Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "in genere"

Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 22/10/2002 n. 5818
legge 109/94 Articoli 22, 24 - Codici 22.1, 24.1
Sussiste il diritto di una ditta che ha presentato una offerta in sede di trattativa privata di accedere agli atti relativi a tale gara e di conoscere i nominativi dei componenti la commissione della gara stessa, anche nel caso in cui l'Amministrazione abbia poi deciso di non proseguire ulteriormente la trattativa privata.Per avere un interesse qualificato ed una legittimazione ad accedere alla documentazione amministrativa, è necessario: 1) trovarsi in una posizione differenziata - come avviene nel caso di un soggetto, operatore del settore, prima contattato per un'eventuale trattativa privata e poi non invitato alla procedura di gara - ed avere 2) una titolarità di posizione giuridicamente rilevante, che significa non titolarità di un diritto soggettivo o di un interesse legittimo (ossia posizioni giuridiche soggettive piene e fondate) ma di una posizione giuridica soggettiva allo stato anche meramente potenziale (come è quella del soggetto escluso da una procedura di gara alla quale avrebbe interesse a partecipare, o del soggetto che si vede escluso da una trattativa privata dopo alcuni iniziali contatti avuti con l'amministrazione e ciò indipendentemente dalla legittimità del mancato invito alla gara o della piena liceità della decisione di non proseguire oltre nei contatti finalizzati alla trattativa privata o dall'effettivo svolgimento di detti contatti e dagli affidamenti creati).
Consiglio di Stato, Sezione V 23/08/2000 n. 4577
legge 109/94 Articoli 22, 24 - Codici 22.1, 24.1
Nelle gare di appalto, il segreto delle offerte è posto a tutela della par condicio dei concorrenti, che non può trovare deroghe neanche quando si deve procedere all'aggiudicazione secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa previsto dall'art. 24, lett. b) della legge 8 agosto 1977 n. 584 e sia prevista la possibilità di presentare proposte di variante ad integrazione; in tale ipotesi, infatti, si può derogare al principio di pubblicità della gara per quanto attiene all'apertura dei plichi contenenti la documentazione richiesta dal bando e dalla lettera di invito alla licitazione privata, ma non possono venire meno le garanzie di imparzialità, correttezza e trasparenza cui devono essere improntate le pubbliche gare.
TAR Cagliari 19/07/1999 n. 957
legge 109/94 Articoli 22, 24 - Codici 22.1, 24.1
Il principio di pubblicità delle gare per l'aggiudicazione di contratti della Pubblica amministrazione, sebbene possa essere derogato allorché si debba procedere alla valutazione tecnica delle offerte in ragione del particolare tipo di gara (che si verifica nell'ipotesi di appalto concorso ovvero quando si debba procedere all'aggiudicazione secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa), è però inderogabile per quanto attiene all'apertura dei plichi contenenti la documentazione amministrativa e le offerte economiche
TAR Salerno 20/07/1998 n. 406
legge 109/94 Articoli 22, 24 - Codici 22.1, 24.1
Le informazioni rese dal Prefetto ad altra Amministrazione ai sensi dell'art. 4 del decreto legislativo 8 agosto 1994 n. 490, relative ad eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa nelle imprese aggiudicatarie di pubblici appalti, costituiscono atti per i quali è possibile l'esclusione dal diritto di accesso, ai sensi dell'art. 24, lett. c) della legge 7 agosto 1990 n. 241, al fine di salvaguardare l'attività di prevenzione e repressione della criminalità.
TAR Milano, Sezione III 03/03/1998 n. 440
legge 109/94 Articoli 22, 24 - Codici 22.1, 24.1
Il diritto di accesso può essere esercitato anche nei confronti di soggetti che, pur non essendo qualificabili come enti pubblici, costituiscano soggetti pubblici amministrativi, ossia organismi di diritto pubblico alla stregua della normativa comunitaria.
Corte Costituzionale 30/12/1997 n. 447
legge 109/94 Articoli 22, 24 - Codici 22.1, 24.1
L'art. 34 bis, quinto comma, della L.R. Sicilia 29 aprile 1985 n. 21, nel testo introdotto dall'art. 48 della L.R. 12 gennaio 1993 n. 10, là dove dispone il divieto dell'inserimento nei bandi di gara di qualsiasi clausola che preveda modalità potenzialmente (o solo necessariamente, ai sensi dell'art. 8 della L.R. 8 gennaio 1996 n. 4) comportanti il riconoscimento preventivo dei partecipanti alle gare di appalto, anche nella fase di presentazione delle offerte, va interpretato, sistematicamente con la complessiva normativa di settore, nel senso di rafforzare il divieto che incombe all'Ente appaltante ed ai suoi impiegati di rivelare l'identità dei partecipanti alle gare fino all'apertura delle relative operazioni, ma non anche nel senso, suggerito dal giudice remittente, di precludere all'Amministrazione perfino la conoscenza di tale identità; cosi intesa, la norma non contrasta con gli artt. 3 primo comma e 97 primo comma Cost.
TAR Torino, Sezione II 19/12/1997 n. 600
legge 109/94 Articoli 22, 24 - Codici 22.1, 24.1
La Ditta partecipante ad una gara d'appalto ha un interesse qualificato e differenziato non solo a conoscere l'esito della procedura, ma anche ad esaminare funditus tutta la documentazione relativa alla gara stessa, al fine di acclarare situazioni ad essa pregiudizievoli. (Nella specie, è stato riconosciuto il diritto di una Ditta a conoscere tutta la documentazione presentata, in sede di gara dalla Ditta aggiudicataria, limitando, peraltro, l'accesso alla sola visione dei relativi atti e senza possibilità di estrarne copia, a tutela delle esigenze di riservatezza di quest'ultima).