18/06/2019

Arbitrati bancari

Conclusi gli arbitrati Anac per i bond subordinati emessi da Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti.
In 84 sedute quasi 1.800 ricorsi esaminati, 80% delle richieste accolto e oltre 44 mln a favore dei risparmiatori.

 

In poco più di un anno la Camera arbitrale dell’Anac ha completato l’esame delle istanze di arbitrato giunte dai titolari di bond subordinati emessi dalle banche poste in liquidazione (Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti).

 

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Malgrado questa competenza sia stata assegnata all’Autorità anticorruzione dalla Legge di Stabilità 2016, infatti, l’emanazione differita dei decreti attuativi ha consentito di fissare le prime udienze soltanto a marzo 2018.

Per venire incontro il più celermente possibile alle legittime attese dei risparmiatori “azzerati” è stato dunque costituito un secondo Collegio arbitrale, con la contestuale decisione nel periodo iniziale di prevedere tendenzialmente due sedute a settimana, in modo da esaminare in media 40 ricorsi.

Con l’obiettivo di rendere omogenea la valutazione delle richieste pervenute, la Camera arbitrale dell’Anac ha elaborato inoltre apposite linee guida, così da assicurare la dovuta uniformità di giudizio e stabilire le priorità nell’esame delle istanze (nello specifico, i ricorsi presentati da risparmiatori con più di 70 anni di età e un investimento inferiore a 50mila euro).

Per comprendere la speditezza con cui sono stati conclusi gli arbitrati, occorre considerare che di fatto ognuno di essi è paragonabile a un processo. Ciò comporta che oltre a un contraddittorio fra le parti (nel caso di specie effettuato per via documentale), per ogni singola istanza è stato necessario redigere una articolata sentenza (il lodo) riguardante aspetti tecnici e questioni di diritto particolarmente complesse.

Grazie a questa procedura è stato possibile indennizzare coloro che hanno effettivamente acquistato le obbligazioni subordinate in carenza di informazioni e senza una reale consapevolezza dei rischi connessi.

Su 1.770 richieste di arbitrato pervenute, quelle che presentavano i requisiti richiesti dalla normativa (e quindi valutabili) sono state 1.685, l’80% delle quali è stato accolto (1.357).

L’entità percentuale del ristoro riconosciuto rispetto alle somme richieste dai risparmiatori (il cd. petitum) dipende dal livello di consapevolezza circa la rischiosità dell’investimento, quale risultante dalla documentazione trasmessa e dal livello di “alfabetizzazione” finanziaria.

Rispetto a una richiesta globale pari a 78,2 milioni di euro, i due Collegi arbitrali dell’Autorità anticorruzione hanno stabilito a favore dei detentori dei bond subordinati ristori per 44,4 milioni (56,8%).

La procedura arbitrale espletata dall’Anac non ha comportato esborsi per lo Stato, poiché le somme sono state erogate dal Fondo interbancario per la tutela dei depositi (Fitd).

Nel complesso i due Collegi arbitrali hanno svolto 84 sedute. A fronte di un impegno di tale rilievo in termini di tempo e studio delle istanze, la spesa (costi del personale, costi dei tirocinanti, gettone per i componenti, costi amministrativi, etc.) è stata inferiore ai 350mila euro.

 

COLLEGIO A – 39 sedute
Raffaele Cantone - Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione
Raffaele Squitieri - Presidente emerito della Corte dei conti
Marco Sepe - Ordinario di Diritto dell’economia

 

COLLEGIO B – 45 sedute
Ferruccio Auletta - Ordinario di Diritto processuale civile
Giuseppe Salmè - Già Presidente di sezione della Corte di Cassazione
Salvatore Messineo - Già vice Avvocato generale dello Stato

 

In sintesi:

80,5% delle istanze accolte (1.357)
56,8% del petitum riconosciuto (44,4 mln)

 

Banca Etruria
86,2% delle istanze accolte
20,7 mln liquidati

 

Banca Marche
77,7% delle istanze accolte
19 mln liquidati

 

CariChieti
58,1% delle istanze accolte
2 mln liquidati

 

CariFerrara
77,7% delle istanze accolte
2,6 mln liquidati