Relazione annuale al Parlamento.

Spending review, Santoro: risparmio e crescita economica con una spesa più efficiente nel mercato degli appalti. Accorciare i tempi di esecuzione dei lavori e standardizzare le procedure di acquisto nei servizi e forniture.

Oggi il presidente dell’Autorità per la vigilanza sugli appalti Sergio Santoro ed il Consiglio dell’Autorità hanno presentato la relazione annuale al Parlamento per l’anno 2011.

“In un periodo di grande difficoltà della finanza pubblica occorre rendere più efficiente e trasparente la spesa nel mercato dei contratti pubblici in quanto i costi sono rilevanti e costituiscono la parte di spesa pubblica più facilmente ridimensionabile”.

 “I tre settori dei lavori, servizi e forniture hanno caratteristiche strutturali differenti ma ciascuno di essi presenta delle sacche di inefficienza sia dal punto di vista della qualità dell’acquisto sia dal punto di vista della spesa.”

“Nei lavori pubblici occorre rendere più efficiente il sistema relativo alla durata  di esecuzione, poiché il ritardo nell’esecuzione delle opere comporta maggiori oneri per la PA , un danno per gli utenti-cittadini, rallentando lo sviluppo economico. “

“Per quanto riguarda le forniture, 9 miliardi su quasi 17 del settore ordinario, riguardano le forniture del sistema sanitario nazionale. Il 1 luglio l’AVCP ha pubblicato i prezzi di riferimento dei principali farmaci e prodotti biomedicali, dove si riscontra una variabilità dei prezzi di acquisto elevatissima. L’ottimizzazione degli acquisti in questo settore porterà a dei risparmi significativi. Tuttavia non è il solo settore sanitario che ha bisogno di una omogeneizzazione nelle procedure di acquisto, poiché la variabilità dei prezzi di acquisto si riscontra anche altrove.”

“Anche le procedure di acquisto nel settore dei servizi andrebbero standardizzate poiché si riscontrano anche in questi casi una forte variabilità di prezzi. Ciò è legato soprattutto ad una carente descrizione delle specifiche tecniche del servizio oggetto di acquisto. Si pensi ad esempio al servizio di facility management in cui molto spesso a fronte di costi rilevanti i rispettivi servizi non sono né particolarmente dettagliati né definiti.”

“Sia per i servizi che per le forniture, infine, si rileva una scarsa partecipazione alle gare, con 2,5 imprese in media contro 25 nei lavori.”

Il Partenariato pubblico-privato rappresenta indubbiamente uno strumento idoneo a colmare il divario, oggi sempre più rilevante, tra le risorse disponibili e la necessità di infrastrutture e di servizi qualificati. Tuttavia, va riconosciuto che a tale strumento non reca vantaggio l’eccessiva produzione legislativa, che comporta l'inopportuna conseguenza di rendere incerto il quadro normativo e di conseguenza quello economico finanziario dell'intervento. Se a ciò si aggiunge anche la complessità dei livelli di concertazione che caratterizzano il sistema italiano ( approvazione dei progetti; conferenze dei servizi; sensibilità delle popolazioni interessate dalle opere da realizzare; ecc. )  ne discende la necessità fondamentale di avere un quadro dei diritti e dei doveri stabile e modernamente concepito. Questo passaggio appare inevitabile se si desidera attrarre sempre più i capitali privati verso gli interventi di pubblica utilità.

La qualità tecnica delle Stazioni appaltanti deve aumentare per risultare adeguata ad interventi di crescente importanza ed a finanziamenti sempre più sofisticati. Solo l’adeguata preparazione tecnica delle Stazioni appaltanti potrà garantire il rispetto della norma centrale di qualunque partenariato: l’equa ripartizione dei rischi collegati agli investimenti. Una legislazione molto garantista, la riluttanza degli Operatori economici, unita ad una diffusa inadeguatezza tecnica delle Stazioni appaltanti fa si che frequentemente i rischi non siano correttamente ripartiti tra le Parti.

Relazione per il 2011

Roma, 4 luglio 2012

 

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