Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "contabilità lavori"

TAR Sicilia, Sezione I Catania - Sentenza 30/03/2004 n. 846
legge 109/94 Articoli 26, 31bis - Codici 25.4, 31/bis.2.1
L’onere dell’appaltatore di inserire le proprie pretese nei confronti dell’ente appaltante nel registro di contabilità e nel conto finale e, quindi, nel certificato di collaudo di cui agli artt. 91 e 107 del R.D. 25 maggio 1895 n. 350, riguarda le sole istanze inerenti alla contabilizzazione del corrispettivo contrattuale delle opere eseguite, ma non già anche le riserve per eventuale revisione dei prezzi, con riguardo alle quali ultime è sufficiente che la relativa domanda sia comunque presentata prima della firma del certificato di collaudo senza che sia necessaria la sua riproduzione in quel documento.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 18/02/1999 n. 1347
legge 109/94 Articoli 26, 31bis - Codici 25.4, 31/bis.2.1
In tema di appalto di opere pubbliche, l'art. 64 del R.D. 25 maggio 1895 n. 350, secondo il quale se l'appaltatore non sottoscrive il conto finale nel termine fissatogli, o se lo sottoscrive senza confermare le domande già formulate nei modi prescritti nel registro di contabilità, il conto finale si avrà come da lui definitivamente accettato, riconduce alla mancata conferma delle riserve già iscritte una presunzione di accettazione del conto, che ha natura relativa, ed è quindi superabile con la prova di una positiva volontà dell'appaltatore contraria alla rinuncia alle pretese oggetto delle riserve. (Nella specie, la Corte suprema enunciando il principio di cui alla massima, ha escluso che un distacco temporale, anche di poche ore, tra la sottoscrizione del registro di contabilità generale e quella del conto finale, impedirebbe, come ritenuto dalla Corte di merito, la possibilità di superare con una prova contraria la presunzione di accettazione).
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione II 23/01/1999 n. 644
legge 109/94 Articoli 26, 31bis - Codici 25.4, 31/bis.2.1
In tema di appalto, qualora il committente, rilevata l'esistenza di vizi nell'opera, non ne pretenda l'eliminazione diretta da parte dell'esecutore del lavoro, chiedendo, invece, il risarcimento del danno per l'inesatto adempimento, il credito dell'appaltatore per il corrispettivo non viene messo in discussione e, di conseguenza, il relativo, mancato adempimento è causa di debenza degli interessi.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 30/05/1997 n. 4851
legge 109/94 Articoli 26, 31bis - Codici 25.4, 31/bis.2.1
In materia di appalti di opere pubbliche, l'onere dell'iscrizione nel registro di contabilità, che ai sensi degli artt. 54, 64 e 107 del R.D. 25 maggio 1895 n. 350 condiziona la tutelabilità delle pretese dell'appaltatore non accolte dall'Amministrazione committente, riguarda esclusivamente le annotazioni e le riserve concernenti le partite di lavoro eseguite e le somministrazioni fatte dall'appaltatore medesimo, non anche le diverse pretese estranee alla necessità di documentazione cronologica della fase esecutiva del contratto di appalto; ne consegue che non devono essere annotate nel predetto registro le questioni concernenti la decorrenza e la commisurazione degli interessi per ritardo nel pagamento degli acconti, del saldo o della revisione dei prezzi.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 24/01/1997 n. 746
legge 109/94 Articoli 26, 31bis - Codici 25.4, 31/bis.2.1
Nell'appalto di opere pubbliche, l'onere di immediata denuncia di ogni fatto connesso all'esecuzione dell'opera, che l'appaltatore ritenga produttivo di conseguenze patrimoniali a sé sfavorevoli, è espressione di un principio generale, e pertanto sussiste anche riguardo ai fatti c.d. continuativi, come quelli prodotti da una causa costante o da una serie causale di non immediata rilevanza onerosa, rispetto ai quali il detto onere diventa operativo quando la potenzialità dannosa del fatto si presenti obiettivamente apprezzabile, secondo i criteri della diligenza e della buona fede, da parte dell'appaltatore, e questi disponga di dati sufficienti per segnalare alla stazione appaltante le cause delle situazioni per lui pregiudizievoli ed il presumibile onere economico, salvo poi a precisarne l'entità nelle successive registrazioni od in chiusura del conto finale.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 07/12/1996 n. 10920
legge 109/94 Articoli 26, 31bis - Codici 25.4, 31/bis.2.1
In tema di appalto di opera pubblica, a norma degli artt. 26 del D.P.R. 16 luglio 1962 n. 1063 e 54 e 64 del R.D. 25 maggio 1895 n. 350, l'iscrizione delle riserve sul registro di contabilità è condizione necessaria ma non sufficiente per la loro efficacia, essendo indispensabile, a questo fine, anche la loro conferma all'atto della sottoscrizione sul conto finale.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 25/11/1996 n. 10428
legge 109/94 Articoli 26, 31bis - Codici 25.4, 31/bis.2.1
In tema di appalto di opere pubbliche, la contabilizzazione e la pronuncia del collaudatore sull'indifferibilità ed indispensabilità dei lavori eseguiti fuori dal contratto non possono far sorgere a favore dell'appaltatore alcun diritto al compenso ove sia mancata una preventiva volontà dell'Ente pubblico alla loro realizzazione, manifestata dal suo organo deliberante, od un riconoscimento, esplicito od implicito, dello stesso sull'indispensabilità ed utilità dei lavori.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione II 29/08/1994 n. 7574
legge 109/94 Articoli 26, 31bis - Codici 25.4, 31/bis.2.1
In considerazione del fatto che, in materia di appalto di opere pubbliche, l'onere dell'appaltatore di formulare, nel certificato di collaudo, le domande che crede nel proprio interesse (sancito dall'art. 107 R.D. 25 maggio 1895 n. 350) si riferisce solo alle operazioni di collaudo, la sottoscrizione del predetto certificato senza riserve o domande esplicite preclude all'appaltatore solo la possibilità di tutelare i diritti eventualmente lesi dalle modalità di tali operazioni o da quanto risulta attestato nel verbale e non anche ogni altro diritto derivante dal contratto, quali i crediti per gli interessi ed i maggiori danni conseguenti al ritardato pagamento delle somme dovute.