Intervento del Presidente dell’Anac Raffaele Cantone al seminario:
"Security, the Western Balkans and the UK: working together to address shared challenges", organizzato dalla istituzione Wilton Park nell'ambito del ‘processo di Berlino’, l'iniziativa diplomatica per l'allargamento dell'Unione europea ai Paesi dei Balcani occidentali.

Londra, 18-20 ottobre 2017

 

Ringrazio il Ministero degli Esteri britannico per aver previsto questo importante seminario e per aver dedicato un gruppo autonomo all’anticorruzione, con l’importante obiettivo, in ottica Presidenza inglese, di concretizzare messaggi anticorruzione comuni agli esiti del Summit di Londra 2016 e delle conclusioni del Seminario di Trieste.

C’è un filo conduttore fra i risultati del Summit di Londra e i risultati di Trieste.
È la prova ancora una volta che l’anticorruzione è un fenomeno che trova i suoi rimedi globalmente. Non ci sono approcci parziali al problema, anche se ci possono essere metodologie diverse da Paese a Paese. Ci sono di sicuro punti fermi che nel tempo hanno portato al Vertice anticorruzione di Londra 2016 ed al seminario di Trieste del luglio 2017, e possono - anzi, devono - essere sviluppati insieme, poiché si è oramai affermata una comune volontà di lottare contro la corruzione. È quello che vogliamo fare in futuro, a partire dai due seminari di follow-up che terremo proprio nei Balcani Occidentali.

In questa regione, che frequento sin dal 2015 e con la quale ANAC ha una fortissima e ramificata collaborazione, ho notato che i tempi sono oramai maturi per uno sforzo comune di lotta alla corruzione, e che la pubblica opinione è abbastanza recettiva e aspetta un cambiamento concreto. Affermare pienamente una cultura anticorruzione potrebbe essere quindi un risultato non impossibile da conseguire in futuro.
Per conseguire tale obiettivo dobbiamo collaborare con i Balcani Occidentali, contemperando le loro aspettative e le nostre legittime esigenze, nel quadro di un processo di avvicinamento all'Unione Europea. Ci sono moti settori nei quali possiamo cooperare: alcuni specifici, quali la prevenzione e gli appalti, ma anche altri trasversali, come la prevenzione negli enti locali e le politiche di formazione. Tali ambiti sono tutti strategici per sviluppare, nei Balcani Occidentali e nei nostri Paesi, non solo mezzi di lotta alla corruzione, ma anche una cultura anticorruzione, che è l’elemento che fa la differenza.
Vorrei brevemente scendere nello specifico di tali settori, che - come ho avuto direttamente modo di constatare - sono comuni all’attività di cooperazione bilaterale, al vertice di Londra, ai seminari preparatori del Vertice di Trieste ed al Vertice medesimo.

 

    1. Prevenzione della corruzione

L’importanza della prevenzione della corruzione non sarà mai troppo sottolineata nella sua rilevanza. Nel lungo periodo, è infatti il mezzo principe per ridurre drasticamente gli episodi di corruzione ed il livello di tolleranza delle opinioni pubbliche, due aspetti interconnessi fra loro.
Prevenzione significa in primo luogo un investimento in cultura ed educazione civica, per contribuire a creare un clima di maggior rispetto della cosa pubblica e far crescere il disvalore sociale della corruzione: quindi, attività di formazione soprattutto nelle scuole e nelle Università. Nelle Amministrazioni, significa piani di integrità che valutino i rischi di corruzione all'interno degli enti e istituiscano meccanismi di prevenzione, accompagnando tali misure ad un controllo efficace sulla loro attuazione, tenendo conto delle metodologie regionali già esistenti di attuazione e monitoraggio dei piani di integrità.
Prevenzione significa al tempo stesso elaborare un codice di condotta nazionale per le amministrazioni e appositi codici per ciascuna di esse tenendo conto delle rispettive peculiarità, anche in tal caso approntando sistemi di controllo sulla loro attuazione.

 

    2. Appalti pubblici

Altro settore di interesse congiunto, molto enfatizzato dal Vertice di Trieste è l’attenzione agli appalti pubblici. Una recente ricerca nella materia della cooperazione allo sviluppo ha calcolato che ogni dollaro speso per rafforzare l’informatizzazione degli appalti pubblici porta ad un risparmio di 663 dollari nel breve-medio termine. Nessun investimento al mondo, fra quelli legali, ha un ritorno così alto. Questo la dice lunga sulla centralità del sistema degli appalti nella lotta alla corruzione, specialmente nei Balcani Occidentali, che hanno sempre messo in luce tale aspetto come necessario.

Trasparenza nei bandi, apertura ed intelligibilità, rendicontazione chiara e precisa, sono elementi essenziali per la gestione dei contratti pubblici. A tali fini è importante rispettare principi di integrità nel contratto, al contempo rafforzando il controllo pubblico generale delle procedure di appalto.

Inoltre, dovrebbe essere tenuta in considerazione la necessità di porre un divieto di partecipazione agli appalti pubblici a corrotti e corruttori.
Lo scambio di informazioni sugli episodi corruttivi e sulle persone implicate, anche sul piano internazionale, è un tema centrale e bisogna incoraggiare tutti ad esplorare le modalità della condivisione transnazionale di informazioni pertinenti.

 

    3. Trasparenza

Ho richiamato la trasparenza negli appalti, ma non solo. La trasparenza è il mezzo principe per la lotta alla corruzione.
La corruzione è un reato oscuro, che implica la connivenza fra due persone, e quindi fare luce sulle procedure seguite è il migliore disinfettante. Trasparenza significa infatti anche rendere conto alla pubblica opinione del proprio operato e una maggiore trasparenza esalta il controllo della cittadinanza sul comportamento dei funzionari pubblici e sulla gestione finanziaria. Sotto questo profilo, l'introduzione di bilanci delle pubbliche amministrazioni che siano aperti e consultabili può risultare uno spartiacque.
Per fare questo è molto utile ricorrere all’informatica, con siti web completi e appalti quanto più possibile informatizzati. Le nuove tecnologie e l’uso dei dati aperti rendono possibile una più profonda conoscenza delle condotte seguite e rafforzano, col controllo dell'opinione pubblica, la fiducia verso le istituzioni. Inoltre, le nuove tecnologie possono divenire anche uno strumento molto utile per esaminare la casistica dei reati di corruzione.

 

    4. Politiche di formazione e di scambio

Come dicevo, vi sono anche settori trasversali; quello maggiormente evocato durante il summit di Trieste è stata la formazione. Oserei dire che da Trieste ci è giunto un fortissimo invito da parte dei Balcani: aiutateci ad aiutare noi stessi. La Regione balcanica vuole soprattutto istruzione e formazione, che sono di fondamentale importanza. È importante incoraggiare l'UE e tutte le parti interessate a scambiare esperienze pertinenti e a moltiplicare le opportunità di apprendere l'una dall'altra.

L’esperienza di ANAC conferma i risultati del seminario di Trieste: i nostri progetti twinning, le molteplici relazioni intrecciate, le visite ricevute, numerose ed a qualunque livello, mi hanno reso chiaro come l’interesse dei Balcani Occidentali per la formazione e per esperienze diverse sia assolutamente genuino e al tempo stesso un patrimonio da coltivare. Quindi è importante effettuare partenariati istituzionali a lungo termine che promuovano l'integrità, mediante accordi di gemellaggio tra istituti, scambi di professionisti, apprendimento tra pari. L'Unione europea, la RAI - Regional Anticorruption Initiative, così come le altre organizzazioni internazionali e le nuove forme di partenariato possono svolgere un ruolo importantissimo per promuovere la cooperazione internazionale nella prevenzione della corruzione e incoraggiare tutti ad una azione comune e congiunta. Anche la collaborazione e lo scambio fra le giurisdizioni e le legislazioni nazionali permettono difatti di migliorare la condivisione delle informazioni tra le Autorità di contrasto.

 

    5. Enti locali

Altrettanto dibattuto è stato il tema della lotta alla corruzione negli enti locali. Tutti i partecipanti a Trieste hanno sottolineato essa ha proprie peculiarità, il che non la rende sempre simile al fenomeno che si nota nelle amministrazioni centrali. Possono essere quindi diverse le contromisure da mettere in atto. I Balcani Occidentali hanno sottolineato la peculiarità degli enti locali nel settore degli appalti, in primo luogo, ma anche nella trasparenza, nelle possibilità e nei mezzi per rendere conto ai cittadini, nella gestione finanziaria. Dobbiamo dunque rafforzare la cooperazione con una focalizzazione sugli enti locali.
ANAC nel corso della sua attività ha molto approfondito le caratteristiche degli enti locali, i loro tratti distintivi, le loro necessità ed alcuni di questi studi ed applicazioni sono oggetto di specifici seminari nei twinning dell'Autorità, con ottimo successo.

 

    6. Coinvolgimento del settore privato

In quest’opera di formazione e di scambio il settore pubblico non può tuttavia essere lasciato solo. È essenziale che anche i privati possano dare il loro contributo, promuovendo, anche in collaborazione col mondo imprenditoriale, la società civile e le università, l'elaborazione di nuove misure e tecnologie per la valutazione dei rischi e dei livelli di corruzione, creando partenariati istituzionali a lungo termine che promuovano l'integrità.
Questo è importante per individuare e prevenire il flusso di fondi illeciti e fare fronte comune contro le minacce di corruzione.
Il settore privato può costituire una efficace linea di difesa: le reti internazionali di professionisti in settori pubblici e privati possono rafforzare le aspettative e gli standard reciproci.


In conclusione, abbiamo visto che non ci sono, né ci possono essere, distinzioni sulle modalità con cui portare avanti la battaglia sull’anticorruzione. Trieste è stata preceduta da un lavoro preparatorio molto serio ed approfondito ed i risultati del Vertice non sono un caso, ma frutto di un costante scambio di idee con i Paesi dei Balcani Occidentali sui settori di collaborazione e di attenzione rispetto alle loro aspettative.
I lavori del seminario odierno certamente hanno confermato ed arricchito questo approccio, e non si può non ringraziare ancora una volta il Regno Unito per la sensibilità dimostrata. I seminari di follow-up, che come ANAC terremo proprio nei Balcani Occidentali, potranno sviluppare gli esiti di Trieste e verificare il livello di “ambizione” che possiamo avere in questo campo, alzando la nostra asticella.
Il patrimonio di dialogo con i Balcani Occidentali sul tema va continuato ed approfondito; credo che siamo tutti pronti per fissarci obiettivi e traguardi ulteriori, portando la cooperazione ad un livello superiore e fissando obiettivi certamente misurabili, ma pur sempre alla portata dei nostri partner.
Solo con uno sforzo comune possiamo effettivamente contribuire a combattere un fenomeno che riguarda, in misura minore o maggiore, tutti i Paesi, perché nessuno può dirsi immune dalla corruzione e dai suoi tremendi effetti.

Raffaele Cantone

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