Massime per Atto Ricercato: Comunicato alle SOA n. 35 del 01/12/2003 - rif. 63401/03/isp

Comunicato alle SOA n. 35 del 01/12/2003 - rif. 63401/03/isp legge 109/94 Articoli 8 - Codici 8.2
E’ da ritenersi possibile per le SOA procedere alla variazione di un’attestazione, rilasciata ad un’impresa il cui amministratore unico o direttore tecnico vengano successivamente sottoposti, in applicazione della normativa di cui alla legge 31 maggio 1965, n. 575, alle misure preventive della sorveglianza speciale e dell’obbligo di soggiorno nonché del sequestro e della confisca dei beni, operando la sostituzione dei nominativi dei suddetti soggetti con il nominativo dell’amministratore giudiziario nominato con decreto del Tribunale. La nomina dell’amministratore giudiziario, infatti, recide i legami dell’impresa con l’attività oggetto di sanzione, consentendole di continuare a svolgere un’attività lecita sotto la sua guida.Ai sensi dell’articolo 2-sexies della legge n. 575/65, l’amministratore giudiziario provvede alla custodia, alla conservazione ed all’amministrazione dei beni sequestrati “sotto la direzione del giudice delegato”, anche al fine di incrementare, se possibile, la redditività dei beni. Da ciò discende che l’impresa deve poter essere immune, salvo le prescrizioni giudiziarie apposte in sede di estensione delle interdizioni antimafia (art. 10, comma 4, legge 575/65 che estende divieti e decadenze ai conviventi o all’impresa della quale la persona sottoposta a misura preventiva sia amministratore), dai provvedimenti interdettivi o negativi adottati nei confronti del “prevenuto” o del “prevenendo”.Non si ravvisano ragioni ostative alla variazione dell’attestazione di qualificazione, rilasciata ad un’impresa il cui amministratore sia sottoposto a procedimento penale nell’ambito del quale le quote sociali e i beni dell’impresa siano stati oggetto di sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p., (con conseguente nomina di un custode giudiziario), operando la sostituzione del nominativo dell’amministratore e del direttore tecnico con i nominativi indicati dal custode giudiziario e autorizzati dal G.I.P., purché al custode risultino assegnati non solo compiti di vigilanza dei beni sequestrati ma anche compiti di gestione e di amministrazione, che il custode sarà chiamato a svolgere sotto le direttive del giudice. Ciò anche in considerazione del fatto che la misura del sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. non è ricompresa nell’art. 17 del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 tra le cause ostative all’ottenimento dell’attestazione.