Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "per danni e responsabilità civile"

TAR Piemonte, Sezione I - Sentenza 20/04/2005 n. 1070
legge 109/94 Articoli 17, 30 - Codici 17.1, 30.1, 30.4.1
L’art. 30 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. consente alle Amministrazioni destinatarie di richiedere una cauzione unicamente nelle gare per l’affidamento dell’esecuzione di lavori, mentre per quelle che hanno per oggetto l’affidamento dei (soli) incarichi di progettazione esse possono chiedere esclusivamente la prestazione di una copertura assicurativa per la responsabilità civile e professionale per i rischi derivanti dallo svolgimento delle attività di competenza.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 26/06/1998 n. 6313
legge 109/94 Articoli 17, 30 - Codici 17.1, 30.1, 30.4.1
Il principio secondo il quale l'autonomia dell'appaltatore nell'organizzazione dei mezzi e nell'esecuzione dell'appalto ne comporta la responsabilità esclusiva per i danni cagionati a terzi non può essere esteso al sindacato di validità degli atti con i quali l'Amministrazione appaltante, previa emanazione del decreto di occupazione d'urgenza di un suolo, lo abbia immesso nel possesso dell'immobile per l'esecuzione dell'opera pubblica, tutte le volte in cui il terzo danneggiato non abbia esperito alcuna azione giudiziaria contro il decreto assertivamente illegittimo, e l'appaltatore abbia, sua sponte, inizialmente sospeso i lavori - salvo poi a riprenderli in epoca successiva - a fronte delle informali rimostranze del danneggiato.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione III 20/03/1998 n. 2980
legge 109/94 Articoli 17, 30 - Codici 17.1, 30.1, 30.4.1
In tema di responsabilità civile della pubblica amministrazione nell'esecuzione di un'opera pubblica, ad escludere l'antigiuridicità del fatto e la colpa dell'amministrazione per i danni arrecati a terzi non basta la circostanza che quest'ultima abbia seguito correttamente il complesso "iter" tecnico - amministrativo previsto dalla legge per l'esecuzione dell'opera pubblica, poiché l'esito favorevole dei vari controlli non esime la P.A. dal dovere di seguire anche le regole tecniche e di comune prudenza e diligenza allo scopo di non ledere l'incolumità e il patrimonio di alcuno (nel caso di specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto costituire fonte di responsabilità per fatto illecito l'aver provocato danni consistenti nell'erosione di una costa per effetto della costruzione di un porto a causa di errori di progettazione nonché di negligenza ed imperizia nello studio delle correnti, dei moti ondosi e del flusso dei detriti).
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione III 09/12/1997 n. 12449
legge 109/94 Articoli 17, 30 - Codici 17.1, 30.1, 30.4.1
Nell'appalto di opere pubbliche, l'appaltatore conserva, anche se in limiti più ristretti rispetto agli appaltatori privati, margini di autonomia ed è di regola unico responsabile dei danni cagionati a terzi nel corso dei lavori; sussiste, tuttavia, la responsabilità concorrente e solidale dell'Amministrazione committente se il fatto dannoso sia posto in essere in esecuzione del progetto e responsabilità esclusiva della stessa pubblica Amministrazione se la sua ingerenza abbia compromesso ogni autonomia dell'appaltatore nell'organizzazione dei lavori.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione II 19/01/1995 n. 616
legge 109/94 Articoli 17, 30 - Codici 17.1, 30.1, 30.4.1
Anche nell'appalto di opera pubblica l'appaltatore, essendo tenuto a rilevare, nei limiti delle sue capacità tecniche e delle cognizioni richiestegli quale imprenditore del particolare ramo, eventuali carenze ed errori, nelle disposizioni impartitegli dal committente o dal direttore dei lavori nominato dallo stesso, è responsabile per i danni cagionati a terzi nell'esecuzione dell'opera anche se derivanti dall'imperfezione del progetto, a meno che non dimostri di aver manifestato il proprio dissenso e di essere stato indotto a seguirlo, quale nudus minister, nella ragionevole opinione che dalla fedele attuazione di esso non sarebbe derivato alcun danno a terzi. (Nella specie, in base al principio suddetto, la Corte suprema ha confermato la sentenza di merito che aveva affermata la responsabilità dell'appaltatore per i danni arrecati ad un fondo dalla mancata progettazione e realizzazione, nella costruzione di un impianto sportivo, di un sistema di convogliamento e raccolta delle acque meteoriche, in base al rilievo che i requisiti tecnico-operativi e professionali dell'appaltatore avrebbero dovuto consentirgli di rendersi conto dei pericoli insiti nella lacuna anzidetta e di segnalarli al committente).