Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "in genere"

TAR Lombardia, Sezione III Milano - Sentenza 03/11/2004 n. 5575
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Costituisce principio comune, in tema di gare pubbliche, il fatto che, per ricorrere alla trattativa privata (c.d. procedura negoziata), peraltro senza gara informale, è necessario l’accertamento rigoroso dei presupposti per procedere in deroga all’evidenza pubblica, motivi che devono risultare con chiarezza dagli atti determinativi della stazione appaltante.L’art. 7, comma 3, della direttiva 93/37/CE prevede casi tassativi che consentono di attribuire i lavori pubblici mediante la procedura negoziata senza preliminare pubblicazione di un bando di gara. Tali disposizioni autorizzando deroghe miranti a garantire l’efficacia dei diritti conferiti dal Trattato CEE nel settore dei lavori pubblici, devono essere interpretate restrittivamente e l’onere di dimostrare l’effettiva sussistenza delle circostanze eccezionali che giustificano il ricorso ad una procedura eccezionale come quella in argomento grava su colui che intende avvalersene.E’ illegittimo l’affidamento a trattativa privata ai sensi dell’art. 7, comma 3, lett. b), della Direttiva CEE n. 93/37, secondo il quale è consentito ricorrere alla procedura negoziata senza preliminare pubblicazione di un bando di gara “per i lavori la cui esecuzione, per motivi tecnici, artistici, o inerenti alla tutela dei diritti d’esclusiva, può essere affidata unicamente ad un imprenditore determinato”, qualora i lavori affidati riguardano opere di viabilità che non appaiono di complessità tale da essere coperte da esclusiva. Perché possa applicarsi la previsione in esame, infatti, si deve trattare di lavori per i quali l’impresa, sia per maestranze altamente specializzate, sia per gli strumenti tecnologici di cui dispone, appaia l’unica in grado di eseguire un’opera dalle caratteristiche assolutamente particolari; non basta, invece, affermare che un insieme di lavori è complesso e delicato per dimostrare che esso deve necessariamente essere affidato ad un solo imprenditore. E’ illegittimo l’affidamento a trattativa privata ai sensi dell’art. 7, comma 3, lett. d), della Direttiva CEE n. 93/37 [secondo il quale è consentito ricorrere alla procedura negoziata senza preliminare pubblicazione di un bando di gara “per i lavori complementari che non figurano nel progetto inizialmente aggiudicato né nel primo contratto concluso e che sono divenuti necessari, a seguito di una circostanza imprevista, all’esecuzione dell’opera quale è ivi descritta, a condizione che siano attribuiti all’imprenditore che esegue tale opera: - quando tali lavori non possono essere tecnicamente o economicamente, separati dall’appalto principale senza gravi inconvenienti per le amministrazioni aggiudicatici; - oppure quando tali lavori, quantunque separabili dall’esecuzione dell’appalto iniziale, siano strettamente necessari al suo perfezionamento”] qualora essi, sebbene abbiano ad oggetto collegamenti che comprendono nuovi svincoli di interconnessione tra infrastrutture già esistenti, non riguardano il completamento dell’opera principale (nella fattispecie la realizzazione di una tangenziale) ma concernono la costruzione di un nuovo raccordo che unisce vari tratti stradali al fine di migliorarne la viabilità, in vista anche del sicuro aumento del flusso veicolare (derivante dall’apertura del nuovo Polo fieristico). A voler ritenere il contrario, si rischia di veder escluso dal “gioco” della concorrenza ogni intervento integrativo di adeguamento o miglioramento della viabilità nella rete viaria autostradale. Inoltre, a ciò va aggiunto che la possibilità di deroga di cui alla predetta lett. d) opera solo nel caso in cui i lavori iniziali siano stati aggiudicati, il che fa ritenere che, a monte, vi sia stata una gara pubblica per la scelta del contraente.E’ illegittimo l’affidamento a trattativa privata ai sensi dell’art. 7, comma 3, lett. c), della Direttiva CEE n. 93/37 [secondo cui è consentito ricorrere alla procedura eccezionale “nella misura strettamente necessaria, quando l’urgenza imperiosa, risultante da eventi imprevedibili per le amministrazioni aggiudicatrici in questione, non è compatibile con i termini imposti dalle procedure aperte, ristrette o negoziate… Le circostanze invocate per giustificare l’urgenza non devono in nessun caso essere imputabili alle amministrazioni aggiudicatici”], nel caso in cui le ragioni addotte per giustificare il ricorso alla procedura (negoziata) di natura eccezionale, vengono fatte discendere automaticamente dal fatto che si tratti di un’opera strategica ovvero dalle “esortazioni” del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che, con propria nota ha sottolineato l’urgenza dell’intervento (anche se la stessa autorità ministeriale ha, tuttavia, posto l’attenzione sulla necessità di rispettare la normativa vigente).
TAR Piemonte, Sezione II - Sentenza 22/10/2004 n. 2629
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
L’art. 7, paragrafo 3, lettera a), della Direttiva 93/37/CEE statuisce che: “Le amministrazioni aggiudicatrici possono attribuire gli appalti di lavori mediante la procedura negoziata, senza pubblicazione preliminare di un bando di gara ... quando nessuna offerta o nessuna offerta appropriata è stata depositata in esito ad una procedura aperta o ristretta, purché le condizioni iniziali dell’appalto non siano sostanzialmente modificate”. La stazione appaltante fa legittima applicazione di tale norma, del resto espressamente richiamata nell’atto di indizione della trattativa privata, ponendovi a base gli stessi elaborati progettuali oggetto della precedente gara; né può ritenersi che su tale disposizione prevalga l’art. 24 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., il quale non contempla, tra le situazioni legittimanti, quella contemplata dalla direttiva comunitaria. Al riguardo va osservato che la norma nazionale deve essere armonizzata con quella comunitaria ed in caso di contrasto disapplicata dalla stessa stazione appaltante e ciò vale in modo particolare nel caso in cui la trattativa privata è stata organizzata in modo da consentire un’effettiva partecipazione delle imprese interessate, mediante adeguata pubblicizzazione della procedura ristretta.
Corte di Giustizia U.E., Sezione II - Sentenza 14/09/2004 n. C. 358/02
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Le disposizioni di cui all’art. 7, n. 3, della direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/37/CEE, che autorizzano deroghe alle norme miranti a garantire l’efficacia dei diritti conferiti dal Trattato CE nel settore degli appalti di lavori pubblici, devono essere interpretate restrittivamente e l’onere di dimostrare l’effettiva sussistenza delle circostanze eccezionali che giustificano una deroga grava su colui che intende avvalersene. È vero che l’obiettivo di assicurare la continuità delle opere inerenti a progetti complessi è una considerazione tecnica di innegabile importanza, tuttavia non basta affermare che un insieme di lavori è complesso e delicato per dimostrare che esso deve necessariamente venire affidato ad un solo imprenditore (ex art. 7, n. 3, lett. b) della direttiva).L’art. 7, n. 3, lett. c), della direttiva autorizza il ricorso alla procedura negoziata, senza pubblicazione preliminare di un bando di gara, quando l’urgenza imperativa, risultante da eventi imprevedibili per le amministrazioni aggiudicatrici, non è compatibile con i termini imposti dalle normali procedure. La seconda frase di tale disposizione precisa che le circostanze invocate per giustificare l’urgenza imperativa non devono in alcun caso essere imputabili alle amministrazioni aggiudicatrici. Ebbene, la circostanza che sin dall’inizio venga previsto di procedere all’esecuzione dei lavori per lotti in funzione ed a misura degli stanziamenti di volta in volta disponibili, non dimostra alcuna urgenza imperativa ed attiene, al contrario, all’organizzazione effettuata dall’amministrazione aggiudicatrice. Occorre rilevare che l’art. 7, n. 3, lett. e), della direttiva autorizza il ricorso alla procedura negoziata, senza pubblicazione preliminare di un bando di gara, per nuovi lavori consistenti nella ripetizione di opere simili affidate all’impresa aggiudicataria di un primo appalto. L’ultima frase di tale disposizione tuttavia precisa che si può ricorrere a questa procedura limitatamente “al triennio successivo alla conclusione dell’appalto iniziale”. Alla luce di un confronto delle versioni linguistiche di tale disposizione, occorre intendere l’espressione “conclusione dell’appalto iniziale” nel senso della conclusione del contratto iniziale e non nel senso della conclusione dei lavori sui quali verte l’appalto. Ciò in quanto, da un lato, trattandosi di una disposizione derogatoria che deve essere interpretata restrittivamente, occorre optare per l’interpretazione che abbrevia il periodo in cui si applica la deroga piuttosto che per quella che lo allunga. Risponde a tale obiettivo l’interpretazione che considera come punto di partenza la data di conclusione del contratto iniziale piuttosto che la data, necessariamente successiva, del completamento dei lavori che ne sono oggetto. Dall’altro, la certezza del diritto, auspicabile nelle procedure di aggiudicazione di appalti pubblici, impone che la data d’inizio del periodo in questione possa essere definita in modo certo e obiettivo. Ebbene, se la data di conclusione di un contratto è certa, varie date possono essere considerate rappresentative della conclusione dei lavori e dar luogo ad altrettante incertezze. Inoltre, se la data di conclusione del contratto è definitivamente acquisita all’inizio, la data di conclusione dei lavori, indipendentemente dalla definizione che se ne dà, può essere modificata da fattori accidentali o intenzionali durante tutto il periodo di esecuzione dell’appalto.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 29/03/2004 n. 1664
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Pur essendo preceduta da lettera di invito, la procedura di “trattativa privata” è comunque meno soggetta alle rigide formalità cui soggiacciono l’asta pubblica e la licitazione privata come disciplinate dalla normativa comunitaria e dalla legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. In particolare, il rinvio generico alla normativa statale, regionale e comunitaria sui lavori pubblici, contenuto nella lettera di invito, non significa che i partecipanti devono autonomamente documentare il possesso di tutti i requisiti stabiliti dalla normativa legislativa e regolamentare che regola la materia; al contrario, tale improponibile asserzione rischierebbe di esporre i partecipanti alle gare all’arbitrio dell’Amministrazione, che non avrebbe più vincoli certi di riferimento nell’esercizio del pur necessario potere discrezionale.Nella procedura di trattativa privata l’Amministrazione non è tenuta a stabilire nel bando, e, quindi, ad applicare le disposizioni sulla valutazione dell’anomalia delle offerte, che, come è noto, riguardano solo i pubblici incanti e le licitazioni private, (art. 21, comma 1 bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. e art. 30 della direttiva CEE n. 93/37).L’art. 21, comma 5, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come modificato dall’art. 7 della legge 18 novembre 1998, n. 415, si riferisce espressamente alla commissione giudicatrice dell’appalto concorso e della licitazione privata, e sanziona la incompatibilità tra i membri della commissione e coloro che saranno chiamati a far parte di organismi con funzione di vigilanza e controllo sulla procedura di gara unicamente in relazione alla successiva fase esecutiva dell’appalto e, segnatamente, alla fase di approvazione del contratto. Ne consegue che le suddette disposizioni non sono applicabili alla diversa ipotesi della trattativa privata e che la cosiddetta approvazione degli atti di gara d’appalto, che per gli Enti Locali costituisce l’atto finale del procedimento, può essere adottata anche dal soggetto che ha presieduto il seggio di gara, non sussistendo al riguardo alcuna incompatibilità.
TAR CAMPANIA-NAPOLI, Sezione I - Sentenza 20/05/2003 n. 5868
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
La necessità del rispetto delle regole di evidenza pubblica, per i soggetti tenuti ad applicare la normativa nazionale e comunitaria nella scelta dell’altro contraente, è da intendersi regola generale, che vale anche per gli appalti pubblici sotto soglia, come confermato sia dalla Corte di giustizia della Unione Europea, secondo la quale anche gli appalti pubblici di scarso valore, seppure non espressamente ricompresi nell’ambito di applicazione delle procedure particolari e rigorose delle direttive, non sono esclusi dall’ambito di applicazione del diritto comunitario (in tal senso ordinanza 3 dicembre 2001, in C-59/00, punto 19), che dal Consiglio di Stato, che riconoscendo la giurisdizione del giudice amministrativo alle controversie pertinenti a gare ad evidenza pubblica (ex artt. 33 D.Lgs.80/1998 e 6 L.205/2000) alle società aventi i caratteri sostanziali dell’organismo di diritto pubblico (Cons. Stato, VI, 2 marzo 2001, n. 1206, relativa a Poste Italiane spa), ha ritenuto la giurisdizione anche per gare di importo inferiore alla soglia comunitaria, in quanto, a prescindere dalla diretta applicazione della normativa comunitaria sugli appalti di servizi, vanno comunque rispettati i principi di non discriminazione, parità di trattamento, trasparenza.In relazione ai soggetti tenuti ad applicare la normativa nazionale e comunitaria nella scelta dell’altro contraente, l’aggiudicazione di un appalto di lavori pubblici a trattativa privata, in violazione delle regole e delle procedure di evidenza pubblica, costituisce comportamento negligente della P.A. connotato, per un verso, da colpa grave, e generatore, per altro verso, di un danno ingiusto, perché lesivo della legittima pretesa di un potenziale concorrente a partecipare all’ipotetica gara che avrebbe dovuto svolgersi.In materia di gare e appalti, anche sottosoglia, si impone la necessità del rispetto delle regole di evidenza pubblica, con la conseguenza che deve essere annullata, in sede giurisdizionale, l’aggiudicazione di un appalto per lavori pubblici effettuata con l’immotivato ed ingiustificato ricorso alla trattativa privata. Non può, tuttavia, essere accolta una domanda di reintegrazione in forma specifica nel caso in cui le prestazioni oggetto del contratto di appalto siano state già rese dall’impresa dichiarata illegittimamente aggiudicataria a trattativa privata, atteso che la reintegrazione in forma specifica, in tal caso, non interverrebbe in tempo utile rispetto al decorso della durata del contratto
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 09/12/2002 n. 6764
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Nel caso di ricorso, per motivi di urgenza, al sistema di contrattazione mediante trattativa privata previa gara ufficiosa, la necessità di fornire idonea motivazione circa l'urgenza di provvedere (necessità la cui sussistenza, peraltro, risponde ad un apprezzamento discrezionale, sindacabile solo per evidente illogicità o travisamento) è da ritenere soddisfatta nel caso in cui sia stato fatto riferimento alla necessità di riattivare al più presto la gestione di una servizio pubblico (nella specie, una piscina comunale), che soddisfa un'esigenza primaria di interesse pubblico.Il cosiddetto "diritto d'insistenza" e cioè l'interesse del precedente concessionario ad essere preferito rispetto ad altri aspiranti alla concessione, in quanto si configura come un limite alla discrezionalità dell'Amministrazione, deve essere espressamente riconosciuto dalla legge o dall'autonomia delle parti.
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 22/10/2002 n. 5818
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Sussiste il diritto di una ditta che ha presentato una offerta in sede di trattativa privata di accedere agli atti relativi a tale gara e di conoscere i nominativi dei componenti la commissione della gara stessa, anche nel caso in cui l'Amministrazione abbia poi deciso di non proseguire ulteriormente la trattativa privata.Per avere un interesse qualificato ed una legittimazione ad accedere alla documentazione amministrativa, è necessario: 1) trovarsi in una posizione differenziata - come avviene nel caso di un soggetto, operatore del settore, prima contattato per un'eventuale trattativa privata e poi non invitato alla procedura di gara - ed avere 2) una titolarità di posizione giuridicamente rilevante, che significa non titolarità di un diritto soggettivo o di un interesse legittimo (ossia posizioni giuridiche soggettive piene e fondate) ma di una posizione giuridica soggettiva allo stato anche meramente potenziale (come è quella del soggetto escluso da una procedura di gara alla quale avrebbe interesse a partecipare, o del soggetto che si vede escluso da una trattativa privata dopo alcuni iniziali contatti avuti con l'amministrazione e ciò indipendentemente dalla legittimità del mancato invito alla gara o della piena liceità della decisione di non proseguire oltre nei contatti finalizzati alla trattativa privata o dall'effettivo svolgimento di detti contatti e dagli affidamenti creati).
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana 03/02/2000 n. 38
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Ai fini dell'ammissibilità del ricorso alla trattativa privata per l'aggiudicazione di un appalto di lavori pubblici, possono ritenersi complementari soltanto le opere che da un punto di vista tecnico costruttivo rappresentino un'integrazione delle opere principale, saldandosi inscindibilmente con essa, si da giustificare l'affidamento (e la relativa responsabilità), ad un unico esemplare; pertanto, la mera individuazione in stralci o lotti successivi non può considerarsi elemento giustificativo del ricorso alla trattativa privata.
Consiglio di Stato, Sezione VI 05/08/1999 n. 1018
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo la controversia avente per oggetto l'aggiudicazione di un appalto di lavori pubblici a trattativa privata, anche se non sia stata preceduta dalla pubblicazione di un bando, nel caso in cui la Stazione appaltante abbia proceduto, in via di autolimitazione, ad una gara informale prima di scegliere l'impresa con cui negoziare il contratto.In tema di aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione, la procedura negoziata senza previo bando in caso di offerte inappropriate in una precedente procedura aperta o ristretta, è un procedimento autonomo rispetto alla prima gara, con la conseguenza che la Stazione appaltante non è tenuta ad invitare alla seconda gara solo le imprese che avevano presentato offerte nella prima, non andata a buon fine.
TAR L'Aquila 20/07/1999 n. 467
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
E' illegittima, per violazione dei principi di buona amministrazione e per eccesso di potere sotto il profilo dello sviamento, la deliberazione con la quale il Comune assegna, a trattativa privata, un appalto ad una cooperativa della quale è presidente un consigliere comunale.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana 05/05/1999 n. 156
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
La facoltà dell'Amministrazione di procedere mediante trattativa privata all'aggiudicazione di lotti successivi a quelli oggetto di un contratto d'appalto di lavori pubblici deve essere considerata eccezionale e deve essere prevista espressamente nell'originario bando di gara; l'ipotesi più rilevante di detta facoltà è quella riguardante la ripetizione di opere similari affidate all'impresa titolare del primo appalto dall'Amministrazione aggiudicatrice, purché i relativi lavori siano conformi ad un progetto base oggetto di un primo appalto attribuito a seguito di gara
TAR Napoli 21/04/1999 n. 1070
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Ai sensi dell'art. 24 della legge 11 febbraio 1994 n. 109, modificato dalla L. 18 novembre 1998 n. 415, non costituisce motivo di giustificazione al ricorso allo strumento della trattativa privata la circostanza che i lavori da appaltare prevedano la realizzazione di opere simili a quelle che hanno formato oggetto di un primo appalto.
TAR Palermo 08/04/1999 n. 676
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
In sede di controllo di legittimità, l'organo di controllo può, senza con ciò sconfinare nella valutazione dell'opportunità dell'atto, verificare la sussistenza dei presupposti dell'urgenza o della somma urgenza dei lavori e quindi della sussistenza delle condizioni imposte dalla legge.
TAR Palermo 14/12/1998 n. 2836
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Le disposizioni derogative della disciplina comunitaria recepita nell'ordinamento nazionale, nello stabilire che l'esecuzione dei lavori, per ragioni tecniche, artistiche o attinenti alla protezione di diritti di esclusiva possa essere affidata ad un esecutore determinato, vanno correttamente intese nel senso che le necessità tecniche devono determinare non già l'opportunità ma l'assoluta e inderogabile esigenza che le opere siano compiute dal detto esecutore, per cui non trovano applicazione nel caso in cui l'impresa, alla quale si intende affidare l'appalto, risulti non essere l'unico soggetto in grado di realizzare i lavori, dovendosi ritenere, in tal caso, insussistenti i presupposti per identificare, nella impresa medesima, l'esecutore determinato.La nozione di esecutore determinato presuppone conoscenze specialistiche particolari, o comunque diverse, rispetto a quelle richieste e garantite da qualunque buona impresa di costruzioni, ed in proposito non sono rilevanti ragioni di convenienza operativa, di opportunità amministrativa o di vantaggio economico, ma occorre che si versi in situazioni obiettivamente identificabili e riconducibili ad esigenze tecniche, in relazione alle quali sussista l'assoluta necessità di un esecutore determinato.
TAR Catania 19/11/1998 n. 1924
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
L'art. 23 del D.L. 2 marzo 1989 n. 66 - il quale stabilisce che per i lavori di somma urgenza l'ordinazione fatta a terzi deve essere regolarizzata improrogabilmente entro trenta giorni e comunque entro la fine dell'esercizio a pena di decadenza - va interpretato nel senso che il dies a quo per la regolarizzazione, non decorre sempre e comunque dalla data di avvenuta adozione della delibera che dispone l'esecuzione dei detti lavori, ma decorre dalla data in cui sopravviene la copertura finanziaria, mentre la chiusura dell'esercizio costituisce il termine ultimo e fisso, oltre cui in ogni caso la regolarizzazione non può più essere deliberata.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione Unite 18/11/1998 n. 11619
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
In presenza di norme che stabiliscano in quali casi il metodo della "trattativa privata" può essere preferito a procedimenti invece concorsuali di scelta del contraente, rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo (art. 2, legge 6 dicembre 1971, n. 1034) il ricorso presentato, da uno dei soggetti che sarebbero stati legittimati a prendere parte ad uno di quei procedimenti, rivolto a far valere la violazione di quelle norme nella determinazione di fare luogo alla "trattativa privata".
Consiglio di Stato, Sezione V 18/09/1998 n. 1312
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
La materia della trattativa privata per l'affidamento degli appalti di opere pubbliche è stata ridisciplinata per intero dalla legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., che ha previsto con elencazione tassativa le ipotesi eccezionali in cui il ricorso a tale strumento è ancora consentito, implicitamente abrogando la normativa previgente che disponeva in senso difforme.
TAR Catania 23/07/1998 n. 1337
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
L'art. 77, co. 7 L.R. Sicilia 12 gennaio 1993 n. 10, facendo riferimento ai lavori già appaltati o concessi o per i quali il bando di gara sia già stato pubblicato, non può riguardare gli atti di affidamento a trattativa privata dei successivi stralci, per definizione non preceduti da alcun bando, ma con evidenza richiama l'originario affidamento dei lavori - ad esito di gara - del primo stralcio, che attribuiscono al vincitore la ragionevole aspettativa di ottenere a trattativa privata gli stralci successivi.
TAR Bologna 20/06/1998 n. 251
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
E' legittimo il ricorso allo strumento della trattativa privata per l'aggiudicazione di un contratto di appalto di opere pubbliche nel caso in cui la precedente gara indetta con la licitazione privata non si sia conclusa con l'aggiudicazione ad alcuna ditta per l'eccessiva onerosità delle offerte.
TAR Palermo 12/05/1998 n. 875
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
La facoltà di procedere all'affidamento dell'esecuzione di opere pubbliche a mezzo di trattativa privata, senza la previa pubblicazione del bando di gara, concessa dall'art. 9, co. 2, lett. b) del D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406, deve riferirsi all'ipotesi di affidamento di lavori nuovi compresi in un progetto esecutivo strutturalmente e funzionalmente autonomo, fermo restando che le ragioni tecniche per le quali la detta disposizione consente il ricorso alla trattativa privata debbono consistere in particolari qualità dell'impresa tali da farla apparire, sia sotto il profilo delle maestranze altamente specializzate sia per gli strumenti tecnologici di cui dispone, come l'unica in grado di eseguire un'opera dalle caratteristiche tecniche assolutamente particolari, per cui la disposizione stessa trova applicazione in casi del tutto anomali, quali quello di prestazioni infungibili o rese in posizioni monopolistiche.
TAR Venezia 17/04/1998 n. 477
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
In materia di contratti della Pubblica amministrazione, appartiene alla cognizione del giudice amministrativo la controversia nella quale si faccia questione in ordine alla determinazione della stazione appaltante di ritirare la sua precedente scelta di affidare un appalto a trattativa privata.Nel casi in cui l'Amministrazione procede secondo il sistema della trattativa privata, è consentito alla stessa, fino a quando non vi sia stata stipulazione del contratto, di ritirare la relativa scelta e iniziare una nuova procedura di affidamento a seguito di una rinnovata valutazione dei profili tecnici o di opportunità dell'appalto.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 24/01/1998 n. 696
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Nel sistema di contrattazione a trattativa privata, sia pure preceduta da una gara ufficiosa, diritti e obblighi per la pubblica amministrazione ed il privato contraente scaturiscono solo dalla formale stipulazione del contratto, non potendo attribuirsi all'atto di aggiudicazione il valore di conclusione del contratto, bensì, semplicemente, l'effetto di individuazione dell'offerta migliore, cui segue la fase delle trattative precontrattuali.
Corte di Cassazione, sezione penale, Sezione VI 15/12/1997 n. 11520
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Integra l'estremo oggettivo del reato di abuso di ufficio (art. 323 cod. pen., come modificato dalla legge 16 luglio 1997 n. 234), l'adozione di una delibera comunale che conclude ed approva una gara a trattativa privata dopo che i lavori siano già stati commissionati ed eseguiti, atteso che, quando l'amministrazione decide di indire una gara (anche senza esservi obbligata e senza l'osservanza di formalità), essa è tenuta al rispetto delle regole della gara stessa e, prima di ogni altra, di quelle che assicurano la trasparenza e la libera concorrenza dei partecipanti, con la conseguenza che il mancato rispetto delle regole del procedimento, anche sotto il profilo della mancata osservanza dell'ordine necessario di successione degli atti, dà luogo al vizio di violazione di legge.
TAR Emilia-Romagna, Sezione II 27/08/1997 n. 447
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
In assenza di propria autoregolamentazione, la trattativa privata è caratterizzata dalla mancanza di formalità da rispettare a pena d'esclusione.Eventuali irregolarità dell'offerta presentata dal concorrente sono di per sé irrilevanti, qualora non contrastino con particolari interessi dell'amministrazione stessa.
TAR Palermo 14/07/1997 n. 1186
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
L'art. 36, lett. f), L. R. Sicilia 29 aprile 1985 n. 21 non richiede, in tema di affidamento a trattativa privata dei lavori, che il lotto successivo debba necessariamente essere di « completamento » dell'opera, richiedendo tale norma, in alternativa, che debba trattarsi di opere simili a quelle che hanno formato oggetto del primo appalto.
TAR Catania 17/06/1997 n. 1329
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
In Sicilia, secondo la vigente normativa, nel caso in cui non ricorra l'ipotesi di divieto dell'affidamento a trattativa privata dei nuovi lavori, deve farsi applicazione del disposto di cui al primo comma dell'art. 36 L.R. Sicilia 29 aprile 1985 n. 21, come sostituito dall'art. 40 L. R. 12 gennaio 1993 n. 10, il quale consente il ricorso alla trattativa privata nei casi indicati nell'art. 9 del decreto legislativo 19 dicembre 1991 n. 406.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana 27/05/1997 n. 191
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
In tema di appalto di opere pubbliche, la disposizione contenuta nell'art. 36, lett. f), L.R. Sicilia 29 aprile 1985 n. 21, secondo la quale l'aggiudicazione con il sistema della trattativa privata alla stessa impresa che ha eseguito i lavori del primo lotto, può avvenire a condizione che i nuovi lavori consistano nella ripetizione di opere simili a quelle che hanno formato oggetto del primo lotto ovvero che siano relativi al completamento delle opere già realizzate, non può essere interpretata estensivamente, trattandosi di norma avente carattere eccezionale; pertanto, deve escludersi che sussistano i presupposti per l'applicazione della suindicata disposizione solo perché si sia in presenza di opere per la cui realizzazione sia richiesta la stessa categoria di iscrizione all'Albo nazionale dei costruttori.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana 05/05/1997 n. 75
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Nei contratti di diritto privato stipulati da un Ente pubblico, la volontà negoziale deve essere tratta unicamente dalle pattuizioni intercorse tra le parti contraenti e risultanti dal contratto interpretato secondo i canoni di ermeneutica stabiliti dagli artt. 1362 c.c. e segg., senza che possa farsi ricorso alle deliberazioni dei competenti organi dell'Ente, le quali hanno rilevanza solo ai fini del procedimento formativo della volontà di uno dei contraenti.Ai sensi dell'art. 9, secondo comma, lett. e) del decreto legislativo 19 dicembre 1991 n. 406, negli appalti di lavori pubblici è ammesso l'affidamento a trattativa privata, senza pubblicazione preliminare di un bando di gara, per i nuovi lavori consistenti nella ripetizione di opere similari affidate all'Impresa titolare di un primo appalto dalla medesima Amministrazione aggiudicatrice, purché i lavori stessi siano conformi ad un progetto di base oggetto di un primo appalto assegnato secondo le procedure dei pubblici incanti.
TAR Palermo 19/04/1997 n. 639
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Nella materia dei lavori pubblici non esiste alcuna disposizione che, in radice, escluda i lavori di restauro artistico dal novero dei lavori stessi e, quindi, le norme dettate in tale materia debbono intendersi applicabili anche ai restauri artistici, salva la facolta' della Pubblica Amministrazione di avvalersi di procedure di affidamento non pubbliche, ma pur sempre nel rispetto dei limiti, dei modi e delle competenze segnati dall'ordinamento in materia di lavori pubblici; pertanto, l'art. 78 L.R. Sicilia n. 10 del 1993 - il quale dispone espressamente che rientra nei compiti del Consiglio comunale o provinciale deliberare la autorizzazione ad avvalersi di modalita' di gara diverse dai pubblici incanti, in materia di lavori pubblici o di pubbliche forniture - e' applicabile ai lavori di restauro di opere d'arte.
TAR Palermo 13/01/1997 n. 10
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
L'art. 12 della legge 3 gennaio 1978 n. 1, al quale corrisponde l'art. 36, lett. f), L.R. Sicilia 29 aprile 1985 n. 21 - che consente che fasi successive della realizzazione di un'opera siano affidate ad un unico esecutore a trattativa privata - subordina la sua applicazione alla presenza di una molteplicità di circostanze e di adempimenti, che si pongono quali condizioni necessarie per il concreto legittimo esercizio della relativa facoltà, e ciò in ragione del carattere derogatorio della norma, essendo, in particolare, richiesto che i lavori del lotto precedente siano ancora in corso; pertanto, in mancanza di qualsiasi specificazione nella norma circa il momento in cui deve sussistere il detto presupposto, tale momento non può essere comunque anteriore a quello in cui sono venute in essere tutte le condizioni per l'appalto dei lavori del nuovo lotto.
TAR Bari 17/12/1996 n. 826
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Nella Regione Puglia, ai sensi dell'art. 46, L.R. 16 maggio 1985 n. 27, è consentita la deroga alla pubblica gara per l'affidamento degli appalti di opere pubbliche di competenza comunale e il ricorso alla trattativa privata solo nel caso in cui l'affidamento ad un esecutore determinato sia reso indispensabile da ragioni tecniche, consistenti o in particolari qualità dell'Impresa che - in conseguenza dell'alta specializzazione delle maestranze e degli strumenti tecnici di cui dispone - si presenti come l'unica in grado di eseguire un lavoro dalle caratteristiche tecniche del tutto particolari ovvero nella posizione monopolistica che la detta Impresa assume nel mercato del lavoro.
TAR Brescia 07/10/1996 n. 966
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
A seguito dell'entrata in vigore dell'art. 24 della legge 11 febbraio 1994 n. 109, come modificato dall'art. 8 bis del D.L. 3 aprile 1995 n. 101, convertito dalla legge 2 giugno 1995 n. 216, nei procedimenti finalizzati alla scelta dei contraenti in materia di opere pubbliche e disciplinati dalla normativa nazionale (e non da quella comunitaria) non è più operante il principio fissato dall'art. 41 n. 1 del R.D. 23 maggio 1924 n. 827, che autorizzava la P.A. ad esperire il procedimento a trattativa privata nel caso in cui la licitazione privata, precedentemente bandita, fosse andata deserta.
TAR Potenza 20/07/1996 n. 157
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
E' inammissibile, per difetto d'interesse, il ricorso giurisdizionale proposto da una Ditta che, a fronte di un procedimento di aggiudicazione di un appalto di opere pubbliche mediante trattativa privata, non censuri la scelta di tale tipo di contrattazione (in luogo di quelli automatici), ma si limiti a dolersi di non essere stata invitata alla gara informale e di non aver ricevuto alcun atto di espressa presa in considerazione ed esclusione della propria offerta.
TAR Salerno 18/07/1996 n. 771
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Nella trattativa privata per l'aggiudicazione di un appalto di opera pubblica l'Amministrazione si muove su un piano assolutamente paritetico, esulando tale sistema di contrattazione dai canoni dell'evidenza pubblica; pertanto, la fase di prequalificazione dei contraenti rappresenta una mera eventualità a tutela dell'interesse pubblico e non anche un obbligo da osservare in ogni caso.
TAR Roma, Sezione III 03/07/1996 n. 1263
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
La scelta, da parte della P.A., dei soggetti cui affidare la realizzazione del sistema dell'alta velocità, nelle sue diverse fasi di sviluppo, in quanto concorrenti al raggiungimento dello stesso ed unico fine pubblicistico, pur se in diversa misura e secondo schemi organizzatori diversi, anche di natura privatistica, costituisce esercizio di un potere discrezionale, a fronte del quale non è configurabile, in favore degli aspiranti, una situazione di diritto soggettivo; pertanto, per le controversie aventi ad oggetto la legittimità dell'esercizio del detto potere, il giudice ordinario difetta di giurisdizione.Appartengono alla giurisdizione del giudice amministrativo le controversie relative agli atti contrattuali compiuti dalla Soc. Ferrovie dello Stato nella qualità di concessionaria, nell'esercizio delle funzioni pubbliche ad essa trasferite, rispetto alle quali assume la veste di organo indiretto della Pubblica amministrazione.Nel caso in cui l'Amministrazione si determini a concludere un contratto a trattativa privata con un imprenditore, si incide evidentemente in senso sfavorevole sulle posizioni soggettive degli altri imprenditori operanti nel settore con conseguenze negative sulla libera concorrenza; pertanto, gli aspiranti partecipanti alla gara e rimasti esclusi ben possono impugnare tale atto, in quanto titolari dell'interesse strumentale volto ad ottenerne l'annullamento e a far seguire l'indizione della gara pubblica.Il contratto per realizzare il c.d. sistema dell'alta velocità ha natura di contratto d'appalto d'opera quando i lavori costituiscano un insieme diretto alla realizzazione di una complessa unità strutturale e funzionale, ancorché, per assicurare le forniture e i servizi necessari alla sua esecuzione, si renda opportuno ricorrere al frazionamento o allo scorporamento degli appalti.
TAR Venezia 06/03/1996 n. 380
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Le norme che, in materia di appalto di opere pubbliche, consentono in determinate ipotesi di aggiudicare a trattativa privata all'esecutore del primo lotto i successivi lotti del progetto costituiscono disposizioni eccezionali e sono ancorate a puntuali e tassativi presupposti di fatto.
TAR Catania 27/12/1995 n. 2811
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Anche in Sicilia, secondo la vigente normativa, non può essere affidato a trattativa privata ad una impresa lo stralcio dei lavori successivi a quelli iniziati per il completamento di un'opera pubblica, ove sia trascorso inutilmente il triennio successivo alla aggiudicazione dei lavori iniziati.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione Unite 05/12/1995 n. 12523
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Nel caso di affidamento dell'appalto di opera pubblica a trattativa privata, la Pubblica amministrazione agisce iure privatorum in posizione del tutto paritetica col privato, senza far uso di poteri in qualche modo autoritativi, ponendo in essere un'attività negoziale assolutamente libera e svincolata da un qualsiasi schema procedimentale; in siffatta ipotesi, nel procedimento di formazione del contratto, in capo al privato candidato alla sua conclusione non sono configurabili interessi legittimi, bensì posizioni di diritto soggettivo riconducibili, come a propria fonte, all'attività negoziale svoltasi tra la P.A. ed il privato e correlate, naturalmente, alle vicende ed al grado di sviluppo in concreto assunto da detta attività; ne consegue che le controversie insorte tra le parti in materia sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario.
TAR Torino 20/11/1995 n. 614
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
L'interesse di una impresa ad impugnare la determinazione dell'Amministrazione in ordine alla aggiudicazione di un appalto mediante trattativa privata sussiste solo in presenza di pregressi rapporti con la Pubblica amministrazione, tali da sostanziare un'aspettativa non solo alla prosecuzione del rapporto contrattuale, ma anche alla legittimità del tipo di procedura adottata per la scelta del contraente.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana 23/09/1995 n. 294
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Nel caso in cui un'opera pubblica venga realizzata per scaglioni, i quali conservano una loro autonomia costruttiva e una propria distinta funzionalità, l'affidamento dei lavori dei lotti successivi al primo non può avvenire a trattativa privata a favore della stessa Impresa che si è aggiudicata il primo lotto, in quanto in tal modo si eluderebbero la portata e la ratio della disciplina, di rilevanza comunitaria, in materia di affidamento dei lavori pubblici.
Consiglio di Stato 26/07/1995 n. 1964
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
L'art. 24 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., ha ristretto le possibilità di appalto a trattativa privata ai casi espressamente ivi indicati; pertanto, tali limiti vanno osservati anche in presenza di un accordo quadro, giuridicamente qualificabile come contratto normativo, che preveda la trattativa privata in base alle previgenti norme dell'art. 9 del D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406.L'art. 1, sesto comma, del D.L. 7 aprile 1995 n. 109, convertito dalla legge 2 giugno 1995 n. 216, ha stabilito che agli appalti aggiudicati o affidati entro la data di entrata in vigore della L. 11 febbraio 1994 n. 109, si applicano le norme della previgente normativa; pertanto, nel caso di appalto a trattativa privata perfezionato prima dell'entrata in vigore della citata legge, legittimamente è applicato l'art. 9, secondo comma, lett. b) del D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406 che consente la trattativa privata nell'ipotesi di lavori richiedenti specializzazione tecnica.
Consiglio di Stato, Sezione V 08/07/1995 n. 1029
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Una volta individuato l'aggiudicatario di una gara di appalto, va ammessa la facoltà dell'Amministrazione, di esperire una ulteriore trattativa con quest'ultimo, per conseguire condizioni più favorevoli
Consiglio di Stato 10/05/1995 n. 1263
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Nelle gare di appalto di lavori pubblici l'Amministrazione, ai sensi dell'art. 12 della legge 3 gennaio 1978 n. 1, ha facoltà di affidare a trattativa privata lotti successivi alla stessa impresa aggiudicataria, solo se tale facoltà sia stata espressamente prevista nel bando di gara per l'appalto del primo lotto.In materia di congruità dei prezzi di una gara di appalto di lavori pubblici va applicato l'art. 44 della legge 23 dicembre 1994 n. 724, che ha sostituito l'art. 6 della legge 24 dicembre 1993 n. 537.
Corte dei Conti, Sezione Contr. 04/04/1995 n. 50
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Per « lotto precedente » ai sensi dell'art. 12, primo comma, della legge 3 gennaio 1978 n. 1, deve intendersi quello i cui lavori sono stati aggiudicati mediante pubblica gara e pertanto non solo il primo lotto, ma anche quelli eventualmente susseguenti, purché aggiudicati nuovamente con l'osservanza della regola generale della pubblica gara.La condizione posta dall'art. 12, primo comma, n. 2 della legge 3 gennaio 1978 n. 1, secondo la quale i lavori di cui al « lotto precedente » debbono essere ancora in corso affinché si possa affidare a trattativa privata l'esecuzione di lavori relativi ad ulteriori lotti, deve intendersi che debbono essere ancora in corso i lavori del lotto che viene immediatamente prima di quello da appaltare a trattativa privata, a prescindere dal modo di assegnazione di esso (gara o trattativa privata); pertanto, limitatamente a questo aspetto, le parole « lotto precedente » vanno lette nel loro corrente e letterale significato di « lotto che immediatamente precede ».
Consiglio di Stato, Sezione V 25/01/1995 n. 130
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
La legittimazione e l'interesse dei terzi ad impugnare la determinazione dell'Amministrazione di stipulare un contratto a trattativa privata sussistono tutte le volte che essa incida su rapporti obbligatori in corso di svolgimento, ovvero su aspettative create dalla medesima Amministrazione.Il termine fissato dall'Amministrazione per la presentazione delle offerte in una gara d'appalto deve ritenersi inderogabile e non può essere disatteso senza che sia violato il principio fondamentale della par condicio, che presiede all'operato dell'Amministrazione stessa anche nelle procedure selettive espletate nell'ambito di una trattativa privata.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione Unite 23/09/1994 n. 7842
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
In tema di contratti della Pubblica amministrazione conclusi a trattativa privata, ancorché tale sistema di selezione del contraente rivesta carattere del tutto eccezionale rispetto a quello dell'asta pubblica, dell'appalto concorso o della licitazione privata, il privato escluso dalla trattativa non ha alcun interesse legittimo suscettibile di tutela giudiziaria, attesa la mancanza di norme che disciplinano il sistema suddetto, né la facoltà di adire il giudice amministrativo per denunciare l'eventuale comportamento illegittimo dell'Amministrazione che, attraverso l'adozione del medesimo sistema, abbia volontariamente scelto di agire jure privatorum in posizione del tutto paritetica col privato, salva restando la deducibilità davanti al giudice ordinario dell'eventuale responsabilità precontrattuale della P.A., che abbia violato i principi dettati dall'art. 1337 c.c. nello svolgimento delle trattative.
Consiglio di Stato 30/05/1994 n. 482
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
Dopo l'entrata in vigore della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., i pubblici appalti non possono essere affidati a trattativa privata se non nei casi e con le modalità stabiliti dall'art. 24 della citata legge.
Consiglio di Stato 30/03/1994 n. 1373
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
In seguito all'entrata in vigore della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., non può essere assentita a trattativa privata la concessione di lavori aeroportuali alla Società concessionaria della gestione dell'aeroporto se i lavori eccedano i limiti di valore stabiliti dall'art. 34 legge cit.
Consiglio di Stato 12/01/1994 n. 5
legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1
L'affidamento a trattativa privata di lotti successivi di un appalto di opere pubbliche è consentito, ai sensi dell'art. 12 della legge 3 gennaio 1978 n. 1, solo se sussista un progetto generale esecutivo del complesso delle opere da eseguire.