificazioni fornite dai singoli partecipanti. Ne consegue: il riconoscimento al giudice amministrativo di un c.d. “sindacato debole” sulla discrezionalità tecnica esercitata in materia, limitato alla verifica della ragionevolezza e coerenza della decisione amministrativa, ma esteso comunque alla verifica dei presupposti di fatto; la declaratoria di inammissibilità delle censure volte - in relazione a determinate voci di prezzo - a contestare il merito dell’apprezzamento tecnico, nel tentativo di sovrapporre la propria valutazione tecnica a quella compiuta dalla Stazione appaltante.Si appalesa corretto il modus operandi della stazione appaltante che si regge: su di una ampia ed estesa applicazione della regola del contraddittorio; su di una analitica disaggregazione dell’esito finale della valutazione effettuata, dopo le giustificazioni, in relazione ad ogni singola voce inizialmente sospettata di anomalia e su di un’altrettanto analitica disaggregazione, della differenza, per ogni singola voce, tra l’importo offerto e quello ritenuto congruo.
TAR Calabria, Sezione Reggio Calabria - Sentenza 09/02/2005 n. 89
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Il giudizio sull’anomalia dell’offerta nelle gare di appalto di opere pubbliche costituisce una tipica valutazione tecnico-discrezionale dell’Amministrazione ed è sindacabile solo ove presenti palesi errori di fatto, aspetti di manifesta irrazionalità ovvero evidenti contraddizioni logiche. Pertanto, fermo restando che le determinazioni finali dell’Amministrazione devono basarsi su un’adeguata istruttoria e su una congrua motivazione (affinché in sede giurisdizionale possa verificarsi se esse risultano affette da eccesso di potere), l’Amministrazione deve, a tal fine, prendere specificamente in considerazione le giustificazioni rese dall’impresa, la cui offerta sia assoggettata alla verifica di anomalia, e deve chiaramente esporre le ragioni per cui le abbia poi considerate insoddisfacenti, convincendosi così che l’offerta (apparentemente) migliore o più conveniente non sia poi in realtà tale, in quanto effettivamente anomala e non in grado di dare adeguato affidamento circa il corretto adempimento del contratto da stipulare.L’art. 21 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. non impone che la valutazione delle offerte sia affidata obbligatoriamente ad apposito organo collegiale (commissione giudicatrice) deputato espressamente alla valutazione delle offerte, come invece prescrive l’art. 21, comma 4, della medesima legge per l’aggiudicazione degli appalti mediante appalto-concorso nonché per l’affidamento di concessioni mediante licitazione privata, ma più genericamente prevede che il responsabile del procedimento, nell’esercizio del compito affidatogli dalla norma (“...esamina le giustificazioni presentate dai concorrenti, ai sensi dell’art. 21, comma 1bis della legge, e valuta la congruità delle offerte...”) possa avvalersi di “...organismi tecnici della stazione appaltante...” dei quali la stessa norma non definisce né la natura né la composizione. L’Amministrazione - e per essa il responsabile del procedimento - può, dunque, avvalersi o di propri organi tecnici, se già istituzionalmente previsti, ovvero può procedere all’istituzione di apposito organismo tecnico.Deve ritenersi ormai consolidato l’avviso secondo cui, alla stregua della richiamata normativa nazionale e comunitaria, il giudizio di verifica di un’offerta sospetta di anomalia ha natura globale e deve risultare da un’analisi di carattere tecnico sia delle singole componenti in cui l’offerta si articola sia della relativa incidenza di dette componenti sulla medesima offerta, ma considerata nel suo insieme, al fine di valutare se l’anomalia riscontrata con riguardo alla singola voce o componente si traduca o meno nell’inattendibilità dell’offerta nel suo complesso (cfr. Cons. Stato, VI, 10.2.2000, n. 707; 19.5.2000, n. 2908; 11.12.2001, n. 6217 e 14.1.2002, n. 157; T.A.R. Lazio, Roma, III, 20.2.2003, n. 1357). Giova, dunque, ribadire che il giudizio di anomalia non deve mirare unicamente a ricercare inesattezze in ogni singolo elemento, bensì a valutare se l’offerta nel suo complesso sia seria ed attendibile e trovi rispondenza sia nella realtà di mercato sia in quella aziendale. Tutto ciò, ovviamente, in un quadro che garantisca la ricerca di un equilibrio tra la convenienza dell’Amministrazione ad affidare l’appalto al prezzo più basso e l’esigenza di evitarne l’esecuzione, qualora il ribasso si attesti al di là del ragionevole limite dettato dalle leggi di mercato (T.A.R. Lazio, III, 20.2.2003, n. 1537; 2.12.2002, n. 11032).
TAR Lazio, Sezione IIIter Roma - Sentenza 19/01/2005 n. 389
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
E’ noto che l’art. 21, comma 1bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., pur prevedendo che le offerte devono essere corredate, fin dalla loro presentazione, da giustificazioni relativamente alle voci di prezzo più significative che concorrono a formare un importo non inferiore al 75 per cento di quello posto a base di gara, precisa che “ove l’esame delle giustificazioni richieste e prodotte non sia sufficiente ad escludere l’incongruità dell’offerta, il concorrente è chiamato ad integrare i documenti giustificativi ed all’esclusione potrà provvedersi solo all’esito dell’ulteriore verifica, in contraddittorio”. La norma citata stabilisce quindi la necessità di un contraddittorio pieno e successivo.La sentenza della Corte C.E. 27/11/2001 (nei procedimenti riuniti C-285/99 e C-286/99), nel valutare la compatibilità del diritto interno con l’art. 30.4 della direttiva n. 93/37, pur esprimendo il principio della necessarietà di una verifica in contraddittorio delle offerte considerate anormalmente basse dall’Amministrazione aggiudicatrice, ha comunque aggiunto che la norma comunitaria non si oppone ad un obbligo di giustificazione preliminare delle offerte. In tale contesto normativo sembra effettivamente porsi al limite della compatibilità sistemica la presentazione di chiarimenti nuovi ed ulteriori in aggiunta alle giustificazioni preventive; tuttavia non appare consentito al G.A., in siffatta valutazione delle giustificazioni, che attiene anche a considerazioni tecnico-discrezionali, connesse all’interpretazione delle giustificazioni, sostituirsi alla Stazione appaltante. Non è rinvenibile, nel sistema legale, un procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta strutturato, o, meglio, compartimentalizzato, quanto piuttosto un’istruttoria scandita dalle variabili giuridico-formali proprie di ogni offerta. La norma, sia comunitaria sia di diritto interno, si limita invero a prevedere l’applicazione di una procedura di verifica in contraddittorio delle offerte considerate anormalmente basse dall’Amministrazione aggiudicatrice, imponendo a quest’ultima l’obbligo, dopo avere preso conoscenza di tutte le offerte e prima di aggiudicare l’appalto, di chiedere per iscritto precisazioni sugli elementi dell’offerta sospettata di anomalia che abbiano dato luogo a dubbi, e di valutare successivamente questa offerta in relazione alle giustificazioni fornite dall’offerente interessato in risposta a tale richiesta.E’ noto come, secondo il prevalente indirizzo giurisprudenziale, il sindacato sull’esercizio di apprezzamenti discrezionali da parte della Commissione di gara in merito alla considerazione delle offerte anomale è limitato alla correttezza, ovvero, con riguardo alla motivazione delle determinazioni, ai criteri logici applicati per seguire le valutazioni occorrenti ed ai fatti considerati, relativamente all’eventuale travisamento (Cons. Stato, Sez. V, 17/4/2002, n. 2018). In altri termini, il metro di valutazione adottato dall’Amministrazione nell’esame delle giustificazioni delle offerte anomale costituisce il principale e pressoché esclusivo profilo di legittimità del procedimento di verifica suscettibile di sindacato giurisdizionale, atteso che il giudice amministrativo non può addentrarsi nel merito dei giudizi espressi dall’Amministrazione circa le giustificazioni fornite dai singoli partecipanti (Cons. Stato, Sez. V, 30/9/2002, n. 5061). Seguendo tale criterio, deve ammettersi un “sindacato debole” sulla discrezionalità tecnica, limitato alla verifica della ragionevolezza e coerenza della decisione amministrativa, esteso comunque alla verifica dei presupposti di fatto.
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 12/01/2005 n. 43
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nelle gare aventi ad oggetto l’affidamento di incarichi di progettazione di lavori pubblici, l’art. 64, comma 6, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. stabilisce modalità di attuazione della procedura di verifica della congruità con riferimento all’offerta economicamente più vantaggiosa diverse da quelle previste nell’art. 25 del D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 157 cui, in via generale, fa rinvio l’art. 17, comma 10, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., ai fini dell’espletamento di dette gare. Tali modalità differiscono nella individuazione delle offerte che devono essere assoggettate a verifica. Dette offerte, nella prima norma, sono quelle in cui “i punti relativi al prezzo e la somma dei punti relativi agli altri elementi di valutazione sono pari o superiori ai quattro quinti dei corrispondenti punti massimi previsti dal bando di gara”, mentre, nella seconda norma, sono quelle “che presentano una percentuale di ribasso che superi di un quinto la media aritmetica dei ribassi delle offerte ammesse, calcolata senza tener conto delle offerte in aumento”. Le due norme, pur concernendo entrambe le modalità di svolgimento delle gare per l’affidamento di incarichi di progettazione di lavori pubblici, hanno un ambito di applicazione diverso. La prima, disposizione, infatti, inserita nel Capo IV del Titolo TITOLO IV (“Affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria”) del citato D.P.R. n. 554/99 e s.m., riguarda le sole gare relative all’“Affidamento dei servizi di importo inferiore al controvalore in Euro di 200.000 DSP” - e cioè le gare di valore inferiore alla c.d. “soglia” comunitaria, - per le quali è l’unica procedura di verifica delle offerte anomale possibile e legittima. La seconda disposizione, invece, in virtù del rinvio che il citato art. 17 contiene alle disposizioni del D.Lgs. n. 157/95 (che, com’è noto, reca disposizioni di “Attuazione della direttiva 92/50/CEE in materia di appalti pubblici di servizi”), concerne, con tutta evidenza, le sole procedure per l’aggiudicazione degli appalti di siffatti servizi “il cui valore di stima, al netto dell’IVA, al momento della pubblicazione del bando, è uguale o superiore al controvalore in euro di 200.000 diritti speciali di prelievo” (art. 1, comma 1, del citato D.Lgs. n. 157/95). Le due norme differiscono tra loro anche quanto all’ambito di discrezionalità, che lasciano alle amministrazioni aggiudicatrici nell’applicazione della rispettiva disciplina di verifica delle offerte anormalmente basse. La prima disposizione, nello stabilire che “le stazioni appaltanti possono prevedere nel bando la procedura di verifica della congruità dell’offerta economicamente più vantaggiosa”, com’è evidente dal tenore letterale della norma, lascia alle stesse la decisione se attuare o meno, nella specifica gara, la suddetta procedura (che, in caso positivo, si attuerà secondo le successive prescrizioni), così che, in caso di mancato esercizio della “facoltà”, a dette gare non si applicherà, poi, alcuna procedura di tal fatta (del resto, versandosi fuori dell’ambito comunitario, non è configurabile alcun contrasto tra la stessa ed i principi o le disposizioni delle direttive comunitarie in materia di appalti ). La seconda disposizione, invece, rende, per così dire, “automatica” e dovuta detta procedura di verifica, che deve ritenersi applicabile anche in assenza di espresso richiamo nelle disposizioni di gara.Erroneamente l’amministrazione, per una gara di servizi di progettazione di importo superiore alle soglie comunitarie, fa applicazione della previsione dell’art. 64, D.P.R. n. 554/1999 e s.m., atteso che, trattandosi di gara di rilievo comunitario, l’unica disciplina applicabile è quella di cui all’art. 25 del D.Lgs. n. 157/95. Tale errata interpretazione del quadro normativo di riferimento non autorizza peraltro l’amministrazione a disapplicare la pur erronea ed illegittima, ma esplicita, previsione della lex specialis. Alla stregua dei principi generali, secondo cui l’Amministrazione appaltante è vincolata, nello svolgimento delle procedure di gara (e dunque anche della particolare procedura di valutazione delle offerte anomale), dalle disposizioni che provengano da una fonte normativa e dalle prescrizioni (non vaghe, né generiche) contenute nel bando di gara formato per l’aggiudicazione del relativo contratto (sì che alle stesse deve essere data puntuale esecuzione nel corso della procedura, senza che in capo all’organo amministrativo residui alcun margine di discrezionalità in ordine al rispetto della disciplina del procedimento) e in considerazione che, nel caso (che ricorre appunto nella fattispecie) che con la lex specialis l’Amministrazione si sia pur illegittimamente autovincolata mediante esplicito rinvio ad una fonte normativa, il bando stesso (in quanto, appunto, legge della gara) non è suscettibile di disapplicazione né da parte dell’Amministrazione né da parte del Giudice (dovendo esso essere invece eliminato previamente dal mondo giuridico in sede di autotutela od in sede giurisdizionale previa impugnazione, con ricorso incidentale radicato nel giudizio proposto da chi invece l’applicazione della regola del bando invochi), deve conclusivamente ritenersi che l’offerta, incontestatamente collocantesi fuori dall’area di verifica come individuata dal citato art. 64 richiamato dal bando, alla stessa non dovesse essere assoggettata.
TAR Sicilia, Sezione II Palermo - Sentenza 13/12/2004 n. 2716
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Le norme di legge in materia di gare di appalti pubblici non considerano con disfavore le offerte che abbiano un identico ribasso, ma che non si appalesino anomale. In proposito, è stato affermato dalla giurisprudenza che non è ravvisabile alcuna possibilità di effetti distorsivi nel caso in cui le imprese partecipanti alla gara presentino identica offerta e l’aggiudicazione sia fatta a mezzo di sorteggio (T.A.R. Lazio, Sez. II, 21 marzo 1997 n. 521).Conclusivamente, l’identità delle offerte ha rilevanza soltanto ove poste a cavallo della soglia del 10% delle imprese da escludere dalla gara in quanto da considerare anomale. Il seggio di gara, pertanto, non deve ricondurre ad un’unica entità le offerte identiche ai fini del calcolo della media, dopo il c.d. taglio delle ali.
TAR Lazio, Sezione III Roma - Sentenza 06/12/2004 n. 15020
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Non può ritenersi errata una determinazione di esclusione dalla gara che sia fondata anche soltanto sulla rilevata anomalia di una singola voce di offerta se l’entità di tale voce, nell’economia complessiva dell’offerta, è tale da far ritenere inaffidabile l’impresa ai fini della realizzazione dei lavori da appaltarsi. Né può ritenersi viziata una determinazione di incongruità che, in relazione anche a singola voce di offerta, abbia a proprio fondamento la rilevata violazione di principi fondamentali del procedimento di gara.E’ da sola sufficiente a sorreggere legittimamente il provvedimento di esclusione la circostanza che le imprese verificate abbiano utilizzato la fase del contraddittorio non per correggere meri errori materiali commessi in sede di predisposizione dell’offerta, bensì per innovare l’offerta stessa in parte qua, così violando il principio di immutabilità di questa in corso di gara che, come è noto, è posto a garanzia della parità di trattamento da assicurarsi obbligatoriamente a tutti i concorrenti.
TAR Piemonte, Sezione II - Sentenza 11/10/2004 n. 2217
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Da tempo la giurisprudenza ha precisato che le valutazioni dell’Amministrazione in sede di scrutinio dell’anomalia delle offerte presentate in una gara di appalto di lavori pubblici costituiscono espressione di un potere di natura tecnico-discrezionale, di per sé insindacabile in sede giurisdizionale, salva l’ipotesi in cui esse siano manifestamente illogiche o fondate su insufficiente motivazione o su errori di fatto.Legittimamente, pertanto, nell’ambito del suo potere discrezionale l’Amministrazione valuta che, considerato il generale superamento della soglia di anomalia da parte di tutte le ditte partecipanti, l’offerta della aggiudicataria provvisoria risulta non palesemente difforme in raffronto alle altre offerte anomale e, quindi, sufficientemente giustificata. Tale conclusione non appare illogica, contraddittoria o errata in fatto per cui ne consegue la legittimità della disposta aggiudicazione.
TAR Piemonte, Sezione II - Sentenza 11/10/2004 n. 2190
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Il comma 1bis dell’art. 21 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. afferma che nei casi di aggiudicazione di lavori di importo pari o superiore al controvalore in euro di 5.000.000 di DSP con il criterio del prezzo più basso di cui al comma 1, l’amministrazione interessata deve valutare l’anomalia delle offerte. Il vocabolo “deve” bene esprime la cogenza e l’inderogabilità della disposizione per gli appalti sopra soglia. Per gli appalti sotto soglia lo stesso comma 1bis afferma che: “relativamente ai soli appalti pubblici di importo inferiore alla soglia comunitaria, l’amministrazione interessata procede all’esclusione automatica”. Non può ritenersi che l’art. 21, quando dispone che per gli appalti sottosoglia si procede all’esclusione automatica, intenda vietare assolutamente il diverso criterio della verifica dell’anomalia, che sfuggirebbe, quindi, alla discrezionalità dell’Amministrazione. La norma dispone che l’amministrazione interessata procede, e non deve procedere, all’esclusione automatica, con ciò già indicando che l’Amministrazione non ha il dovere di esclusione automatica, potendo, così, nella sua discrezionalità, individuare una diversa modalità di tutela nei confronti delle offerte anomale (come può essere, appunto, la verifica dell’anomalia). In sostanza, l’esegesi testuale della norma mette in luce la differenza tra la prima e la seconda parte del citato art. 21 comma 1bis della legge quadro. Mentre, infatti, nella prima parte della norma l’obbligo positivo per la stazione appaltante è stato espressamente indicato attraverso l’uso del verbo “deve”, lo stesso termine non compare a proposito dell’ultima parte in esame, ove il legislatore, non avendo reiterato tale espressione modale, mostra l’intento di rimettere alle committenti l’osservanza di detta prescrizione.Le due pronunce della Corte Costituzionale n. 40 del 1998 e n. 74 del 1999 hanno ritenuto che l’esclusione automatica delle offerte, in quanto posta come norma semplificatrice delle attività delle stazioni appaltanti, non costituisce un principio fondamentale ed inderogabile. L’esigenza di assicurare la serietà dell’offerta, presentata nelle procedure di aggiudicazione di appalti di opere pubbliche d’importo inferiore alla soglia comunitaria, può essere soddisfatta, secondo la Corte costituzionale, anche con modalità diverse dalla valutazione dell’offerta anomala. In particolare tale valutazione, in procedure sotto soglia, è particolarmente onerosa rispetto al beneficio che deriverebbe dal minor prezzo eventualmente ottenibile e rende meno tempestiva l’aggiudicazione dei lavori. Nondimeno, non è stato posto alcun risalto sul valore inderogabile della disposizione contestata. L’esclusione delle offerte anomale per gli appalti sottosoglia è costituzionale, ma non è assolutamente stato detto dalla Corte costituzionale che l’eventuale introduzione del criterio della verifica si ponga in contrasto con i principi costituzionali. Anzi, dal tenore delle pronunce pare traspaia soltanto che tale esclusione automatica è opportuna per ragioni di interesse pubblico, ma tali ragioni possono ritenersi recessive quando venga in rilievo un interesse pubblico diverso e superiore. La sentenza del Consiglio di Stato n. 3188 del 2004 stabilisce soltanto il principio, pacifico, che l’esclusione delle offerte anomale per gli appalti sottosoglia è costituzionale, mentre per quelli sopra soglia occorre la previa verifica in ragione dei superiori principi comunitari che governano la materia. Ma nessuna di dette decisioni si spinge ad affermare, neppure implicitamente, che l’eventuale introduzione, da parte della Stazione appaltante, del criterio della verifica anche per gli appalti sottosoglia si ponga in contrasto con principi costituzionali o confligga con principi inderogabili.La verifica dell’anomalia dell’offerta non è vincolata a formalità di stretto rigore, dovendosi ritenere comunque prevalente l’interesse della stazione appaltante all’accertamento della reale possibilità dell’impresa di onorare il contratto.
TAR Toscana, Sezione II - Sentenza 08/10/2004 n. 4358
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Ai sensi dell’art. 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. la determinazione della nuova soglia di anomalia dell’offerta e la conseguente eventuale nuova aggiudicazione dei lavori in appalto effettuata dalla Stazione appaltante deve avvenire soltanto nell’ipotesi in cui sia disposta l’esclusione dell’impresa aggiudicataria e della seconda classificata, che non forniscano la prova dei requisiti richiesti per partecipare alla gara ovvero non confermino le loro dichiarazioni effettuate in sede di invito alla stessa. Pertanto, ove a gara conclusa la Commissione verifichi l’irregolarità della posizione di una impresa non sorteggiata né aggiudicataria, ma già esclusa per la diversa ragione dell’anomalia della sua offerta, illegittimamente la stazione appaltante procede a determinare una nuova soglia di anomalia e quindi, in conseguenza di ciò, alla individuazione di una aggiudicataria della gara diversa da quella originariamente individuata. In tal caso, infatti, l’aggiudicazione disposta al termine della gara in favore dell’impresa risultata vincitrice è avvenuta già previa esclusione automatica di tutte le offerte risultate anomale, non sussistendo quindi ragioni per rinnovare il relativo procedimento, coinvolgendo le imprese diverse da quelle indicate dalla legge.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 27/09/2004 n. 6320
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
E’ illegittima l’aggiudicazione di un appalto di lavori pubblici, con il criterio del massimo ribasso sull’importo a base d’asta, ad un concorrente che giustifichi il ribasso offerto dichiarando di volersi avvalere in subappalto di imprese con personale inquadrato in un contratto diverso da quello di settore.A norma dell’art. 18, comma 7, della legge 19 marzo 1990 n. 55, recante nuove disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e di altre gravi forme di manifestazione di pericolosità sociale, “l’appaltatore di opere pubbliche è tenuto ad osservare integralmente il trattamento economico e normativo stabilito dai contratti collettivi nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si svolgono i lavori; è, altresì, responsabile in solido dell’osservanza delle norme anzidette da parte dei subappaltatori nei confronti dei loro dipendenti per le prestazioni rese nell’ambito del subappalto”. Si tratta di norma di carattere imperativo, il cui contenuto non appare derogabile in relazione alla finalità generale di interesse pubblico perseguita, di assicurare l’uniforme trattamento delle maestranze impiegate dall’appaltatore nell’esecuzione dei lavori oggetto del contratto rispetto a quelle che normalmente operano nella zona per lo stesso tipo di lavorazione. Ad essa, peraltro, anche se ne è evidente l’attinenza alla fase di esecuzione del contratto, deve riconoscersi rilevanza come elemento essenziale ai fini del corretto svolgimento della procedura di gara, quando vi faccia espresso richiamo la disciplina speciale di questa risultante dal bando. È di immediata percezione che il rispetto della clausola relativa assume importanza decisiva sotto il profilo della parità di trattamento fra i concorrenti ed ai fini dell’affidamento dell’appalto a soggetti presuntivamente idonei alla sua corretta esecuzione, anche con riguardo alle opere scorporabili e, come tale, è suscettibile di rivelarsi ed incidere anche nel diverso momento della verifica dell’anomalia delle offerte.La valutazione della congruità dell’offerta non può prescindere dall’analisi della previsione di spesa assunta a base, anche per il caso di ricorso al subappalto. Questa forma di esecuzione del contratto, infatti, non può essere addotta a giustificazione dell’anomalia, dato che, risolvendosi ciò nel sottrarre al giudizio di anomalia una parte eventualmente anche considerevole dell’offerta, essa costituirebbe un facile modo di eludere tutta la normativa che vuole assicurare, attraverso questo tipo di controllo, l’accertamento dell’affidabilità della proposta contrattuale e, in sostanza, della reale possibilità dell’impresa concorrente di eseguire correttamente l’appalto alle condizioni economiche proposte. Per di più, in aperta violazione del principio di parità di condizioni tra i concorrenti.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 27/09/2004 n. 6295
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In materia di controllo delle offerte anomale, è stato ritenuto (sulla scorta dell’insegnamento giurisprudenziale secondo cui il giudice amministrativo può sindacare la c.d. discrezionalità tecnica dell’amministrazione, oltre che per i profili estrinseci, anche verificando l’attendibilità delle operazioni tecniche sotto il profilo della loro correttezza quanto a criterio tecnico ed a procedimento applicativo) che la discrezionalità tecnica esercitata dalla P.A. in tema di verifica dell’anomalia è sindacabile in sede giurisdizionale, poiché l’opinabilità è diversa dall’opportunità, ma senza che il giudice possa sostituire il proprio apprezzamento (o quello del consulente tecnico) all’apprezzamento opinabile dell’amministrazione. Il controllo dell’iter logico seguito dal provvedimento, infatti, si può spingere fino a controllare l’attendibilità delle valutazioni tecniche effettuate dall’amministrazione, non certo a sostituirsi all’apprezzamento dell’amministrazione e, conseguentemente, ad ignorare che, nel campo dell’applicazione delle norme tecniche, occorre permanentemente distinguere - con rigore - fra legittimità e merito, nonché fra regole tecniche indefettibili e giudizi tecnici opinabili (cfr. Sez. IV, 9 aprile 1999, n. 601; Sez. VI, 6 agosto 2002, n. 4094).
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 17/09/2004 n. 6183
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Se è vero che, successivamente alla individuazione di anomalia dell’offerta, è necessaria la produzione di ulteriori giustificazioni rispetto a quelle indicate preventivamente in sede di offerta, (relativamente al 75% delle categorie di lavoro), correlate peraltro alle specifiche richieste e alle particolari contestazioni dell’ente procedente, è pur vero che tali giustificazioni, quando riferite ai medesimi elementi di costo già indicati preventivamente, non possono essere di segno completamente contrario rispetto alle precedenti, altrimenti si verserebbe in un caso di vera e propria modifica dell’offerta, che, naturalmente, non è possibile per una sola impresa e dopo lo scrutinio di tutte le offerte presentate.La valutazione complessiva dell’offerta è collegata con i singoli parametri previsti per l’aggiudicazione, ma non tocca e non può essere riferita all’anomalia, nel senso che, quando questa è individuata, l’offerta presentata è (per effetto della formula matematica) automaticamente nell’ambito dell’anomalia, per cui o si riesce a dimostrare che non lo è in tutte le voci contestate oppure, anche se ciò non riesce per un elemento minimale, questa resta anomala.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 30/08/2004 n. 5656
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Le offerte di un appalto di lavori che si colloca al di sopra della soglia comunitaria, vengono solo fittiziamente escluse, attraverso il c.d. taglio delle ali, nella prima fase del calcolo della soglia di anomalia (e cioè, quella ordinata al computo della media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse), restando peraltro irrilevanti anche ai fini della successiva fase del calcolo, tesa a determinare lo scarto medio dei ribassi percentuali che superano la detta media. Applicando la versione vigente dell’art. 21, comma 1bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., risulta chiaro, infatti, che negli appalti sopra-soglia, individuate le offerte anomale secondo la procedura delineata nel primo periodo del predetto comma (e quindi in virtù dell’esclusione fittizia delle così dette ali estreme ai fini del computo aritmetico della media), tutte le offerte anomale vanno obbligatoriamente sottoposte a verifica, comprese quelle che si collocano nelle così dette ali superiori, essendo riservata, come chiarito dall’ultimo periodo del comma citato, l’esclusione automatica delle offerte (almeno cinque) sospette di anomalia ai soli appalti di lavori pubblici di importo inferiore alla soglia comunitaria.
TAR Campania, Sezione I Napoli - Sentenza 30/07/2004 n. 10895
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La presunzione juris tantum di anomalia dell’offerta prevista dall’art. 21, comma 1bis, della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. implica che, sia nel corso del procedimento amministrativo di verifica dell’anomalia, sia nella sede processuale di tutela giurisdizionale, gravi sull’impresa offerente l’onere di fornire la prova della congruità della propria offerta. Ciò, beninteso, senza escludersi, con particolare riferimento all’istituto della consulenza tecnica di ufficio, la permanenza dei poteri istruttori del Tribunale in presenza di elementi forniti dalla parte che abbiano a potersi definire un “inizio di prova” suscettibile in quanto tale di integrazione ad opera del giudice.
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 06/07/2004 n. 5013
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La Corte di Giustizia delle Comunità Europee, con la sentenza 27 novembre 2001 (sez. VI), in cause riunite C-285/99 e C-286/99, ha avuto modo di precisare, con riferimento all’interpretazione e alla corretta applicazione della norma di cui all’art. 30, n. 4, della direttiva 93/37/CEE del 14 giugno 1993, che essa “presuppone necessariamente l’applicazione di una procedura di verifica in contraddittorio delle offerte che sono state considerate anormalmente basse dall’amministrazione aggiudicatrice, imponendo a quest’ultima l’obbligo, dopo aver preso conoscenza di tutte le offerte e prima di decidere di aggiudicare l’appalto, di chiedere innanzitutto per iscritto precisazioni sugli elementi dell’offerta sospettata di anomalia che abbiano correttamente dato luogo a dubbi da parte sua e di valutare successivamente quest’offerta in relazione alle giustificazioni fornite dall’offerente interessato in risposta a tale richiesta” (par. 51). Infatti, ad avviso della Corte, “è essenziale che ogni offerente sospettato di aver presentato un’offerta anormalmente bassa disponga della facoltà di far valere utilmente il suo punto di vista al riguardo, conferendogli la possibilità di presentare ogni giustificazione sui vari elementi della sua offerta in un momento, che si colloca necessariamente dopo l’apertura di tutte le buste, in cui egli ha conoscenza non solo della soglia di anomalia applicabile all’appalto di cui trattasi nonché del fatto che la sua offerta è apparsa anormalmente bassa, ma anche dei punti precisi che hanno suscitato perplessità da parte dell’amministrazione aggiudicatrice”. Ne consegue: a) l’inammissibilità della esclusione c.d. automatica dalla gara di un’offerta che risulti superiore alla soglia di anomalia; b) la necessità che la ditta che abbia presentato un’offerta sospettata di anomalia abbia la possibilità di fornire gli opportuni chiarimenti e gli eventuali elementi giustificativi dell’offerta, solo all’esito della cui verifica e valutazione l’amministrazione aggiudicatrice potrà aggiudicare l’appalto; c) il procedimento in contraddittorio sull’offerta sospettata di anomalia si configura come un subprocedimento all’interno del procedimento di scelta del contraente, collocato dopo la fase dell’apertura delle buste e prima dell’aggiudicazione dell’appalto, e si articola in tre distinti momenti, della richiesta delle giustificazioni dell’offerte da parte dell’amministrazione aggiudicatrice (primo momento); della presentazione dei chiarimenti, precisazioni e degli eventuali elementi giustificativi dell’offerta da parte della ditta la cui offerta è stata sospettata di anomalia (secondo momento); verifica e valutazione delle giustificazioni e dei chiarimenti da parte dell’amministrazione aggiudicatrice (terzo momento). L’art. 7 della legge n. 166 del 2002 si è limitato ad adeguare la legislazione nazionale ai principi espressi dalla ricordata sentenza del 27 novembre 2001 della Corte di Giustizia delle Comunità Europee, imponendo espressamente che l’esclusione dalla gara di una offerta sospettata di anomalia può avvenire soltanto all’esito di una procedura di verifica dell’offerta stessa, da effettuare in contraddittorio, ai sensi dell’art. 30, n. 4, della direttiva CEE 93/37/CEE del 14 giugno 1993, senza tuttavia prevedere in alcun modo che il procedimento in contraddittorio presupponga anche l’audizione della ditta la cui offerta è stata sospettata di anomalia. Le valutazioni operate dall’amministrazione in sede di valutazione dell’anomalia delle offerte costituiscono espressione di un potere di natura tecnico - discrezionale, di per sé insindacabile in sede giurisdizionale, salva l’ipotesi in cui le valutazione siano manifestamente illogiche o fondate su insufficiente motivazione o errori di fatto.
TAR Basilicata - Sentenza 28/06/2004 n. 594
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In sede di verifica dell’anomalia delle offerte le valutazioni della commissione di gara costituiscono espressione di un potere di natura tecnico discrezionale i cui limiti di sindacato sono correlati alla manifesta illogicità, alla incongruità della motivazione, all’errore di fatto, a profili cioè che non vanno a scalfire la sfera di autonomia decisionale riservata in tale ambito alla potestà dell’Amministrazione. Una percentuale di introiti di pochissimo superiore al 2%, è comunque già di per sé così esigua da rendere l’offerta sostanzialmente non remunerativa.Il comma 5 dell’art. 21 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., contestualizzato all’interno dell’articolo di cui fa parte, si riferisce alle gare effettuate mediante appalto-concorso e licitazione privata per affidamento di concessioni di cui al comma 2, nelle quali, avendo la commissione discrezionalità valutativa dei progetti-offerta, ha senso vietare ai commissari altre funzioni di carattere tecnico o amministrativo relativamente ai lavori oggetto della procedura. Viceversa il divieto non può concernere gare di pubblico incanto da effettuarsi col criterio di aggiudicazione del massimo ribasso percentuale sull’importo a base d’asta nelle quali è assente una tale attività valutativa.Per le procedure di gara di competenza degli enti locali le disposizioni ordinamentali, che impongono ai dirigenti di presiedere le commissioni di gara assumendo le responsabilità delle relative procedure e che prevedono che la responsabilità della fase preparatoria del procedimento e quella della sua conclusione facciano capo allo stesso dirigente, prevalgono sulla norma di carattere generale della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m..
TAR Sicilia, Sezione I Palermo - Sentenza 22/06/2004 n. 1229
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
A fronte di una prescrizione tassativa del bando, volta ad un vaglio preliminare di affidabilità e serietà dell’offerta, (impossibile altrimenti da acclarare ove la medesima manchi delle indispensabili indicazioni volte a consentire tale preliminare giudizio da parte dell’amministrazione), costituisce dovere dell’amministrazione medesima, in primis, verificare se la offerente abbia rispettato pienamente tale onere di “allegazione” (né più e né meno di una ordinaria verifica in ordine alla sussistenza della documentazione certificativa eventualmente prescritta a pena di esclusione). Ed è questo un vaglio preliminare che non consente neppure, ove negativo, di apprezzare la eventuale anomalia dell’offerta medesima. L’offerta, infatti, ove sprovvista di tali indicazioni ed ove le medesime siano previste a pena di esclusione va esclusa, mentre una eventuale regolarizzazione colliderebbe con il principio della par condicio dei concorrenti.Detta clausola appare in se legittima, posto che in nulla interferisce con la verifica di anomalia (doppia, ex ante ed ex post, secondo l’insegnamento della Corte di Giustizia delle Comunità Europee) incombente successivo ed eventuale del seggio di gara che riguarda soltanto le ditte che avessero ottemperare alla precondizione di corredare ab intitio la propria offerta delle indicazioni e documentazioni atte a comprovarne la serietà intrinseca. Infatti, secondo una costante giurisprudenza, l’art. 30 n. 4 direttiva 93/37/Ce non si oppone ad una normativa e ad una prassi amministrativa in forza delle quali gli offerenti sono tenuti ad allegare alla loro offerta giustificazioni del prezzo relativamente ad almeno il 75% dell’importo posto a base d’asta, tale modalità costituendo un requisito che tutti gli offerenti indistintamente devono soddisfare e che sembra destinato a garantire una certa uniformità nella presentazione delle offerte, in modo da facilitare un primo esame da parte dell’amministrazione aggiudicatrice, consentendo di valutare “prima facie” la serietà dell’offerta.
TAR Campania, Sezione I Napoli - Sentenza 17/06/2004 n. 9571
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Le norme speciali sulla finanza di progetto non richiamano l’art. 21 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., ma la mancata applicazione al procedimento in esame di una verifica di anomalia nel significato specifico di cui al citato articolo non significa che alla stazione appaltante sia precluso l’accertamento della coerenza e della sostenibilità economica dell’offerta. In realtà la mancata previsione di un meccanismo procedurale di verifica dell’anomalia nel project financing si giustifica proprio in relazione al fatto che il controllo di coerenza e sostenibilità dell’offerta finale è contenuto in re ipsa nell’esame del piano economico finanziario, piano che integra l’offerta nella parte in cui ne costituisce la spiegazione. Il piano economico finanziario, infatti, esplicita e rende comprensibile il modo in cui l’offerente ritiene di poter conseguire i risultati migliorativi formalizzati nel rilancio finale nella fase negoziata. Esso costituisce dunque il documento che individua e chiarisce le ragioni giustificatrici dell’offerta e che perciò racchiude in sé tutti gli elementi per la valutazione e l’apprezzamento contenutistico dei ribassi offerti. Le correnti definizione della finanza di progetto pongono tutte l’accento sull’elemento centrale del finanziamento, che trova garanzia, per il finanziatore, non già nel profilo soggettivo di affidabilità dell’operatore economico che ne beneficia, bensì nella credibilità dei flussi di cassa attesi dalla gestione dell’infrastruttura, nel loro equilibrio rispetto ai costi di costruzione e gestione. Donde la ovvia e comunemente condivisa conclusione per cui la validità economico-finanziaria del progetto costituisce il presupposto stesso dell’intera operazione di project financing. Non è dunque ammissibile la sottrazione del piano economico finanziario - che questi equilibri spiega e giustifica - ad una seria valutazione di sostenibilità da parte della stazione committente. Valutazione di sostenibilità che non può identificarsi o risolversi nell’asseverazione bancaria che, come giustamente rimarcato dall’Autorità di vigilanza nell’atto di regolazione n. 14 del 5 luglio 2001, non sostituisce la valutazione amministrativa (come se fosse un atto amministrativo), ma ne costituisce un presupposto di partenza.In una procedura di project financing è legittimo il sistema seguito dalla commissione raffrontabile al metodo del “dialogo competitivo” introdotto dall’art. 29 della nuova direttiva quadro sulle procedure di aggiudicazione degli appalti 2004/18/CE del 31 marzo 2004 per il caso di “appalti particolarmente complessi”. La condivisione risponde alla duplice esigenza logica e razionale di salvaguardare i termini essenziali del progetto di costruzione e gestione - come definiti nella fase del promotore e migliorati in quella di licitazione privata per la selezione dei competitori - e di definire un terreno comune chiaro e certo sul quale misurare la negoziazione. Quel che conta, alla fine, come insegna il menzionato articolo 29 della direttiva quadro 2004/18 sopra richiamata, è che non vi siano discriminazioni e lesioni effettive alla par condicio tra i concorrenti. Durante il dialogo competitivo - chiarisce il predetto articolo 29 - le amministrazioni aggiudicatici garantiscono la parità di trattamento di tutti gli offerenti. In particolare esse non forniscono, in modo discriminatorio, informazioni che possano favorire alcuni offerenti rispetto ad altri.
TAR Emilia Romagna, Sezione I Bologna - Sentenza 09/06/2004 n. 1091
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L’art. 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., riferendosi alla necessità di determinazione della nuova soglia di anomalia nel caso in cui il primo e il secondo classificato, chiamati a comprovare il possesso dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa, “non forniscano la prova o non confermino le dichiarazioni”, non distingue tra la mancata ottemperanza da parte del primo o da parte del secondo. Ne consegue la possibilità che l’aggiudicatario in via provvisoria superi la verifica, ma non la superi il secondo e si debba egualmente procedere alla determinazione della nuova soglia di anomalia in quanto l’offerta del secondo ha avuto comunque arbitrariamente incidenza sulla media aritmetica ai fini del calcolo della soglia di anomalia (in tal senso, v. atto di regolazione n. 15 del 30 marzo 2000 dell’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici).
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 07/06/2004 n. 3554
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Il sistema delle regole comunitarie (come interpretate dalla Corte di giustizia nella sentenza 27 novembre 2001, n. 285), non si oppone a che l’amministrazione richieda a pena di esclusione che le offerte presentate siano corredate da giustificazioni preventive anche in misura inferiore al 100%, purchè sia garantita una effettiva fase di valutazione in contraddittorio, successivamente all’apertura delle buste. Risulterebbe, infatti, affetto da illegittimità comunitaria il provvedimento di esclusione fondato esclusivamente sull’esame dell’analisi dei prezzi allegata in via preliminare. Il principio, per essere attuato in modo pienamente conforme al sistema comunitario, deve essere temperato con alcune precisazioni.La procedura di verifica “a valle” deve essere attivata in ogni caso, non solo quando si abbiano dubbi e perplessità sull’attendibilità dell’offerta, ma anche quando i rilevi svolti dalla stazione appaltante riguardino i contenuti sostanziali della proposta negoziale, essendosi riscontrata la difformità della prestazione offerta rispetto a quella richiesta dal bando o dalla lettera di invito che avrebbe comportato l’inammissibilità dell’offerta medesima e non il giudizio di anomalia.L’acquisizione preliminare di giustificazioni non può ovviamente concernere i chiarimenti e le precisazioni in merito all’affidabilità ed alla remuneratività della proposta contrattuale logicamente immaginabili solo in riscontro a puntuale e circoscritta richiesta dell’amministrazione.La clausola sanzionatoria và intesa nel senso che l’esclusione colpisce soltanto le offerte sospette di anomalia risultate prive di giustificazioni documentali nella misura richiesta, sicchè legittimamente i bandi prescrivono che le giustificazioni vengano inserite in una busta chiusa destinata ad essere aperta solo in caso si ravvisi il carattere sospetto dell’offerta (dopo l’accertamento della soglia di allarme), tenendo presente che in tal modo non si viola la par condicio dei concorrenti e viene scongiurato il pericolo che questi siano costretti a svelare i propri segreti commerciali e industriali.L’integrazione delle giustificazioni originarie a mezzo di ulteriore produzione documentale, costituendo applicazione del principio comunitario del contraddittorio successivo, implica un fisiologico arricchimento degli elementi dedotti in origine, senza che la stazione appaltante possa dedurre il carattere nuovo ed ulteriore della documentazione rispetto a quella esibita in origine, con il limite, però, del divieto dello stravolgimento dell’offerta originaria, che non può trasformarsi, per il tramite delle seconde giustificazioni, in un quid di sostanzialmente nuovo o diverso; tale giudizio spetta insindacabilmente all’amministrazione appaltante. La verifica della congruità dell’offerta deve essere riferita a tutti gli elementi giustificativi forniti dai concorrenti, analiticamente considerati, perché il subprocedimento in parola deve riguardare tutta l’offerta nelle sue varie componenti e non deve essere limitato alle singole componenti atomisticamente considerate; tanto è vero questo che le giustificazioni richieste devono riguardare le voci di prezzo maggiormente significative. Ciò non significa però, che una volta che l’impresa sia stata ammessa a giustificarsi in modo analitico e che l’amministrazione abbia confutato in modo parimenti analitico le voci di prezzo, occorra una ulteriore fase valutativa avente ad oggetto, formalmente, l’insieme globale dell’offerta; si tratterebbe, infatti, di una attività procedimentale inutile, contrastante con il dovere di economicità, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa sancito dalla legge n. 241 del 1990.La giurisprudenza è unanime nel ritenere che la stazione appaltante abbia il dovere di motivare congruamente il giudizio di anomalia dell’offerta e la conseguente esclusione della stessa. Non è univoca, invece, per quanto riguarda la misura del dovere di motivare il giudizio di non anomalia. In linea di principio si afferma il dovere di motivare anche gli atti favorevoli, quale è il giudizio di non anomalia. Ma secondo un condivisibile orientamento non vi sarebbe un dovere di motivazione puntuale ed analitica, essendo sufficiente una motivazione espressa per relationem alle giustificazioni rese dall’impresa vincitrice (Consiglio di Stato, sez. VI, 8 marzo 2004, n. 1080; sez. VI, 6 agosto 2002, n. 4094; sez. VI, 3 aprile 2002, n. 1853; sez. IV, 14 febbraio 2002, n. 882). Un diverso indirizzo esige, invece, una puntuale e rigorosa motivazione anche del giudizio positivo di non anomalia onde evitare argomentazioni apodittiche o apparenti a tutela effettiva della par condicio (Consiglio di Stato, sez. VI, 11 dicembre 2001, n. 6217).
TAR Campania, Sezione Salerno - Sentenza 31/05/2004 n. 630
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La Corte di Giustizia, nell’imporre l’obbligo dell’esame delle giustificazioni successive, ha precisato che l’amministrazione aggiudicatrice è tenuta, in primo luogo, ad identificare le offerte sospette, in secondo luogo, a consentire alle imprese interessate di dimostrarne la serietà chiedendo loro le precisazioni che ritiene opportune, in terzo luogo, a valutare la pertinenza dei chiarimenti, ed in quarto luogo ad adottare una decisione circa l’accoglimento o il rigetto di tali offerte.L’art. 89 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., contenente il regolamento di attuazione della legge quadro sui lavori pubblici, che affida al Responsabile Unico del Procedimento il compito di valutare la congruità delle offerte “avvalendosi di organismi tecnici della stazione appaltante” non dispone affatto che tali organismi devono essere composti da dipendenti della stessa amministrazione, com’è agevolmente desumibile dall’art. 8 del medesimo regolamento, in base al quale il responsabile del procedimento può avvalersi di personale esterno qualificato. Quindi nulla vieta al RUP di farsi assistere, nella fase della valutazione delle giustificazioni, da persone di sua fiducia estranee all’amministrazione, per un esame più ponderato ed attento.
TAR Campania, Sezione I Salerno - Sentenza 29/04/2004 n. 300
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La commissione di gara è un organo straordinario e temporaneo della stessa Amministrazione aggiudicatrice e non già una figura organizzativa autonoma e distinta rispetto ad essa; ed infatti la sua attività acquisisce rilevanza esterna solo in quanto recepita dalla stazione appaltante. Essa, in particolare, quale organismo di natura essenzialmente tecnico svolge in favore dell’Amministrazione aggiudicatrice una funzione preparatoria e servente, essendo investita della specifica funzione di esame e valutazione delle offerte formulate dai concorrenti, finalizzata alla individuazione del miglior contraente possibile, che si concretizza nella c.d. aggiudicazione provvisoria. In tale specifica fase procedimentale si inserisce il sub procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta che, incentrandosi su valutazioni di natura tecnico discrezionale, è logicamente svolto proprio dalla commissione di gara, spettando poi all’Amministrazione aggiudicatrice il potere di valutare e decidere se approvare o meno gli atti della commissione di gara e di provvedere quindi all’aggiudicazione definitiva.Nelle gare per l’aggiudicazione di contratti comunali non sussiste incompatibilità tra la funzione di presidente della commissione di gara e quella di organo che dispone l’aggiudicazione definitiva, entrambe nella persona del dirigente di settore.
TAR Piemonte, Sezione II - Sentenza 19/04/2004 n. 637
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Atteso che l’art. 21, comma 4, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. recita: “Qualora l’aggiudicazione o l’affidamento dei lavori avvenga ai sensi del comma 2, la valutazione è affidata ad una commissione giudicatrice secondo le norme stabilite dal regolamento”, e il comma 2 citato fa riferimento alle sole procedure regolate dal criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la stessa presenza della commissione di gara è da ritenersi indispensabile solo nelle gare in cui la scelta della stazione appaltante comporti necessariamente una valutazione tecnico-discrezionale e non anche nelle procedure regolate dal criterio del massimo ribasso, in cui l’individuazione dell’impresa aggiudicatrice presuppone un mero calcolo matematico. Così stando le cose, anche la disposizione di cui al comma 5 del citato art. 21, che vieta di introdurre nelle commissioni di gara componenti di organi di controllo o di vigilanza sull’operato della commissione, potrà assumere carattere vincolante solo negli appalti caratterizzati dal criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e non anche nelle procedure improntate sul criterio del massimo ribasso, ove la commissione non costituisce un organo necessario e la sua disciplina è sostanzialmente rimessa a scelte discrezionali dell’Amministrazione.L’art. 89 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. - nel disporre che “ove il soggetto che presiede la gara, individui offerte che presentano un ribasso percentuale superiore a quello considerato soglia di anomalia in base alle disposizioni di legge, sospende la seduta e comunica i nominativi dei relativi concorrenti, ai sensi dell’art. 21, comma 1bis, della legge, al responsabile del procedimento” - regola la sola procedura di verifica delle offerte anomale e non è invece applicabile all’ordinario accertamento dei presupposti di ammissione alla gara, che resta ovviamente affidato alla commissione di gara.
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 14/04/2004 n. 2114
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La nota con la quale il responsabile del procedimento richiede a tutte le imprese partecipanti alla gara di specificare la composizione dell’offerta, precisandola, dà inizio ad un complessivo procedimento di verifica che, per le imprese le cui offerte sono risultate anomale, può portare all’esclusione per anomalia. La circostanza che la richiesta non contenga una elencazione dei corrispettivi delle singole voci, sui quali si intende richiedere precisazioni, non rende l’atto invalido per violazione dell’art. 21, comma 1bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., risultando l’atto idoneo allo scopo di aprire il contraddittorio circa l’anomalia dell’offerta. Per quanto riguarda la valutazione negativa delle giustificazioni offerte, non spetta al Consiglio di Stato sostituire una propria valutazione a quella dell’Amministrazione, dovendo esso soltanto giudicare la legittimità dell’esercizio del potere di discrezionalità tecnica di valutazione delle giustificazioni; ciò significa che il suddetto Collegio può censurare la valutazione dell’Amministrazione qualora essa esorbiti dall’ambito di attendibilità, verificabile allo stato delle conoscenze in base alle regole dell’esperienze e delle scienze rilevanti nel caso (nella specie, quelle di ingegneria meccanica).
TAR Toscana, Sezione II - Sentenza 09/04/2004 n. 1296
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La normativa speciale in materia di lavori pubblici, individuando una specifica figura nell’ambito del procedimento per la scelta del contraente cui affidare la realizzazione delle opere ed attribuendo al relativo organo precisi e puntuali compiti, costruisce normativamente un centro di competenze e responsabilità esclusive che le Amministrazioni aggiudicatrici non possono non individuare (se non nel caso eccezionale di cui all’art. 7, comma 5, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., limitato alle procedure svolte presso Enti locali) e con riferimento al quale, soprattutto, esse debbono lasciare la competenza ad adottare tutti gli atti che costituiscono la regìa istruttoria del procedimento selettivo, al fine di salvaguardare i principi di unicità, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa che sempre deve informare il comportamento dell’organismo procedente in materia di appalti pubblici. Solo il dirigente responsabile dell’Unità organizzativa competente (per materia ovvero secondo altro criterio stabilito in via generale dall’Ente), essendo l’organo cui è rimessa la complessiva responsabilità del procedimento selettivo, può disporre autonomamente, in luogo del responsabile del procedimento, circa le decisioni da assumere e gli atti fondamentali da adottare nel corso dell’istruttoria procedimentale, tenendo pur sempre in conto gli ambiti di autonomia operativa rimessi dalle norme alla competenza del responsabile del procedimento.In materia di appalti pubblici, l’assegnazione allo stesso dirigente della responsabilità unitaria del complesso procedimento di gara, lungi dal configgere con l’art. 97 Cost., che imporrebbe una distinzione tra controllato e controllore, si rivela, invece, coerente con il disegno politico del legislatore (agevolmente ravvisabile nella produzione normativa degli ultimi dieci anni in materia) di riservare ai dirigenti compiti manageriali, caratterizzati dalla diretta responsabilità in merito al raggiungimento degli obiettivi dell’Ente, alla correttezza ed efficienza dell’azione amministrativa e al conseguimento dei risultati di gestione, e di escludere l’organo di indirizzo politico da ogni ipotesi di responsabilità in ordine alla legittimità dell’esercizio di compiti di amministrazione attiva.La previsione secondo cui per la verifica delle offerte anomale il responsabile del procedimento può avvalersi degli organismi tecnici della stazione appaltante ed anche, eventualmente, di soggetti esterni alla commissione di gara non confligge con le prescrizioni contenute nella legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. in quanto, per il tecnicismo che contraddistingue tale fase, ben può il responsabile individuare degli esperti che possano affiancarsi alla commissione stessa; deve tuttavia coordinarsi con le altre prescrizioni che, in tema di competenze attribuite agli organi dell’Amministrazione procedente nel corso della procedura selettiva per l’affidamento del contratto di appalto di lavori pubblici, individuano nel responsabile del procedimento il primum movens della gestione dell’istruttoria e, comunque, affidano al dirigente dell’Unità organizzativa competente la esclusiva competenza - al più trasferibile al responsabile del procedimento – all’adozione dei provvedimenti di nomina delle commissioni che svolgono le funzioni tecnico-istruttorie nel corso della selezione (art. 7 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. e art. 7 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m.).
TAR Sicilia, Sezione I Catania - Sentenza 30/03/2004 n. 839
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La normativa in tema di soglia di anomalia nei lavori pubblici non consente arrotondamenti nella individuazione della media delle offerte, che va individuata mediante l’applicazione di rigorosi criteri aritmetici e non consente arrotondamenti arbitrari che determinerebbero alterazioni nella media delle offerte che va invece rigorosamente e senza approssimazioni individuata. Diversamente operando si determinerebbe un’alterazione dell’esito della gara rispetto a quello che scaturirebbe da una corretta applicazione del criterio normativamente previsto.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 29/03/2004 n. 1664
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Pur essendo preceduta da lettera di invito, la procedura di “trattativa privata” è comunque meno soggetta alle rigide formalità cui soggiacciono l’asta pubblica e la licitazione privata come disciplinate dalla normativa comunitaria e dalla legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. In particolare, il rinvio generico alla normativa statale, regionale e comunitaria sui lavori pubblici, contenuto nella lettera di invito, non significa che i partecipanti devono autonomamente documentare il possesso di tutti i requisiti stabiliti dalla normativa legislativa e regolamentare che regola la materia; al contrario, tale improponibile asserzione rischierebbe di esporre i partecipanti alle gare all’arbitrio dell’Amministrazione, che non avrebbe più vincoli certi di riferimento nell’esercizio del pur necessario potere discrezionale.Nella procedura di trattativa privata l’Amministrazione non è tenuta a stabilire nel bando, e, quindi, ad applicare le disposizioni sulla valutazione dell’anomalia delle offerte, che, come è noto, riguardano solo i pubblici incanti e le licitazioni private, (art. 21, comma 1 bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. e art. 30 della direttiva CEE n. 93/37).L’art. 21, comma 5, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come modificato dall’art. 7 della legge 18 novembre 1998, n. 415, si riferisce espressamente alla commissione giudicatrice dell’appalto concorso e della licitazione privata, e sanziona la incompatibilità tra i membri della commissione e coloro che saranno chiamati a far parte di organismi con funzione di vigilanza e controllo sulla procedura di gara unicamente in relazione alla successiva fase esecutiva dell’appalto e, segnatamente, alla fase di approvazione del contratto. Ne consegue che le suddette disposizioni non sono applicabili alla diversa ipotesi della trattativa privata e che la cosiddetta approvazione degli atti di gara d’appalto, che per gli Enti Locali costituisce l’atto finale del procedimento, può essere adottata anche dal soggetto che ha presieduto il seggio di gara, non sussistendo al riguardo alcuna incompatibilità.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 15/03/2004 n. 1271
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La necessità di procedere in contraddittorio all’esame delle giustificazioni prodotte sulle voci di prezzo al fine di escludere che l’offerta sia definita bassa in misura anomala è cosa diversa dall’obbligo, stabilito a pena di esclusione e dunque come requisito di ammissione alla gara, di corredare l’offerta di giustificazioni su voci di prezzo preventivamente definite nel bando. Questo adempimento non rientra immediatamente nell’esigenza di contraddittorio, stabilita dalla direttiva n. 93/37 CEE e ribadita dalla Corte di giustizia con la sentenza 27 novembre 2001 in cause C 285.99 e 286.99, ma, prima ancora, nelle condizioni di ammissibilità dell’offerta, che sono discrezionalmente fissate dall’Amministrazione procedente (ed ora esplicitamente ammesse dal 4° periodo del comma 1bis, dell’art. 21 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., introdotto con l’art. 7, comma 1, lettera n), n. 1 della legge 1° agosto 2002, n. 166).
TAR Lazio, Sezione III Roma - Sentenza 13/03/2004 n. 2442
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L’art. 21, comma 1bis, ultima parte, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. stabilisce che nel caso di appalti di importo inferiore alla c.d. soglia comunitaria “l’amministrazione procede all’esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentino una percentuale di ribasso pari o superiore a quanto stabilito ai sensi del primo periodo del presente comma [che individua le offerte anormalmente basse]. La procedura di esclusione automatica non è esercitabile qualora il numero delle offerte valide risulti inferiore a cinque”. Sempre con riferimento agli appalti di importo inferiore alla c.d. soglia comunitaria, l’art. 89, comma 4, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. prescrive che “non si procede all’esclusione automatica se il numero delle offerte ammesse è inferiore a cinque. In tal caso, le offerte che presentano un carattere anormalmente basso rispetto alla prestazione sono soggette a verifica di congruità da parte del responsabile del procedimento ...”. Dal tenore di tali norme emerge chiaramente che l’anomalia dell’offerta ha rilevanza anche per gli appalti c.d. sotto soglia, ma la legge prevede l’esclusione automatica soltanto laddove vi siano più di cinque offerte valide. Nel caso in cui, invece, le offerte siano inferiori a cinque, l’anomalia va obbligatoriamente verificata in contraddittorio con l’offerente. L’art. 89, comma 4, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., infatti, è chiaro nello stabilire che, in tali ipotesi, le offerte “sono” soggette a verifica.
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 08/03/2004 n. 1080
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
E’ illegittimo, per difetto di motivazione, un giudizio di non anomalia di un’offerta presentata in una gara per il conferimento di un pubblico appalto ove il verbale di valutazione delle offerte sospette di anomalia si limiti a dare atto dell’incontro con i rappresentanti dell’impresa interessata, al fine di avere tutti gli elementi in contraddittorio che si ritengono necessari per la migliore valutazione dell’offerta, ma poi concluda apoditticamente, affermando la congruità dei prezzi offerti, censurati invece analiticamente con apposito ricorso da una ditta concorrente. Tale motivazione si appalesa del tutto apparente ed insufficiente perché non compiuta neanche con la consueta tecnica del rinvio per relationem alle giustificazioni offerte dall’impresa per iscritto ed allegate al verbale, essendosi la commissione limitata a dare atto dell’avvenuto incontro con i rappresentanti dell’impresa, senza tuttavia chiarire i contenuti dei chiarimenti forniti.
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 08/03/2004 n. 1072
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Alla stregua dell’orientamento espresso dalla Corte di Giustizia (sentenza 27 novembre 2001, resa nelle cause C-285/99 e C-286/99) deve ritenersi che, in sede di verifica delle offerte anomale, la previsione di giustificazioni preventive, contemplata dall’art. 21, comma 1 bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., non deve incidere sul diritto dell’offerente, sospettato di avere presentato un’offerta anormalmente bassa, di presentare successivamente giustificazioni in omaggio al principio del contraddittorio che ispira la disciplina comunitaria in subiecta materia. Ne deriva che l’eventuale insufficienza delle giustificazioni preliminari non può impedire alla stazione appaltante di espletare una successiva fase di approfondimento delle giustificazioni stesse, al fine di consentire l’integrazione delle originarie indicazioni con la produzione di ulteriore documentazione successiva al momento della presentazione delle offerte. Ciò, infatti, costituisce applicazione del principio comunitario del contraddittorio successivo, tale da implicare in via fisiologica una integrazione degli elementi dedotti in origine a supporto dell’offerta senza che tanto possa configurare un’offerta sostanzialmente nuova.L’art. 21, comma 1 bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., laddove prescrive che le offerte devono essere corredate sin dalla presentazione di giustificazioni, impone alle imprese un onere di collaborazione, in funzione di accelerazione della successiva fase di verifica delle offerte anomale; e ciò in quanto la presentazione delle giustificazioni a corredo dell’offerta non è imposta senz’altro a pena di esclusione delle offerte non documentate, venendo in rilievo la mancata documentazione solo in via eventuale, nella fase successiva della verifica di anomalia, se ed in quanto l’offerta risulti sospetta di anomalia.Anche se deve escludersi che un’impresa possa proporre un’offerta economica sguarnita da qualsiasi previsione di utile, deve ritenersi che non esiste una quota di utile rigida al di sotto della quale la proposta dell’appaltatore debba considerarsi per definizione incongrua.
TAR Lazio, Sezione II bis Roma - Sentenza 05/03/2004 n. 2139
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Va dichiarata deserta una gara di appalto solo in assenza di almeno due offerte valide e/o appropriate, intendendo per offerte non valide sia le offerte irregolari, in quanto viziate nelle forme prescritte dal bando, sia quelle inammissibili, identificabili nelle offerte prive dei requisiti sostanziali per la partecipazione alla gara, sia l’offerta (sotto il profilo tecnico) che, nel complesso dei suoi elementi propositivi, risulti talmente inadeguata da non potere attingere alla soglia di una effettiva valutazione. Viceversa, non può essere dichiarata deserta una gara di appalto nel caso in cui una delle due offerte rimaste in gara sia risultata anomala, atteso che l’offerta anomala è formalmente valida, ma viene giudicata non conveniente ed esclusa soltanto al termine di una fase della gara successiva all’ammissione ed alla valutazione comparata delle offerte valide.
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 17/02/2004 n. 631
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
E’ illegittimo l’affidamento a soggetti estranei all’Amministrazione (della quale solo la Commissione giudicatrice e l’Ufficio appalti possono, seppure a diverso titolo, considerarsi organi) della verifica dell’anomalia e, in definitiva, della stessa aggiudicazione dell’appalto. Se, infatti, legittimamente la stazione appaltante può prevedere che la Commissione di gara o l’Ufficio appalti siano coadiuvati da un apposito staff tecnico per la fase di verifica delle giustificazioni (non riscontrandosi nell’ordinamento alcuna norma che osti a tale assetto), è comunque necessario, ai fini della legittimità delle successive determinazioni, che l’attività di tale staff si connoti per il suo carattere istruttorio, preparatorio e meramente strumentale e non si risolva invece in valutazioni tecnico-discrezionali definitive, venendo a mancare, in tale caso, il necessario momento di “riappropriazione” dell’esercizio della competenza (con l’esame, discussione ed approvazione della proposta) da parte degli organi cui la stessa indefettibilmente spetta.
TAR Abruzzo - Sentenza 30/01/2004 n. 87
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L’art. 21, comma 1bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. stabilisce, per gli appalti di importo sotto soglia comunitaria, l’esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentino un ribasso pari o superiore alla media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, con esclusione del dieci per cento, arrotondato all’unità superiore, rispettivamente delle offerte di maggior ribasso e di quelle di minor ribasso, incrementata dello scarto medio aritmetico dei ribassi percentuali che superano la predetta media. Lo scopo della automatica esclusione del 10% delle “offerte” con maggiore o minore ribasso è quello evidente di evitare, ai fini della determinazione della soglia di anomalia, l’influenza negativa di “offerte” troppo elevate o troppo basse, presentate con un chiaro fine distorsivo. Se tale è lo scopo della norma, quando, nell’operare il taglio delle ali, e cioè l’esclusione delle offerte estreme, perché troppo alte o troppo basse, si incontrano offerte con la stessa misura di ribasso, dette offerte vanno calcolate cumulativamente, come fossero un’unica offerta, anche se, considerandole singolarmente, si supera il limite percentuale del 10%. La norma, d’altro canto, del tutto congruamente, parla non di numero di offerte, ma di offerte da contenere entro l’ambito del 10% e se più proposte di ribasso uguali si considerano sommandole, come fossero una, il limite non resta superato.
TAR Emilia Romagna, Sezione II Bologna - Sentenza 29/01/2004 n. 137
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Ai sensi dell’art. 21 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. il procedimento di verifica delle anomalie riguarda esclusivamente le offerte che si collocano al di sopra della percentuale di ribasso calcolata sulla base del meccanismo previsto dal medesimo articolo. Nell’ipotesi in cui sussistano ulteriori offerte sospette è consentito all’amministrazione di esercitare forme di controllo e di verifica, ma tali verifiche, del tutto eventuali, non rientrano nel procedimento obbligatorio di valutazione delle offerte anomale.La valutazione della congruità dei singoli prezzi degli elementi che concorrono alla formazione dell’offerta, in fase di verifica dell’anomalia, è rimessa all’apprezzamento discrezionale dell’amministrazione, salvo i casi di palese irrazionalità, di errore o di omessa motivazione. Poter configurare un’ipotesi di manifesta illogicità non basta che il giudizio sia opinabile, occorre, invece, che la valutazione sia priva di ogni plausibilità, oppure priva di ogni giustificazione pertinente.
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 26/01/2004 n. 247
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
E’ illegittimo il provvedimento di esclusione dalla gara dell’offerta ritenuta anomala disposto senza che alla verifica dell’anomalia stessa si sia pervenuti a seguito del necessario procedimento in contraddittorio, e cioè sulla base delle giustificazioni richieste dopo l’apertura delle buste, bensì solo sulla base di quelle prodotte in una con la presentazione dell’offerta stessa (c.d. contraddittorio anticipato).
TAR Sardegna - Sentenza 09/01/2004 n. 9
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Le giustificazioni presentate riguardano una fase diversa ed autonoma rispetto a quella dell’esame dell’ammissibilità dell’offerta. Quest’ultima, infatti, si realizza e si conclude prima dell’aggiudicazione provvisoria, quando le buste vengono aperte dalla commissione e viene accertata l’esistenza dei requisiti e dei presupposti per considerare ammissibile l’offerta. Pertanto, se a seguito dell’aggiudicazione provvisoria si presenta la necessità per l’impresa aggiudicataria di giustificare la propria offerta risultata anomala e le argomentazioni dell’impresa non risultano convincenti - in particolare perché le modalità esecutive indicate nelle giustificazioni fossero ritenute diverse ed incompatibili rispetto a quelle previste nell’offerta - la conseguenza non potrebbe essere una rivalutazione a posteriori circa l’ammissibilità dell’offerta stessa, ma semmai un giudizio di conferma dell’anomalia dell’offerta per mancanza o insufficienza di elementi giustificativi valutabili in quella sede.
TAR Lazio, Sezione III Roma - Sentenza 22/12/2003 n. 12701
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Il giudizio di verifica di un’offerta sospetta di anomalia ha natura globale e deve risultare da un’analisi di carattere tecnico sia delle singole componenti in cui l’offerta si articola sia della relativa incidenza di dette componenti sulla medesima offerta, ma considerata nel suo insieme, al fine di valutare se l’anomalia riscontrata con riguardo alla singola voce o componente si traduca o meno nell’inattendibilità dell’offerta nel suo complesso. Ciò in quanto il giudizio di anomalia non deve mirare unicamente a ricercare inesattezze in ogni singolo elemento, bensì a valutare se l’offerta nel suo complesso é seria ed attendibile e trovi rispondenza sia nella realtà di mercato sia in quella aziendale. Tutto ciò, ovviamente, in un quadro che garantisca la ricerca di un equilibrio tra la convenienza dell’Amministrazione ad affidare l’appalto al prezzo più basso e l’esigenza di evitarne l’esecuzione, qualora il ribasso si attesti al di là del ragionevole limite dettato dalle leggi di mercato.
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 15/12/2003 n. 8219
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L’art. 30.4 della direttiva 93/37/CEE del 14 giugno 1993, per come interpretato e definito dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee (sentenza del 27 novembre 2001, resa sulle cause nn. 285-286/99) impone all’amministrazione aggiudicatrice di procedere ad un controllo dell’offerta sospettata di anomalia, in contraddittorio con l’impresa interessata, successivo alla conoscenza da parte di quest’ultima del carattere anomalo della propria offerta e, quindi, all’apertura delle buste, ed impedisce, al contempo, di disporre l’esclusione dell’offerta inferiore alla soglia d’allarme sulla base dell’esame delle sole giustificazioni preliminari.Tale contenuto precettivo della citata disposizione comunitaria è prevalente sulla difforme previsione interna, che anticipa il contraddittorio ad una fase preliminare a quella di individuazione della soglia di anomalia, e che sembra consumabile con l’allegazione preventiva delle giustificazioni, contenuta nell’art. 21, comma 1-bis della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. nel testo vigente prima della modifica introdotta dall’art. 7 della legge n. 166/2002. La suddetta disposizione interna, pertanto, qualora applicabile in base ai principi generali in materia di successione delle leggi nel tempo, deve essere disapplicata.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 21/11/2003 n. 7615
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L’art. 21, comma 1-bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., laddove prescrive che le offerte devono essere corredate, fin dalla loro presentazione, da giustificazioni, impone alle imprese un onere di collaborazione, in funzione di accelerazione della successiva fase di verifica delle offerte anomale. Ne consegue che la presentazione di dette giustificazioni non è imposta senz’altro a pena di esclusione delle offerte non documentate, venendo in rilievo la mancata documentazione solo in via eventuale, nella fase successiva della verifica di anomalia, se ed in quanto l’offerta risulti sospetta di anomalia.
TAR Toscana, Sezione II - Sentenza 27/10/2003 n. 5478
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La disposizione di cui all’art 89 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., secondo la quale il responsabile del procedimento esamina le giustificazioni presentate dai concorrenti ai sensi dell’art. 21, comma 1bis della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. avvalendosi di “organismi tecnici della stazione appaltante”, pur non indicando requisiti e status particolari per i componenti del gruppo tecnico di valutazione né prevedendo specifiche procedure per la sua costituzione, non significa ex se che l’organismo tecnico possa essere composto da qualunque tipo di soggetto tecnico, anche privato. Al contrario, tale conclusione deve escludersi in presenza di espressioni quali “organismi” e “stazione appaltante”, le quali non possono che riferirsi ad organi collegiali legati all’amministrazione secondo la teoria del rapporto organico. Tale incardinamento, tuttavia, non può che realizzarsi o per diretta volontà di una legge o di un provvedimento amministrativo che ne disciplini composizione e funzioni.
TAR Campania, Sezione I Napoli - Sentenza 01/08/2003 n. 10767
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In materia di offerte anomale sono inammissibili giustificazioni basate sulla rinuncia all’utile o su un utile estremamente esiguo, essendo l'utile di impresa ineliminabile al fine di valutare la serietà dell’offerta.Sono inammissibili le giustificazioni basate sulla possibilità di subappalto a condizioni ancora più favorevoli o da offerte di ditte presenti sul mercato. Il subappalto, pertanto, non può essere invocato di per sé quale elemento di giustificazione di offerta anomala, poiché esso si traduce in un sostanziale trasferimento dell’anomalia sul subappaltatore, la cui (sub) offerta si sottrae al vaglio della commissione.
TAR Veneto, Sezione I - Sentenza 18/07/2003 n. 3819
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In materia di offerte anomale la valutazione delle giustificazioni va effettuata in termini assoluti per ciascuna offerta che superi la soglia d’anomalia e non in relazione alle altre offerte, per cui non rileva l’esiguità della differenza tra un’offerta anomala ed una non anomala.Per quanto attiene alla compensazione tra sottostime e sovrastime, la necessità di prospettare meccanismi compensativi presuppone valutazioni sommarie e sintetiche, e, dunque, accettabili nella fase di verifica con particolare prudenza.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 30/06/2003 n. 3871
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
A fronte di giustificazioni preventive ritenute non esaurienti in relazione ad un'offerta risultata anomala, va comunque attivato il contraddittorio con il concorrente, richiedendo al medesimo ulteriori e specifici elementi di giudizio, e ciò in coerenza con l'interpretazione definitivamente affermata dalla Corte di Giustizia.
TAR CAMPANIA - Sentenza 27/05/2003 n. 6021
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Atteso che la legge ha riguardo al novero delle offerte ammesse alla gara, non può certo riaprire tale fase procedimentale la successiva rinuncia da parte dell'originaria aggiudicataria. Pertanto non deve procedersi, in tal caso, alla rinnovazione della fase di individuazione della soglia di anomalia.
TAR LIGURIA - Sentenza 24/05/2003 n. 676
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La necessità dell'esclusione dell'offerta anormalmente ed ingiustificatamente bassa costituisce principio di carattere generale dell'ordinamento applicabile a tutte le gare, anche a prescindere dalle norme comunitarie che lo prevedono specificatamente per le gare "sopra soglia".Legittimamente la verifica di anomalia è stata svolta dall'Unità Organizzativa competente in luogo della commissione di gara; l'art.6 del d.P.R. n.384/01, che governa le procedure degli acquisti in economia (applicato alla gara di specie), prevede proprio che spetta al responsabile del servizio l'esame e la scelta dei preventivi.Nel caso in cui l'aggiudicataria provvisoria ammette esplicitamente una sostanziale assenza di utile d'impresa ed addirittura una mancata copertura delle spese generali, giustificando il tutto con un richiamo ad una scelta promozionale, giustamente la stazione appaltante, facendo anche richiamo ai principi di un'equa e corretta concorrenzialità ritiene l'offerta economica priva di una componente imprescindibile per la corretta partecipazione di una società commerciale a gare d'appalto.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 29/04/2003 n. 2157
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L’art. 30.4 della direttiva CEE 93/37 - come interpretato dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee con sentenza del 27 novembre 2001, resa sulle cause nn. 285-286/99 - impone all’amministrazione aggiudicatrice, di procedere ad un controllo dell’offerta sospettata di anomalia, in contraddittorio con l’impresa interessata, successivo alla conoscenza da parte di quest’ultima del carattere anomalo della propria offerta e, quindi, all’apertura delle buste ed impedisce, al contempo, di disporre l’esclusione dell’offerta inferiore alla soglia d’allarme sulla base dell’esame delle sole giustificazioni preliminari.E’ pertanto illegittimo ai sensi dell’art. 30.4 cit. (che prevale comunque sulla difforme previsione interna - art. 21 comma 1-bis L. n. 109/94 - la quale pertanto va disapplicata se interpretata nel senso giudicato incompatibile con il diritto europeo), il provvedimento esclusione di una offerta per asserita anomalia della stessa, ove tale provvedimento si basi esclusivamente sull’esame dell’analisi dei prezzi allegata, in via preliminare, all’offerta e senza aver, prima, chiesto ulteriori chiarimenti sulla composizione di quest’ultima nella fase procedimentale successiva all’apertura delle buste ed all’individuazione della soglia di anomalia.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 29/04/2003 n. 2157
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Il parametro normativo comunitario (art.30.4 della direttiva CEE 93/37) sul quale fondare il giudizio di legittimità dell'esclusione dell'offerta anormalmente bassa, per come interpretato e definito dalla Corte europea, impone all'amministrazione aggiudicatrice di procedere ad un controllo dell'offerta sospettata di anomalia, in contraddittorio con l'impresa interessata, successivo alla conoscenza da parte di quest'ultima del carattere anomalo della propria offerta e quindi all'apertura delle buste, ed impedisce, al contempo, di disporre l'esclusione dell'offerta inferiore alla soglia d'allarme sulla base dell'esame delle sole giustificazioni preliminari.
Consiglio di Stato 10/03/2003 n. 1277
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nella fase di individuazione dell'offerta più bassa e di esclusione delle offerte ricadenti automaticamente oltre la soglia di anomalia, la commissione di gara non può procedere ad arrotondamenti nel calcolo delle medie e della soglia di anomalia, ove il bando di gara non preveda alcunchè. Nella fase di esclusione delle offerte anomale, infatti, ogni arrotondamento costituisce una deviazione dalle regole matematiche da applicare in via automatica; gli arrotondamenti, pertanto, debbono ritenersi consentiti solo se espressamente previsti dalle norme speciali della gara.
Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria - Sentenza 29/01/2003 n. 2
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
E’ illegittimo l’operato di una commissione di gara che, in presenza di quattro offerte, ha disposto l’esclusione automatica dalla gara di offerte anomale, nel caso in cui il bando stabilisca, in applicazione del regime transitorio previsto dall’art. 2 del decreto legge n. 65 del 1989, che l’esclusione automatica può essere disposta soltanto in presenza di quindici offerte valide.
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 21/01/2003 n. 232
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Gli artt. 21, co. 1 bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., e 30, n. 4 della direttiva n. 93/37 del Consiglio CE del 14 giugno 1993, vanno interpretati - così come ritenuto dalla Corte di Giustizia della Unione Europea - nel senso di garantire una effettiva fase di valutazione dell’anomalia delle offerte, da svolgersi in contraddittorio fra stazione appaltante ed impresa concorrente, successivamente all’apertura delle buste ed indipendentemente dalle giustificazioni previamente fornite in sede di presentazione dell’offerta.
TAR Lazio, Sezione III ter - Sentenza 17/12/2002 n. 12491
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Dopo la novella dell’art. 33 e segg. del d.lgs. n. 80/1998 operata con la L. n. 205/2000 (che ormai prevede la possibilità del giudice amministrativo di utilizzare ove necessario la consulenza tecnica di ufficio in materia di giurisdizione esclusiva), il Giudice amministrativo può sindacare la legittimità di un provvedimento di esclusione dalla gara d’appalto di una offerta ritenuta anormalmente non solo per manifesta illogicità ed irrazionalità, ma anche verificando, tramite una c.t.u., la stessa congruità o meno del prezzo o della quantità necessaria di un elemento previsto nel capitolato, in quanto elemento di fatto presupposto del provvedimento. Tale verifica non occorre tuttavia nel caso in cui si riscontri l’insufficiente e contraddittoria valutazione degli elementi da parte della P.A., essendo in tale ipotesi manifesto il vizio funzionale da cui è affetto il provvedimento di esclusione.
TAR Lazio, Sezione III ter - Sentenza 17/12/2002 n. 12491
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Il meccanismo della verifica dell'anomalia delle offerte, risolvendosi nell'accertamento della reale possibilità dell'impresa di eseguire correttamente l'appalto alle condizioni economiche proposte, deve attenere a profili oggettivi della congruità o meno di un'offerta e va utilizzato in modo da escludere che di esso si sia avvalso l’Amministrazione per aggiudicare arbitrariamente lavori riducendo ingiustificatamente il novero dei partecipanti.La discrezionalità tecnica che connota l'operato della stazione appaltante impone che il giudizio finale sull'offerta sia congruamente motivato in relazione a tutti gli elementi dell'offerta e alle ragioni concernenti l’attendibilità, ovvero alla non attendibilità della proposta contrattuale del concorrente nel suo insieme. La stazione appaltante non può quindi limitarsi a valutare singoli elementi organizzativi o singoli prezzi come entità autonome a sé stanti ma deve inserire tali elementi all'interno di una analisi tecnica complessiva, nell'ambito della quale verificare gli eventuali bilanciamenti ed equilibri tra le diverse componenti economiche e tecniche dell'offerta. Nell’ambito del procedimento di verifica delle offerte anomale, disciplinato dall’art. 30, co.4, della Direttiva CEE n. 93/37 - così come affermato dalla Sesta Sezione della Corte di Giustizia della CE del 27/11/2001- "l’offerente deve far valere, utilmente e in contraddittorio, il suo punto di vista su ciascuno dei vari elementi proposti" e deve avere in concreto la "possibilità di far valere il loro punto di vista, dopo l’apertura delle buste, sugli elementi di prezzo offerti che hanno dato luogo a sospetti".
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 29/10/2002 n. 5945
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Gli apprezzamenti e le valutazioni dell'Amministrazione in sede di verifica dell'anomalia delle offerte costituiscono espressione di un potere di natura tecnico-discrezionale, di per sé insindacabile in sede giurisdizionale, salva l'ipotesi in cui le valutazioni siano manifestamente illogiche o fondate su insufficiente motivazione od errori di fatto.Nel caso in cui si debba procedere alla verifica dell'anomalia di offerte espresse per prezzi unitari, legittimamente l'Amministrazione richiede ai concorrenti di fornire l'analisi di tutti i prezzi, onde poter valutare la congruità sia dei prezzi singolarmente considerati sia dell'offerta nel suo insieme e, una volta rilevata l'incongruità di molte e significative voci di prezzo (nella specie l'incongruità era stata rilevata in ordine a 544 voci su 851), ritiene anomala l'offerta nel suo insieme; non è infatti inibito all'Amministrazione appaltante, in sede di verifica delle offerte anomale, di prendere in considerazione i singoli prezzi unitari, sempre che i singoli prezzi vengano considerati alla luce della loro incidenza sull'offerta globale.Nell'ambito del procedimento di verifica delle offerte anomale, le offerte stesse non vanno messe a confronto nella loro astratta veste numerica, bensì esaminate singolarmente ed isolatamente alla luce delle giustificazioni, anche documentali, fornite; nell'ambito di tale giudizio, non appare configurabile un vizio di disparità di trattamento, rilevabile solo ove si verta in situazioni oggettivamente e soggettivamente identiche.La Direttiva 93/37/CEE impone che la procedura di verifica delle offerte anomale debba essere applicata ogniqualvolta l'Amministrazione aggiudicatrice di un appalto pubblico intenda escludere dalla gara alcune offerte ritenute anormalmente basse rispetto alla prestazione da eseguire; qualunque sia il valore limite al di là del quale la detta procedura dev'essere applicata, in ogni caso agli offerenti deve essere garantita la possibilità di dimostrare la serietà delle loro offerte; il che implica che la valutazione delle giustificazioni fornite dalla ditta concorrente debba essere preceduta dalla predeterminazione di criteri che consentano di vagliare l'attendibilità delle valutazioni formulate.
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 06/08/2002 n. 4094
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L'art. 21, co. 1 bis, della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m.(secondo cui "le offerte devono essere corredate, fin dalla loro presentazione, da giustificazioni relativamente alle voci di prezzo più significative, indicate dal bando di gara o dalla lettera d'invito, che concorrono a formare un importo non inferiore al 75 per cento di quello posto a base d'asta"), innova rispetto all'art. 30.4 della direttiva 93/37/CEE, anticipando il momento del contraddittorio alla fase di formazione delle offerte, mentre la direttiva comunitaria prevede un contraddittorio successivo, da instaurarsi dalla stazione appaltante, in relazione alle offerte che appaiono anormalmente basse; l'art. 30.4 della direttiva prevede che l'amministrazione aggiudicatrice, prima di poterle rifiutare, richiede, per iscritto, le precisazioni che ritiene utili in merito alla composizione dell'offerta e verifica detta composizione in merito alle giustificazioni fornite.L'art. 21, co. 1 bis, della legge 11 febbraio 1994 n.109 e s.m. ha finalità acceleratoria in quanto, attraverso la presentazione preventiva delle giustificazioni relative alle offerte, l'amministrazione dispone tempestivamente di tutti gli elementi utili per potere verificare le offerte; tale disciplina è compatibile con quella comunitaria, poiché il diritto comunitario impone il principio dell'obbligatorietà della verifica in contraddittorio, ma non precisa il momento in cui tale contraddittorio deve essere inderogabilmente instaurato, mentre, in ogni caso, la disciplina nazionale non esclude un contraddittorio successivo, se la convenienza della proposta non risulti già convenientemente giustificata (o, all'opposto, a prima vista inattendibile).La verifica delle offerte anomale - da compiere in relazione a tutti gli elementi costitutivi dell'offerta e delle giustificazioni fornite al riguardo dal concorrente al fine di saggiarne la congruità rispetto alla prestazione dovuta - è un sub-procedimento, che formalmente ha un rilievo preciso e distinto rispetto al procedimento di evidenza pubblica diretto all'aggiudicazione (anche se ad esso collegato) e va concluso con una determinazione espressa - motivata anche per relationem alle giustificazioni validamente fornite dall'offerente - che contenga una valutazione positiva dell'offerta controllata.Nell'ambito del procedimento di verifica delle offerte anomale previsto dell'art. 21, co. 1 bis, della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., eseguito sulle giustificazioni preventive presentate dalla ditte concorrenti, debbono comunque ritenersi ammissibili giustificazioni ulteriori, anche alla stregua di una interpretazione della normativa in questione compatibile con la disciplina comunitaria.Il responsabile del procedimento, per la verifica delle offerte anomale, può avvalersi degli organismi tecnici della stazione appaltante ed anche, eventualmente, di soggetti esterni alla commissione di gara che, per il tecnicismo che contraddistingue tale fase, possono affiancarsi alla commissione stessa.Per esigenza di economicità, di efficienza ed efficacia del procedimento di verifica delle offerte anomale, nonché in base al divieto di aggravamento del procedimento sancito dall'art. 1 della legge n. 241/1990, la verifica delle offerte anomale non deve riguardare tutte le offerte sospette, ma deve essere effettuata progressivamente a partire dall'offerta di ribasso più alta. Tale verifica termina quando si ritiene un'offerta non anomala, ovvero quando sono state valutate tutte le offerte senza ritenerne alcuna non anomala; ciò significa che, se una delle offerte sospette risulti non anomala, a questa va aggiudicato l'appalto, di talché è superfluo verificare le altre offerte sospette che presentino minori ribassi.
Consiglio di Stato, Sezione IV - Ordinanza 31/07/2002 n. 3245
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nel caso in cui il bando di gara preveda espressamente che la valutazione delle offerte anomale venga effettuata ai sensi dell'art. 21, co.1 bis, della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m.- il quale richiama espressamente l'articolo 30 della direttiva 93/37/CEE del Consiglio del 14 giugno 1993 - la verifica dell'anomalia va espletata in contraddittorio, come precisato con la sentenza della Corte di Giustizia, Sez. VI, 27 novembre 2001 (in causa C-285/99 e C-286/99) con riguardo alle giustificazioni fornite circa la specifica composizione delle offerte (alla stregua del principio nella specie la Sez. IV, constatato che la verifica dell'anomalia delle offerte non era stata espletata in contraddittorio, ha accolto l'istanza cautelare proposta con il ricorso di primo grado e ha ordinato all'Amministrazione appaltante di procedere alla verifica dell'anomalia dell'offerta in contraddittorio, secondo le puntuali indicazioni contenute nella sentenza della Corte di Giustizia, Sez. VI, 27 novembre 2001).
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 19/07/2002 n. 4007
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La commissione di una gara d’appalto, in sede di verifica delle offerte anomale, a fronte di giustificazioni ritenute non del tutto esaurienti, deve attivare il contraddittorio con l'impresa interessata, richiedendo ulteriori elementi integrativi di giudizio, in conformità a quanto disposto dalla Direttiva CEE 93/37 del 14.6.1993, così come interpretata dalla sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee 27 novembre 2001, n. 285/286.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 03/06/2002 n. 3068
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L'operazione di eliminazione degli estremi, disciplinata dall'art. 21, co. 1-bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. (e definita brevemente con la formula: "taglio delle ali"), al fine di individuare le offerte anomale, nei casi di applicazione del criterio di aggiudicazione al prezzo più basso, comporta la valutazione delle giustificazioni fornite dalle imprese, quando i lavori siano di importo almeno pari a cinque milioni di euro, mentre, per gli appalti di lavori pubblici di importo inferiore alla soglia comunitaria, comporta l'esclusione automatica delle offerte.Il c.d. taglio delle ali estreme previsto dall'art. 21, co. 1-bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., ha lo scopo di eliminare alla radice l'influenza che possono avere, sulla media dei ribassi, offerte manifestamente distanti dai valori medi. Il carattere del ribasso, così individuato, ha natura oggettiva, nel senso che riporta ad unica categoria anche più offerte, quando casualmente o meno, esse hanno la medesima misura. Deve ritenersi pertanto che, nell'ipotesi in cui più imprese abbiano offerto il medesimo ribasso e tali offerte si siano collocate a cavallo della soglia di esclusione, debba farsi luogo all'esclusione di tutte dal computo della media e dello scarto medio aritmetico.
TAR Sicilia-Palermo, Sezione II - Sentenza 06/05/2002 n. 1146
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In materia di offerte anomale l'Amministrazione gode di lata discrezionalità, per cui la relativa valutazione, costituendo espressione di apprezzamento tecnico-discrezionale ed inerendo quindi al merito amministrativo rimesso all'esclusiva determinazione dell'autorità competente, è da ritenersi insindacabile in sede di giudizio di legittimità se non per aspetti di manifesta irrazionalità o evidente travisamento dei fatti.La valutazione della anomalia dell'offerta e la sua conseguente esclusione non possono essere riferite alla sola circostanza che alcune voci dei prezzi siano sottostimate, in quanto è necessaria una valutazione dell'offerta nel suo insieme, per cui singole e limitate voci ribassate, anche in modo considerevole, non possono inficiare il giudizio complessivo di serietà, affidabilità e positività dell'offerta.La disposizioni di cui all'art.95 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n.554 e s.m., e dell'art.3 del D.P.R. 25 gennaio 2000, n.34 e s.m., non si sovrappongono, dato che mentre l'art.95 del D.P.R. 554/99 indica i requisiti per la partecipazione alle gare delle associazioni temporanee di imprese, l'art.3 del successivo D.P.R. 34/2000 disciplina le categorie di qualificazione e relative classifiche nonché i presupposti necessari affinchè dette imprese raggruppate possano godere dell'incremento del quinto della propria classifica. Da quest'ultima disposizione non può dedursi che le imprese mandanti debbano possedere la quota di percentuale del 20% di quanto richiesto all'intero raggruppamento, anziché del 10% come richiesto dal secondo comma dell'art. 95 citato, dovendosi invece ritenere che, ai sensi di quest'ultimo articolo, possono partecipare alle gare le associazioni temporanee di imprese di tipo orizzontale la cui mandataria abbia i requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi in misura non inferiore al 40% e le mandanti in misura non inferiore al 10%.Ai sensi dell'art.21, co.1 bis, della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., nel calcolare la media degli scarti non possono essere prese in considerazione anche le offerte prima escluse (per il c.d. taglio delle ali) perché rientranti nel 10% di quelle che presentano un maggiore o minore ribasso. Trattandosi infatti di una procedura di "correzione" avente i caratteri e lo scopo di un affinamento ulteriore della media delle offerte da prendere in considerazione ai fini del calcolo, detti fattori, prima esclusi, non possono evidentemente successivamente concorrere a definire questo ulteriore affinamento.Nel caso di partecipazione alla gara di un raggruppamento consortile di cooperative, le cooperative designate per l'esecuzione dei lavori debbono essere in possesso, al pari del raggruppamento consortile, dei requisiti di ordine generale - morali e di ordine pubblico - previsti dall'art.17 del D.P.R. 25 gennaio 2000, n.34 e s.m., mentre i requisiti di ordine speciale ex art.18 del medesimo D.P.R. - capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa - possono far capo esclusivamente al consorzio di cooperative, il quale costituisce il soggetto partecipante alla gara.
Consiglio di Stato, Sezione V, 24/04/2002 n. 2208
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nel caso del raggruppamento temporaneo di imprese di tipo orizzontale, nel quale i partecipanti concorrono indistintamente all'esecuzione della fornitura, non vi è una correlazione logica tra il possesso dei requisiti e la misura della partecipazione individuale alla esecuzione del contratto.Le giustificazioni, addotte dall'impresa a sostegno dell'offerta risultata anomala, sono valutate sul piano della discrezionalità tecnico amministrativa con motivazione logica e coerente in relazione alla veridicità dei presupposti di fatto ritenuti rilevanti: tali valutazioni sono, pertanto, insindacabili dal giudice di legittimità.
Corte di Giustizia U.E., Sezione VI - Sentenza 27/11/2001 n. C-285/99 e C-286/99
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L'art. 30, n.4, della direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/37/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, deve essere interpretato nel modo seguente: - Esso si oppone alla normativa e alla prassi amministrativa di uno Stato membro che consentono all'amministrazione aggiudicatrice di respingere come anormalmente basse le offerte che presentano un ribasso superiore alla soglia di anomalia, tenendo conto unicamente delle giustificazioni dei prezzi proposti, relativi ad almeno il 75% dell'importo posto a base d'asta menzionato nel bando di gara, che gli offerenti erano tenuti ad allegare alla loro offerta, senza concedere a questi ultimi la possibilità di far valere il loro punto di vista, dopo l'apertura delle buste, sugli elementi di prezzo offerti che hanno dato luogo a sospetti. - Esso si oppone anche alla normativa ed alla prassi amministrativa di uno Stato membro che impongono all'amministrazione aggiudicatrice di prendere in considerazione, ai fini della verifica delle offerte anormalmente basse, solamente le giustificazioni fondate sull'economicità del procedimento di costruzione o delle soluzioni tecniche adottate o sulle condizioni particolarmente favorevoli di cui gode l'offerente, con esclusione di giustificazioni relative a tutti quegli elementi i cui valori minimi sono stabiliti da disposizioni legislative, regolamentari o amministrative ovvero i cui valori sono rilevabili da dati ufficiali. - Per contro esso non si oppone, in via di principio, nella misura in cui tutti i requisiti che impone siano per il resto soddisfatti e gli obiettivi perseguiti dalla direttiva 93/37 non siano pregiudicati, alla normativa ed alla prassi amministrativa di uno Stato membro che, in materia di determinazione delle offerte anormalmente basse e di verifica di queste offerte, da un lato, obbligano tutti gli offerenti, a pena di esclusione della loro partecipazione all'appalto, ad allegare alla loro offerta giustificazioni dei prezzi proposti relativi ad almeno il 75% dell'importo posto a base d'asta, e, dall'altro, applicano un metodo di calcolo della soglia di anomalia basato sulla media dell'insieme delle offerte ricevute per l'aggiudicazione di cui trattasi, di modo che gli offerenti non sono in grado di conoscere tale soglia al momento del deposito del loro fascicolo, dovendo tuttavia il risultato al quale porta l'applicazione di tale metodo di calcolo essere riesaminato dall'amministrazione aggiudicatrice.
TAR Lazio, Sezione II 25/09/2000 n. 7390
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nelle gare per l’aggiudicazione di appalti di opere pubbliche, la verifica delle offerte anomale va effettuata dal soggetto appaltante e non dalla Commissione giudicatrice.
Consiglio di Stato, Sezione IV 24/02/2000 n. 1007
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nel caso in cui il bando di una gara d'appalto per la realizzazione di opera pubblica consenta che l'offerta possa esporre un utile inferiore al parametro legale del 10%, è giustificabile l'offerta ritenuta anomala che indichi un utile netto pari all'1%, in aggiunta al 4% fissato dal bando medesimo come valore minimo per recupero dell'incremento naturale dei costi, una volta che i prezzi e costi unitari siano considerati congruamente giustificati.
Consiglio di Stato, Sezione VI 10/02/2000 n. 707
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nell'aggiudicazione dei contratti d'appalto di opere pubbliche, la ratio cui è preordinato il meccanismo della verifica delle offerte anomale è quello di assicurare la piena affidabilità della proposta contrattuale; pertanto, anche se ai sensi dell'art. 21 comma 1 bis L. 11 febbraio 1994 n. 109 le giustificazioni relative all'offerta anomala debbono riguardare le « voci di prezzo » più significative che concorrono a formare l'offerta, ciò non vuol dire che in un appalto a corpo i singoli prezzi debbano essere giustificabili in sé e per sé, a prescindere dalla loro incidenza sull'offerta complessiva, essendo invece necessario tener conto degli aspetti quantitativi della prestazione.
Consiglio di Stato, Sezione V 07/02/2000 n. 675
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In sede di procedimento della gara d'appalto di opere pubbliche, l'offerta anomala va valutata in quanto tale, senza alcun raffronto con le offerte che non hanno superato la soglia di anomalia.
Consiglio di Stato, Sezione VI 28/01/2000 n. 400
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In sede di appalto di opere pubbliche, la verifica delle giustificazioni dell'impresa che ha presentato un'offerta ritenuta anomala non impedisce all'Amministrazione di riesaminare al contempo anche i fatti e le circostanze inerenti ai requisiti di partecipazione alla gara.In tema di appalto di opere pubbliche, il sospetto dell'inaffidabilità di un'offerta anormalmente bassa consente (e per certi versi impone), una penetrazione delle giustificazioni dedotte dall'impresa, al fine, fra l'altro, di accertare l'esattezza, anche alla luce degli elementi emersi nel confronto con le altre offerte (e le relative giustificazioni prodotte dalle altre imprese), delle dichiarazioni rese e della documentazione prodotta.In tema di appalto di opere pubbliche, la verifica di merito tecnico economica delle offerte anomale condotta sulla base di un'istruttoria in contraddittorio - che non equivale all'attestazione unilaterale propria delle giustificazioni preventive addotte dall'impresa in ordine al carattere anomalo dell'offerta prevista dall'art. 21 co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m.- non viene incisa dal semplice controllo estrinseco sulle dichiarazioni documentali rese dall'offerente.In tema di appalto di opere pubbliche, l'adeguatezza delle giustificazioni addotte dall'impresa in ordine al carattere anomalo dell'offerta costituisce oggetto di discrezionalità tecnica della Commissione di gara, sindacabile solo sul piano della logicità e della coerenza dell'iter motivazionale, oltre che in relazione alla veridicità dei presupposti di fatto presi in considerazione.
Consiglio di Stato, Sezione V 26/01/2000 n. 345
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In sede di gara d'appalto di opere pubbliche, il giudizio sull'anomalia dell'offerta costituisce una tipica valutazione tecnico discrezionale dell'Amministrazione ed è sindacabile dal giudice solo nel caso di palesi errori di fatto o di evidenti contraddizioni logiche.E' legittimo il giudizio di anomalia dell'offerta proposta in una gara d'appalto di opera pubblica qualora l'Amministrazione abbia considerato in modo analitico la sua composizione evidenziando l'incongruenza tra l'utile previsto (pari al dieci per cento) e l'effettiva determinazione dei singoli prezzi unitari, ed abbia spiegato diffusamente perché la dimensione locale dell'impresa non giustificava in alcun modo l'indicazione di prezzi diversi da quelli praticati
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana 24/01/2000 n. 17
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In tema di appalto di opere pubbliche, il procedimento di verifica dell'anomalia delle offerte previsto dall'art. 29, co. 5, del D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406 non può intendersi esterno e autonomo rispetto alle operazioni di gara, ma deve ritenersi piuttosto una fase endoprocedimentale che precede l'aggiudicazione; pertanto, la graduatoria delle offerte predisposte dalla Commissione giudicatrice non costituisce un provvedimento definitivo e, come tale, non può essere considerato immediatamente lesivo per le imprese concorrenti.
Consiglio di Stato, Sezione V 10/12/1999 n. 814
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In sede di verifica delle offerte anomale presentate in una gara per l'appalto di un'opera pubblica, la possibilità per l'impresa di operare con aliquote ridotte di spese generali e di utili programmati non è estranea al concetto di « condizioni particolarmente favorevoli » delle quali gode l'impresa stessa, ai sensi dell'art. 21 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m..
TAR Napoli 28/10/1999 n. 2767
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nel caso in cui ad una gara per l'appalto di opera pubblica abbia partecipato un'Associazione temporanea di imprese, sono legittimati a ricorrere avverso la procedura di gara per l'aggiudicazione di contratti della Pubblica amministrazione sia le singole imprese mandanti sia la capogruppo mandataria.In tema di appalto di opere pubbliche, la determinazione che ritiene congrua la giustificazione fornita da un concorrente per giustificare la propria offerta è congruamente motivata col richiamo, per relationem, non essendo necessario che essa sintetizzi o reiteri quanto documentato purché la giustificazione dell'Amministrazione sia anche indirettamente documentata in modo da poterne consentire il sindacato giurisdizionale.In tema di appalto di opere pubbliche, la valutazione delle offerte di gara e, nel caso di anomalia, delle giustificazioni prodotte dalle concorrenti, attiene alla discrezionalità tecnica dell'Amministrazione ed è pertanto sindacabile solo per manifesta illogicità o travisamento dei fatti
TAR Roma 22/10/1999 n. 3107
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La previsione contenuta nell'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., secondo la quale le offerte relative a gare d'appalto di lavori d'importo pari o superiore a 5 milioni di Ecu, da aggiudicarsi al prezzo più basso, devono essere corredate, fin dalla loro presentazione, da giustificazioni relative alle voci di prezzo più significative, ha l'evidente scopo di accelerare il procedimento di valutazione della presunta anomalia, senza che ciò determini alcuna violazione del principio del contraddittorio.
TAR Salerno 21/10/1999 n. 444
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nel procedimento di verifica delle offerte anomale pervenute in sede di gara per l'aggiudicazione di un appalto di opera pubblica, occorre che l'Amministrazione, nel bando o nella lettera d'invito, definisca in modo predeterminato di quali elementi intenda avvalersi ai fini del vaglio della richiesta di giustificazioni, e ciò al fine di dar modo all'impresa interessata di offrire adeguatamente le proprie giustificazioni circa l'anomalia dell'offerta
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana 14/10/1999 n. 553
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L'art. 1, co. 6 L.R. 2 settembre 1998 n. 21, in tema di appalto di opere pubbliche in Sicilia, prevede un sub procedimento, volto alla identificazione ed all'esclusione delle offerte anomale che si atteggia diversamente a seconda che il numero delle offerte ritenute valide sia o meno inferiore a sei, e un altro sub procedimento per la scelta dell'offerta cui aggiudicare la gara tra quelle ritenute valide in esito alla predetta fase procedimentale che ha portato all'esclusione delle offerte anomale.In tema di appalto di opere pubbliche in Sicilia, la scelta dell'offerta cui aggiudicare la gara va fatta, ai sensi dell'art. 1, co. 6 L.R. 2 settembre 1998 n. 21, tenendo presente che l'espressione « offerta » deve essere intesa nel senso di valore assoluto del prezzo.
TAR L'Aquila 13/10/1999 n. 584
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Ai sensi dell'art. 21 comma 1 bis ultima parte L. 11 febbraio 1994 n. 109, come modificato dall'art. 7 D.L. 3 aprile 1995 n. 101, convertito dalla L. 2 giugno 1995 n. 216, nelle gare di appalto di lavori pubblici di importo inferiore alla soglia comunitaria la regola dell'esclusione automatica delle offerte anomale per il periodo transitorio (fino al 1 gennaio 1997) non opera nel caso in cui le offerte valide siano in numero inferiore a cinque
TAR Ancona 07/10/1999 n. 1068
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Ai sensi dell'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., come modificato dall'art. 7 L. 18 novembre 1998 n. 415, in sede di verifica dell'anomalia delle offerte, il c.d. taglio delle ali, ossia la mancata valorizzazione delle offerte estreme in termini di minore e massimo ribasso ai fini del calcolo della soglia di anomalia, non deve essere circoscritto esclusivamente alla fase definitoria della media iniziale delle offerte , ma deve persistere anche nella fase successiva, allorquando si tratta di determinare lo scarto medio aritmetico dei ribassi da sommare alla prima media correttiva del valore precedentemente individuato.
TAR Ancona 25/09/1999 n. 1052
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L'obbligo imposto alla stazione appaltante dall'art. 21, co.1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. di richiedere a corredo delle offerte opportuni elementi giustificativi della loro serietà e attendibilità è preordinato ad accelerare il procedimento di aggiudicazione ed a consentire quindi un'immediata e completa analisi delle componenti delle offerte valutate presuntivamente anomale e, dunque, potenzialmente poco affidabili, allo scopo di decidere con la massima tempestività circa l'ammissione o l'esclusione della proposta economica, senza necessità di esperire fasi procedimentali ulteriori in contraddittorio, con evidente vantaggio per i tempi dell'azione amministrativa; pertanto, in presenza di detta anticipata valutazione dell'eventuale anomalia delle offerte, estesa a tutti i concorrenti, l'Amministrazione non deve più richiedere alcuna giustificazione alle imprese la cui offerta è risultata superiore alla soglia percentuale di anomalia.
TAR Pescara 23/09/1999 n. 750
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L'art. 21 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., nel testo introdotto dall'art. 7 della legge 18 novembre 1998 n. 415, che ha fissato il criterio per l'individuazione automatica dell'anomalia per le offerte relative a gare concernenti appalti di opere pubbliche di importo inferiore alla soglia comunitaria, deve essere interpretato nel senso che il taglio delle offerte estreme, ossia il 10% di quelle di maggiore e minore ribasso, non vale solo ai fini del calcolo della prima media - cioè della media dei ribassi - ma a quelli della seconda, ossia della media degli scostamenti dalla media prima determinata .Ai sensi degli artt. 33 e segg. del decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 80, il giudice amministrativo, nelle controversie relative alle procedure per l'affidamento di appalti pubblici devolute alla giurisdizione esclusiva, ha il potere di dichiarare il vincitore della gara con diritto alla sua aggiudicazione.Il danno subito dall'impresa a causa della mancata aggiudicazione in via amministrativa dell'appalto con la conseguente necessità per la stessa di attendere la sentenza contenente l'accertamento del suo diritto, è da ascrivere a colpa dell'Amministrazione ed è ingiusto; pertanto, l'impresa stessa ha diritto ad ottenere, in aggiunta alla reintegrazione in forma specifica, il risarcimento del maggior danno costituito dalla turbativa economica determinata dal ritardo e costituita da minori utili e da maggiori spese, da liquidare con le modalità indicate dall'art. 35 comma 2 D.L. vo 31 marzo 1998 n. 80 e, pertanto, attraverso la declaratoria dell'obbligo dell'Amministrazione di proporre all'impresa entro il termine indicato in sentenza il pagamento di una somma di danaro.
TAR Napoli 06/09/1999 n. 2267
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Ai sensi dell'art. 21, co.1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., come modificato dall'art. 7, co. 1 della legge 18 novembre 1998 n. 415 delle gare d'appalto di opere pubbliche ai fini, dell'individuazione delle offerte anomale, il c.d. taglio delle ali, cioè l'esclusione del 10% delle offerte, va effettuata anche per la determinazione dello scarto medio aritmetico dei ribassi percentuali.Ai sensi dell'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 , come modificato dall'art. 7 co. 1 della legge 18 novembre 1998 n. 415, nelle gare d'appalto di opere pubbliche, l'esclusione del 10%, arrotondato ad unità superiore, rispettivamente delle offerte di maggior ribasso e di quelle di minor ribasso, deve essere effettuato sul totale delle offerte ammesse, e quindi sottratto due volte, una prima volta a carico dell'estremo superiore dell'elenco delle offerte ammesse e una seconda volta a carico dell'estremo inferiore.Non spetta il risarcimento danni ai sensi dell'art. 35 del D.L. vo 31 marzo 1998 n. 80 nel caso in cui dall'accoglimento del ricorso in materia di contratti della Pubblica amministrazione, consegua la ripetizione della gara, e quindi il soddisfacimento diretto e pieno fatto valere dal ricorrente.
TAR Roma 04/09/1999 n. 2714
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La previsione contenuta nell'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m.(aggiunto dall'art. 7 D.L. 3 aprile 1995 n. 101, convertito dalla L. 2 giugno 1995 n. 216), secondo la quale le offerte relative a gare d'appalto di lavori pari o superiori a 5 milioni di ecu da aggiudicarsi al prezzo più basso devono essere corredate, fin dalla loro presentazione, da giustificazioni relative alle voci di prezzo più significative, ha l'evidente scopo di accelerare il procedimento di valutazione della presunta anomalia, consentendo un giudizio pressoché contestuale all'esame delle offerte, senza che con ciò sia perpetrata alcuna violazione del principio del contraddittorio, non risultando violato neppure l'art. 30 della direttiva Cons. C.E.E. n. 93/37.
TAR Parma 01/09/1999 n. 558
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nella gara per l'aggiudicazione di un appalto di opere pubbliche un'offerta con un ribasso del 92,91% deve essere considerata non solo anomala ma del tutto abnorme, priva di serietà e, quindi, tamquam non esset; pertanto, essa va esclusa anche dal calcolo della media delle offerte ai sensi dell'art. 4 L. 2 febbraio 1973 n. 14.
TAR Napoli 10/08/1999 n. 2243
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Ai sensi dell'articolo 21, co. 1-bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come modificato dall'articolo 7, co. 1, della legge 18 novembre 1998, n. 415, ai fini dell'individuazione delle offerte anomale le offerte già escluse in sede di taglio delle ali non possono essere di nuovo computate per determinare la media degli scarti.
TAR Catania 31/07/1999 n. 1447
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Le operazioni di riduzione in termini di ribasso delle offerte e di ragguaglio degli stessi alla media dei ribassi vanno effettuate, nelle fattispecie in cui il bando di gara di appalto prescrive la presentazione di offerte in termini di prezzi unitari, ai soli fini dell'esclusione automatica delle offerte anomale e non anche ai fini dell'aggiudicazione.
TAR Reggio Calabria 31/07/1999 n. 1023
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In sede di gara per l'aggiudicazione di un appalto di opera pubblica l'obbligo imposto di corredare l'offerta fin dalla presentazione delle giustificazioni delle voci di prezzo più significative non tiene luogo del subprocedimento di verifica delle offerte presuntivamente anomale, dovendosi tale successiva fase obbligatoriamente svolgere per la valutazione delle offerte anormalmente basse in sede di giustificazioni fondate su criteri di riferimento stabiliti dalla normativa comunitaria e statale e, cioè, su tutte le voci che compongono l'offerta.Nelle gare per l'aggiudicazione di un appalto di opera pubblica, le giustificazioni anticipate dell'anomalia delle offerte possono avere un diretto e immediato effetto solo nel caso in cui le stesse siano di per sé idonee a dimostrare la congruità dell'offerta ovvero rivelino la manifesta e incontrovertibile carenza di credibilità, cosi esonerando l'Amministrazione appaltante dall'obbligo di interpellare ulteriormente l'offerente.
TAR Roma 30/07/1999 n. 2369
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Ai sensi dell'art. 21 comma 1 bis, introdotto dall'art. 7 D.L. 3 aprile 1995 n. 101, convertito dalla L. 2 giugno 1995 n. 216, come modificato dall'art. 7 L. 18 novembre 1998 n. 415, che regola il procedimento di verifica delle offerte risultate anormalmente basse negli appalti di opere pubbliche di importo inferiore alla soglia comunitaria, le offerte di maggior ribasso e quelle di minor ribasso, cosi come non vengono prese in considerazione al fine della media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, atteso che rientrano nella percentuale marginale del 10% che non concorre alla formazione della detta media, non possono essere considerate infine per determinazione della media aritmetica degli scarti, che costituisce un correttivo della media delle offerte, destinato ad affinare tale dato e che, pertanto, non può che essere omogeneo al primo.
TAR Roma 29/07/1999 n. 2331
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Ai sensi dell'art. 21 comma 1 bis, introdotto dall'art. 7 D.L. 3 aprile 1995 n. 101, convertito dalla L. 2 giugno 1995 n. 216, come modificato dall'art. 7 L. 18 novembre 1998 n. 415, che regola il procedimento di verifica delle offerte risultate anormalmente basse negli appalti di opere pubbliche di importo inferiore alla soglia comunitaria, ai fini del calcolo della media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, occorre tenere conto non già della singola proposta contrattuale, ma dei singoli ribassi percentuali; pertanto, nel caso in cui vi siano più offerte portanti lo stesso ribasso, ai fini della verifica, devono essere conteggiati tutti i ribassi, ancorché gli stessi siano stati prodotti da più di un'impresa.
TAR Aosta 21/07/1999 n. 94
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Ai sensi dell'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109, come modificato dall'art. 7 co. 1 della legge 18 novembre 1998 n. 415, ai fini dell'individuazione delle offerte anomale nelle gare di appalto delle opere pubbliche il c.d. « taglio delle ali », cioè l'esclusione del 10% delle offerte, va effettuato anche ai fini della determinazione dello scarto medio aritmetico dei ribassi percentuali.
TAR Napoli 19/07/1999 n. 2013
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Ai sensi dell'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109, come modificato dall'art. 7, co. 1 della legge 18 novembre 1998 n. 415, ai fini dell'individuazione delle offerte anomale, le offerte già escluse in sede di taglio delle ali non possono essere di nuovo computate per determinare la media degli scarti.
TAR Napoli 19/07/1999 n. 2012
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
E' illegittimo il provvedimento col quale la Commissione di gara, effettuato un nuovo calcolo dell'anomalia delle offerte, procede ad una rettifica delle operazioni senza dare il preavviso alla ditta che, essendo risultata migliore offerente, aveva fatto, quindi ragionevole affidamento sull'aggiudicazione dell'appalto in proprio favore.
TAR Roma 07/07/1999 n. 2072
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nel procedimento di gara per l'aggiudicazione di un appalto di opera pubblica, è legittima la decisione dell'Amministrazione di affiancare agli originari componenti della Commissione, degli esperti per procedere alla verifica delle offerte risultate anomale, stante il tecnicismo di tale fase e tenuto conto che alcuna perturbazione essa è suscettibile di comportare sulla par condicio dei concorrenti.
TAR Firenze 18/06/1999 n. 650
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Il sistema di determinazione della soglia di esclusione delle offerte anomale, nelle gare per l'aggiudicazione di appalti di opere pubbliche, come disciplinato dall'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., si fonda sul computo della media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, con esclusione del 10%, arrotondato all'unità superiore, rispettivamente delle offerte di maggiore o di minore ribasso; pertanto, è illegittima l'inclusione, in sede di calcolo della detta soglia, delle offerte col minimo ribasso in precedenza già scartate.
TAR Torino 17/06/1999 n. 422
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109, nel testo modificato e integrato dall'art. 7 L. 18 novembre 1998 n. 415, che disciplina il procedimento per l'individuazione e l'esclusione delle offerte anomale nelle gare per l'aggiudicazione di appalti di opere pubbliche, deve essere interpretato nel senso che il taglio delle offerte estreme, ossia il 10% di quelle di maggiore e minore ribasso, non vale solo ai fini del calcolo della prima media - cioè la media dei ribassi - ma anche a quelli della seconda, ossia la media degli scostamenti della media prima determinata
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana 03/06/1999 n. 228
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In una gara di appalto per l'aggiudicazione di lavori pubblici, la verifica dell'anomalia dell'offerta attiene al merito dell'esercizio del potere discrezionale della Pubblica amministrazione, non sindacabile se non per illogicità, manifesta irrazionalità e travisamento dei fatti.Ai fini della verifica dell'anomalia dell'offerta in una gara per l'aggiudicazione di lavori pubblici, non è sufficiente a giustificare l'entità dell'offerta, tra l'altro con risposte di identico tenore a seguito di richieste di giustificazione in più gare, il richiamo non al merito dei prezzi di contratto e di mercato e alla natura dei lavori, ma ad elementi estrinseci rispetto all'offerta stessa.In tema di offerte presentate in occasione di una pubblica gara, nel caso in cui l'Amministrazione abbia ritenuto le giustificazioni addotte da un concorrente non attendibili e non sufficienti a superare il giudizio di anormalità della propria offerta, la stessa Amministrazione non è tenuta a rinnovare alcuna richiesta nei confronti del medesimo concorrente.
TAR Brescia 01/06/1999 n. 484
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La presenza di un rappresentante della ditta partecipante ad una gara per l'aggiudicazione di contratti della Pubblica amministrazione alla riunione nella quale la commissione giudicatrice ha escluso la ditta medesima dalla gara non comporta ex se piena conoscenza dell'atto di esclusione ai fini della decorrenza del termine per l'impugnazione qualora non risulti che il rappresentante era munito di mandato ad hoc, oppure rivestiva una specifica carica sociale, per cui la conoscenza avuta dal medesimo doveva ritenersi riferibile alla società concorrente.Ai sensi dell'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109, come modificato dall'art. 7 co. 1 della legge 18 novembre 1998 n. 415, ai fini dell'individuazione delle offerte anomale nelle gare per l'appalto di opere pubbliche le offerte già escluse in sede di «taglio delle ali » non possono essere di nuovo computate per determinare la media degli scarti
TAR Torino 20/05/1999 n. 334
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L'art. 21, co.1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109, nel testo modificato dall'art. 7 della L. 18 novembre 1998 n. 415, che ha fissato il criterio per l'individuazione della soglia di anomalia delle offerte nelle gare per l'aggiudicazione di appalti di opere pubbliche, deve essere interpretato nel senso che il taglio delle offerte estreme, ossia il 10% di quelle di maggiore e minore ribasso, non vale solo ai fini del calcolo della prima media - cioè la media di ribassi - ma anche a quelli della seconda, ossia la media degli scostamenti della media prima determinata.
TAR Bolzano 27/04/1999 n. 118
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In tema di anomalia di un'offerta presentata in licitazione privata per l'aggiudicazione di un appalto di opera pubblica, qualora non risulti una motivazione chiaramente incongrua sull'apprezzamento dell'anomalia, il giudice amministrativo non può invadere la sfera riservata all'Amministrazione, che è e rimane di merito.La ditta partecipante ad una gara pubblica per l'aggiudicazione di un appalto che voglia giustificare l'anomalia dell'offerta presentata non può limitarsi alla mera esposizione del prezzo senza una esauriente allegazione, ma deve mettere in grado l'Amministrazione di formulare un giudizio di congruità del prezzo facendo conoscere almeno la fonte da cui è tratto il prezzo stesso.Il subappalto di un'opera pubblica non può essere invocato dall'impresa concorrente come elemento giustificativo del carattere anormalmente basso di un'offerta, in quanto ciò varrebbe ad assumere il valore di un'offerta peggiorativa di quella presentata dall'impresa col vantaggio illecito di non poter essere sottoposta a giudizio di anomalia
TAR Toscana 26/04/1999 n. 371
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L'articolo 21, co. 1-bis della legge 11 febbraio 994 n. 109 e s.m.. va interpretato nel senso che l'accantonamento del 10 % delle offerte di maggiore e di minore ribasso opera non solo al fine del calcolo della media dei ribassi, ma anche al fine del calcolo della media degli scarti.
TAR Milano 13/04/1999 n. 1173
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In sede di gara per l'aggiudicazione di contratti d'appalto di opere pubbliche da svolgersi col metodo del massimo ribasso sul prezzo, le giustificazioni addotte dall'offerente con riferimento alla propria offerta, che risulti superiore alla soglia di anomalia, non hanno la funzione di apportare correttivi al ribasso offerto, bensi quella di spiegare come il medesimo sia compatibile col conseguimento di un utile normale .Il sistema di licitazione privata basato sul prezzo più basso, essendo preordinato a realizzare il massimo risparmio possibile per l'Amministrazione appaltante, si fonda su un meccanismo selettivo automatico, mentre il concorrente interesse pubblico ad una regolare esecuzione dell'opera trova tutela nella sola norma che consente all'Amministrazione di rifiutare l'aggiudicazione quando l'offerta economicamente migliore si presenti nel suo complesso anormalmente bassa rispetto all'entità della prestazione, e non sia possibile eliminare tale anomalia attraverso la verifica analitica della congruenza dei prezzi unitari, nel loro insieme e nei reciproci rapporti che entrano a comporre l'offerta complessiva.La valutazione dell'anomalia dell'offerta presentata in sede di appalto per l'aggiudicazione di contratti della Pubblica amministrazione è incentrata su una discrezionalità che esige l'acquisizione di dati concreti e specifici, riferibili alla singola posizione considerata, ove un ruolo determinante è svolto dall'instaurazione di un contraddittorio con la ditta offerente, le cui giustificazioni devono primariamente essere prese in considerazione, mentre la relativa operazione logico valutativa deve riflettersi in una corrispondente e adeguata motivazione.
TAR Palermo 08/04/1999 n. 712
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nell'aggiudicazione di un appalto di opera pubblica, in mancanza di un adeguato numero di offerte, la media in base alla quale è accertata autonomamente l'anomalia può risultare inattendibile, per cui occorre comunque la verifica delle offerte, in contraddittorio con le Ditte interessate, quando non si sia in presenza di più di quindici offerte ai sensi dell'art. 2 bis comma 3 D.L. 2 marzo 1989 n. 65, come implicitamente richiamato dall'art. 68 L. reg. sic. 12 gennaio 1993 n. 10.
TAR Trento 27/03/1999 n. 116
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Tutte le operazioni di gara relative ai procedimenti concorsuali finalizzati alla scelta del privato contraente con la Pubblica amministrazione, da porre in essere fino al momento di formale chiusura della stessa, sono di competenza della Commissione giudicatrice all'uopo nominata; pertanto, è di competenza del detto organo collegiale anche la verifica delle offerte sospette di anomalia, da compiere prima di concludere il procedimento con l'individuazione dell'aggiudicatario.Ai sensi dell'art. 20, co. 2, lett. b) della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., i concessionari di costruzione e gestione di lavori pubblici sono tenuti ad applicare le procedure di scelta del contraente e i criteri di aggiudicazione previsti dagli artt. 20 e 21 stessa legge, risultando irrilevante a tal fine che essi abbiano veste societaria (nella specie, società per azioni) e risultando invece assorbente il rilievo che essi agiscono nell'esercizio di pubbliche funzioni ad essi trasferite dall'Amministrazione concedente.Nel sistema introdotto dall'art. 21, co.1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., per le opere di importo superiore alla soglia comunitaria, non tutte le offerte presentate dalle imprese concorrenti devono essere sottoposte a verifica di anomalia, ma solo quelle che, in base a dati oggettivi e predeterminati finalizzati a garantire l'imparzialità dell'azione amministrativa, siano sospette di ribasso anomalo.
TAR Salerno 25/03/1999 n. 95
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
E' legittima l'esclusione da una gara pubblica dell'offerta anomala sulla base della verifica anticipata dell'anomalia dell'offerta stessa, cioè sulla base di elementi giustificativi richiesti già col bando di gara e non dopo l'aggiudicazione provvisoria, a ciò non ostando la disciplina comunitaria che esclude la possibilità di procedere all'esclusione automatica delle offerte sospettate di anomalia ma non formula alcuna prescrizione procedimentale relativa alle modalità della necessaria verifica
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana 25/03/1999 n. 114
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La disposizione dell'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., introdotta dall'art. 7 del D.L. 3 aprile 1995 n. 101, secondo la quale nelle gare per l'aggiudicazione dei contratti d'appalto di opere pubbliche le offerte debbono essere corredate, fin dalla loro presentazione, da giustificazioni relativamente alle voci di prezzo più significative, ha lo scopo di accelerare il procedimento e di consentire all'Amministrazione appaltante una valutazione pressoché contestuale dell'insieme delle offerte
TAR Bolzano 24/03/1999 n. 97
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
E' legittimo il provvedimento col quale la Stazione appaltante di lavori pubblici, in autotutela, procede ad una nuova valutazione delle offerte presuntivamente anomale, e ciò in quanto l'Amministrazione ha sempre il diritto dovere di rivedere un precedente provvedimento e di procedere, in sede di autotutela, all'eliminazione dell'illegittimità comunque verificatasi prima dell'adozione del provvedimento di aggiudicazione e, quindi, di correggere e, se del caso, di rimuovere gli errori che inficierebbero la legittimità anche degli atti successivi a quello viziato, e perciò dell'intero procedimento.In sede di gara per l'aggiudicazione degli appalti di opere pubbliche la valutazione dell'anomalia delle offerte può anche seguire l'aggiudicazione provvisoria, che può eventualmente essere soggetta a revoca all'esito della verifica stessa.In sede di verifica dell'anomalia delle offerte presentate in una gara per l'aggiudicazione degli appalti di opere pubbliche, l'onere della prova della serietà dell'offerta stessa è a carico dell'offerente.In tema di anomalia di un'offerta presentata in sede di licitazione privata indetta per l'appalto di un'opera pubblica, qualora non risulti una motivazione chiaramente incongrua sull'apprezzamento dell'anomalia, il giudice amministrativo non può invadere la sfera riservata all'Amministrazione, che è e rimane di merito
Consiglio di Stato, Sezione IV 16/03/1999 n. 284
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Il termine entro il quale, ai sensi dell'art. 5 comma 14 L. 2 febbraio 1973 n. 14, nelle gare di appalto di opere pubbliche possono essere presentate le giustificazioni in relazione ad offerte ritenute anomale, ha carattere acceleratorio, per cui la sua inosservanza può avere rilievo caducante solo quando, scaduto il termine, l'Amministrazione, nel procedere agli ulteriori atti della procedura, rilevi formalmente l'inadempimento; peraltro, fino a questo momento, non vi sono ragioni che impediscano alla ditta interessata di produrre la documentazione richiesta, e all'Amministrazione di tenerne conto
TAR Palermo 12/03/1999 n. 526
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In una procedura di gara per l'aggiudicazione di contratto d'appalto di opera pubblica in sede di valutazione delle offerte, la prevalenza da attribuire ai prezzi unitari indicati rispetto alle restanti espressioni di riferimento viene in rilievo solo se i dati siano contrastanti in modo sostanziale, cosi da rendere incerta la volontà dell'offerente, e non già per un mero errore di scrittura facilmente riscontrabile.In materia di offerte anomale, l'Amministrazione gode di lata discrezionalità, per cui la relativa valutazione, costituendo espressione di apprezzamento tecnico discrezionale ed inerendo quindi al merito amministrativo rimesso all'esclusiva determinazione dell'Autorità competente, deve ritenersi insindacabile in sede di giudizio di legittimità se non per aspetti di manifesta irrazionalità o evidente travisamento dei fatti
TAR Lazio 05/03/1999 n. 504
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Quando la lettera di invito ad una gara rimetta alla libera determinazione dei concorrenti, senza porre limiti, l'indicazione dell'utile effettivo che si intenderebbe ricavare dall'eventuale aggiudicazione, non è consentito alla stazione appaltante, in seguito, di ritenere inaffidabile un'offerta sotto il profilo dell'asserita mancanza di un idoneo utile d'impresa.
TAR Catanzaro 24/02/1999 n. 236
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nell'aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione, il mancato rispetto delle formalità richieste dal bando per dare luogo all'esclusione dalla gara deve essere interpretato secondo il comune canone di ragionevolezza; pertanto, costituiscono mere irregolarità le carenze che siano assolutamente inidonee ad influire sulla certa conoscenza dello stato dei fatti da parte dell'Amministrazione e che comunque non possono far insorgere dubbi sulla paternità, veridicità e consistenza dell'offerta.In tema di aggiudicazione di appalto concernente opere pubbliche, dal disposto dell'art. 24 L. 8 agosto 1977 n. 584 si evince che la garanzia procedimentale accordata al presentatore dell'offerta ritenuta bassa in modo anomalo si esaurisce nell'obbligo gravante sull'Amministrazione appaltante di richiedere le necessarie giustificazioni, senza che possa desumersi, da alcuna norma o principio generale, l'esistenza di un ulteriore obbligo di valutare in contraddittorio gli elementi giustificativi presentati dall'impresa
TAR Roma 17/02/1999 n. 571
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nell'ambito di gara indetta per l'affidamento di lavori di adeguamento e riqualificazione di tratti della rete stradale comunale, non può essere imposto al concorrente alcun ulteriore onere di allegazione documentale preventiva quanto agli elementi giustificativi dell'offerta, nel caso in cui il concorrente stesso, aderendo all'invito della Stazione appaltante, abbia presentato debitamente compilato apposito modello (contenente dimostrazione per offerte anomale), recante la selezione delle voci più significative delle lavorazioni in cui si articola l'appalto, la quantità dei lavori, il prezzo unitario e l'importo complessivo, modello che, nell'apprezzamento discrezionale dell'Amministrazione, contiene gli elementi compositivi dell'offerta costituenti la base di ogni successivo approfondimento in contraddittorio in relazione al richiamo alle modalità di verifica dell'anomalia previste dall'art. 30 comma 4 direttiva comunitaria 93/37/C.E.E.In tema di contratti della Pubblica amministrazione, in relazione al non prevedibile esito dell'accertamento in contraddittorio della verifica della congruità dell'offerta del primo classificato, non può ritenersi precluso all'Amministrazione, che gode di ampia discrezionalità nella scelta dei mezzi istruttori, di interpellare contemporaneamente anche uno o più concorrenti successivamente graduati, chiedendo loro di produrre ulteriori giustificazioni circa la formulazione dell'offerta, onde pervenire in tempi ristretti alla conclusione del procedimento di gara.
TAR L'Aquila 11/02/1999 n. 70
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L'aggiudicazione di un contratto di lavori pubblici non può avvenire in favore dell'impresa la cui offerta risulti basata sul superamento, in difetto, di valori minimi stabiliti da disposizioni legislative, regolamentari, amministrative o, comunque, da atti ufficiali; pertanto, non possono trovare accoglimento le giustificazioni relative ad un'offerta anomala che disattende le tabelle dell'Associazione costruttori edili e il prezzario del Provveditorato alle opere pubbliche relativamente al costo della manodopera, non tiene conto degli oneri derivanti dell'imposta regionale sulle attività produttive e ignora le componenti di costo rappresentate dalle festività, dalle assicurazioni obbligatorie e dal trattamento di fine rapporto per i dipendenti.
TAR Trieste 01/02/1999 n. 38
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nelle gare per l'aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione, la partecipazione alle stesse non implica di per sé alcuna acquiescenza al bando di gara, nemmeno in caso di mancata proposizione di riserve.Nelle gare per l'aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione (nella specie, un appalto di gestione e manutenzione di impianti di riscaldamento) in base ai principi desumibili dall'intera normativa comunitaria e nazionale di recepimento in materia, deve essere sempre concessa alla ditta che ha proposto l'offerta anomala la possibilità di giustificare tale anomalia, con la conseguenza che l'automaticità dell'esclusione delle offerte anomale costituisce l'eccezione, mentre la regola generale è per la non automaticità dell'esclusione delle offerte stesse, e ciò vale indipendentemente dal superamento o meno della cosiddetta soglia comunitaria, in quanto il principio ricavabile dall'intera normativa, quello cioè della necessità di sentire la parte che abbia presentato un'offerta anomala e conseguentemente l'obbligo di valutare le sue giustificazioni è riformulazione di un altro principio presente nel sistema ordinamentale interno italiano, ricavabile direttamente dalla L. 7 agosto 1990 n. 241, e relativo alla necessaria partecipazione alla fase istruttoria degli interessati.
TAR Milano 26/01/1999 n. 234
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Permane in capo all'Amministrazione, fino alla conclusione del procedimento di aggiudicazione della gara per l'appalto di un'opera pubblica e indipendentemente dalla qualificazione che si voglia dare ai relativi atti, la potestà di procedere alla valutazione delle offerte che presentano sospetti di anomalia.
Consiglio di Stato, Sezione IV 19/01/1999 n. 40
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In sede di gara per l'aggiudicazione di un appalto di opera pubblica, la presentazione delle giustificazioni previste dall'art. 21 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. trova applicazione solo nelle ipotesi in cui l'offerta sia sospetta di anomalia; pertanto, l'osservanza del principio della par condicio non si pone nei confronti di tutti i concorrenti, ma solo di quelli le cui offerte abbiano superato la soglia che richiede la verifica delle giustificazioni, con la conseguenza che la Commissione non deve verificare la regolarità delle giustificazioni prodotte da tutte le imprese concorrenti.In sede di gara per l'aggiudicazione di un contratto della Pubblica amministrazione, ai fini dell'ammissibilità delle offerte, occorre che il plico giunga alla stazione appaltante con la sigillatura del tutto integra, per cui non rileva che gli eventi di alterazione della sigillatura siano successivi alla consegna del plico all'ufficio postale o all'agenzia di recapiti autorizzata, atteso anche che le previsioni legislative in materia stabiliscono che « il recapito del plico rimane ad esclusivo rischio del mittente » (anche nella lettera di invito alla gara), a nulla rilevando le cause per le quali il plico è giunto all'Amministrazione in difformità di quanto prescritto. (Nella specie, era stata esclusa dalla gara l'offerta pervenuta in busta trasparente di plastica sigillata dall'Amministrazione postale a seguito della lacerazione del plico per le cattive condizioni metereologiche al momento della sua consegna alla stazione appaltante).
TAR Roma 12/01/1999 n. 50
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La previsione contenuta nell'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m.(aggiunto dall'art. 7 D.L. 3 aprile 1995 n. 101, convertito dalla L. 2 giugno 1995 n. 216), secondo la quale le offerte relative a gare d'appalto di lavori pari o superiori a 5 milioni di Ecu da aggiudicarsi al prezzo più basso devono essere corredate, fin dalla loro presentazione, da giustificazioni relative alle voci di prezzo più significative, ha l'evidente scopo di accelerare il procedimento di valutazione della presunta anomalia (consentendo all'Amministrazione un giudizio pressoché contestuale all'esame delle offerte), a condizione che venga data adeguata certezza della verifica tecnica effettuata
TAR Parma 30/12/1998 n. 673
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L'esclusione automatica delle offerte ritenute anomale non costituisce un criterio di carattere generale applicabile a tutti i tipi di scelta del contraente, anche in mancanza di una puntuale e specifica normativa al riguardo, essendo invece principio generale quello dell'accertamento dell'anomalia, in concreto previa richiesta di giustificazioni all'offerente.
TAR Milano 23/12/1998 n. 3181
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Con l'art. 21 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. si è data applicazione al principio di cui all'art. 30.4 direttiva C.E.E. n. 93/37 (secondo il quale l'Amministrazione aggiudicatrice dell'appalto di un'opera pubblica, prima di escludere offerte anormalmente basse, deve instaurare un contraddittorio con l'offerente richiedendo per iscritto le precisazioni ritenute utili in merito alla composizione dell'offerta e verificandola poi sulla base delle giustificazioni fornite), anticipandosi, generalizzandola, la fase della giustificazione delle offerte (non necessariamente anomale); pertanto, atteso che l'approfondimento istruttorio degli elementi che compongono l'offerta e delle relative giustificazioni corrisponde allo specifico interesse pubblico che presiede all'azione del soggetto aggiudicatore ed è anzi funzionale al suo soddisfacimento, la legittimità delle modalità di svolgimento del subprocedimento di verifica dell'anomalia va valutata in concreto, rapportandola alle finalità perseguite, risultando conseguentemente legittima la verifica solo se è adeguata e completa la conoscenza degli elementi innanzi richiamati, non rilevando che il contraddittorio con l'offerente venga instaurato sulla base di elementi forniti prima della gara oppure dopo il suo svolgimento ovvero che all'analisi della composizione dell'offerta presentata unitamente alla stessa si aggiungano giustificazioni ulteriori.
TAR Napoli 01/12/1998 n. 3629
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nelle gare d'appalto per l'aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione, le valutazioni espresse nel corso del subprocedimento volto alla verifica dell'anomalia dell'offerta sulla base delle relative giustificazioni, costituiscono espressione di un potere di natura tecnico discrezionale, di per sé insindacabile in sede giurisdizionale, salva l'ipotesi in cui le valutazioni siano manifestamente illogiche o fondate su insufficiente motivazione. (Nella specie, si trattava di un contratto di manutenzione)
TAR Napoli 01/12/1998 n. 3618
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In sede di gara pubblica per l'aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione, il meccanismo di esclusione automatica delle offerte anomale, introdotto dal D.M. 28 aprile 1997, attuativo del primo e quarto periodo dell'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., non si applica nel caso di presenza di una sola offerta di ribasso superiore alla media di tutti i ribassi percentuali offerti, ponendosi al di sopra della media degli stessi.
TAR Catania 26/11/1998 n. 1976
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Negli appalti di opere pubbliche previste in progetti esecutivi, le imprese concorrenti, in sede di offerta dei prezzi, non possono proporre né procedimenti costruttivi diversi dalle previsioni progettuali né tantomeno soluzioni progettuali ritenute più economiche; pertanto, è illogica la scelta di desumere profili di anomalia dell'offerta dalla considerazione che l'impresa non ha fornito giustificazioni del prezzo offerto fondate sull'economicità dei processi di costruzione o sulle particolari tecniche utilizzate.
TAR Firenze 11/11/1998 n. 188
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Se è vero che l'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., nel prevedere che nelle gare per l'aggiudicazione dei contratti per l'appalto di opere pubbliche, le offerte debbono essere corredate da giustificazioni fin dalla loro presentazione, intende dissuadere le ditte concorrenti dalla presentazione di offerte avventurose, proprio attraverso l'obbligo di dare simultanea spiegazione dei ribassi praticati, consentendo all'Autorità di gara di selezionare ictu oculi le proposte manifestamente prive di qualsiasi credibilità, è pur vero che tale regola non preclude l'eventuale contraddittorio con la ditta offerente tutte le volte in cui la convenienza della proposta, sulla base delle pur sommarie indicazioni fornite dalla ditta stessa, non risulti a prima vista inattendibile ovvero, all'opposto, già di per sé congruamente giustificata.Nelle gare per l'aggiudicazione dei contratti per l'appalto di opere pubbliche, l'ulteriore richiesta di documentazione e chiarimenti successiva a quella contenuta nel bando di gara o nella lettera d'invito non costituisce fase necessaria del procedimento, ma viene esperita solo se la stazione appaltante la ritenga indispensabile per chiarire alcuni aspetti delle offerte che, fin dalla loro presentazione, debbono essere corredate dalle giustificazioni prescritte dalla legge; pertanto, nel caso in cui l'Amministrazione appaltante ritenga le prime giustificazioni sufficientemente esaurienti, ammette senz'altro l'offerta alla gara, mentre, ove le ritenga non incomplete, ma mancanti di elementi essenziali - tanto da non poter essere integrare nel corso del subprocedimento in contraddittorio pur previsto dalla legge, pena la violazione della par condicio fra i concorrenti - ha l'obbligo di escludere l'offerta dalla gara.
TAR Cagliari 11/11/1998 n. 1109
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
E' legittima l'esclusione da una gara per l'aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione di un'offerta anomala sulla base della verifica anticipata dell'anomalia dell'offerta stessa, sulla base cioè di elementi giustificativi richiesti già col bando di gara, senza la necessità di esperire fasi procedimentali ulteriori ove ritenute superflue, a ciò non ostando la disciplina comunitaria che esclude la possibilità di procedere alla esclusione automatica delle offerte sospette di anomalia, ma non formula alcuna prescrizione procedimentale relativa alle modalità della necessaria verifica
TAR Torino 05/11/1998 n. 436
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Negli appalti di opere pubbliche di rilevanza comunitaria, stante il disposto dell'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109e s.m., è illegittima la valutazione delle offerte anomale effettuata sulla base delle sole giustificazioni prodotte dalle concorrenti unitamente all'offerta - giacché in tal caso viene a mancare il contraddittorio richiesto dalla normativa comunitaria - salvo il caso in cui gli elementi forniti ex ante consentano di ritenere già compiutamente dimostrata la congruità dell'offerta o ne rivelino al contrario la manifesta e incontrovertibile carenza di credibilità, cosi esonerando l'Amministrazione appaltante dall'obbligo di interpellare ulteriormente l'offerente.
TAR Napoli 26/10/1998 n. 3299
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In sede di gara pubblica per l'aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione, le norme che regolamentano le offerte anomale hanno lo scopo specifico di tutelare l'Amministrazione stessa dal rischio di dover necessariamente aggiudicare l'appalto a concorrenti che offrono prezzi a tal punto vantaggiosi da far ragionevolmente dubitare della serietà dell'offerta; pertanto, il potere di escludere dalla gara le offerte anomale è espressione di una potestà conferita nel preminente interesse dell'Amministrazione appaltante, come tale esercitabile da quest'ultima con amplissima discrezionalità e insindacabile dal giudice salvo che per palese illogicità e irragionevolezza.
TAR Milano 20/10/1998 n. 2398
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
A seguito delle modifiche introdotte alla legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., le anomalie delle offerte nelle gare infracomunitarie per l'aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione seguono a regime il sistema dell'esclusione automatica, superando e abrogando il precedente sistema di verifica ex L. 2 febbraio 1973 n. 14, attenendo il vuoto normativo dal 2 gennaio 1997 (fine dell'applicabilità della disposizione transitoria di cui all'ultimo periodo dell'art. 21 comma 1 bis legge n. 109 cit.) al 23 maggio 1997 (data di entrata in vigore del D.M. 28 aprile 1997) solo alla concreta quantificazione dell'anomalia, ma non anche al perdurante sistema procedurale dell'esclusione automatica; pertanto, il sistema di esclusione automatica è applicabile anche nel periodo dal 2 gennaio al 23 maggio 1997.Per le gare sotto soglia comunitaria per le quali risulta applicabile il regime dell'esclusione automatica delle offerte anomale, dettato a regime dall'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., il calcolo del limite dell'anomalia va fatto con riferimento alla media dei ribassi e non già sulla media delle offerte ribassate, restando il detto ultimo sistema di calcolo sostanzialmente incompatibile con la definizione di un'attendibile soglia di anomalia, atteso che con tale modus operandi il limite si attesta su valori troppo bassi e prima facie inidonei a riconoscere offerte viziate da anomalia.In relazione ad atti regolamentari, solo esemplificativamente può argomentarsi di potere disapplicativo, in quanto trattasi di una mera ricognizione delle norme prevalenti su quelle di rango inferiore con esse in contrasto, in un contesto indifferente e preliminare rispetto alla tutela delle posizioni soggettive in gioco, essendo solo i veri e propri poteri di disapplicazione ex art. 4 L. 20 marzo 1865 n. 2248 all. E ad essere rigorosamente condizionati dalla sussistenza di una giurisdizione esclusiva e quindi di posizioni di diritto soggettivo; pertanto, col termine « disapplicazione normativa » altro non si intende se non quella selezione ricognitiva dell'interprete che, in caso di conflitto antinomico tra norme, riconosce come effettiva vigente e prevalente solo la fonte gerarchicamente sovraordinata, senza nessun riguardo alle posizioni soggettive in gioco, mentre col termine « disapplicazione provvedimentale » ci si riferisce all'operazione di disapplicazione in senso stretto che riguarda solo contesti di diritto soggettivo, ma dove possono essere ben disapplicati atti amministrativi non normativi, proprio a similitudine dei poteri del giudice ordinario.
TAR Napoli 01/10/1998 n. 3050
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Le norme che regolamentano le offerte anomale nella procedura per l'appalto hanno lo scopo specifico di tutelare l'Amministrazione dal rischio di dover necessariamente aggiudicare l'appalto a concorrenti che offrono prezzi a tal punto vantaggiosi da far ragionevolmente dubitare della serietà dell'offerta; pertanto, il potere di escludere dalla gara le offerte anomale è espressione di una potestà conferita nel preminente interesse dell'Amministrazione appaltante, come tale esercitabile da quest'ultima con amplissima discrezionalità, sindacabile in sede di legittimità solo in caso di manifesta irrazionalità o di travisamento dei fatti.
Consiglio di Stato, Sezione V 25/09/1998 n. 1327
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L'art. 17, co. 2 della legge 11 marzo 1988 n. 67, relativo all'esclusione automatica delle offerte anomale nelle gare d'appalto di opere pubbliche, non è applicabile alle offerte in aumento.
TAR Roma 23/09/1998 n. 2391
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Le direttive comunitarie c.d. self executing non abbisognano, per il loro contenuto estremamente chiaro e direttamente precettivo, della mediazione del Legislatore nazionale, potendo trovare applicazione anche in assenza di norme statali integrative.La direttiva C.E.E. n. 37 del 1993 è immediatamente applicabile nell'ordinamento interno sul punto della verifica delle offerte anomale, con necessaria disapplicazione, sia da parte degli organi giurisdizionali sia da parte della stessa Amministrazione, della norma interna contrastante, essendo configurabile l'obbligo per l'Ente aggiudicatore di non rifiutare un'offerta ritenuta anomala se non dopo aver dato all'offerente la possibilità di presentare le proprie giustificazioni .
TAR Milano 23/09/1998 n. 2162
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La materia della contrattazione ad evidenza pubblica è particolarmente sensibile allo jus superveniens, trattandosi di un procedimento spesso lungo ed elaborato, nel quale è però necessaria la rigorosa unità della normativa applicabile, in quanto la presenza di più fasi distinte all'interno del suo sviluppo (bando, procedura di valutazione, approvazione, risultanze valutative della Commissione) non conferisce mai alle stesse un'autonomia subprocedimentale tale da poter applicare a ciascuna di esse il principio del tempus regit actum.In tema di successione di norme che disciplinano la materia delle offerte anomale nel procedimento di aggiudicazione degli appalti di opere pubbliche, l'intento del Legislatore è quello di convalidare le scelte che in concreto l'Amministrazione ha volta per volta operato, attraverso l'alternativa applicazione della legge del bando (perpetuata sino ad esito del procedimento nonostante lo jus superveniens), ovvero, a mezzo di autotutela, della norma sopravvenuta nel corso del procedimento, con rito e sostituzione dell'originaria lex specialis.
TAR Lazio 22/09/1998 n. 2375
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Legittimamente la stazione appaltante verifica la anomalia delle offerte sulla base delle giustificazioni fornite a corredo delle offerte medesime, senza instaurare un ulteriore contraddittorio.
TAR Roma 15/09/1998 n. 2350
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
E' legittima l'esclusione di un'offerta anomala da una gara per l'appalto di opera pubblica sulla base della verifica anticipata dell'anomalia, cioè in base ad elementi giustificativi richiesti già col bando di gara e non dopo l'aggiudicazione provvisoria, a ciò non ostando la disciplina comunitaria che esclude la possibilità di procedere alla esclusione automatica delle offerte sospettate di anomalia, ma non formula alcuna prescrizione procedimentale relativa alle modalità della necessaria verifica
Corte Costituzionale 07/09/1998 n. 258
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
E' manifestamente infondata, in relazione agli artt. 3 e 97 Cost., la questione di costituzionalità dell'art. 21, co. 1 bis ultimo periodo della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., aggiunto dall'art. 7 D.L. 3 aprile 1995 n. 101, convertito con modificazioni dalla L. 2 giugno 1995 n. 216, nella parte in cui prevede che fino al 1 gennaio 1997 sono escluse, per gli appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria, le offerte che presentino una percentuale di ribasso superiore ad un quinto della media aritmetica dei ribassi delle offerte ammesse; non è infatti irragionevole il criterio basato sulla media aritmetica incrementata, mentre la distinzione fra appalti sopra e sotto soglia è basata sulla diversa complessità delle verifiche e sul differente valore dei lavori.
TAR Trieste 20/07/1998 n. 971
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nel procedimento di appalto di opere pubbliche, il giudizio dell'Amministrazione in ordine all'eventuale carattere anomalo dell'offerta è insindacabile da parte del giudice amministrativo perché riconducibile ad una ponderazione spettante esclusivamente all'Amministrazione e riguardante tutti gli interessi pubblici coinvolti, che vanno dalla corretta e celere esecuzione dell'opera pubblica alla sua ultimazione col minore esborso di pubblico danaro.
TAR Catania 17/07/1998 n. 1284
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La ditta alla quale l'Amministrazione appaltante ha richiesto chiarimenti in ordine all'offerta presentata è tenuta a fornire un principio di prova a sostegno della normalità della propria offerta, al fine di evitare l'esclusione dall'aggiudicazione.Le giustificazioni dell'impresa che ha presentato una offerta ritenuta anomala, una volta fornite, devono essere prese in esame e possono essere disattese solo mediante argomentazioni che ne dimostrino la inattendibilità in concreto ovvero la ininfluenza, essendo necessario l'esame delle singole voci di prezzo, al fine di accertare se talune di esse si appalesino prive di rapporto con la realtà del mercato, e, dunque, poco serie o capziose.
Consiglio di Stato, Sezione V 15/07/1998 n. 1059
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Alle gare di appalto di opere pubbliche di importo inferiore alla soglia comunitaria svolte, in tutto o in parte, nel periodo compreso tra il 2 gennaio 1997 (epoca a partire dalla quale non è più operante la disciplina transitoria fissata all'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m.) e il 23 maggio 1997 (data di entrata in vigore del D.M. 28 aprile 1997), in materia di esclusione delle offerte anomale è applicabile la disciplina transitoria prevista dal sesto periodo del citato comma 1 bis se trattasi di gare bandite anteriormente al 1 gennaio 1997 ma non ancora completate a tale data, mentre per le gare bandite dopo tale data l'individuazione della disciplina va compiuta tenendo conto della previsione del bando di gara.In tema di apprezzamento delle offerte anomale nelle procedure di gara per l'affidamento dei pubblici appalti il vuoto normativo venutosi a creare (dal 2 gennaio al 23 maggio 1997) a seguito della mancata conversione del D.L. 31 dicembre 1996 n. 670, il cui art. 4 ha prorogato la disciplina transitoria recata dall'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. (cosi come modificato dall'art. 7 L. 2 giugno 1995 n. 216) ha comportato che l'Amministrazione che aveva medio tempore bandito una gara, poteva ben inserire nel bando, quale titolare di un proprio potere di autolimitazione, uno specifico criterio sul rilievo dell'anomalia dell'offerta in coerenza con l'art. 4 D.L. n. 670 cit. (nel senso di disporre l'esclusione automatica dell'offerta).
TAR Napoli 01/07/1998 n. 2164
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La verifica in ordine all'anomalia dell'offerta in una gara d'appalto di opera pubblica costituisce valutazione attinente al merito dell'esercizio di una potestà discrezionale dell'Autorità amministrativa, non sindacabile in sede di legittimità se non per aspetti di manifesta irrazionalità e di travisamento del fatto.
TAR Roma 01/07/1998 n. 1522
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La previsione contenuta nell'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m.(aggiunto dall'art. 7 D.L. 3 aprile 1995 n. 101, convertito dalla L. 2 giugno 1995 n. 216), secondo la quale le offerte relative a gare per l'appalto di lavori pari o superiori a 5 milioni di ecu da aggiudicarsi al prezzo più basso debbono essere corredate, fin dalla loro presentazione, da giustificazioni relative alle voci di prezzo più significative, è intesa all'evidente scopo di accelerare il procedimento di valutazione della presunta anomalia senza che con ciò sia perpetrata alcuna violazione del principio del contraddittorio
TAR Roma 16/06/1998 n. 1393
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La previsione contenuta nell'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m.(aggiunto dall'art. 7 D.L. 3 aprile 1995 n. 101, convertito dalla L. 2 giugno 1995 n. 216) secondo la quale le offerte relative a gare d'appalto di lavori pari o superiori a 5 milioni di ECU da aggiudicarsi al prezzo più basso devono essere corredate, fin dalla loro presentazione, da giustificazioni relative alle voci di prezzo più significative, ha l'evidente scopo di accelerare il procedimento di valutazione della presunta anomalia (consentendo all'Amministrazione un giudizio pressoché contestuale all'esame delle offerte) senza che con ciò sia perpetrata alcuna violazione del principio del contraddittorio .
Consiglio di Stato, Sezione IV 18/05/1998 n. 832
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Il regime transitorio di esclusione automatica delle offerte anomale (articolo 21 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., come introdotto dall'articolo 7 del D.L. 3 aprile 1995 n. 101, convertito dalla legge 2 giugno 1995 n. 216), riguarda tutti gli appalti, indipendentemente dal numero delle offerte valide.
Consiglio di Stato, Sezione V 11/05/1998 n. 226
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Alle gare di appalto inferiori alla soglia comunitaria svolte, in tutto o in parte, nel periodo compreso tra il 2 gennaio 1997 (epoca a partire dalla quale non è più operante la disciplina transitoria fissata dall'articolo 21 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., co. 1-bis) e il 23 maggio 1997 (data di entrata in vigore del D.M. 28 aprile 1997), in materia di esclusione delle offerte anomale è applicabile la disciplina transitoria prevista dal sesto periodo del citato comma 1-bis se trattasi di gare bandite anteriormente all'1 gennaio 1997 ma non ancora completate a tale data, mentre per le gare bandite successivamente l'individuazione della disciplina va compiuta tenendo conto della previsione del bando di gara. (La decisione è stata già pubblicata col solo dispositivo in data 5 marzo 1998 ai sensi dell'articolo 19 del D.L. 25 marzo 1997 n. 67, convertito dalla legge 23 maggio 1997 n. 135.)
Consiglio di Stato, Sezione V 11/05/1998 n. 224
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Per gli appalti di lavori pubblici d'importo inferiore alla soglia comunitaria, banditi in data anteriore all'1 gennaio 1997, continuano ad operare la regola dell'esclusione automatica delle offerte anomale e i criteri di individuazione delle stesse previsti dall'articolo 21 della legge 11 febbraio 1994 n. 109, co. 1-bis, ultima parte nel testo modificato dall'articolo 7 della legge 2 giugno 1995 n. 216, ove a tale norma facciano richiamo il bando di gara o la lettera d'invito, risultando ininfluente che l'aggiudicazione sia intervenuta successivamente alla data (2 marzo 1997) in cui - in conseguenza della mancata conversione in legge del D.L. 31 dicembre 1996 n. 670 - è divenuta inefficace con effetto "ex tunc" la proroga all'1 gennaio 1998 della detta disciplina transitoria, così come previsto dall'articolo 4 del D.L. n. 670 del 1996 citato. (La decisione è stata già pubblicata col solo dispositivo in data 5 marzo 1998, ai sensi dell'articolo 19 del D.L. 25 marzo 1997 n. 67, convertito dalla legge 23 maggio 1997 n. 135.)
Corte Costituzionale 03/05/1998 n. 40
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In materia di appalti di opere pubbliche, risponde al pubblico interesse sia acquisire la prestazione richiesta con un ridotto onere economico, sia evitare che un ribasso eccessivo sia significativo di un'offerta inaffidabile e rischiosa per l'esatto e tempestivo adempimento, e questo secondo interesse può essere perseguito con strumenti diversi; pertanto, di fronte ad appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria (per quelli superiori è invece prevista la necessaria verifica delle offerte anomale), non è arbitrario né incongruo rispetto al fine, con riferimento agli artt. 3 e 97 Cost., l'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., aggiunto col D.L. 3 aprile 1995 n. 101 convertito con modificazioni dalla legge 2 giugno 1995 n. 216, nella parte in cui, per i detti appalti minori e soltanto fino al 1 gennaio 1997, prevede l'automatica esclusione delle offerte con una percentuale di ribasso che superi di oltre un quinto la media aritmetica di tutte le offerte ammesse.L'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., aggiunto col D.L. 3 aprile 1995 n. 101 convertito con modificazioni dalla legge 2 giugno 1995 n. 216, nella parte in cui, per gli appalti inferiori alla soglia comunitaria e soltanto fino al 1 gennaio 1997, prevede l'automatica esclusione delle offerte con una percentuale di ribasso che superi di oltre un quinto la media aritmetica di tutte le offerte ammesse, non è irragionevole là dove ammette a partecipare alla determinazione della media anche le offerte il cui ribasso sarà poi considerato eccessivo, dato che ogni offerente è potenziale aggiudicatario, non essendo prevedibile in anticipo la fascia di ribasso consentito entro cui l'offerta potrebbe poi risultare compresa.L'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., aggiunto col D.L. 3 aprile 1995 n. 101 convertito con modificazioni dalla legge 2 giugno 1995 n. 216, nella parte in cui, per gli appalti inferiori alla soglia comunitaria e soltanto fino al 1 gennaio 1997, prevede l'automatica esclusione delle offerte con una percentuale di ribasso che superi di oltre un quinto la media aritmetica di tutte le offerte ammesse, non contrasta con l'art. 97 Cost., sotto il profilo delle distorsioni che potrebbero derivare da accordi tra i partecipanti alla selezione, perché in tal modo si deducono situazioni patologiche (di illecita turbativa di gara) non attinenti al normale funzionamento della disciplina, che, in quanto tali, non possono essere poste a base di una pronuncia di incostituzionalità.L'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., aggiunto col D.L. 3 aprile 1995 n. 101 convertito con modificazioni dalla legge 2 giugno 1995 n. 216, nella parte in cui, per gli appalti inferiori alla soglia comunitaria e soltanto fino al 1 gennaio 1997, prevede l'automatica esclusione delle offerte con una percentuale di ribasso che superi di oltre un quinto la media aritmetica di tutte le offerte ammesse, non contrasta col principio di eguaglianza di cui all'art. 3 Cost. sotto il profilo di una pretesa ingiustificata disparità tra offerte ammesse e offerte automaticamente escluse, profilo fondato sul non accettabile presupposto che il criterio di determinazione automatica del ribasso ammissibile sia arbitrario.
TAR Trieste 17/04/1998 n. 581
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Il sistema di calcolo delle offerte anomale previsto dalla legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., trova applicazione anche in presenza di due sole offerte.
TAR Venezia 17/04/1998 n. 488
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Ai sensi dell'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 come modificato dalla L. 2 giugno 1995 n. 216, anche nel periodo transitorio, e cioè fino al 1 gennaio 1997, deve ritenersi applicabile il principio che non si proceda all'esclusione automatica delle offerte anomale qualora queste siano in numero inferiore a cinque.
TAR Cagliari 31/03/1998 n. 333
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Ai sensi dell'art. 14 L. 10 dicembre 1981 n. 741, che ha sostituito il comma 3 dell'art. 20 D.M. 20 maggio 1985, come modificato dal D.C.P.S. 15 luglio 1947 n. 763, non si è inteso fissare in modo inderogabile il valore minimo degli elementi di prezzo rappresentanti dalle spese generali e dall'utile d'impresa, ben potendo le percentuali di incremento ivi previste essere ridimensionate.Nel giudicare plausibili le giustificazioni prodotte a corredo di un'offerta presentata in una gara d'appalto per l'affidamento di lavori pubblici e risultata anomala, l'Amministrazione non può esimersi dall'esplicitare, sia pure succintamente, le ragioni su cui fonda il proprio convincimento.
TAR Roma 13/03/1998 n. 613
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Al fine della verifica dell'anomalia dell'offerta, la richiesta preventiva da parte del soggetto aggiudicatore delle sole parziali giustificazioni adempie ad una esigenza di semplificazione del procedimento, al fine cioè di consentire all'Amministrazione di svolgere una delibazione preventiva e sommaria sull'affidabilità dell'offerta, ma non può sostituire quell'accertamento accurato e approfondito che, secondo la previsione dell'art. 25 comma 1 D.L. vo 17 marzo 1995 n. 158, può scaturire solo dall'instaurarsi di una dialettica procedimentale con l'Impresa, che deve essere successiva all'espletamento della gara, dovendosi tener conto, ai fini della valutazione in concreto dell'eventuale anomalia, delle offerte presentate dagli altri concorrenti ammessi.In tema di aggiudicazione di appalti di opere pubbliche, al fine di escludere offerte anormalmente basse ai sensi dell'art. 24 L. 8 agosto 1977 n. 584, l'Amministrazione ha l'onere di integrazione istruttoria, in contraddittorio, nei confronti delle giustificazioni concretamente già presentate e acquisite che si palesino, secondo una prima disamina eventualmente « inaccettabili ».
TAR Bari 06/02/1998 n. 43
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In sede di gara pubblica, il rispetto delle indicazioni prescritte dalla lettera d'invito a pena di esclusione, la non analiticità o la non compiuta giustificazione della relazione tecnico economica, al pari del preteso carattere anormalmente basso dell'offerta, non costituiscono causa obbligatoria di esclusione dalla gara, ma fattore valutabile, attraverso l'esplicazione dell'ampia discrezionalità tecnica riservata alla Pubblica amministrazione, con l'attribuzione di un punteggio minore all'offerta.La Commissione aggiudicatrice della gara per l'assegnazione di un contratto mediante appalto concorso può legittimamente introdurre elementi di specificazione nell'ambito dei criteri generali fissati dal bando o dalla lettera d'invito per la valutazione delle offerte, mediante la previsione di sottovoci rispetto alle categorie generali già fissate, ove queste ultime non risultino adeguate a rappresentare le peculiarità delle singole offerte.In tema di appalto concorso, l'offerta economicamente più vantaggiosa è determinata in base ad uno o più elementi (prezzo, termine di esecuzione, costi di utilizzazione) che presentino tutti eguale dignità; pertanto, è legittimo il provvedimento che ritenga economicamente più vantaggiosa un'offerta che presenta un prezzo maggiore di quello contenuto in altre offerte, quando sia stato privilegiato l'elemento relativo al perfezionamento tecnico dell'opera e alla qualità dei materiali impiegati
TAR Cagliari 03/02/1998 n. 54
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nella valutazione delle offerte con un ribasso anomalo possono essere prese in considerazione esclusivamente giustificazioni fondate sulla economicità del procedimento di costruzione o delle soluzioni tecniche adottate, sulle condizioni particolarmente favorevoli di cui gode l'offerente o sull'originalità del progetto elaborato e non anche sulla rinuncia agli utili d'impresa.
TAR Campobasso 15/11/1997 n. 225
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Il giudizio dell'Amministrazione sulle giustificazioni addotte dall'impresa concorrente a gara pubblica a sostegno dell'offerta apparentemente anomala, pur avendo contenuto squisitamente tecnico, non può sottrarsi in modo assoluto al sindacato di legittimità, sotto il profilo della ragionevolezza e della compiuta percezione degli elementi costitutivi dell'offerta stessa, dovendosi altrimenti ritenere inattaccabile anche una valutazione totalmente arbitraria o fondata su elementi erronei o travisati.Il provvedimento di aggiudicazione di una gara conseguente all'esito positivo della verifica dell'anomalia dell'offerta non necessita, di regola, di particolare motivazione, nel senso che le stesse giustificazioni presentate dall'offerente possono costituire la base del provvedimento e, per relationem, la motivazione del medesimo.In sede di gara da svolgersi col metodo del massimo ribasso sul prezzo, le giustificazioni addotte dall'offerente con riferimento alla propria offerta risultante superiore alla soglia di anomalia non hanno la funzione di apportare correttivi al ribasso offerto, bensi quella di spiegare come il medesimo sia compatibile col conseguimento di un utile normale; pertanto, l'eventuale indeterminatezza della relazione giustificativa non può produrre incertezza, nell'Amministrazione, circa il ribasso che la concorrente s'impegna ad applicare una volta risultata aggiudicataria.In sede di gara al massimo ribasso, che presuppone un'offerta a corpo da formulare in linea di principio nel pieno rispetto delle indicazioni fornite dal progetto esecutivo, deve essere ammessa la compatibilità di varianti, meramente esecutive e non progettuali, incidenti sul ribasso, in base alle indicazioni provenienti dall'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., il quale elenca, tra le giustificazioni dell'offerta legittimamente valutabili dall'Amministrazione, l'economicità del procedimento di costruzione o delle soluzioni tecniche adottate, in tal modo ammettendo che l'entità del ribasso derivi in qualche misura da un autonomo apporto dell'impresa in merito alle modalità realizzative dell'opera; pertanto, la giustificazione dell'offerta anomala, cioè del ribasso proposto, può avvenire anche attraverso una parziale modificazione della progettazione esecutiva.
TAR Milano 04/11/1997 n. 1897
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Se è vero che l'art. 21 comma 1 bis L. 11 febbraio 1994 n. 109, nel prevedere che le offerte sotto la soglia di anomalia debbono essere corredate da giustificazioni fin dalla loro presentazione intende dissuadere le Ditte concorrenti dalla presentazione di offerte avventurose, proprio attraverso l'obbligo di dare simultanea spiegazione dei ribassi praticati, consentendo all'Autorità di gara di selezionare ictu oculi le proposte manifestamente prive di qualsiasi credibilità, è pur vero che tale regola non preclude l'eventuale contraddittorio con la Ditta offerente tutte le volte in cui la convenienza della proposta, sulla base delle pur sommarie indicazioni fornite dalla Ditta stessa, non risulti a prima vista inattendibile ovvero, all'opposto, già di per sé congruamente giustificata.
TAR L'Aquila 23/10/1997 n. 531
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La Commissione di gara non può autonomamente decidere di disapplicare la lettera d'invito alla licitazione privata redatta in vigenza dell'art. 4 D.L. 31 dicembre 1996 n. 670 non convertito e che, pertanto, prevede l'esclusione automatica delle offerte anomale da individuare con le modalità indicate dall'art. 21 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m.; infatti, le specifiche previsioni della lex specialis della gara, ancorché divenute illegittime, restano vincolanti per l'Amministrazione fino al loro annullamento in via di autotutela o in sede giurisdizionale.
TAR Cagliari 29/09/1997 n. 1178
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La disposizione di cui all'art. 21, co. 1-bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109, come modificato ed integrato dalla L. 2 giugno 1995 n. 216, che prevede l'acquisizione delle Imprese partecipanti alla gara delle giustificazioni sulla formulazione delle rispettive offerte in vista dell'eventuale verifica dell'anomalia, mediante allegazione delle stesse alla proposta contrattuale, attribuisce alla Stazione appaltante la facoltà di avvalersi di uno strumento particolarmente agile per la individuazione delle offerte anomale, del quale però essa può anche non avvalersi allorquando ritenga che le esigenze di approfondimento superino quelle della rapidità dell'azione amministrativa.
TAR Potenza 13/09/1997 n. 281
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Il sistema di valutazione delle offerte anomale, quale introdotto dall'art. 21 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., richiede, per il suo carattere automatico e meccanico, la effettiva determinazione del quantum di ciascuna delle offerte ammesse, previa correzione di eventuali errori di calcolo, anche in ossequio ai principi di imparzialità, logicità e buon andamento dai quali è retta l'attività amministrativa.
TAR Torino, Sezione II 13/06/1997 n. 331
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
L'art. 30, quarto comma della Direttiva U.E. n. 37 del 1993, il quale introduce, nelle gare per l'aggiudicazione di appalti di opere pubbliche, il divieto di esclusione automatica delle offerte ritenute anomale e favorisce la possibilità di superare il dubbio sull'anomalia mediante il ricorso al sistema del contraddittorio con la Ditta, offrendole la possibilità di dimostrare la serietà della propria offerta, rappresenta una disposizione che, per il suo contenuto estremamente chiaro e direttamente precettivo, non necessita della mediazione del legislatore nazionale (c.d. norma comunitaria self executing); pertanto, la detta disposizione prevale sull'art. 21, primo comma della legge 11 febbraio 1994 n. 109, come modificato dall'art. 7, primo comma della legge 2 giugno 1995 n. 216, che ha individuato, sia pure in via transitoria fino al 31 dicembre 1996, un meccanismo automatico di esclusione delle offerte anomale.
TAR Torino, Sezione II 15/05/1997 n. 245
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nel regime transitorio di cui all'art. 21, co. 1-bis, ultimo periodo, della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m.(nel testo introdotto dall'art. 7 del D.L. 3 aprile 1995 n. 101, convertito dalla legge 2 giugno 1995 n. 216), l'ammissibilità della procedura di rilevazione automatica delle offerte anomale, nell'ambito delle gare di aggiudicazione degli appalti di lavori pubblici di importo inferiore alla soglia comunitaria, è subordinata alla presentazione di almeno cinque offerte valide.
TAR Genova 08/05/1997 n. 136
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Ai sensi dell'art. 21, co. 1-bis, della legge L. 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., le offerte devono essere corredate da giustificazioni relativamente alle voci di prezzo più significative indicate nel bando di gara o nella lettera d'invito, che concorrono a formare un importo non inferiore al 75% di quello posto a base d'asta; pertanto, l'indicazione del 75% si impone come un inequivocabile limite minimo per le Amministrazioni appaltanti, le quali trovano nella dizione « non inferiore » una soglia al potere discrezionale nel richiedere giustificazioni dei ribassi al momento dell'offerta, mentre rientra in tali poteri richiedere ulteriori giustificazioni, che possono riguardare una percentuale di gran lunga superiore.
TAR Bari, Sezione II 25/02/1997 n. 208
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La dichiarazione dello stato di emergenza in Puglia, determinata dai rischi igienico sanitari connessi ai casi di patologia colerica riscontrati e che avevano indotto il Prefetto a chiedere misure straordinarie di accelerazione degli interventi, anche mediante l'uso di poteri speciali appartenenti alla esclusiva competenza funzionale e finanziaria dello Stato, è circostanza idonea a giustificare la deroga alla direttiva comunitaria sulla verifica in contraddittorio delle offerte anomale, atteso che tale verifica avrebbe determinato tempi più lunghi per l'aggiudicazione dei lavori e di opere caratterizzate dalla improcrastinabilità.
TAR Perugia 15/02/1997 n. 83
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
E' illegittima l'esclusione da una gara d'appalto di una Ditta per offerta anomala nell'ipotesi in cui in sede di valutazione delle giustificazioni per l'offerta presunta anomala non si sia tenuto conto della sussistenza di condizioni particolarmente favorevoli prospettate dalla Ditta interessata, consistenti nella posizione della sede di questa a breve distanza dal cantiere di appalto e dalla circostanza dell'avere in corso di esecuzione altro appalto commissionato dalla stessa Amministrazione committente.La Commissione aggiudicatrice di una gara d'appalto non può procedere autonomamente alla disapplicazione delle previsioni del bando ritenute illegittime per l'asserita violazione di direttive comunitarie, dal momento che il bando rappresenta la lex specialis della gara e, fino a quando non viene rimosso nelle forme di legge, deve essere applicato fedelmente dagli organi preposti alla gara stessa.Il bando di gara che contiene una clausola di esclusione automatica dell'offerta anomala anche per gli appalti sopra la soglia comunitaria è illegittimo per contrasto con la direttiva n. 93/37/C.E.E.
TAR Cagliari 31/01/1997 n. 154
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Con riferimento ad appalto inferiore alla soglia comunitaria e compreso nel periodo c.d. transitorio, e cioè fino al 1 gennaio 1997, ai sensi dell'art. 7 del D.L. 3 aprile 1995 n. 101, convertito dalla legge 2 giugno 1995 n. 216, condizione per procedere alla media aritmetica al fine dell'esclusione automatica è che vi siano almeno cinque offerte; pertanto, in presenza di due sole offerte ammesse alla gara l'aggiudicazione non può avvenire col sistema della media delle offerte, bensi col criterio del maggior ribasso.
TAR Roma, Sezione III 22/01/1997 n. 148
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In caso di anomalia dell'offerta in una gara per l'aggiudicazione di un appalto di opere pubbliche, il termine assegnato all'Impresa ai sensi dell'art. 5, co. 14, della legge 2 febbraio 1973 n. 14, per giustificare i prezzi offerti ha natura perentoria, avendo come finalità sia quella di garantire il contraddittorio in condizioni di parità tra tutti i concorrenti, sia quella di garantire il pubblico interesse, assicurando la definizione della gara in tempi rapidi e, comunque, certi.
TAR Bari 25/09/1996 n. 563
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Nel corso del procedimento per l'aggiudicazione di un contratto di appalto di lavori pubblici la verifica della composizione delle offerte - e quindi un'analisi prodromica dei prezzi offerti, intesa ad accertare l'incidenza di ciascuno di essi su quello complessivo, la loro congruità e, in definitiva, a dare ragione del carattere anomalo dell'offerta - ha senso ed è possibile soltanto in quanto non sia stato adottato un criterio automatico per la determinazione dell'offerta anomala giacché in questo caso, essendo stabilito e noto a tutti i concorrenti il limite oltre il quale l'offerta è considerata « anomalmente bassa », non sussistono né i motivi tecnici né le finalità garantistiche sottese al sub procedimento regolato dall'art. 5 quattordicesimo comma L. 2 febbraio 1973 n. 14.In sede d'esame delle giustificazioni circa la composizione delle offerte anomale, presentate nel corso di una gara per l'aggiudicazione di un contratto di appalto di lavori pubblici, sono legittimamente considerate inaccettabili le giustificazioni riferentisi ad una prestazione dichiaratamente resa in perdita, posto che essa non appare conforme all'interesse pubblico ad una buona esecuzione dell'opera.
TAR Pescara 06/07/1996 n. 440
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La legittimità di ciascun atto del procedimento rivolta all'aggiudicazione degli appalti di opere pubbliche va valutata con riferimento - oltre che alle previsioni del bando di gara e della lettera d'invito - alla legislazione vigente al momento della sua adozione (nella specie, il principio è stato applicato con riferimento ai mutamenti intervenuti nella legislazione mentre il procedimento era in corso).L'art. 30 della Direttiva C.E.E. 14 luglio 1993 n. 93/37 in tema di aggiudicazione di appalti pubblici è immediatamente precettivo e prevale sulla legislazione nazionale divergente nella parte in cui vieta la cosiddetta esclusione automatica delle offerte anomale e prevede che, in presenza di offerte apparentemente troppo basse rispetto al valore della prestazione, l'Amministrazione deve procedere in contraddittorio con le imprese interessate alla verifica della composizione delle offerte stesse.
TAR Venezia 02/07/1996 n. 1257
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Le norme che regolamentano le offerte anomale hanno lo scopo specifico di tutelare l'Amministrazione dal rischio di dover necessariamente aggiudicare l'appalto a concorrenti che offrono prezzi a tal punto vantaggiosi da far ragionevolmente dubitare della serietà dell'offerta; pertanto, il potere di escludere dalla gara le offerte anomale è espressione di una potestà conferita nel preminente interesse dell'Amministrazione appaltante, come tale esercitabile da quest'ultima con amplissima discrezionalità
TAR Torino, Sezione II 17/06/1996 n. 380
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In sede di esclusione di una Ditta da una gara di appalto di opere pubbliche, per anomalia dell'offerta presentata, in applicazione dell'art. 21, co. 1-bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 come modificato dal D.L. 3 aprile 1995 n. 101 convertito dalla legge 2 giugno 1995 n. 216, è legittima la determinazione, che non sia stata assunta automaticamente, sul solo riscontro matematico del ribasso superiore al 20% della media delle offerte, ma, al contrario, sia stata supportata dalla valutazione delle varie componenti dell'offerta corredate dagli elementi di analisi forniti dalla stessa Ditta all'atto della partecipazione.
TAR Torino, Sezione II 31/05/1996 n. 319
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
Anche per il contratto di appalto di opere pubbliche con consegna chiavi in mano o a forfait sussiste l'esigenza di pubblico interesse che le opere pubbliche siano realizzate a condizioni di minor possibile dispendio di risorse finanziarie, non trascurando peraltro di conseguire il massimo risultato in termini di congruità ed efficienza dell'opera in relazione alle finalità pubbliche da soddisfare; pertanto, non contrasta con alcuna norma di legge che l'Amministrazione scelga, quale modalità di affidamento di un appalto a forfait, un sistema come quello del prezzo più basso, determinato mediante offerta a prezzi unitari, ai sensi degli artt. 1 e 5 della legge 2 febbraio 1973 n. 14, che le consenta di verificare l'anomalia delle offerte, e ciò in quanto la certezza del prezzo finale non esonera l'Amministrazione dall'esplicare tutte quelle altre facoltà di legge, quali verifiche della congruità dei prezzi e degli elementi di composizione delle offerte, che possano garantire anche la corretta esecuzione dei lavori e la migliore rispondenza dell'opera alle esigenze del pubblico interesse.
TAR Perugia 01/12/1995 n. 482
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In caso di licitazione privata, ai bandi e agli avvisi di gara pubblicati tra la data di entrata in vigore della legge 11 febbraio 1994 n. 109 (6 marzo 1994) e l'entrata in vigore della L. 2 giugno 1995 n. 216 (3 giugno 1995), ovvero alle aggiudicazioni intervenute entro gli stessi termini, sono applicabili le disposizioni vigenti al momento della adozione dei rispettivi provvedimenti.L'art. 5, co. 12 della legge 2 febbraio 1973 n. 14 non contiene alcun limite alla configurabilità di una offerta anomala e tantomeno alla sua esclusione, riferendosi, invece, all'ipotesi di variazione in aumento delle quantità di lavori e forniture che incidano in misura non superiore al 10 per cento dell'importo totale ed in presenza di «prezzi manifestamente non adeguati », prevedendo che i nuovi prezzi vengano determinati non su tutte le maggiori quantità, ma soltanto sulla parte di esse che eccede la quantità riportata nell'offerta aumentata del 20 per cento.I criteri predeterminati con cui la Commissione aggiudicatrice di una gara per licitazione privata ha proceduto all'esame delle giustificazioni sulla anomalia dell'offerta ed alle conseguenti valutazioni sulla loro attendibilità costituiscono determinazioni che attengono al merito dell'azione amministrativa e come tali sono sottratte al sindacato di legittimità del giudice amministrativo.
TAR Trento 20/11/1995 n. 320
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
La verifica dell'anomalia dell'offerta in una gara d'appalto di opere pubbliche costituisce valutazione attinente al merito dell'esercizio di una potestà discrezionale dell'Autorità amministrativa, che è sindacabile in sede di legittimità solo per manifesta irrazionalità e travisamento dei fatti
Consiglio di Stato, Sezione V 30/10/1995 n. 1502
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.3
In tema di aggiudicazione di appalti di opere pubbliche, al fine di escludere offerte anormalmente basse ai sensi dell'art. 24 della legge 8 agosto 1977 n. 584 l'Amministrazione ha l'onere di integrazione istruttoria, in contraddittorio, nei confronti delle giustificazioni concretamente già presentate e acquisite che si palesino, secondo una prima disamina, eventualmente « inaccettabili ».