Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "garanzie dell'esecuzione"

Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione II, 20/08/1999 n. 8802
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.4
In tema di appalto di opere pubbliche, i limiti dell'autonomia dell'appaltatore, derivanti dalla obbligatorietà della nomina del direttore dei lavori, nonché dalla intensa e continua ingerenza dell'amministrazione appaltante, non fanno venir meno il dovere dell'appaltatore medesimo di prendere tutte le iniziative necessarie per la corretta attuazione del contratto anche a tutela dei diritti dei terzi, né il dovere di controllare gli atti attraverso i quali si esplica detta ingerenza, contestando, sotto il profilo amministrativo o tecnico, quelli che potrebbero comportare una sua responsabilità per inadempimento degli obblighi assunti o per i danni arrecati a terzi. Ne consegue che anche per detto appalto trovano applicazione i principi generali sulla responsabilità dell'appaltatore, che vedono costui, di regola, unico responsabile dei danni cagionati a terzi nell'esecuzione dell'opera, potendosi a questa aggiungere quella dell'amministrazione solo qualora il fatto dannoso sia stato posto in essere in esecuzione del progetto o di direttive impartite dall'amministrazione committente, mentre una responsabilità esclusiva di quest'ultima resta configurabile solo allorquando essa abbia rigidamente vincolato l'attività dell'appaltatore, così da neutralizzare completamente la sua libertà di decisione.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione II 26/07/1999 n. 8075
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.4
L'appaltatore, anche quando è chiamato a realizzare un progetto altrui, è sempre tenuto a rispettare le regole dell'arte ed è soggetto a responsabilità anche in caso di ingerenza del committente; tale responsabilità, con il conseguente obbligo risarcitorio, non viene meno neppure in caso di vizi imputabili ad errori di progettazione o direzione dei lavori se l'appaltatore, accortosi del vizio, non lo abbia denunziato tempestivamente al committente manifestando formalmente il proprio dissenso, ovvero non abbia rilevato i vizi pur potendo e dovendo riconoscerli in relazione alla perizia ed alla capacità tecniche da lui esigibili nel caso concreto; in tale ipotesi la responsabilità dell'appaltatore può concorrere, laddove gli errori di progettazione e direzione gli siano imputabili e si tratti di vizi facilmente riconoscibili anche da un profano, ed è esclusiva qualora la sua ingerenza o quella del direttore dei lavori abbiano, per previsione contrattuale, escluso ogni potere di iniziativa e valutazione critica dell'appaltatore relegandolo nella posizione di "nudus minister" (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva affermato la responsabilità esclusiva dell'appaltatore per il cedimento della copertura di un edificio realizzata, in essenza di divieti contrattuali di iniziativa, nonostante l'inidoneità delle strutture d'appoggio e la mancata esecuzione a cura del committente di opere ritenute necessarie ed espressamente richieste dall'appaltatore medesimo).
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione III 04/06/1999 n. 5455
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.4
L'appaltatore risponde nei confronti dei terzi dei danni che siano derivati dall'inosservanza delle regole tecniche e dalla comune diligenza, anche quando l'opera sia compiuta sotto il controllo di un direttore dei lavori (salvo l'eventuale concorso di colpa fra direttore dei lavori o committente ed appaltatore), a meno che l'appaltatore non abbia agito quale "nudus minister" e cioè senza alcuna libertà di determinazione e di decisione.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione II 04/05/1999 n. 4415
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.4
Perché possa farsi luogo all'applicazione dell'art. 1668 cod. civ., in tema di garanzia per difetti e vizi delle opere nell'appalto, occorre che le opere siano ultimate (nel caso di specie la Corte ha ritenuto che erano stati correttamente applicati dai giudici di merito i principi generali in tema di risoluzione del contratto di cui agli artt. 1453 e segg. cod. civ., per non essere state ultimate le opere).
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione III 29/03/1999 n. 2963
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.4
La responsabilità dell'Ente proprietario della strada è configurabile, a parte ogni problema di concorrente responsabilità dell'impresa appaltatrice dei lavori, anche quando i lavori di costruzione, manutenzione o restauro di una strada vengano dati in appalto, derivando dalla stessa titolarità della strada e dalla destinazione di essa al pubblico uso il dovere per l'Ente di fare si che quell'uso si svolga in condizioni di normalità e senza pericolo per gli utenti e, pertanto, in osservanza del principio del neminem laedere.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione II 23/01/1999 n. 644
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.4
In tema di appalto, ai fini di cui all'art. 1667 c.c. non è necessaria una denuncia specifica ed analitica delle difformità e dei vizi dell'opera, tale, cioè, da consentire l'individuazione di ogni anomalia di quest'ultima, essendo, per converso, sufficiente ad impedire la decadenza del committente dalla garanzia cui è tenuto l'appaltatore una pur sintetica indicazione delle difformità (nella specie, attraverso la spedizione di un telegramma), suscettibile di conservare l'azione di garanzia anche con riferimento a quei difetti accertabili, nella loro reale sussistenza, solo in un momento successivo.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione II 16/10/1998 n. 10255
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.4
In tema di appalto, la responsabilità dell'assuntore del lavoro inerente alla garanzia per vizi e difformità dell'opera eseguita, prevista dagli artt. 1667 e segg. c.c., può configurarsi unicamente quando lo stesso, nell'intervenuto completamento dei lavori, consegni alla controparte un'opera realizzata nel mancato rispetto dei patti o non a regola d'arte, mentre nel caso di non integrale esecuzione dei lavori o di ritardo o rifiuto della consegna del risultato di questi a carico dell'appaltatore può operare unicamente la comune responsabilità per inadempimento contrattuale di cui agli artt. 1453 e segg. c.c.
TAR Perugia 24/04/1998 n. 299
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.4
Nel caso in cui il bando di gara per l'aggiudicazione a pubblico incanto di lavori di ristrutturazione stabilisca, in modo espresso e inequivoco, che la polizza assicurativa di cui all'art. 30 co.3 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. deve essere presentata entro trenta giorni dalla richiesta a pena di decadenza, la mancata presentazione della polizza stessa comporta l'inadempimento dell'aggiudicatario e la decadenza dall'aggiudicazione.Nel caso in cui il bando di gara per l'aggiudicazione a pubblico incanto di lavori di ristrutturazione stabilisce, in modo espresso e inequivoco, che la polizza assicurativa di cui all'art. 30 co. 3 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. deve essere presentata entro trenta giorni dalla richiesta a pena di decadenza, il detto termine deve intendersi perentorio, con la conseguenza che legittimamente l'Amministrazione può non concedere una riapertura del termine scaduto.Se è vero che in linea di principio i procedimenti contrattuali debbono proteggere innanzitutto l'interesse dell'Amministrazione ad ottenere le prestazioni più convenienti, è anche vero che il rispetto corretto e rigoroso delle procedure di gara può prevalere sul detto interesse tutte le volte in cui l'offerta sostanzialmente più vantaggiosa viene scartata o esclusa per vizi di forma o altre inadempienze dell'offerente.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione II 23/10/1997 n. 10412
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.4
Se l'appaltatore eccepisce la decadenza del committente dalla garanzia disposta dall'art. 1667 c.c. per i vizi dell'opera, incombe su questi l'onere di dimostrare di averli, invece, tempestivamente denunziati.
Consiglio di Stato, Sezione IV 17/02/1997 n. 125
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.4
L'obbligo dell'appaltatore di osservare le norme e le prescrizioni di natura tecnica nella realizzazione dell'opera comprende il controllo degli elementi e dei materiali che gli siano stati forniti dal committente, al quale deve comunicare gli eventuali difetti dei medesimi; pertanto, l'appaltatore, una volta dato l'avviso dei difetti al committente, deve astenersi dall'eseguire l'opera, per cui se vi dia ugualmente corso, resta esonerato dalla responsabilità soltanto nel caso in cui il committente abbia insistito nel pretendere l'esecuzione del contratto, assumendosi cosi in proprio il rischio.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 27/08/1996 n. 7862
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.4
Nell'appalto di opera pubblica l'appaltatore, essendo tenuto a rilevare - nei limiti delle sue capacità tecniche e delle cognizioni richiestegli quale imprenditore del particolare ramo - eventuali carenze od errori nelle disposizioni impartitegli dal committente o dal direttore dei lavori nominato dallo stesso, è responsabile per i danni cagionati a terzi nell'esecuzione dell'opera, anche se derivanti dall'imperfezione del progetto, a meno che non dimostri di aver manifestato il proprio dissenso e di essere stato indotto a seguire il progetto medesimo quale nudus minister nella ragionevole opinione che dalla fedele attuazione di esso non sarebbe derivato alcun danno.